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Un leader è innanzitutto un buon comunicatore

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Intervista a Fabrizio Gherlani        

La comunicazione è un’azione che compiamo più o meno consapevolmente nella vita di tutti i giorni e tra tutti gli individui. Tutti noi facciamo esperienza quotidiana della comunicazione: a lavoro, a scuola, nella vita privata, sociale e pubblica.

Gran parte delle difficoltà relazionali o delle incomprensioni nascono da carenze o errori nella comunicazione.        

La comunicazione è quindi una pratica quotidiana che regola le nostre vite e influenza i comportamenti e le nostre relazioni. Possiamo dire, senza dubbio, che la comunicazione è fra le più importanti attività della vita. Eppure, spesso, viene data per scontata.

Per dare istruzioni, essere guida e fonte d’ispirazione, un buon leader deve essere in grado di comunicare in modo efficace. Un vero leader è innanzitutto un buon comunicatore.

I migliori leader usano il loro potere comunicativo non solo per “guidare”, ma anche per ispirare e motivare le loro persone.

Comunicare efficacemente significa esprimere al meglio sé stessi, i propri stati d’animo e instaurare relazioni soddisfacenti, nelle quali condividere bisogni, valori e obiettivi.

La leadership, dunque, si manifesta attraverso la comunicazione. Per questo un leader deve saper padroneggiare abilmente questa competenza, essere o diventare un buon comunicatore.
Imprenditori e manager devono essere in grado di guidare i propri collaboratori nella giusta direzione. Come? Comunicando in modo efficace. Ogni singola azione genera un effetto, grande o piccolo, che si ripercuote sul business dell’azienda.

Per approfondire il tema della comunicazione nelle aziende, ho intervistato un esperto sull’argomento Fabrizio Gherlani, il quale ha fatto della comunicazione travolgente la sua missione di vita.

Fabrizio da quasi 30 anni, lavora a stretto contatto con le aziende e con le persone per far sì che la comunicazione travolgente diventi un stile manageriale e uno stile di vita.

Fabrizio, perché la comunicazione è importante nella vita di un individuo?

La comunicazione è un fattore determinante per il successo di una persona. Il modo in cui comunichiamo può suscitare emozioni positive o negative: se comunichiamo in modo aggressivo, reazioni difensive od ostili impediranno agli altri di recepire il messaggio che si vuole inviare. Mentre comunicare con comprensione e responsabilità, con un atteggiamento che unisce forza e sensibilità, permette di avere una comunicazione di successo.         

Indipendentemente dal ruolo o dall’epoca storica, la capacità di un essere umano di esprimere le proprie idee, di calibrare la proprie emozioni nella comunicazione e riuscire a esprimersi con intensità ed entusiasmo è in grado di fare la differenza e determinare un cambiamento nelle persone e nelle situazioni.     

Com’è la situazione attuale nelle aziende in merito alla comunicazione interpersonale?

Le nostre conversazioni pagano lo scotto dei tempi in cui viviamo, si manifesta una dualità che diventa l’unico metodo di valutazione: o sei pro o sei contro un’idea, spesso neppure ben descritta e definita. Questo tipo di atteggiamento mette in estrema difficoltà la capacità di riflessione, di confronto e di approfondimento, blocca “trovare le soluzioni”.

Sono davvero tantissimi gli esempi che potrei fare sulla cattiva comunicazione che genera difficoltà e blocca un’azienda. Uno di questi, quello più estremo, sono le “prese di posizione” (spesso “assolute”) come frasi del tipo “si è sempre fatto così” oppure “non si può fare diversamente!”
Dove sono le soluzioni, come possiamo auspicare alla crescita aziendale con questo approccio?

Un esempio ancora, aspetto cruciale nella comunicazione in azienda è la chiarezza del messaggio. Qualcuno pensa che per verificare la comprensione di quello che abbiamo detto basti chiedere: “hai capito?” (Esatto, molti pensano che basti chiedere all’altro se ha capito). Beh, ovvio che a questa domanda riceviamo in tempo reale un gigantesco: “SI, CERTAMENTE!”
Ti è capitato che poi le azioni richieste sono state eseguite diversamente dalla tua indicazione? E cosa succede? Ti alteri? Altro blocco!

Questi sono solo piccoli esempi del perché, nel quotidiano e nelle aziende la comunicazione fallisce.

Perché sbagliamo?

Molte persone pensano che vi sia una corrispondenza fra parlare e comunicare. Le persone ritengono che parlando, magari anche con un eloquio fluente e ricco di termini specifici, sia scontato ottenere il risultato della comunicazione. Solo se c’è un’autentica comprensione possiamo dire che stiamo comunicando.

Talvolta alcuni imprenditori, anche in seguito del modello comunicativo autoritario a cui sono stati a loro volta sottoposti, hanno delle difficoltà ad applicare un rapporto amichevole con le persone che dovrebbero aiutarli a raggiungere il loro successo, e che nella maggior parte dei casi sono indispensabili per questo traguardo.

Si tratta dell’imprenditore che, focalizzato sull’aspetto meramente materiale, si trova ad allenare delle persone ad essere dei perfetti juke-box, alimentati solo dal denaro.

Qui l’autorevolezza non riesce proprio a comparire, e la leadership neppure, c’è solo un rapporto autoritario senza connotati di riconoscimento reciproco dell’umanità dell’altro.

Chiaro che relazioni di questo tipo, non sono affatto relazioni ma serene situazioni opportunistiche che possono finire da un momento all’altro. 

Fabrizio, quindi una buona comunicazione è la cura a tutti i mali?

Curando la comunicazione possiamo trovare un rimedio a tutte le situazioni che si verificano in azienda ma anche aprirci delle porte, delle opportunità.

In che senso?

Un altro elemento vincente di una buona comunicazione è quello di creare delle opportunità. Saper esprimersi, saper ascoltare, saper entrare in comunicazione positivamente con le persone permette di farsi conoscere.
Il valore di queste capacità comunicative l’ho osservato e analizzato durante la mia esperienza professionale nei corsi di formazione professionale per reinserire persone disoccupate. Spesso accadeva che queste, pur essendo brave, competenti, formate ma non sapendo comunicare in maniera tale da colpire positivamente le persone nelle aziende in cui venivano introdotte non venivano confermate. Da quella esperienza ho capito che dovevo dedicare molto più tempo a formare le persone nella comunicazione.

Oggi, la comunicazione è una delle soft skills più richieste nelle migliori aziende.

Ci spieghi perché la comunicazione è importante in ogni ruolo?

Si può lavorare intensamente sulle competenze tecniche, perfezionare tutte le conoscenze, essere dei mostri nell’applicazione pratica del saper fare, ma allo stesso tempo fallire nella propria vita professionale o avere risultati inferiori a quelli meritati perché si trascura la propria comunicazione.

Tra le competenze che i datori di lavoro ricercano in un candidato vi è innanzitutto una buona capacità di comunicazione: interagire bene con i colleghi, esprimersi in modo chiaro, saper ascoltare e rispondere adeguatamente ai propri responsabili, è di fondamentale importanza per integrarsi e farsi strada in azienda.

Per diventare un imprenditore o un manager di successo è ancor più indispensabile sviluppare questa capacità: un buon leader ha l’abilità di comunicare in maniera chiara, trasparente, coerente ed efficace.

La comunicazione è quindi una responsabilità?

Assolutamente. È una responsabilità che ognuno di noi si deve assumere, soprattutto e per primo chi ha il compito di guidare altre persone.
Essere responsabili significa muoversi nel mondo vedendosi come parte attiva delle situazioni, prendendosi carico di ciò che si desidera e facendo dei passi per realizzarlo. 

La consapevolezza che la propria influenza sulle altre persone passa attraverso la comunicazione è fondamentale. Occorre rendersi conto di che ciò avviene e dobbiamo risponderne, come? Comunicando bene, nel migliore dei modi!

ATTENTI A DIRE QUELLO CHE PENSIAMO, SENZA PENSARE A QUELLO CHE DICIAMO!


Un ultima domanda: come dire le cose nel modo “giusto”?

Più che “giusto” (questa definizione aprirebbe a tante interpretazioni) direi “esatto”, ovvero riuscire a far arrivare davvero il messaggio che abbiamo in mente. Dobbiamo quindi pensare al risultato che vogliamo ottenere dalla nostra comunicazione.
Una volta che siamo padroni del “come” esprimerci con intenzione e assertività, dobbiamo sapere che è possibile potenziare l’influenza del nostro linguaggio verbale attraverso quello non verbale.

Il linguaggio non verbale ha un’enorme potere sul risultato finale della nostra comunicazione, pensate ad uno speaker durante un intervento. Per essere incisivi e coinvolgenti dobbiamo essere consapevoli e padroni del nostro viso, della nostra gestualità e del nostro corpo affinché tutto sia coerente con quello che stiamo dicendo.
A sua volta, il comportamento non verbale altrui è un alleato per comprendere l’effetto della nostra comunicazione.

Bisogna avere una forte intenzione di trasmettere e ottenere un risultato che in genere si manifesta come un accordo con l’altra persona.

Fabrizio, sembra tutto più facile confrontandosi con te, ma nella vita reale non è poi così semplice. Come si può diventare un leader con la comunicazione?

Non ti preoccupare, ho scritto un libro!

Fabrizio Gherlani
Socio fondatore presso OSM Partner Est e Osm Croazia
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a cura di Aline Improta

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Aline Improta

La scrittura è fin da piccola il mio grande amore. Giornalista pubblicista dal 2010, negli ultimi dieci anni, ho riversato la mia passione in un altro settore: il marketing. Dopo anni a scrivere per le aziende, ritorno all'anima che c'è dietro ognuna di loro: gli imprenditori e tutte le persone che vivono in quell'ecosistema. Vi starete chiedendo come... Sono Editor e Ghostwriter per Engage Editore. la prima casa editrice italiana che pubblica libri dedicati agli imprenditori scritti da imprenditori. Amo le persone e credo che in ognuna di esse ci sia una luce da tirare fuori e una bellissima storia da raccontare.

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