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Think Pink! Perché le imprenditrici di oggi cambieranno il mondo delle donne di domani

Think Pink! Perché le imprenditrici di oggi cambieranno il mondo delle donne di domani.
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C’è voluto un bel po’ di tempo prima che le donne fossero le vere protagoniste delle loro storie. Anche quando sembravano essere il personaggio principale della vicenda, venivano descritte in attesa di qualcosa, molto raramente erano padrone del loro destino e della loro realizzazione personale. 

Persino i loro desideri sembravano essere desideri di altri: un matrimonio, un bel castello, un principe che donasse loro attenzioni e amore… 

C’era una volta Biancaneve, una donna giovane e bellissima che per un po’ di tempo si occupò di sette uomini, i sette nani, prima di venire avvelenata da una vecchia strega, ma che infine verrà salvata dal bacio di un principe azzurro. 

C’era una volta Aurora, un’altra bellissima ragazza, una principessa che rischiava di morire per una maledizione che le aveva inflitto un’altra fattucchiera, che poi si punse il dito con un fuso stregato e cadde in un sonno profondo, ma anche lei, alla fine, venne salvata dal bacio di un giovane principe. 

C’era poi Cenerentola, l’ennesima ragazza bellissima, per anni schiavizzata dalle sorellastre e da una terribile matrigna, che coronò il suo sogno, una volta conosciuto un principe pronto ad amarla… 

Dal libro di Samantha Marzullo: Piovono Talenti 

Una volta, forse, ma oggi no… 

Poi le cose sono cambiate. E per fortuna! Abbiamo iniziato a sentir parlare di donne che volevano cambiare il mondo, di donne alla guida di grandi gruppi, di donne che volevano creare. 

Queste donne sono sempre esistite ovviamente, ma per un motivo o per un altro le loro gesta da protagoniste sono state messe in ombra, sminuite, declassate… ebbene voglio di certo creare un cliché al contrario. Quello che vorrei raccontarti qui è piuttosto qualcosa che ha a che fare con il tuo ruolo di imprenditrice, un ruolo che va oltre la descrizione classica di colei che è a capo di un’azienda, che amministra seleziona e gestisce il personale… 

No! Tu oltre hai questo sei un modello di vita e un elemento di speranza (in senso buono e romantico) per le generazioni a venire. Perché tu simboleggi il cambiamento, tu simboleggi un nuovo modo di intendere il lavoro e la vita stessa. 

C’erano una volta storie di donne che per avere denaro, benessere e felicità non facevano molto, anzi, aspettavano l’intervento di qualcun altro. Erano lì ad attendere di essere salvate e aiutate mentre si occupavano di fare il loro dovere con gentilezza e senza discutere, nonostante fossero minacciate da personalità crudeli. 

Belle, pacate e illibate e perciò meritevoli di essere salvate dai loro principi azzurri a cavallo. Sono storie che, per coloro che hanno circa la mia età, ricordano momenti spensierati della propria infanzia. Ma queste storie ora non valgono più. 

Queste storie raccontavano un mondo delle donne che oggi risuona vecchio e miope e che sempre di più dobbiamo contrastare attraverso il nostro modo di fare impresa, per far sì che le collaboratrici di oggi possano diventare le manager e le imprenditrici di domani.

Dal libro di Samantha Marzullo: Piovono Talenti 

Think Pink, un capitolo che fa riflettere

Ho parlato di queste tematiche con Samantha Marzullo, CEO di Guru Jobs e socia di Open Source Management, una donna esplosiva che nel tempo ha vissuto ognuna delle diverse condizioni lavorative: da dipendente a manager, da manager a ceo. 

Samantha nel suo primo libro, Piovono Talenti, ha dedicato un intero capitolo alla tematica del ruolo delle donne nel mondo del lavoro: per l’appunto “Think Pink!”. Una scelta innovativa per un libro che parla di selezione, ma devo dire che non mi stupisce affatto che Samantha stupisca qualcuno (se non ci credi vai a vedere il suo Tedx)

Se non hai donne-manager in azienda è probabile che già ora, ma molto più in futuro, avrai problemi ad importi nel mercato, ad attrarre personale talentuoso, ad avere leadership, e non solo! 

“Quante donne ci sono nella tua azienda? Quante di queste ricoprono ruoli dirigenziali? Se non hai nessuna donna ai vertici della tua azienda forse fai ancora parte del mondo di Biancaneve, Aurora e Cenerentola, di quel mondo vecchio e miope in cui le donne fanno per lo più un part time o portano il caffè al loro capo. Forse hai un’azienda in cui le donne continuano ad aspettare che sia qualcun altro a renderle felici, quando invece dovrebbero stringere il loro futuro fra le proprie mani.” 

Buttati! 

“Ti racconto una storia” – mi dice Samantha 

Sei anni fa, mio fratello concluse il suo percorso di studi in Giurisprudenza. Aveva scelto quella strada sotto consiglio dei miei genitori, ma non ne era mai stato molto convinto. Da sorella maggiore, o forse per deformazione professionale, volevo aiutarlo a trovare la sua dimensione lavorativa. Sapevo bene cosa significava trovarsi nella confusione e nell’incertezza di scegliere che cosa fare ‘da grandi’. Pertanto gli dissi che gli avrei dato una mano con il curriculum e l’avrei aiutato a trovare annunci di lavoro interessanti. Mi raggiunse subito. 

Una sera, un po’ per caso, dopo una cena insieme, passeggiando per Bologna, trovai un annuncio appeso al vetro di un’agenzia per il lavoro. Cercavano recruiter con esperienza, ma la posizione era quella di ‘stagista’, così mi sono detta che, se avesse dimostrato di conoscere le migliori pratiche e principi sulla selezione del personale, quella poteva essere l’occasione giusta per mio fratello. Era la mia materia e potevo dargli un sacco di dritte per superare con successo quella selezione.. altro che master! E così feci. 

Passammo qualche serata a studiare insieme, lo allenai su come scrivere inserzioni, dove pubblicarle, come sostenere i colloqui di lavoro e, infine, cambiammo il suo curriculum vitae. Inviata la candidatura, tempo un paio di giorni e fu subito contattato per un primo colloquio conoscitivo. Andò bene e di lì a poco fu assunto da quell’agenzia per la posizione di recruiter. Entrambi eravamo felicissimi! 

Basta ai sensi di colpa! 

Nei giorni successivi, ripensando alla cosa, mi venne in mente la me dell’università. Io agli esami non potevo andare impreparata, dovevo presentarmi sicura di sapere tutto nei minimi dettagli, altrimenti sarei stata troppo in ansia. 

Non volevo fare figuracce davanti ai miei professori e tentare la fortuna non era nel mio stile. Io, probabilmente, mi sarei sentita in colpa. Non avevo mai preso in considerazione il fatto che un esame o un colloquio di lavoro fossero dei veri e propri momenti di promozione personale. 

Realizzai, quindi, che mio fratello con lo studio matto e disperato di qualche sera era riuscito a convincere la selezionatrice di avere molta conoscenza in materia di recruiting, mentre io, a quei tempi, dopo anni di esperienza ancora mi definivo una figura ‘junior’ in OSM. Realizzai che mio fratello dopo sei mesi di stage avrebbe ricoperto il mio stesso ruolo, nonostante io fossi nel mondo del lavoro da molti più anni di lui.

Una questione di quote rosa? No affatto! 

Dobbiamo smetterla di pensarci nel modo in cui ci hanno raccontato in passato. Dobbiamo essere consapevoli che possiamo fare tutto e di più se smettiamo di associarci a quell’immagine angelica di preziosa aiutante in attesa della sua chance. La chance possiamo e dobbiamo andarcela a prendere noi! Da sole! 

L’episodio di mio fratello mi fece comprendere che non bastava essere preparati, diligenti e rispettosi, per crescere in azienda. Servivano coraggio e autostima! Le due cose che avevano permesso a mio fratello di farcela davvero. Lui si era buttato, mentre io, ai tempi, continuavo a nascondermi dietro un dito.

Tu quante volte ti sei buttata pur non avendo fatto ‘tutti i compiti’? 

Quante volte ti sei lanciata in un progetto anche se non sapevi tutte le cose che ti sarebbero servite?

Se sei un’imprenditrice so che lo hai fatto moltissime volte, proprio come me, ma so anche che spesso ti sei fatta mille domande, mille sensi di colpa prima di lanciarti davvero. Ma ora che hai questo ruolo, quello di imprenditrice appunto, sappi che puoi scrivere una pagina diversa per la storia delle donne che verranno, per quelle che oggi sono un po’ come la te di ieri: insicure, piene di dubbi sul fatto che ce la faranno o meno. 

Conclusioni 

Tu sei un esempio di coraggio, la dimostrazione vivente che essere le protagoniste della propria storia è possibile. Tu con il tuo vissuto puoi creare un mondo del lavoro diverso, puoi dare spazio a forme diverse di leadership, puoi realizzare grandi sogni con le tue persone. 

Le tue mete aziendali non possono più riguardare soltanto il tuo business, ma devono includere anche il tipo di impatto che vuoi avere sull’intera società.

Fra la marea di servizi e prodotti che ci sono sul mercato vincerà chi riesce a far star meglio gli altri, chi lotterà per il bene degli altri, chi – oltre a promuovere un prodotto o un servizio – promuoverà la volontà di raggiungere una meta umana che impatti positivamente sull’intera società, un perché comune. 

Ricordati che le donne determinate non le ferma nessuno, perché sono abituate a spezzare le proprie catene da tutta la vita.

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Claudia Bosi

Editor e Ghost Writer per Engage Editore. Dopo anni di studi di Filosofia sono approdata nel mondo del lavoro e sono riuscita a fare di un dono la mia professione, grazie al contributo di persone illuminate capaci di vedere oltre un semplice curriculum. Io amo le storie delle persone, indago fra sogni ed esperienze vissute. Penso che la scrittura e la lettura siano armi potentissime che l'essere umano ha a disposizione. Le cose essenziali per crescere, comunicare, apprendere e ricordare. In quest'arte c'è la vita e il senso di ogni grande sviluppo e scoperta, è lo specchio dell'anima che riflette l'umanità tutta. Con le parole scritte si rivoluziona il mondo, ci si apre agli altri, si scopre qualcosa di sé, si lascia una traccia indelebile da qui all'eternità.

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