BANNER-time-management-nuovo.png
banner-mobileutili-patrimonio-e-rendite.png

Troll Farm – Ecco come manipolano le nostre opinioni sul web

Che internet influenzi le nostre opinioni è un fatto evidente, più che una conseguenza logica.

Informazioni e servizi, tutti accumulati in uno schermo touchscreen incollato alla nostra mano e sempre attivi. Quel che passa là sopra, il più delle volte, definisce la nostra realtà più delle parole che usiamo.

Nell’arco degli ultimi 10 anni si è infatti sviluppato un nuovo fenomeno caratteristico in tutto e per tutto della rete digitale che usiamo ogni giorno: il troll.

Questo è l’atto di provocare un utente per stimolarne la reazione. Che si desideri stimolarlo per farsi una risata o per spingerlo a farsi un’opinione deviata su un argomento, questo è da vedere.

La massa di commenti su internet, infatti, orienta spesso e volentieri l’opinione dei “veri” utenti. Si specifica la reale esistenza degli utenti chiamandoli “veri” perché si è constatato come i più grandi flussi di commenti e di campagne di disinformazione derivino da bot e da strutture ben organizzate, le troll farm.

Le troll farm sono veri e propri gruppi organizzati, i quali operano con lo scopo di manipolare l’opinione pubblica, diffondendo disinformazione e influenzando tramite i social network le percezioni delle persone.

Come operano?

Le Troll Farm generano interazioni su internet in modo strategico e coordinato, utilizzando un mix di account falsi, bot e persone reali – solitamente volontari e, per usare un gergo noto, “utili idioti” – per diffondere i loro messaggi. Il loro modus operandi si basa principalmente sull’utilizzo di questi bot e account falsi (resi comunque presentabili tramite bio e foto per imitare una vita reale), la diffusione di fake news per polarizzare l’opinione pubblica, commenti spam e campagne di discredito ai danni di specifici nemici (avversari politici, giornalisti, attivisti e simili) .

Il più delle volte le campagne di disinformazione creano veri e propri movimenti sul web a sostegno di politici dal dubbio profilo, vedi Maduro in Venezuela e l’ex presidente filippino Rodrigo Duterte, i quali hanno entrambi utilizzano delle troll farm per creare consensi e tamponare la loro impopolarità.

Degli esempi…

Queste organizzazioni sono usualmente finanziate da governi o gruppi privati con specifiche agende politiche. Una delle più famose è la Internet Research Agency (IRA) russa, che è stata ampiamente documentata per il suo ruolo nelle interferenze elettorali americane del 2016 e nella manipolazione dell’opinione pubblica globale. Indubbiamente si ritiene che ce ne siano anche di occidentali, ma di queste non trapela notizia (altrimenti sai che guaio!).

In particolare un recente studio del MIT ha evidenziato come Facebook, attraverso il design della sua piattaforma e il funzionamento del suo algoritmo, abbia involontariamente facilitato le attività di troll farm, amplificando il loro effetto.

Il risultato consequenziale è stato che nell’ottobre del 2019 tutte le principali pagine Facebook per cristiani americani, per afroamericani o per nativi americani erano gestite e popolate da troll farm, non da persone vere. Tutto ciò ha influenzato profondamente il panorama politico americano – e di rimando anche quello mondiale – portando anche all’alimentazione di scontri tra i vari gruppi faziosi venutisi a creare anche tra persone vere, le quali hanno iniziato a seguire un gregge virtuale, illudendosi che dietro ci fosse in effetti una vastità di patrioti convinti.

Divide et impera

Di tutta la questione è questo, forse, l’aspetto più impattante: la creazione di divisioni. Non è infatti raro che le troll farm alimentino, se non una fazione governativa precisa, delle fazioni rivali all’interno di una nazione; così che confusione e tensioni regnino sovrano, distogliendo l’attenzione dalle questioni davvero importanti.

Molte troll farm sono state chiuse, altre sono ancora attive, ma la consapevolezza dell’esistenza di questi sistemi ci mette in guardia e ci permette di aprire gli occhi.

Per difenderci e iniziare a distinguere tra informazioni veritiere e autentiche campagne d’odio, iniziamo con:

1. Verificare le fonti dalle quali provengono le informazioni diffuse. Prima di condividere o credere a una notizia, verifica la sua provenienza e specialmente l’account che la diffonde: esiste davvero, è affidabile, il materiale sul suo feed è autentico o sembra incoerente e costruito?

2. Riconoscere i profili con attività sospette. Ad esempio, per continuare l’elenco precedente, pochi follower ma un numero elevato di post polarizzanti, il ripetersi assiduo degli stessi messaggi e di emoticon.

3. Evitare di alimentare il Troll. Evitare assolutamente di rispondere a provocazioni o discutere con account sospetti, questo perché le nostre interazioni spingono la diffusione di quell’utente. È spesso più efficace ignorare o segnalare contenuti sospetti ai moderatori della piattaforma.

4. Usare il pensiero critico. Che effetto può avere litigare dietro uno schermo? Il vero deterrente che abbiamo per vincere questo conflitto tra menzogna e verità è elevarci allo stato di cittadini responsabili e dotati di raziocinio, i quali ricercano un’informazione libera e che si prendono il tempo sufficiente ad analizzare fonti e notizie.

In tutto ciò, noi faremo il nostro!

TIME-MANAGEMENT-mobile-nuovo.png
Avatar photo

Francesco Iavarone

Francesco Iavarone è un autore Pugliese che da anni lavora con le parole. Scrittore, Articolista e Copywriter. La passione per la ricerca e la scrittura nascono sui banchi di scuola per poi diventare una vocazione vera e propria. Dottore in fisica, ama studiare, indagare e scrivere di temi di nicchia, scrivendo con l’intento di far emergere la verità dai fatti presentati e investigati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dibattito e Confronto

Cosa sono i bias cognitivi e come influenzano le nostre decisioni e perché un imprenditore dovrebbe conoscerli

I bias cognitivi non colpiscono solo le persone “poco esperte”. Colpiscono anche founder, manager e imprenditori con anni di esperienza, spesso proprio nei momenti più importanti. cosa sono davvero?

Continua a leggere
Dibattito e Confronto Gestione di impresa

L’AI non ti ruba il lavoro: ti ruba le mansioni (e perchè è una buona notizia per le PMI)

Ogni volta che esce un nuovo modello di intelligenza artificiale, sui social impazza la stessa domanda: “Quanti posti di lavoro spariranno?” È la domanda sbagliata. Quella giusta è: “Quali mansioni diventeranno obsolete?”. C’è una differenza enorme tra perdere un lavoro e perdere una mansione. Un lavoro è l’insieme di competenze, relazioni, giudizio e responsabilità che una persona porta […]

Continua a leggere
Dibattito e Confronto

L’AI non migliora solo il business: come la tecnologia può far crescere anche l’imprenditore o il professionista

Quando si parla di intelligenza artificiale e impresa, la conversazione finisce quasi sempre sugli stessi argomenti: più efficienza, meno costi, processi automatizzati, vantaggio competitivo. Tutto vero. Ma c’è un aspetto che viene quasi sempre ignorato: l’AI (l’Intelligenza artificiale) può far crescere anche te come persona, non solo la tua azienda o la tua attività. E […]

Continua a leggere