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Aline Improta, regina dei contenuti: il contro stereotipo che ha rotto gli schemi

Aline - contenuti

Essere una donna avvenente nel mondo del lavoro: un’impresa doppia?  Forse, lo scopriamo nell’Intervista a Aline Improta, giornalista e scrittrice vincitrice del Premio giornalistico internazionale Campania Terra Felix 2024 dedicato alle eccellenze professionali della regione

Se per una donna la sfida professionale in un mondo per lo più maschile è già di per sé impegnativa, immaginate aggiungere l’ostacolo di un’innegabile bellezza. È la storia di Aline Improta, una giovane donna di origini sudamericane che ha trascorso anni a combattere contro il pregiudizio che voleva relegarla al ruolo di semplice “bel volto”, dimostrando invece un talento indiscutibile per la scrittura e una grande cultura. 

Ha scelto la strada più difficile, quella della perseveranza, costruendo una reputazione solida basata sui suoi meriti e non sull’apparenza.


Per anni, Aline ha subito i pregiudizi di uomini e di donne che la guardavano attraverso il filtro del suo aspetto fisico e ricevendo spesso domande e valutazioni superficiali che ignoravano completamente la preparazione e la sua professionalità. Per difendersi da questi schemi ha indossato per anni un’armatura fatta di distacco e freddezza, cercando il meno possibile di calcare le scene. 

Una scelta davvero forte, dal momento che Aline è in realtà una donna molto sensibile e dolce, che ama fare amicizia con le persone ed è l’anima della festa. 

Ma un giorno, come mi ha raccontato nell’intervista, grazie all’incontro lavorativo con Giuseppe Giordano, la sua vita è cambiata, iniziando ad affrontare il suo “limite” e trasformando il pregiudizio in una sfida da superare. 


Oggi, Aline non si nasconde più dietro ad una tastiera e ha deciso di raccontare un po’ della sua storia. Non più come cronista di vite altrui, ma come protagonista del suo stesso racconto.

Raccontaci di te, come è nata la passione per la scrittura?


Sono nata con la penna in mano. Ero solo una bambina quando ho iniziato a scrivere per me. Avevo una raccolta (privata) di poesie, temi e aforismi. Un giorno, nei primi anni delle elementari, dopo aver presentato un tema assegnato per casa, la maestra mi scrisse una “nota” chiedendo di parlare con mio padre perché credeva che fosse lui a scrivermi i temi! In realtà, i compiti li facevo completamente da sola e con quella nota papà scoprì “il mio talento nascosto”. Qualche tempo dopo, papà tornò a casa con una copia de Il Mattino e mi disse: “vedi chi c’è in quella pagina…” Era una mia poesia! (l’aveva rubata dai miei archivi segreti ahahah). Vedere il mio nome su un quotidiano così importante accese in me un fuoco: diventerò una grande giornalista e poi una grande scrittrice!


Durante le superiori, capì che volevo fare la giornalista e occuparmi di moda. Ho iniziato il praticantato giornalistico appena maggiorenne e sono diventata giornalista pubblicista a venti anni. Dopo la laurea mi sono candidata per il grande gruppo editoriale Condé Nast e tanti altri, ma purtroppo non fui presa. Proprio in quella fase storica, l’avvento del web stava mettendo in grossa crisi la carta stampata e c’era una forte diminuzione di nuove opportunità. Fu così che iniziai stage ed esperienze nel settore del marketing e della comunicazione di aziende di moda, settore quello della moda in cui ho lavorato per quasi dieci anni.

Quando sono nate le prime sfide?



Fin da ragazzina, non ho mai sognato o voluto fare un lavoro che potesse avere a che fare con l’aspetto, volevo essere di più della mia apparenza, ero una secchiona a scuola, studiavo per essere la prima della classe. Quando avevo tredici anni avevo già l’aspetto e il corpo di una ragazza di vent’anni e a venti, quella di una ragazza più grande. Di conseguenza, ed essendomi inserita nel mondo del lavoro giovanissima, ho dovuto imparare ad essere forte e maturare molto presto.


Sono tante le esperienze negative che ho vissuto di pregiudizi e stereotipi in ambito lavorativo e non solo. E purtroppo anche con le donne. 

Apparentemente sembra – e tutti credono – che avere un bell’aspetto abbia solo vantaggi: apprezzamento, attenzione, gentilezza, disponibilità, apertura, interesse, in poche parole opportunità. La verità invece è che se non scegli di fare del tuo aspetto estetico la tua proposta unica di valore in campo lavorativo ti ritroverai a dover dimostrare ogni giorno della tua vita che sei ben “oltre” il tuo involucro.

Io volevo diventare una grande professionista. Per questo già a vent’anni pensavo: “se faccio questa cosa quali sono le conseguenze a lungo termine sul mio futuro e su quello che voglio diventare?” Farmi questa domanda mi ha portato a prendere la scelta giusta nella direzione della donna che volevo diventare. Volevo fare la differenza, non avevo ancora le idee chiare esattamente su cosa, ma sapevo che dovevo tutelare il mio voler essere diversa non cadendo nella tentazione di ciò che si presentava facile.

Non ho mai compreso le donne che “sfruttano” il loro aspetto per ottenere, che sia un lavoro o una trattativa. Questo per un motivo ben preciso: prima o poi dovrai fare i conti con questa cosa. Il tuo ottenere sarà legato all’ottenere della persona che hai di fronte. Nel momento in cui verrà meno, spariranno anche i tuoi progetti. 

Di cosa ti occupi oggi?

Sono Direttore Marketing e Brand Manager del gruppo Fratelli Giordano & Partners (oltre a continuare ad occuparmi di Brand Journalism e Ufficio Stampa per noi e i nostri clienti).
Oggi, è bellissimo vedere le grandi vetrate della nostra sede con questo nome. Poco più di due anni fa, il progetto Fratelli Giordano era nato dall’idea di scrivere una collana di libri di imprenditoria e management, ma oggi invece è molto di più, è il nome di un gruppo, del nostro gruppo. Più che un lavoro, la nostra è una missione, nata dalla voglia di riscatto personale e territoriale. Ognuno di noi con la sua bellissima storia e il forte legame con la nostra città è un personaggio importante della storia che stiamo riscrivendo.
Fuori alla porta del mio ufficio c’è un claim “Da qui nasce tutto”, perché è una fucina di idee e progetti. Ogni chiacchierata con Anna Guida il Direttore Vendite e Giuseppe Giordano, il Direttore Commerciale Generale del gruppo, in poco tempo diventa un progetto, pronto a generare valore e  opportunità per noi, per i nostri clienti e per i ragazzi che vengono a contatto con noi.


Nel tempo che avanza scrivo ancora qualche libro come ghostwriter 😀 !


Essere una giovane donna nel 2024…qual è la direzione attuale e il tuo pensiero a riguardo?


Non mi piace parlare di femminismo, nel 2023 credo sia una cosa sorpassata ormai, come parlare di emancipazione. Oggi si sta confondendo la libertà di fare del proprio corpo ciò che si vuole con la libertà “vera”, quella di essere se stesse, con le proprie unicità e le proprie fragilità. La vera forza di una donna sta proprio in questo: potersi spogliare senza togliersi i vestiti, non soffermarsi o cercare sicurezza nella perfezione estetica.


Noi donne, se ci aiutiamo di più l’una con l’altra e pensiamo all’importante ruolo che abbiamo nella società, possiamo cambiare le cose, aiutare il nostro genere. Non si tratta di lottare contro gli uomini, ma di distinguersi come donna per abbattere schemi e pregiudizi che ancora ci sono. 

Se tutte noi ci impegnassimo a fare bene qualcos’altro oltre l’essere belle e carine non ci sarebbero più stereotipi o pregiudizi. Finché ci sono ragazzine che pensano che è meglio vendere contenuti su Onlyfans c’è tanto, tantissimo lavoro ancora da fare.

Tutte noi donne siamo collegate l’una a l’altra perché ognuno di noi è una parte dell’umanità che c’è ora e che influenzerà il genere in futuro. Non si tratta di femminismo ma di inconscio collettivo femminile!

Qual è la cura?

VALORI, AUTOSTIMA, AUTENTICITÀ e INTEGRITÀ. So che sono parole grosse, ma possiamo prenderle dal vocabolario e metterle nel nostro cuore. Credo che ogni donna debba lavorare sul suo potenziale, non mettere dei limiti ai propri desideri, alle proprie ambizioni e non debba permettere a nessuno di decidere quanto vale o quale è il suo posto.

Costruisci la tua sfera di influenza a lungo termine, tira fuori i contenuti dentro di te, sono quelli che resteranno alle persone anche quando tu non ci sarai più. 

Dobbiamo diventare più consapevoli della nostra preziosità, e accogliere la nostra unicità. Oggi le ragazze si omologano in tutto, passi da un profilo social all’altro e non riesci a trovare in cosa ognuna di loro si distingue. Se ci amiamo di più, se rispettiamo più noi stesse e accettiamo le nostre fragilità e facciamo sì che diventino un’energia di trasformazione e di crescita nessuno può avere più potere su di noi! Sia nel campo sentimentale che in quello lavorativo.
Sei tu che decidi quanto vali in base alle decisioni coraggiose che prendi. Si compra ciò che ha un prezzo, ciò che ha valore si conquista. Cosa vuoi essere tra le due?
E poi, altra cosa molto importante, non ambire a diventare qualcuno o avere un certo tenore di vita solo essendo la compagna “di” o la moglie “di”.
Io ho sempre voluto brillare di luce propria, non voglio e non mi basta essere un riflesso. E poi, pensando al futuro, vorrei essere un modello, un esempio di meritocrazia, impegno, valori e risultati per un figlio o una figlia.

Questo è il piccolo consiglio pieno di amore che do’ a tutte le ragazzine di oggi, le donne di domani, madri in un futuro.

Regina di contenuti si, ma di quelli che fanno uscire il tuo valore! Non utilizzate male il nostro potere!

In che modo gli adulti possono aiutare i ragazzi ad allontanarsi da questo fascino?

Siamo noi Millennial che dobbiamo dare esempi positivi. Cosa stiamo facendo? Quale esempio stiamo dando? Noi siamo la generazione che loro stanno osservando e prendendo come “modello”. Siamo i genitori delle generazioni che cambieranno il futuro e coloro che hanno inventato queste nuove professioni.


Dobbiamo promuovere noi in primis valori che si stanno perdendo come la MERITOCRAZIA, l’INTEGRITÀ, l’AIUTO e il RISPETTO del prossimo. E poi, dato che siamo i primi a stare sempre con i cellulari in mano, dobbiamo curarci di avere una comunicazione sui social positiva e di valore, assicurarci che la nostra presenza online rifletta i nostri valori, le nostre passioni e la nostra unicità. Spesso mi capita di vedere profili social di miei coetanei che sembrano dei ragazzini di tredici anni e profili di ragazzi di vent’anni che sembrano quelli di uomini di trenta.

DOBBIAMO NOI ILLUMINARE IL PERCORSO VERSO IL SUCCESSO A QUESTI RAGAZZI.

La comunicazione oggi è tutto ed è fatta di narrazione (in gergo storytelling).

Lo storytelling non è solo un elemento della cultura umana – tutti adorano le storie – ma anche una potente strategia di comunicazione, specialmente sui social media. Lo storytelling positivo sui social non è solo una forma di intrattenimento, ma una chiave per costruire connessioni e coltivare una comunità online.

Nell’intervista di Kreanews ha raccontato del tuo impegno professionale e sociale per i ragazzi e, in particolar modo quelli della tua regione. Da cosa nasce e cosa vorresti realizzare per il futuro?

Sono una ragazza del Sud, in tutti i sensi. Sono il frutto di due posti bellissimi del mondo raccontati solo in parte, spesso solo per le cose negative, Napoli e il Brasile.
Girando un bel po’ l’Italia per lavoro ho vissuto sulla mia pelle l’ etichetta e gli stereotipi sul sud e ho visto tanti miei compaesani napoletani ricoprire ruoli al vertice. Cosa significa questo? Siamo criticati come quelli “fannulloni” però, poi se entri nelle aziende del nord scopri che siamo i manager più brillanti. Anche io ho viaggiato molto e mi sono trasferita in altre città alla ricerca della “grande occasione” ma ogni volta il cuore mi chiedeva di tornare. Così ho capito che il mio posto è qui, dove il mio destino è stato riscritto 35 anni fa.

Ho sposato il progetto dei Fratelli Giordano perché mi tocca nel cuore “Miglioriamo le aziende della Campania affinché nessun ragazzo sia costretto a lasciare la propria terra per lavorare” e oggi, dopo anni di lavoro a fianco degli imprenditori abbiamo deciso di lanciare il primo progetto dedicato esclusivamente ai ragazzi: una Talent Skills Academy, un’Academy di formazione della durata di sei mesi con appuntamento mensile da noi in rivolta ai ragazzi dai 18 ai 30 anni – completamente gratuita per loro – per potere allenare e sviluppare le SOFT SKILLS e l’atteggiamento necessario per diventare un talento e ricevere tante proposte di lavoro IN CAMPANIA!

MI DICONO CHE NON POSSO CAMBIARE IL MONDO, MA ALMENO IO CI PROVO!

E per finire, cosa vuoi realizzare per te e per le altre donne?

Ho in cantiere il mio libro da oramai quattro anni. Oggi penso che se l’avessi pubblicato prima sarebbero mancati dei tasselli molto importanti. La mia storia la sto ancora scrivendo (vivendo)! Penso però che ci siamo quasi e sono certa che aiuterà tantissime donne. Nel frattempo sto seguendo un corso di specializzazione in scrittura terapeutica per diventare Coach in Journal Therapy o terapia tramite la scrittura. Si tratta di un approccio che utilizza la scrittura manoscritta, guidata o libera, per promuovere il benessere, la conoscenza di sé, la risoluzione di problemi e la realizzazione del potenziale di ciascuno.


Ho iniziato a provare questa tecnica su di me quattro anni fa ed è stato uno strumento fondamentale nella mia crescita personale (la uso tutt’ora). In questi anni di lavoro a stretto contatto con le persone,  tra scrittura di libri e interviste, ho constatato la potenza della scrittura nel rinforzare la conoscenza di se stessi e l’autostima. Esplorando il proprio mondo interiore attraverso la scrittura, si impara a conoscersi meglio, a identificare i propri valori, i propri bisogni, le proprie aspirazioni. 


A differenza di altre forme di scrittura che mirano a comunicare a un lettore, la scrittura terapeutica è una scrittura per sé stessi, senza filtri né autocensura. Si tratta di lasciare parlare il proprio cuore, le proprie viscere, di connettersi con la propria verità interiore e di esprimerla senza riserve sulla pagina.
Dopo aver conseguito il certificato (penso per metà gennaio 2025) voglio lanciare il primo percorso“Araba Fenice 365 giorni per rinascere” con incontri online e in presenza dedicato alle donne che desiderano apprendere questo interessante metodo e integrarlo nel loro percorso di crescita personale per tirare fuori il loro potenziale e realizzare i loro obiettivi.

In questo modo il mio dono potrà essere a servizio di tante altre donne.

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Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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