La notizia arriva in Europa nel primo mattino. Trump vince le elezioni posizionandosi in vantaggio in stati chiave come Georgia, Pennsylvania e Wisconsin. Questo risultato segna un notevole ritorno politico per Trump, il quale diventa il secondo presidente nella storia americana a essere eletto per due mandati non consecutivi, dopo Grover Cleveland.
Il Senato torna repubblicano e Kamala Harris ammette la sconfitta.
Inutile dire che queste elezioni avranno un enorme impatto sulla geopolitica mondiale, ma quale?
Adesso l’insediamento sarà graduale. A dicembre il collegio elettorale ratificherà i risultati delle elezioni, a gennaio invece il Congresso prenderà ufficialmente atto del voto espresso dai cittadini americani e Trump giurerà davanti al Campidoglio il 20 gennaio. Fino a quel giorno sarà Biden a guidare il paese.
In più il mondo si prepara a vedere grandi cambiamenti: la politica portata avanti da Trump e dal partito repubblicano sarà così rivoluzionaria come si era previsto nelle sue promesse?
Se dovessimo vedere il mantenimento di questa linea potremmo vedere Elon Musk e Robert F. Kennedy Jr. diventare parte attiva della politica americana, un lento isolamento dell’Europa dal punto di vista militare (a meno che non inizi a pagare profumatamente i servizi NATO per i quali ora paga l’America) e, potrebbe essere, anche economico, confrontandosi con un alleato oltreoceano molto più attento a tutelare la propria economia piuttosto che a proteggere l’Europa da uno spaventapasseri russo.
Questo significa forse che vedremo anche un distendersi delle tensioni in medio oriente? Vedremo la fine degli aiuti economici all’Ucraina con una conseguente fine della guerra e una tregua con Putin? Vedremo forse un pugno di ferro nel moderare le reazioni esagerate di Israele?
La certezza è una: questa elezione rimarrà alla storia come la più combattuta. Ora c’è solo da seguirne gli sviluppi.



