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“I servizi segreti più letali al mondo” – C’è il Mossad dietro i cercapersone esplosivi?

Corre veloce la notizia dei cercapersone di Hezbollah saltati in aria mietendo 15 morti e più di 3000 feriti secondo i conteggi. La peculiarità della notizia? I dispositivi sono detonati nello stesso momento e in punti diversi della città.

Ultimi aggiornamenti da Al Jazeera – ora 1 AM (CET) del 19 settembre 2024 – riportano altre esplosioni che hanno coinvolto anche civili (e tra le vittime accertate un bambino), ma scendiamo meglio nei risvolti della vicenda. 

La vicenda

Beirut, Libano. Da tempo ormai il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, aveva indicato agli uomini operativi l’utilizzo di soli cercapersone. I dispositivi responsabili delle esplosioni sono stati dei Nokia dei primi anni duemila importati dall’Iran, evidentemente contraffatti, magari con un malware all’interno che ne ha causato la detonazione coordinata, così come fu per le centrifughe per l’arricchimento dell’uranio nelle quali americani e israeliani avevano introdotto appunto Stuxnet (un malware responsabile del loro surriscaldamento). 

La tv satellitare del Qatar Al Jazeera riporta la notizia, supponendo anche l’intervento di un terzo stato per sabotare i dispositivi. Le detonazioni sono avvenute in 4 punti diversi nella città di Beirut causando (ad ora) 15 morti e più di 3000 feriti. Gli ultimi aggiornamenti parlano anche di esplosioni simili in Siria.

La piovra Mossad e i suoi tentacoli

In una manovra così elaborata solo un’intelligence con esperienza e risorse a sufficienza potrebbe, di fatto, scatenare un tale panico. 

La tecnologia è infatti un terreno di guerra a sé stante, quasi virtuale. Non è un confine da difendere né tantomeno una nave da affondare, ma piuttosto una risorsa strategica che, in questi casi, può fare la differenza tra la sopravvivenza e lo scacco matto. Il colpo – che dobbiamo ammettere, davvero geniale – ha permesso di eliminare alcuni elementi di Hezbollah a distanza e senza che si trovassero tutti nello stesso luogo, un po’ come se a colpire le vittime sia stato un cecchino onnipresente. 

Cercando i responsabili si punta il dito contro Israele, in particolare i suoi servizi segreti, il Mossad (“Istituto”). Tel Aviv non risponde e sceglie il silenzio, ma nessuno è sorpreso. Sembra un tacito assenso e a confermarlo è anche il modus operandi dei servizi segreti storicamente più efficaci e letaleial mondo, assieme a quelli americani.

Sebbene il Mossad faccia spesso parlare di sé, poche sono le informazioni che ci sono pervenute dal dopoguerra, periodo nel quale è stato istituito. Il principale scopo del corpo armato è infatti quello di eliminare i nemici dello stato di Israele, a partire dai criminali di guerra nazisti che si erano dati alla fuga dopo la sconfitta del Terzo Reich. 

L’istituto – per usare la traduzione in italiano della parola Mossad – è e rimane uno dei corpi militari più efficaci, letali e organizzati al mondo: una sorta di CIA israeliana.

Quel che preoccupa di questo gruppo militare iper-efficiente è tuttavia la propensione a non considerare i confini geopolitici pur di portare a termine una missione. La firma delle sue operazioni si legge infatti chiaramente in più attentati ed omicidi sparsi in tutto il globo – oltrepassando confini e giurisdizioni – e dei quali riportiamo un riassunto.

Le tracce del Mossad

1. Cattura di Adolf Eichmann (1960). Adolf Eichmann, uno dei principali architetti dell’Olocausto, fu catturato dal Mossad in Argentina e trasferito in Israele per il processo, dove fu condannato a morte.

2. Tentato rapimento di Joseph Mengele (1960). Il Mossad tentò anche di catturare Joseph Mengele, noto medico nazista, tuttavia fallendo nell’impresa.

3. Operazione Damocle (1962). Il Mossad eliminò scienziati tedeschi coinvolti nel programma missilistico egiziano, tra cui Heinz Krug, e piazzò una bomba in una fabbrica di missili in Egitto.

4. Infiltrazione in Siria (1961-1965). L’agente Eli Cohen si infiltrò nel governo siriano, passando informazioni vitali a Israele, che contribuirono alla vittoria israeliana nella Guerra dei Sei Giorni (1967).

5. Bombardamento del reattore nucleare siriano (2007). L’aviazione israeliana, presumibilmente su suggerimento del Mossad, bombardò una centrale nucleare in Siria, uccidendo scienziati nordcoreani.

6. Eliminazione di scienziati nucleari iraniani (2010-2020). Il Mossad è accusato di aver ucciso cinque scienziati iraniani coinvolti nel programma nucleare, inclusa l’uccisione di Mohsen Fakhrizadeh con una mitragliatrice computerizzata nel 2020.

7. Distruzione del reattore nucleare iracheno (1981). L’aviazione israeliana, con il supporto del Mossad, distrusse il reattore nucleare di Al-Tuwaitha in Iraq.

8. Assassinio di Gerald Bull (1990). Il Mossad avrebbe ucciso l’ingegnere canadese che collaborava con Saddam Hussein per sviluppare un “super cannone” capace di lanciare armi chimiche.

9. Assassini di esponenti di Hezbollah e Hamas, incluso il comandante Abu Nes nel luglio 2024 e Mohammed Zawari nel 2016.

10. Operazione “Collera di Dio” (1972-1979). Dopo il massacro degli atleti israeliani alle Olimpiadi di Monaco del 1972, il Mossad condusse una serie di omicidi per eliminare i responsabili, tra cui l’omicidio di Ali Hassan Salameh, noto come il “Principe Rosso”, nel 1979.

11. Affare di Lillehammer (1973). Fallito assassinio in cui il Mossad uccise per errore un cameriere marocchino in Norvegia, scambiato per un altro obiettivo.

12. Rapimento di Mordechai Vanunu (1986). Il Mossad sequestrò a Roma Vanunu, un tecnico che rivelò alla stampa informazioni sul programma nucleare segreto israeliano.

13. Fallito avvelenamento di Khaled Meshaal (1997): Il Mossad tentò di avvelenare il leader di Hamas in Giordania, rischiando di compromettere la pace tra Israele e Giordania.

14. Assassinio di Mahmoud al-Mabhouh (2010). Il Mossad è sospettato di aver ucciso un comandante di Hamas in un hotel a Dubai, utilizzando 25 agenti con passaporti falsi.

Cosa implica per noi? 

Questo gruppo militare, come tutte le agenzie simili, scova possibili minacce e le neutralizza in favore della nazione di appartenenza. Ciò che preoccupa, come accennato prima, sono però le operazioni attuate (anche se non esplicitamente reclamate) a qualsiasi costo, che sia superare il confine di uno stato, coinvolgere dei civili e non conoscere limite alcuno. E soprattutto inquieta il fatto che per attuarle sia possibile anche utilizzare la tecnologia che ogni giorno teniamo in tasca.

Alla luce di questi eventi forse conviene chiedersi cosa sta accadendo tramite l’intensa evoluzione tecnologica nella quale siamo immersi. I nostri dispositivi non sono solo un cassetto virtuale dove concentriamo tutta la nostra vita – foto, dati sensibili, account bancari, denaro, vita privata, geolocalizzazioni – ma anche uno strumento per misurare i nostri movimenti, i nostri pensieri, le nostre abitudini e, se davvero qualcuno lo volesse, toglierci di mezzo. È una realtà da guardare per come è: senza privacy e facilmente controllata da chi si trova nella stanza dei bottoni. 

Come al solito, l’unica vera difesa contro questa realtà da 1984 sono i sani principi e il pensiero critico, che non si ferma davanti alla notizia ritoccata e venduta in un telegiornale.

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Francesco Iavarone

Francesco Iavarone è un autore Pugliese che da anni lavora con le parole. Scrittore, Articolista e Copywriter. La passione per la ricerca e la scrittura nascono sui banchi di scuola per poi diventare una vocazione vera e propria. Dottore in fisica, ama studiare, indagare e scrivere di temi di nicchia, scrivendo con l’intento di far emergere la verità dai fatti presentati e investigati.

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