Mesi fa scrivevamo interrogandoci sul perché, con lo UAP Disclosure Act of 2023, il Congresso americano stesse permettendo la pubblicazione della documentazione registrata e trattenuta dallo stato in merito ai fenomeni degli UFO. Mossa, questa, che garantiva la diffusione di file prima secretati e ora non più di “interesse” per il governo statunitense (il quale pubblica solo documentazione che non costituisce un rischio se diventa di dominio pubblico).
Di recente invece arriva la notizia di un nuovo rapporto del Pentagono sui fenomeni anomali non identificati (UAP: Unidentified Aerial Phenomena, non più UFO) il quale raccoglie centinaia di episodi che includono oggetti come palloni, uccelli e satelliti scambiati per altro, ma anche avvistamenti di fenomeni aerei inspiegabili e testimonianze di personale militare “seguito” o “pedinato” da misteriosi veicoli volanti.
La documentazione copre il periodo compreso tra il 1° maggio 2023 e il 1° giugno dell’anno corrente. In totale nel rapporto si contano 1.652 segnalazioni ricevute fino ad oggi. In particolare tra maggio 2023 e giugno 2024 sono 757 nuove segnalazioni, tra le quali:
- 272 episodi relativi a date precedenti non ancora denunciati.
- 49 casi spiegati (70% palloncini, 8% uccelli, altri droni/oggetti comuni).
- 243 casi in revisione finale per la categorizzazione.
- 444 segnalazioni archiviate per mancanza di dati/prove sufficienti.
- 21 casi ancora inspiegati, richiedenti ulteriori analisi
Questi dati sottolineano non solo un crescente interesse per il tema, ma anche un certo aumento delle segnalazioni. Pare infatti che gli avvistamenti siano aumentati, eppure queste sono solo le ultime di molte altre dichiarazioni.
Sempre qualche mese fa parlavamo di whistleblower in alcune organizzazioni governative che confermavano l’esistenza sul pianeta di tecnologia aliena e di forme di vita non terrestri.
Anche su questo però ci sono novità interessanti. In questo freddo Novembre si è infatti tenuta l’udienza “Fenomeni Anomali non Identificati (UAP): Svelare la Verità”, presso il Rayburn House Office Building a Washington, organizzata dal Comitato per la Supervisione e la Responsabilità della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti.
Qui si è proprio discusso delle testimonianze di ex funzionari e militari riguardo a possibili tecnologie avanzate non terrestri, sottolineando la necessità di trasparenza e ricerca scientifica per comprendere meglio questi fenomeni e affrontare le implicazioni per la sicurezza nazionale.
Riportiamo ad esempio la testimonianza di Luis Elizondo (in foto, ex ufficiale di controspionaggio), il quale ha dichiarato che un’eccessiva segretezza ha impedito la divulgazione di informazioni importanti, danneggiando personale civile, militare e pubblico, sostenendo oltretutto che “non siamo soli nel cosmo”.
Oppure quella dell’Ammiraglio Tim Gallaudet (ora in pensione), dichiarando come i civili abbiano il diritto di conoscere la verità relativa a questi fenomeni e ipotizzando che gli UAP potrebbero essere manifestazioni di un’intelligenza superiore non umana.
Certamente sono dichiarazioni importanti, specie se consideriamo che ancora non c’è stata una dichiarazione ufficiale in merito da parte di governi e istituzioni, ma solo tanta ricerca (forse) e qualche file desecretato.
Si può dire infatti che quanto viene reso di dominio pubblico non costituisce né una prova né un tentativo così importante di condividere la verità. Questo permette di tenere buoni i civili che si interessano al fenomeno e che lamentano uno scarso interesse governativo. Ma comprendiamo anche comprendere la delicatezza del tema: se fosse vero, quale governo si assumerebbe l’onere e la responsabilità di riconoscere la vita aliena e di sbandierarlo ai quattro venti?
In ultima analisi, sembra che la verità non sia troppo lontana dall’essere svelata. Talvolta basterebbe ascoltare la sensazione nella pancia che si prova quando si guarda il cielo notturno e ci si chiede “c’è qualcuno lassù?”.



