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Essere imprenditori e seguire la Bibbia: quali benefici? – Intervista a Brunella Velasquez

bibbia
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Seguire la Bibbia può aiutarci a migliorare non solo il nostro stato emotivo, ma anche il rapporto con il nostro mondo interiore (e di conseguenza con chi ci circonda). 

Oggi ce ne parla Brunella Velasquez, manager di Imprenditore Non Sei Solo. Una donna che attribuisce gran parte del suo successo al rapporto con Dio, perché è proprio grazie alla fede che ha imparato ad amare veramente sé stessa e gli altri.

  • Ciao Brunella, Sono sicura che questo incontro aiuterà molti dei nostri lettori a conoscere meglio una religione che viene spesso fraintesa. Inizierei subito parlando di routine giornaliere, come le preghiere o la pratica della gratitudine, che possono aiutare ad innalzare il tono emotivo. Come gestisci la tua vita spirituale e lavorativa in modo che siano in equilibrio? 

La preghiera è un momento di comunicazione tra me e Dio.

Un momento intimo, nel quale posso mettermi a nudo e raccontargli tutte le mie paure, ansie, preoccupazioni, desideri, dubbi e ogni sentimento genuino che nasce dal profondo.

La fede è la capacità di vedere qualcosa che ancora non si è materializzato. Non è un processo facile, soprattutto quando tocca passare per momenti difficili. Ma Dio sa e ha un perché più grande del mio disagio momentaneo. Il mio compito è quello di affidarmi ed ascoltare ciò che mi vuole mostrare. Secondo me la preghiera è il modo più efficace per mantenere attivo il canale della comunicazione e saper comprendere la sua risposta.

Ogni volta che prego, inizio ringraziandolo per tutto quello che ho. Sia che si tratti di qualcosa di buono, oppure che sia un momento difficile da attraversare; io lo ringrazio.

Dopo un po’ di tempo che passo a ringraziarlo, il mio tono emotivo è talmente alto che mi accorgo di non avere più nulla da chiedere. Oppure che, se sento ancora il bisogno di chiedere qualcosa, non lo faccio più con un sentimento di mancanza. 

Non sono più sola ad affrontare la mia giornata e iniziarla avendo questa consapevolezza, mi dà una carica pazzesca.

  • Dopo aver visto il Ted Talk The power of vulnerability | Brené Brown – YouTube mi sono follemente innamorata del concetto legato al potere della vulnerabilità. Per questo mi ha colpito molto una tua intervista in cui hai subito messo in chiaro il tuo essere emotiva. Sei sempre stata a tuo agio nel parlare apertamente di questo tuo modo di essere? Come ti aiuta nel tuo lavoro? 

Non sono sempre stata fiera di questa mia caratteristica, anzi.

Sin da piccola piangevo quasi sempre e i miei cugini e zii mi prendevano in giro in modo scherzoso dicendo che avrei allagato casa. Figurati che mi mettevano un bicchiere vuoto sotto gli occhi e mi chiedevano di riempirlo!

L’essere così emotiva durante l’adolescenza mi ha creato tanto disagio, perché non mi piaceva farmi vedere fragile. Ed il pianto, purtroppo, viene spesso associato ad una manifestazione di debolezza.

C’è un versetto della Bibbia che dice questo: “Prima che io ti avessi formato nel grembo di tua madre, io ti ho conosciuto prima che tu uscissi dal suo grembo”.

Leggendolo, io ho sentito il profondo amore da parte di Dio e mi sono innamorata, prima di Lui come Padre e poi di me stessa. In quel momento ho deciso di amare ogni parte di me, dalla testa ai piedi. Da lì ho imparato a riconoscere ogni mio “difetto” come un suo piano. So che c’è un motivo dietro ogni mio sentire, dire, fare. 

Oggi non solo apprezzo la mia vulnerabilità, ma la riconosco come qualcosa di necessario.

Se non esistesse la vulnerabilità, non avrei più bisogno di Dio e non saprei cosa significhi l’amore. Senza l’amore, non riuscirei a fare ciò che amo fare: aiutare le persone su Imprenditore Non Sei Solo.

Adesso io riesco a vederlo quel piano, capisco che la vita mi ha “preparato” ad essere esattamente dove e come sono. E sono grata alla mia vulnerabilità, perché mi ricorda ogni volta che non sono perfetta e ho bisogno di questa mia imperfezione per poter amare gli altri.

  • Mentre mia figlia studiava i 10 comandamenti, quello che enuncia “Non desiderare la roba d’altri” mi ha ricordato una mia recente lettura di Georgia Briata (autrice Reiki). Nel testo  l’autrice spiega che, quando guardiamo con invidia a ciò che hanno gli altri e che noi vorremmo, quell’energia negativa impedisce a ciò che desideriamo di arrivare. Ci sono dei princìpi biblici che ti è capitato di ritrovare in libri/percorsi di formazione aziendali o di crescita personale?

La Bibbia ha tanti insegnamenti riguardo la formazione aziendale e la crescita personale.

La parabola dei talenti, ad esempio, è una di quelle che mi ha insegnato molto. Parla di un signore/padrone che parte per un viaggio e affida i suoi beni ai suoi servi.

“Poiché avverrà come a un uomo il quale, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e affidò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due e a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità; e partí”.

Mi colpisce il fatto che il padrone affida ai suoi servi i suoi beni e dà a ciascuno dei talenti a seconda della sua capacità. Questo mi ha fatto riflettere su come sia necessario per l’imprenditore avere la capacità di discernere e capire tra i vari collaboratori, quali siano i loro talenti o le loro capacità.

Vedo anche la fiducia dell’imprenditore per i suoi collaboratori, perché gli affida i suoi beni, gli dà la possibilità di esprimersi e di vincere in ciò che gli è stato dato.

  • Io confesso di non avere un bellissimo rapporto con le convenzioni e i riti legati alla religione. Anche se sono stata cresciuta nella tradizione cattolica, me ne sono allontanata senza aver avuto modo di conoscerla abbastanza. Ti va di raccontarci una parabola o una storia della religione cattolica che tu pensi possa ispirare anche chi non ritiene di essere molto vicino alla fede?

Io ho studiato in una scuola cattolica dalle elementari fino alle superiori. Ora appartengo ad una chiesa evangelica, che sento molto in linea con la mia indole perché mi permette di crescere e di continuare ad  imparare tanto sulla Bibbia.

Puoi anche non frequentare la tua chiesa per un periodo di tempo, cosa che è successo anche a me; l’importante è mantenere sempre vivo il tuo rapporto con Dio.

Però credo che non dovremmo giustificare l’essere lontani dalla spiritualità a causa della gestione umana di qualunque religione. Bisogna ricordare che chi guida una qualsiasi religione è un essere umano e può sbagliare.

Mi piace molto leggere nel vangelo di Luca, i versetti in cui Gesù disse a Pietro che l’avrebbe rinnegato per 3 volte. Se ci pensi, Pietro era stato insieme a Gesù, lo aveva visto in prima persona fare i miracoli e aveva ascoltato ciò che insegnava alle persone.

Nonostante ciò, l’umanità di Pietro venne fuori quando i romani presero Gesù per portarlo via.

La meraviglia di questo racconto è che Gesù scelse Pietro così com’era, accolse il suo essere imperfetto e scelse lui per delegare il compito di evangelizzare gli altri.

Con questo intendo che, per me, il rapporto tra l’essere umano e Dio è più semplice di quanto si pensi. Spesso si cade nell’errore di voler essere “perfetti” prima di avvicinarsi a Dio e invece Lui ama le persone così come sono.

  • Qual è la figura dei racconti della Bibbia che è stata più di ispirazione nella tua carriera?

Io ammiro Gesù e il suo “stile manageriale”:

  1. sceglie i suoi collaboratori – gli apostoli;
  2. li affianca –  li porta in giro e risponde ai loro dubbi, gli mostra come fa i miracoli;
  3. dà fiducia e delega – gli dà il compito di diffondere la sua parola nel mondo.

Gesù è il leader ideale: Lui per primo si sacrificò in qualcosa in cui credeva fermamente, vinse Lui per primo e poi compì tutto quello che aveva anticipato precedentemente. Una volta risorto, tornò per dare le sue ultime indicazioni e poi li mise a lavorare.

  • Pensi che la spiritualità possa essere un vantaggio per un imprenditore in termini di gestione dello stress e mantenimento di una prospettiva positiva?

Assolutamente sì, credo che lavorare sul lato spirituale sia fondamentale per chi fa impresa.

Credere in Dio vuol dire non essere più da solo a gestire le cose.

C’è un versetto nella Bibbia che dice così:

Filippesi 4:6

“Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a

Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti.

Sapere di non essere più solo a gestire tutto, a prendere le varie decisioni, è di

sicuro un enorme vantaggio”.

Leggere la Bibbia significa vedere che ci sono tante storie nelle quali si evidenza la difficoltà e la sofferenza, vissuta dai grandi leader che gestivano persone, anzi regni interi. Vedere che Dio era lì a guidare questi uomini e donne che hanno fatto grandi cose, è un chiaro esempio che grazie alla fede si ha più sicurezza e meno stress nel gestire le cose.

  • Ho scoperto che ami i proverbi della Bibbia, potresti lasciarci con quello che secondo te potrebbe essere di maggiore ispirazione per i nostri amici imprenditori?

I proverbi della Bibbia parlano della saggezza, per questo consiglio vivamente di leggerli. Ci sono 31 capitoli, come i giorni del mese, quindi se ne può leggere 1 al giorno.

Oggi ti lascio con un esempio della Bibbia che riguarda l’HR management:

Proverbi 27:23

“Guarda di conoscere bene lo stato delle tue pecore, abbi gran cura delle tue mandrie”.

Questo significa che devi prenderti cura delle persone che lavorano per te. Devi saper riconoscere i talenti dei tuoi uomini e farli emergere. L’imprenditore è un essere geniale e come tale si deve prendere cura del suo tempo e deve imparare a delegare per poter far crescere la sua attività.

La testimonianza di Brunella ci mostra come la spiritualità possa essere fondamentale nella nostra vita e nel business. 

Io vado a casa con 2 messaggi stampati a caratteri cubitali nella mia mente:

  1. Qualsiasi nostra caratteristica, se viene riconosciuta e amata, può diventare un pregio che ci contraddistingue. Il suo essere emotiva, che un tempo considerava un difetto, si è trasformato in una sua grande forza. Ha imparato ad amare e accettare sé stessa, riconoscendo che la vulnerabilità è parte integrante della sua vita e un veicolo per l’amore e l’aiuto agli altri. Questo insegnamento è stato particolarmente prezioso per lei ed è riuscita a coglierlo proprio grazie a quel canale comunicativo che ha tenuto aperto con Dio.
  1. La storia di Gesù che sceglie Pietro, nonostante la sua umanità e le imperfezioni, ci insegna che Dio accoglie le persone così come sono e le sceglie per compiere grandi compiti. Questo ci invita a non aspettare di essere perfetti prima di avvicinarci alla spiritualità, ma ad abbracciare la nostra umanità e trovare la forza dentro di noi e nella relazione con Dio.

Brunella ha il dono di parlare di spiritualità in maniera molto diretta e sincera, senza quel fare da “predicatore” che rischia di allontanare gli scettici. Oggi sono certa che anche quelle persone che non si sentono particolarmente vicine alla fede, potranno trarre una grande ispirazione dalla sua storia e dalle sue parole.

Se ti interessano queste tematiche, non perdere i nostri articoli della rubrica “Spiritualità” in uscita ogni domenica. E se pensi che potrebbe essere utile a qualcuno che conosci, condividi il blog con i pulsanti qui sotto!

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Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

18 thoughts on “Essere imprenditori e seguire la Bibbia: quali benefici? – Intervista a Brunella Velasquez

    1. Grazie Orlando! Brunella l’ho conosciuta grazie a questa intervista, ma non ci vuole molto a capire che ha un cuore d’oro. Le sue parole saranno di ispirazione per tante persone, ne sono certa.

    1. Grazie Paolo, Brunella ha la forza della sincerità e si sente tutta nelle sue parole! Sono veramente grata di aver potuto fare questa intervista 🙂

  1. Grande Brunella. Bella intervista.
    Credo sia questa la giusta comunicazione per arrivare al cuore delle persone.
    Tutti siamo già collegati a Dio, ma credo che la religione che ci viene insegnata sia molto più complicata.
    La Bibbia è una scuola, va letta e compresa, perché dentro c è la soluzione a tutto.
    Brunella è una persona straordinaria e brilla veramente di una luce divina.

    1. Grazie Luana 🙂 Sono assolutamente d’accordo con te. Per far “sentire” la religione alle persone ci vorrebbero più persone come Brunella, che parla dritta al cuore.

    2. Grazie di cuore per le bellissime parole Luana. Sono d’accordo con te! Nella Bibbia c’è la soluzione a tutto.

  2. C è sempre un filo che lega le religioni tra loro, per quanto in apparenza sembrino diverse. Come buddista mi sono ritrovata molto nelle parole di Brunella, Nell essere grati prima di tutto, in un modo così sincero che alla fine non c è nulla da chiedere perché sentiamo che qualsiasi cosa vivremo sarà il meglio per noi.
    Bellissimo articolo.
    Grande Brunella.
    Grazie.

    1. Grazie Barbara! Anche io ho iniziato a frequentare le riunioni buddiste quest’anno e devo dire che quando le persone parlano in maniera così sincera, poi i concetti diventano assolutamente universali. Io nelle parole di Brunella ho sentito di tutto, dal Reiki, al buddismo alla crescita personale e professionale. Se si parla con la forza della sincerità, inevitabilmente si fanno vibrare le persone con quella stessa frequenza.

    2. grazie mille Barbara! Essere riconoscenti per quello che sia ha è una pratica fondamentale per guardare il bello che c’è in questa vita.

  3. Ringrazio Brunella per la sua testimonianza. Mi sento molto in linea col suo pensiero, e ho provato tanta stima nel comprendere il suo totale stato di affidamento nelle mani di colui che tutto dispone pur lasciando liberi i propri figli. Liberi di conoscerlo, di affidarsi, di esprimere se stessi e “giocare” coi propri limiti. Quelle che Brunella chiama “vulnerabilità” altro non sono che i nostri limiti in cui viviamo ed esistiamo. Non potrebbe essere altrimenti. Ringrazio Brunella per avermi trasmesso la necessità di amare me stesso e riconoscermi appunto nella mia vulnerabilità senza desiderare di essere altro…

    1. Grazie Stefano, anche io sono grata per aver conosciuto Brunella grazie a questa intervista. Le sue parole sono una grande lezione sull’imparare ad amarsi ed accettarsi veramente.

    2. Grazie di cuore Stefano! il concetto di libertà si collega a quello dell’amore. Sono felice di sapere che questo articolo ti sia piaciuto.

  4. Molto interessante, complimenti! Rileggere i passaggi della Bibbia in ottica “manageriale” è stato sorprendente. Il versetto ai Filippesi un ottimo spunto per chi si trova spesso a prendere decisioni difficili. Grazie!

    1. Grazie a Te Dario per la condivisione, anche io facendo l’intervista a Brunella ho avuto lo stesso effetto “WOW” 🙂

    2. Grazie mille Dario! Sono contenta di sapere che ti sia piaciuto l’articolo. Abbiamo tanto da imparare; grazie del suggerimento.

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