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Trasformare 6 frasi comuni con il metodo danese per elevare l’armonia familiare

metodo danese
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Il metodo danese di educazione dei figli ha guadagnato popolarità in tutto il mondo grazie ai suoi principi basati sull’empatia, la sincerità e l’importanza di creare un ambiente di apprendimento felice e sicuro. 

Sai perché la Danimarca è da 40 anni il paese più felice al mondo?

Molto di ciò può essere attribuito al robusto sistema di welfare danese e alla mentalità collettiva del paese. Il benessere sociale, la parità e l’inclusività sono pilastri della società danese. Ciò si riflette anche nel loro approccio all’educazione, dove l’accento è posto sul benessere emotivo, sull’essere parte di una comunità e sull’apprendimento attraverso il gioco e l’esperienza.

Ma non è solo una questione di politiche governative. La mentalità danese sull’educazione dei figli si concentra su principi chiave che possono essere facilmente incorporati nella vita quotidiana di ogni famiglia, indipendentemente dalla loro origine geografica.

Oggi ti porto a scoprire alcuni dei preziosi suggerimenti del metodo danese per avere figli più felici.

6 frasi comuni da trasformare seguendo il metodo danese

1. “NO! STAI ATTENTO!”

gioco, metodo danese

Ehi, lo so, come genitore è istintivo voler proteggere i nostri piccoli. Ma se continuiamo a gridare “No!”, “Non ti sporcare!” ogni volta che cercano di fare qualcosa, in realtà stiamo frenando la loro curiosità e voglia di scoprire. Pensaci: in Danimarca, i bambini sono lasciati giocare fuori anche quando piove, e i genitori non si preoccupano di qualche graffio o ginocchio sbucciato. Perché? Perché giocare, cadere e rialzarsi sono parti fondamentali dell’apprendimento. Ah, e parlando di giocare… alla larga dai telefoni! I bambini non hanno bisogno di stare buoni davanti ad uno schermo, hanno bisogno di spazio e libertà per scatenare la loro immaginazione. 

Sarà un retaggio culturale, ma mi sono accorta che anche io dicevo spessissimo a mia figlia “Non correre! Attenta!”. Quest’anno, dopo lunghi periodi di presa di consapevolezza, ho finito per ribattezzarla Mowgli. Perché ha trascorso praticamente tutta l’estate in mutande, in mezzo alla terra e agli animali e devo dire che raramente l’ho vista così felice!

I tuoi figli non amano giocare fuori casa?

PROVA QUESTO: stabilisci un tempo massimo quotidiano di utilizzo di telefonino o ipad e magari la prossima volta in giardino, invece di dire “stai attento”, prova con un incoraggiante “divertiti”!

2. “NON SI PIANGE PER QUESTE SCIOCCHEZZE!”

emozioni nel metodo danese

Capisco, ci siamo passati tutti. Stai là, senti tuo figlio che si scioglie in lacrime, e ti scappa un rapido “Smettila di piangere!”. Prima di proseguire su questa strada però, prendiamoci un attimo. Questa reazione potrebbe riportarti indietro nel tempo, quando magari i tuoi genitori ti dicevano di non versare lacrime per cose che sembravano insignificanti. Nel metodo danese l’approccio alle emozioni dei più piccoli è decisamente diverso e si presta molta attenzione allo sviluppo dell’empatia nei più giovani. Nelle scuole danesi esiste una pratica chiamata “Class Hour”. Qui, i bambini imparano a capire le emozioni altrui e a fine lezione si concedono un momento conviviale con una fetta di torta. Le emozioni sono parte integrante di tutti noi, adulti e bambini. Quando cerchiamo di sopprimere quelle dei nostri figli, in realtà stiamo negando una parte della loro essenza.

A volte io per prima ho pensato che fosse sbagliato piangere davanti a mia figlia, che rischiavo di spaventarla. Poi ho capito che le emozioni non vanno controllate, al massimo attraversate e trasformate. Farlo con accanto una persona che ti ama in maniera incondizionata, ti assicuro, aiuta entrambi!

Se ti ritrovi a pensare: “Perché mio figlio piange così tanto?”, ho un suggerimento per te.

PROVA QUESTO: al posto di zittirlo, siediti con lui. Concedigli un abbraccio, mettiti in ascolto. Invece di un secco “Smetti di piangere”, prova con un più dolce “Vedo che sei triste, raccontami”. Credimi, un pizzico di empatia può davvero fare la differenza nel vostro rapporto.

3. “LA PROSSIMA VOLTA ANDRÀ MEGLIO!”

reframing

Lo sentiamo dire così spesso. Vedi tuo figlio abbattuto e immediatamente vuoi rassicurarlo con un “La prossima volta andrà meglio!”. Nel metodo danese, invece di spostare la focalizzazione sul futuro, i genitori utilizzano una tecnica chiamata “reframing”, o ristrutturazione. L’idea è semplice ma potente: guardare la stessa situazione da un’altra prospettiva, in modo da renderla meno negativa. Cerca di vedere insieme a lui il lato positivo dell’esperienza, anche quando le cose non vanno come previsto. Adottando questa mentalità positiva e usando un po’ di ristrutturazione, ogni esperienza può diventare un gradino verso l’apprendimento e la crescita.

In passato, avevo ciò che la maggior parte delle persone avrebbe chiamato un “lavoro ideale”: posizione stabile in ufficio, stipendio regolare, e una routine prestabilita. Potrebbe sembrare che avessi tutto sotto controllo, ma internamente, ogni domenica sera, sentivo un nodo nello stomaco all’idea del lunedì mattina. Tuttavia, guardando quella fase della mia vita con occhi diversi, ho realizzato che mi stava insegnando ciò che non volevo veramente per me. Ho ristrutturato quella percezione e, nonostante adesso il mio percorso professionale possa sembrare meno prevedibile, mi sveglio ogni giorno con un entusiasmo genuino. Non vivo più nell’attesa del weekend, ma abbraccio ogni giornata come un’opportunità per seguire la mia passione e scoprire qualcosa di nuovo. 

Ti ritrovi a confortare tuo figlio dopo un piccolo insuccesso?

PROVA QUESTO: invece di offrire subito una soluzione o una rassicurazione, prova a condividere con lui una tua esperienza in cui hai semplicemente cambiato prospettiva. Ecco come puoi fare reframing prendendo, per esempio, una torta al cioccolato. Immagina che tuo figlio abbia tentato di fare una torta per la prima volta e non sia venuta come sperava. Si sente deluso. Potresti dire: “Ehilà! La tua torta potrebbe non aver avuto il gusto che speravi, ma guarda quella consistenza! E poi, ricordi quella volta in cui hai fatto quei biscotti perfetti? Ogni tentativo in cucina è un passo per diventare un grande chef! E adesso, cosa dici se ci mettiamo insieme per migliorare la ricetta per la prossima volta?”.

4. “SE TI COMPORTI MALE, TI METTO IN PUNIZIONE!”

metodo danese senza punizioni

Ti capisco. Come genitore, a volte è una sfida gestire i comportamenti dei nostri bambini, specialmente quando si comportano in modi che troviamo difficili da accettare. Ma ricorda che l’educazione non dovrebbe mai trasformarsi in un braccio di ferro. Le punizioni per i figli sono assolutamente sconsigliate nel metodo danese. Invece di usare punizioni e minacce, i danesi credono in un’educazione basata sulla comprensione, la comunicazione e il rispetto reciproco. Usare minacce o punizioni fisiche può portare solo a creare un ambiente di paura e diffidenza, mentre quello che realmente vogliamo costruire sono legami basati sulla fiducia e sull’amore.

Da mamma, posso dirti che, pur non avendo mai sfiorato Gaia, mi è capitato di rimproverarla alzando la voce, perdendo la calma. E ogni volta, sentivo un grande rimorso, consapevole che ciò non avrebbe fatto bene né a me né a lei. Così, ho iniziato un percorso di autoconsapevolezza e crescita personale. Il mio obiettivo era, ed è, essere una figura stabile e positiva nella sua vita, anche nei momenti di tensione. Questo lavoro su me stessa non solo ha migliorato il nostro rapporto, ma ha anche aiutato Gaia a comprendere meglio le sue emozioni e a gestirle in maniera più efficace.

Se ti trovi spesso frustrato dai comportamenti di tuo figlio…

PROVA QUESTO: anziché alzare la voce, ricorda che non stai gestendo un bambino “cattivo”, ma solo un comportamento non adeguato. I bambini sono naturalmente buoni, e la chiave è guidarli con amore e fermezza. Prenditi un momento per spiegare le regole in modo chiaro e chiedi se ha compreso il motivo. Anziché alzare la voce, proponi un “momento tranquillo” insieme. Quando affronti un conflitto, fai in modo che la tua calma generi calma in lui. 

5. “WOW, BRAVO!”

elogi nel metodo danese

Nostro figlio ci mostra un disegno o un qualche compito fatto a scuola e distrattamente esclamiamo: “WOW!”. Ma… fermiamoci un attimo. Anche se le nostre intenzioni sono le migliori, a volte le lodi di questo tipo possono sembrare non autentiche ai loro occhi e potrebbero addirittura metterli sotto la pressione di dover vivere sempre all’altezza di quelle aspettative.

Nel metodo danese, l’approccio alle lodi è un po’ diverso. Piuttosto che elogiare ciecamente ogni singolo sforzo, i genitori e gli insegnanti cercano di dare un feedback costruttivo e genuino. Il focus è su ciò che il bambino ha imparato o come si è impegnato nel processo, piuttosto che sul risultato finale.

Le lodi sincere e specifiche sono molto più efficaci nel motivare e incoraggiare i bambini.

Colpevole! Lo ammetto. Complici i mille impegni è capitato anche a me di dire brava a mia figlia senza approfondire davvero ciò che mi stava mostrando. Per fortuna avere l’umiltà di vedere un errore e la consapovelezza di poter migliorare, può creare un vero cambiamento. 

Ti ritrovi spesso a elogiare ciò che tuo figlio fa con complimenti generici?

PROVA QUESTO: invece di dire “Bravo!”, prova a essere più specifico. Ad esempio, potresti dire: “Grande! Come ti è venuto in mente di aggiungere questo animale al disegno?”. Questo tipo di lodi e approfondimenti non solo fanno sentire tuo figlio visto e apprezzato, ma lo incoraggiano anche a riflettere sul suo lavoro e sul suo processo creativo. E, soprattutto, trasmette l’idea che ciò che conta veramente è l’impegno e la passione che mette in ciò che fa, non solo il risultato finale.

6. “ADESSO NO, NON HO TEMPO”

non avere tempo

Quante volte abbiamo detto questa frase? Siamo tutti presi dalle mille cose da fare e spesso ci ritroviamo a posticipare i momenti con i nostri bambini con un semplice: “Adesso no, non ho tempo”. 

Nel metodo danese esistono i momenti  “hygge”, che sono fondamentali e sono considerati uno dei segreti della loro felicità. Non esiste traduzione diretta, ma può essere descritta come una sensazione di comfort, intimità e contentezza, spesso vissuta condividendo momenti semplici ma significativi con le persone care. Condividere questi momenti con i nostri bambini li fa sentire apprezzati, amati e parte della famiglia. 

Ecco una confessione: nonostante il mio passaggio dal lavoro in ufficio allo smart working, la tipica frase di mia figlia non è scomparsa, è solo passata da “Mamma è sempre al lavoro” a “Mamma è sempre al pc”. È stata una sveglia e mi ha fatto capire che non era tanto una questione di dove o come lavoravo, ma di come gestivo il mio tempo con lei. Gaia mi ha fatto riflettere sulla qualità dei momenti che condividiamo. Mi sono resa conto che la perfezione non esiste, ma ciò che conta è lo sforzo. Adesso, anche se sono stremata, cerco di dedicarle sempre momenti speciali, di giocare insieme o pianificare avventure il fine settimana.

Ti ritrovi spesso a rimandare i momenti con tuo figlio a causa della mancanza di tempo?

PROVA QUESTO: ogni giorno, cerca di dedicare anche solo 10 minuti di “tempo hygge” con tuo figlio. Può essere qualcosa di semplice come bere una cioccolata calda insieme, leggere una storia o condividere un’attività che vi piace. È in questi momenti che potresti scoprire qualcosa di nuovo su tuo figlio o semplicemente goderti il piacere della sua compagnia. E, chi lo sa, potresti scoprire che quei 10 minuti diventano il momento più atteso della tua giornata.

famiglia felice, metodo danese

Tutti vogliamo il meglio per i nostri bambini e, talvolta, ci ritroviamo a commettere errori, magari ripetendo schemi che abbiamo vissuto in prima persona durante la nostra infanzia. 

La chiave è la consapevolezza e il modello danese di educazione ci offre una prospettiva semplice e allo stesso tempo quasi rivoluzionaria. 

Incorporare questi consigli nel nostro quotidiano magari non trasformerà immediatamente ogni giorno in un perfetto quadro di armonia danese, ma ci avvicinerà di sicuro a una vita familiare più felice e soddisfacente.

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Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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