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Come ho trovato il coraggio di realizzare i miei sogni
Impresa e Donna

Come ho trovato il coraggio di realizzare i miei sogni

Quante volte hai detto a te stessa di non avere un sogno da realizzare? Quante volte hai guardato gli altri e hai pensato “beati loro che hanno le idee chiare“?

Ci sono persone che fin dalla loro tenera età sapevano che cosa avrebbero realizzato da grandi. Sono nate convinte del lavoro che avrebbero svolto e dei risultati che un giorno avrebbero raggiunto.

Talvolta guardiamo queste persone come dei veri e propri alieni, delle persone baciate dalla fortuna. Persone inarrivabili, vere e proprie eccezioni.

Ma non sempre ciò che non vediamo non esiste…

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Impresa di coppia Come rimanere integri e in focus senza rischiare di vivere il sogno del proprio coniuge
Impresa e Donna

Impresa di coppia 

Che le coincidenze non esistano, non è sempre un dato facile da metabolizzare. Soprattutto quando i puntini della nostra vita iniziano a formare un disegno chiaro, soltanto dopo anni di esperienze, fatiche, prove ed errori.

“Chi l’avrebbe mai detto?” – ci chiediamo, eppure, in certi istanti, tutto sembra suggerirci che le risposte a certi quesiti esistenziali, ce le avevamo già in tasca. Le conoscevamo già. Da bambine, quando ancora forse quelle domande non ce le ponevamo nemmeno.

Ho parlato di questo con Jessica Laconi, donna, mamma, imprenditrice e moglie. Da anni è titolare, assieme al marito, Alessandro Viviani, della Autotrasporti Viviani SRL, un’azienda valtellinese di trasporto merci su strada in conto terzi.

Un’azienda che Jessica non avrebbe mai pensato di guidare da bambina, ma a cui, i suoi giochi, in qualche modo le avevano sempre suggerito di andare incontro. Non è un caso che sua cugina, a un certo punto, le disse: “Quando eri piccola giocavi con i camion, ora ti stai per sposare con uomo che ha un’impresa di trasporti…”

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Think Pink! Perché le imprenditrici di oggi cambieranno il mondo delle donne di domani.
Impresa e Donna

Think Pink! Perché le imprenditrici di oggi cambieranno il mondo delle donne di domani

C’è voluto un bel po’ di tempo prima che le donne fossero le vere protagoniste delle loro storie. Anche quando sembravano essere il personaggio principale della vicenda, venivano descritte in attesa di qualcosa, molto raramente erano padrone del loro destino e della loro realizzazione personale. 

Persino i loro desideri sembravano essere desideri di altri: un matrimonio, un bel castello, un principe che donasse loro attenzioni e amore…

Poi le cose sono cambiate. E per fortuna! Abbiamo iniziato a sentir parlare di donne che volevano cambiare il mondo, di donne alla guida di grandi gruppi, di donne che volevano creare. 

Queste donne sono sempre esistite ovviamente, ma per un motivo o per un altro le loro gesta da protagoniste sono state messe in ombra, sminuite, declassate… ebbene voglio di certo creare un cliché al contrario. Quello che vorrei raccontarti qui è piuttosto qualcosa che ha a che fare con il tuo ruolo di imprenditrice, un ruolo che va oltre la descrizione classica di colei che è a capo di un’azienda, che amministra seleziona e gestisce il personale… 

No! Tu oltre hai questo sei un modello di vita e un elemento di speranza (in senso buono e romantico) per le generazioni a venire. Perché tu simboleggi il cambiamento, tu simboleggi un nuovo modo di intendere il lavoro e la vita stessa.

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Se tu non avessi paura, che cosa faresti davvero? Un’intervista a Sara Renossi
Impresa e Donna

Se tu non avessi paura, che cosa faresti davvero? Un’intervista a Sara Renossi 

Quando mi sento incartata, quando mi sento persa, bloccata, da un po’ di tempo a questa parte mi faccio sempre questa domanda: “Sara, se tu ora non avessi paura, che cosa faresti davvero?”

Sara Renossi è CEO di BE (Beauty-Experience) Srl , un’azienda in Franchising che opera nel settore dell’estetica avanzata e che ad oggi conta sei centri estetici tra le province di Padova, Verona e Vicenza. Un sogno iniziato quando Sara aveva solo 23 anni. Un sogno che via via ha cambiato forma, identità e intensità.

Sì perché Sara, quando ha iniziato, aveva solo una cosa ben chiara in mente: che diventare un’imprenditrice nel settore dell’estetica sarebbe stato il suo destino, la naturale estensione di sé, la cosa per cui era venuta al mondo. Ma anche con questa assoluta certezza addosso, Sara di difficoltà ne ha dovute superare parecchie; una su tutte: la sua paura…

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Risorse Umane: perché “sviluppare” è meglio che “gestire”!
Impresa e Donna

Risorse Umane: perché “sviluppare” è meglio che “gestire”! 

Che cos’è il potenziale? 

Spesso usiamo questa parola per definire il “potere interiore” di qualcuno, l’insieme delle sue doti e talenti, dimenticandoci però di una parte importante della definizione. Il potenziale è infatti una qualità, una possibilità, un talento che ancora non si è manifestato. 

Parlare dunque di potenziale umano, significa parlare di quegli aspetti invisibili delle persone, di quel potere sì, ma ancora inespresso, che ognuno di noi ha. 

Ecco allora che nel ruolo di leader, sviluppare il potenziale delle risorse umane significa riuscire a individuare qualcosa che ancora non ha preso piede nella realtà, vedere le nostre persone non per ciò che sono oggi, ma per ciò che saranno domani.

Ho parlato di potenziale insieme a Giada Melis, autrice del libro, Il potenziale umano: come sviluppare le tue risorse umane in azienda. Un libro che attraversa la sua esperienza di manager e imprenditrice. Giada coordina ed è responsabile di più di cinquanta persone all’interno del team di Mab Management, una società di consulenza e formazione aziendale, partner di Open Source Management. 

Nel suo libro condivide le esperienze e le strategie che l’hanno aiutata ad espandere la sua realtà imprenditoriale, insieme al marito e socio Andrea Podda. Qui Giada parla del titolare del nuovo millennio assimilandolo alla figura di un vero e proprio allenatore. Il quale non solo “ordina” cosa fare ai componenti della propria squadra, ma appunto fa sì che ognuno continui ad esercitarsi per dare il meglio di sé, con la grande convinzione che “il bello deve ancora venire”.

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Superare il divario di genere: realtà o utopia? Intervista a Francesca Cipriani
Impresa e Donna

Superare il divario di genere: realtà o utopia? 

Sono anni che si parla del divario di genere nel mondo del lavoro. Dal 2006 il World Economic Forum ha introdotto il Global Gender Gap Report, ossia un insieme di dati che fornisce un quadro del divario di genere in tutti i paesi del mondo.
Questo report si basa su criteri che analizzano le condizioni economiche, politiche, educative e di salute di uomini e donne del Pianeta, di cui poi ne fornisce una classifica. Questo sistema presenta dati utili, ma anche tanti limiti e punti critici. Non è però mio intento parlarne qui.
Ciò su cui vorrei porre l’attenzione in questo articolo è più che altro il concetto stesso di “divario di genere”. O per meglio dire di “divario” in generale…

Non vorrei pertanto polarizzare la discussione rispetto a “chi sta meglio” o “chi sta peggio”.
Quello che vorrei, è più che altro dare consistenza e voce ad alcune domande:
come possiamo agire (insieme, sia uomini che donne) affinché questo “divario” sia sempre meno impattante?
Come possiamo agire affinché emerga sempre di più la bellezza delle “differenze”, a scapito del “divario”?
E infine: è possibile cambiare le cose partendo da noi? O siamo inesorabilmente costretti ad aspettare l’intervento di qualcuno dall’alto?

Ho parlato di tutto questo con Francesca Cipriani, giovane professionista nel mondo della consulenza e della formazione imprenditoriale, ad oggi Operation Manager presso OSM Partner Trapani. La sua storia è emblematica e ci accompagna in questa riflessione.

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Ogni tuo desiderio è un ordine: un’intervista a Manuela Toto
Impresa e Donna

Ogni tuo desiderio è un ordine: un’intervista a Manuela Toto 

e avessi di fronte a te un genio che ti dice: “Ogni tuo desiderio è un ordine”, tu che cosa gli chiederesti? 

In uno dei capitoli del suo libro C’era una volta…ma c’è ancora: viaggio in sé stessi attraverso le fiabe, Manuela Toto ci invita a riflettere sulla nostra capacità di desiderare. Una capacità squisitamente umana che ci distingue dal regno animale. Quest’ultimo è infatti animato esclusivamente dalla sfera dei bisogni e dell’istintualità, mentre per noi essere umani, le cose funzionano diversamente… 

Manuela Toto è autrice consulente familiare, coaching umanista, esperta dell’ascolto empatico, specialista nel trasmettere strategie efficaci per migliorare sé stessi. Fondatrice del metodo Fabulab e della community SouLab che ad oggi conta più di 200 iscritti.

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Fashion Therapy: come raggiungere obiettivi e benessere grazie allo Stile
Impresa e Donna

Fashion Therapy: come raggiungere obiettivi e benessere grazie allo Stile

Quante volte ti sei ritrovata ad osservare il tuo armadio e a pensare: “non ho nulla da mettermi!”? Quante volte hai pensato di non avere nessun capo che ti facesse sentire davvero bella, forte e a tuo agio? Sicura di te e invincibile agli occhi di chiunque altro?

Scommetto che spesso ti sei ritrovata, proprio come me, a comprare un sacco di vestiti che ora sono lì a prendere la polvere, vestiti che non ti rappresentano davvero e che dopo averli messi una volta soltanto… non ti piacevano più.

Qualcuno potrebbe pensare che questi siano i tipici capricci “da donna”. Frivolezze di poca importanza tipiche dell’emisfero femminile fatto di scarpe, trucchi e borsette. Una roba da donne superficiali insomma, incontentabili, che nonostante abbiano un armadio che straborda hanno sempre una buona ragione per lamentarsi davanti allo specchio.

Chi la pensa così, forse non sa che l’armadio è lo specchio del nostro inconscio e che tutto quello che vi mettiamo dentro non è altro che la rappresentazione del nostro stato d’animo, delle nostre paure, delle nostre insicurezze, dei nostri bisogni.

Ho parlato di tutto questo con Loretta Valentino, un’imprenditrice affermata nel settore dell’abbigliamento nonché consulente d’immagine e Fashion Therapist.

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Mettersi al primo posto: se non vinci prima tu, non vinceranno le persone che hai attorno.
Impresa e Donna

Mettersi al primo posto: se non vinci prima tu, non vinceranno le persone che hai attorno. 

Le donne spesso sono vittime di un terribile cortocircuito: prima vengono gli altri, poi veniamo noi.  Nella corsa indaffarata tra lavoro e famiglia, spesso chi si mette all’ultimo posto della lista delle cose di cui preoccuparsi siamo proprio noi, intente a pensare a come far star bene chiunque altro.

Me ne dà conferma Clarissa Pozzoli networker di successo di Olife che ad oggi gestisce decine di persone ed è un punto di riferimento per la sua azienda.

“Spesso quando mi ritrovo a fare i colloqui di selezione molte donne mi dicono che non hanno abbastanza tempo per i loro sogni, o che non ne hanno mai avuto prima. Come se pensare alla realizzazione dei propri obiettivi fosse qualcosa di secondario che può essere rimandato o messo in stand-by finché prima ‘tutto il resto’ non è ok: la famiglia, i figli, la casa, i propri genitori, eccetera”. 

Il fatto è che, come ci insegnano le regole della delega, se prima non vinciamo noi difficilmente riusciremo a far vincere le persone attorno a noi. Se, infatti, continuiamo a pensare prima agli altri è molto probabile che il nostro vero riscatto non ce l’ avremmo mai.

E fra rimpianti e rimorsi, potremmo ritrovarci a vivere una vita di frustrazione in cui ci sembra di aver fatto tantissimo per gli altri, senza alcun riconoscimento in cambio. Nell’assenza di gratitudine e benevolenza. Entrando così in un circolo vizioso per cui più ci impegniamo per gli altri meno riusciamo ad ottenere risultati.

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Come trasformare tutte le tue sfighe in vere e proprie sfide: La storia di Shaula
Impresa e Donna

Come trasformare tutte le tue sfighe in vere e proprie sfide: La storia di Shaula 

La vita di ognuno di noi è come un puzzle intricato, fatto di pezzi che si incastrano in modi misteriosi. Spesso, mentre viviamo le nostre esperienze, non percepiamo immediatamente le connessioni tra di loro. 

Tuttavia, il filo rosso della nostra vita ha una direzione precisa, e la storia di Shaula è una testimonianza meravigliosa di come ogni sfida possa diventare un’opportunità di crescita.

In questo articolo ho deciso di raccontare la storia di Shaula Gardini, un’imprenditrice spumeggiante, titolare di una clinica veterinaria, la Clinica Veterinaria Cinisello.  Sono certa che leggendo la sua storia ognuna di noi possa capire una parte in più di sé e trovare il coraggio per perseguire i propri sogni…

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Le donne del domani: cosa pensano le bambine e le adolescenti del loro futuro?
Impresa e Donna

Le donne del domani: cosa pensano le bambine e le adolescenti del loro futuro? 

In quali condizioni vivranno le donne delle prossime generazioni?
Si prospetta un futuro pieno di CEO oppure anche le bambine e le adolescenti di oggi si ritroveranno in un modo del lavoro molto simile a quello che viviamo oggi?
Quali sono le ambizioni e le paure delle donne del futuro?

In una società in cui il 52% delle persone tra i 15 e 31 anni non lavora né studia (i famosi NEET) le prospettive sul futuro per i nostri ragazzi non sembrano così rosee e positive. Ma c’è un MA. Un’inversione di rotta sta facendo capolino nelle scuole. In un mondo che cambia così rapidamente, infatti, non possiamo fare affidamento sul passato per poter pretendere fare previsioni così chiare sul futuro.

Ne abbiamo la conferma tra i banchi di scuola. E a dircelo è una giovane leader, un’educatrice e una donna straordinaria, Costanza Agostinelli, che di scuole ne visita quotidianamente un bel po’…

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Il Sottile Equilibrio Della Bellezza: Come La Medicina Estetica Ricerca Il Tuo Benessere nell’Imperfezione
Impresa e Donna

Il Sottile Equilibrio Della Bellezza: Come La Medicina Estetica Ricerca Il Tuo Benessere nell’Imperfezione

Un uomo non impara a comprendere nulla a meno che non la ami. (Johann Wolfgang Goethe)

Tutto passa sempre dall’amore, nei nostri confronti e nei confronti degli altri, e dall’uso che ne facciamo. Se vuoi comprendere la tua persona, se vuoi capirla, migliorarla, se vuoi regalarti una nuova bellezza, devi sempre prima cercare l’amore, quello per te stesso.

Ma cosa significa realmente la parola bellezza? Libertà, prigione, rinascita, preoccupazione, estetica, interiorità, bisogno, obbligo.

La bellezza è intorno a noi, nelle piccole e nelle grandi cose.

Inizia così il libro di Laura Mazzotta intitolato Il Sottile Equilibrio della Bellezza, Come La Medicina Estetica Ricerca Il Tuo Benessere nell’Imperfezione.

La bellezza è un concetto molto delicato, che passa dal bisogno o da una richiesta inconscia di cambiamento da parte della società, che può rendere conflittuale il rapporto con il proprio corpo. Potrebbe venire da pensare che il bisogno di bellezza sia spesso mosso da un banale capriccio, che prende forza solamente dal volersi sentire “belli” dinanzi al mondo, per puro narcisismo, ma molto spesso non è così, o meglio non è SOLO così…

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Leadership Femminile: la sottile differenza tra solitudine e isolamento 
Impresa e Donna

Leadership Femminile: la sottile differenza tra solitudine e isolamento 

Quante volte ti è capitato di sentirti sola? Di sentirti incompresa?
Quante volte ti è capitato di sentirti nell’impossibilità di comunicare alle persone attorno a te ciò che provavi davvero?

Tra le responsabilità trasversali, ordinarie e straordinarie, di una donna sembra non esserci sempre il tempo di esternare le proprie emozioni e i propri pensieri in modo trasparente e istantaneo. La forza delle donne che al contempo ricoprono il ruolo di lavoratrici, madri e mogli nasconde, infatti, un peso esistenziale che spesso le mette al muro nei momenti di fragilità e fatica.

Quasi come se non potessero mai mollare neanche di un centimetro, molte donne sentono di non aver il permesso di prendersi una pausa, di mostrarsi vulnerabili, di togliersi di dosso quell’armatura che quotidianamente le veste di una potenza strabiliante.

Proprio come tutti coloro che ricoprono ruoli di leadership, dunque di cura e grande responsabilità nei confronti di molte altre persone, le donne vivono per natura e cultura quella sensazione di DOVER ESSERE sempre al top della loro forma. Fisica, mentale ed energetica.

Un leader è infatti una guida, un modello per gli altri, un esempio da ammirare e seguire. Come può lasciar scorgere le sue debolezze nei confronti di coloro che dovrebbe aiutare?
A chi può rivolgere nei momenti di fragilità? Non peccherebbe forse di incoerenza se lasciasse trasparire la sua fatica o i suoi dubbi? Non perderebbe forse di leadership quel leader che mostrasse al mondo la sua vulnerabilità?

Queste domande portano a considerare un tema sviscerato in lungo e in largo in fatto di leadership: la solitudine. Una condizione che sembra essere inevitabile per tutti coloro che hanno deciso di essere a capo di un gruppo di persone. Per tutti quelli che hanno deciso di prendersi la responsabilità del cambiamento e del miglioramento della vita di molti altri individui.

Ma cosa si intende esattamente per solitudine?

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Maternità & Management: il vero segreto della delega è imparare a chiedere aiuto
Impresa e Donna

Maternità & Management: il vero segreto della delega è imparare a chiedere aiuto. 

Sarò in grado di fare la madre? 

Riuscirò a portare risultati nel mio lavoro, nonostante i figli? 

Sarò comunque una buona manager? 

Sarò mai una buona madre? 

… Forse meglio prendersi  una pausa. Probabilmente è arrivato il momento per me di ritirarmi per un po’. Del resto sono contenta dei risultati che ho ottenuto fino ad ora, adesso è il momento di concentrarsi su altro: devo fare la mamma!

Questi pensieri sono all’ordine del giorno per tante donne manager o imprenditrice. Una carriera fatta di traguardi e successi e una mente brillante e sempre in moto, a un certo punto è come se si scontrassero con lentezza di un corpo che ha bisogno di ossigeno. Un corpo che è cambiato, che ha dato vita a nuova vita. 

Inizialmente quel corpo non ci piace, lo viviamo come un freno. Siamo troppo abituate ad andare veloce, troppo abituate a giudicarci:

devi essere perfetta, devi essere lucida, devi essere entusiasta, devi essere produttiva, devi essere focalizzata, devi essere determinata…

viene l’ansia solo a pensarci vero?!

Ma in fondo è questo quello che si dicono spesso le donne e le imprenditrici donne. E se dirsi tutto questo già comporta stress e sovraccarico di norma, quando si diventa madri la cosa può diventare una prigione terribilmente pericolosa.

Ho parlato di tutto questo con Claudia Marino, Direttrice Tecnica di OSM Medical. Claudia è una manger straordinaria che mette tutta se stessa in ciò che fa. È inoltre la mamma di due bambini meravigliosi, Roberto Elia, di due anni e mezzo e Francesco Giulio di sei mesi.  

Claudia da sempre è stata in azienda l’esempio vivente del “sì può fare”, da quando è diventata mamma lo è ancora di più! Con due bambini così piccoli, Claudia nonostante ci abbia pensato qualche volta, non ha mai mollato il suo lavoro, non ha mai pensato di rinunciare a realizzare i suoi sogni ed essere una donna, una madre, una compagna e una professionista… FELICE e ORGOGLIOSA di sé. 

In questo articolo le ho chiesto di svelarci alcuni dei suoi segreti… 

Ecco di seguito i suoi 5 consigli per essere una mamma manager di successo!

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Donne e Denaro: Chi l’ha detto che la gestione finanziaria è roba da uomini? 
Impresa e Donna

Donne e Denaro: Chi l’ha detto che la gestione finanziaria è roba da uomini? 

Le donne e i numeri apparentemente sembrano non andare d’accordo fin dall’alba dei tempi. Ce lo ricordano le svariate pubblicità che ci dipingono come delle spendaccione che non vedono l’ora di uscire con le amiche per fare shopping. Oppure che ci rappresentano come delle parsimoniose donne di casa a caccia dell’offerta migliore al supermercato. O infine che ci descrivono come delle speranzose amanti desiderose di ricevere quel regalo tanto costoso da parte del marito abbiente. (Del resto un diamante è per sempre no?!)

Qualche mirabolante azzardo è anche stato fatto a proposito della nostra “natura”. Noi donne abbiamo inclinazioni diverse rispetto agli uomini si sa, e fra queste emerge una naturale repulsione per la gestione finanziaria, per la creazione e la tutela di un patrimonio e per gli investimenti. E come dare torto a queste narrazioni se, ancora oggi, il mondo della finanza è quasi totalmente composto da uomini?

Basti pensare che nel settore della finanza le CEO (Chief Executive Officer) donne sono solo circa il 5% contro il 95% dei colleghi uomini.

Ma allora, donne e numeri in che relazione stanno davvero?

Dovremmo forse ammettere che donne e finanza siano due mondi che non si incontreranno mai sia per natura che per cultura?

Assolutamente no!

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Il Rosa è da “femminucce?” Chiedilo a Elsa Schiaparelli… Elsa Schiaparelli è famosa al grande pubblico per aver dato il nome a un colore ancora in gran voga: il Rosa Schiaparelli. Un fucsia acceso, che lei stessa definirà impudente, al contempo gradevole ed energico, un colore proveniente dalla Cina e dal Perù, un rosa shocking puro e non diluito. Un colore, dunque, molto lontano da quel “rosa da femminuccia” che spesso e volentieri ancora associa le caratteristiche di idealizzata dolcezza delle donne a un colore gentile, romantico, calmo e tranquillo.
Impresa e Donna

Il Rosa è da “femminucce?” Chiedilo a Elsa Schiaparelli… 

Il Rosa è da “femminucce?” Chiedilo a Elsa Schiaparelli…

Molti uomini ammirano le donne forti, ma non le amano. Alcune donne riescono ad essere forti e dolci allo stesso tempo, ma la maggior parte di quelle che hanno deciso di andare avanti per la loro strada hanno perso la felicità.

Elsa Schiaparelli è famosa al grande pubblico per aver dato il nome a un colore ancora in gran voga: il Rosa Schiaparelli. Un fucsia acceso, che lei stessa definirà impudente, al contempo gradevole ed energico, un colore proveniente dalla Cina e dal Perù, un rosa shocking puro e non diluito. Un colore, dunque, molto lontano da quel “rosa da femminuccia” che spesso e volentieri ancora associa le caratteristiche di idealizzata dolcezza delle donne a un colore gentile, romantico, calmo e tranquillo.

Ma chi era Elsa Schiaparelli e che cosa la sua storia può insegnarci ancora oggi?

“Schiap”, così si la chiamavano, nasce nel 1890, a Roma, precisamente vicino a San Pietro. La sua famiglia è composta da intellettuali e aristocratici, ma tutta la sua vita sarà molto diversa dalle sue coetanee provenienti dalla sua stessa classe sociale.

Fin da subito Elsa fa i conti con la sua nascita, è la secondogenita femmina, mal voluta dai suoi genitori che erano alla imperterrita ricerca di un figlio maschio. I lineamenti del suo volto sono ben lontani dall’estetica armonica e angelica che definiva la bellezza di quei tempi. Il suo volto è irregolare, spigoloso e allungato, decisamente fuori dagli schemi, come la sua personalità del resto. Schiap è la “strana” della famiglia, la”diversa” della società, una “visionaria” direi io…

A 18 anni riceve un regalo dalla sua famiglia, le viene dato un assegno cospicuo che prontamente investe tutto in abiti. Nonostante lei non avesse la benché minima idea di come si facesse a cucire un abito e non avesse nemmeno una strumentazione adeguata, Schiaparelli comincia a produrre abiti utilizzando forbici da cucina e grosse spille per poter tenere uniti i tessuti.

Le sue creazioni, proprio come il suo viso, non hanno niente a che vedere con l’armonia e lo status quo: Elsa esagera. Aveva un solo pensiero fisso in testa: voleva salvarsi dalla monotonia del salotto e dall’ipocrisia borghese. Per le sue idee d’avanguardia veniva considerata una folle.

In qualunque modo i suoi genitori cercano di “rimetterla in riga” obbligandola a studiare lettere e filosofia all’università e poi spedendola in un istituto in Svizzera. Ma uno spirito libero come il suo non teme lo spessore dei “muri”…

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Zero Compromessi: la via che dà potere alle donne - Un’intervista a Gaetano Balsamo
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Zero Compromessi: la via che dà potere alle donne – Un’intervista a Gaetano Balsamo 

Nel tempo ho avuto modo di osservare letteralmente il “respiro delle persone”. La maggior parte di noi respira con il diaframma bloccato; di solito gli uomini respirano di pancia, mentre le donne respirano con il petto. La pancia simboleggia la volontà, il petto il cuore. Ma quando cuore e volontà non sono allineati, c’è come un “pezzo di noi” che fatica ad emergere, portando con sé alcune difficoltà in termini di risultati, performance e benessere.

La donna è concentrata sul cuore e non sulla volontà perché tende a fare moltissimi compromessi, molti di più degli uomini. La società in cui viviamo e i tempi a cui stiamo andando incontro incastrano la donna fra schemi, ruoli e modi di essere che non appartengono in realtà alla sua natura originaria.

Le donne cercano il consenso, mediano, si fanno andare bene una quantità di cose che per un uomo sarebbero insostenibili. Nonostante tutto questo va avanti, come fosse una macchina da guerra, poiché il suo corpo e la sua mente sono programmati per sopportare un’alta dose di dolore. La sua resistenza alla sofferenza è qualcosa di inimmaginabile per molti di noi uomini, ma questo per la donna è sia un pregio che un grande svantaggio.

quali sono i compromessi che stai accettando da troppo tempo?
Sei consapevole di essere nel bel mezzo di diversi compromessi?
Non sei stanca di scendere a patti mettendo da parte la tua volontà?

Smetti di nasconderti dietro a un dito e affrontali. Abbi il coraggio di sciogliere le catene che in questo momento ti stanno costringendo ad abbassare la testa. In quanto donna tu sei dotata di caratteristiche di un’importanza estrema, sei madre terra, colei che ha il potere di generare la vita. Dal mio punto di vista le donne hanno un ruolo ancora troppo marginale in questa società, dovrebbero ricoprire il ruolo di sacerdotesse, ma è così anche per te oppure no?

Per ottenere successo in azienda e nella vita, avere idee geniali non basta! L’idea geniale vale il 5% il resto è mission, forza commerciale, abilità nella finanza e qualità del team. Ma oltre a questo alla base della piramide c’è quello che non si vede: il benessere del mentore, chi sta a capo dell’azienda. TU.

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“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” Un’intervista ad Anna Aulico
Impresa e Donna

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”

“Il nostro momento è ora”

Troppo spesso le donne si abituano a vivere in una condizione di “sofferenza”, spinte dal loro senso di sacrificio, si mettono da parte, si arrendono di fronte agli ostacoli del mondo. Nonostante la loro grande forza, impiegano anima, corpo ed energie a rendere felici gli altri anziché loro stesse. Alcune è come se si accontentassero, convinte che la loro vita potrà cambiare soltanto quando a cambiare sarà la società, la cultura, la politica.

Io sono profondamente convinta del contrario ed è questo che vorrei comunicare in questo articolo. Il nostro momento è ora. Non ci sarà un futuro o un tempo sufficientemente illuminato, sufficientemente pronto in cui stare meglio, o in cui vivere la vita dei nostri sogni. Il momento giusto è sempre nel qui ed ora, nell’attimo presente in cui la nostra consapevolezza si fa vita.

Anna sa bene che cosa voglia dire accettare di vivere la propria vita come fosse una condanna già scritta. Per lungo tempo ha sopportato di tutto, ha sofferto, si è fatta del male, sottostando al volere di un uomo che non sapeva cosa fosse l’amore. Ma da quando è riuscita a liberarsi dalle sue catene, quando finalmente ha dato priorità a se stessa, trovando il coraggio di crescere le sue figlie da sola, lontana dalla casa in cui sarebbe dovuta invecchiare, Anna ha deciso di trasformare la sua esperienza di dolore nel suo più grande punto di forza e nella sua missione di vita.

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INTERVISTA A FRANCESCA FARINELLI
Impresa e Donna Storie di Imprenditori

Tra gossip e invidie: è davvero così che si lavora in un team di sole donne? 

Lavorare in un team a maggioranza femminile per i meno “aggiornati” è ancora sinonimo di “inferno”. Una buona fetta di persone, infatti, ritiene che le donne spesso siano le protagoniste dei gossip d’ufficio, divulgatrici di invidia, gelosia e frecciatine acide. Ma è davvero così che stanno le cose?

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Che-tipo-di-eredita-vuoi-lasciare-in-questo-mondo-Che-tipo-di-mondo-vuoi-lasciare-ai-tuoi-figli?
Impresa e Donna Storie di Imprenditori

Che tipo di eredità vuoi lasciare in questo mondo? 

Alice e Serena sono esempio di determinazione, costanza, capacità di sognare in grande e non solo. Sono simbolo di amore, per se stesse e per gli altri, due ragazze giovani che sono certa stravolgeranno il modo di fare impresa e di intendere il lavoro per moltissime persone. Nel tempo sono rimaste loro stesse, integraliste nel loro modo di presentarsi: “noi andiamo dagli imprenditori in Converse, perché sappiamo che quello che facciamo ha un impatto che va molto al di là di un bel vestito e un tacco 12” – mi dicono. Per qualcuno questo modo di essere e di fare potrebbe sembrare eccessivo o peggio ancora fuori luogo, ma del resto basta guardarle in faccia per poco più di dieci secondi, per capire che due così difficilmente si fermeranno di fronte a qualche giudizio frettoloso.

“In gioco c’è il futuro del Pianeta e dell’umanità tutta. Pensate che indossare le scarpette da ginnastica sia qualcosa su cui ancora dovremmo soffermarci??” – io non mi sento di contraddirle, perché quando qualcuno sa ciò che fa e sa ciò che dice non ha bisogno di molte sovrastrutture per far valere i propri valori, per far emergere le cose davvero importanti.

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Violina è un’imprenditrice, una donna, una moglie e mamma della splendida Avelin. Come tante sue colleghe si fa in quattro per riuscire a fare tutto al meglio. A volte ci riesce, altre no. A volte va fiera di sé, altre volte non si sente all’altezza delle grandi sfide che una donna ambiziosa come lei non può non affrontare lungo il suo percorso. Violina è una cittadina del mondo. Nata e cresciuta in Bulgaria, ha tagliato il suo primo traguardo laureandosi in Francia. Completa poi i suoi studi universitari in Italia, a Torino, ed è lì che incontra Luca, suo marito e suo socio. Ma prima di costruire una vita e un’azienda con colui che sarebbe diventato il padre di sua figlia, Violina lavorava come dipendente. Mai si sarebbe immaginata di dedicare la sua vita alla creazione di un’impresa, rischiando tutto e tutta se stessa.
Impresa e Donna Storie di Imprenditori

Chi è il responsabile dei tuoi successi? E dei tuoi insuccessi? 

Violina è un’imprenditrice, una donna, una moglie e mamma della splendida Avelin. Come tante sue colleghe si fa in quattro per riuscire a fare tutto al meglio. A volte ci riesce, altre no. A volte va fiera di sé, altre volte non si sente all’altezza delle grandi sfide che una donna ambiziosa come lei non può non affrontare lungo il suo percorso.

Violina è una cittadina del mondo. Nata e cresciuta in Bulgaria, ha tagliato il suo primo traguardo laureandosi in Francia. Completa poi i suoi studi universitari in Italia, a Torino, ed è lì che incontra Luca, suo marito e suo socio. Ma prima di costruire una vita e un’azienda con colui che sarebbe diventato il padre di sua figlia, Violina lavorava come dipendente. Mai si sarebbe immaginata di dedicare la sua vita alla creazione di un’impresa, rischiando tutto e tutta se stessa.

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Valentina Tecchio: una mamma, una moglie, un'imprenditrice... ma come fa a fare tutto?
Impresa e Donna

Per cosa sei disposta a combattere tutta la vita? Un’intervista a Valentina Tecchio 

Riuscire a fare tutto è faticoso: non vergognamoci a dirlo
Non so più quante volte mi abbiano fatto questa domanda. Ma non so nemmeno più quante volte io mi sia ritrovata (nonostante io abbia un marito che è anche un socio e un bravissimo padre per le nostre figlie) a fare le capriole per riuscire a fare tutto. Anche io me lo sono chiesta tante tantissime volte come faccia a fare tutto e, a un certo punto, mi sono data una risposta.

Io faccio FATICA. E non credo ci sia nulla di male né a dirlo né ad ammetterlo. Alcune giornate ribalterei la scrivania dalla stanchezza che ho addosso. Anche io ho i momenti no, le giornate storte. Anche io sto male, soffro, mi butto giù quando succede qualcosa di brutto. Gestire i problemi di una famiglia, di una relazione, di un’azienda e i propri patemi personali non è una boccata d’aria fresca e, anche se non sempre lo do a vedere, la verità è che ci sono giorni meravigliosi ma ci sono anche tante, tantissime notti insonni.

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Come farsi rispettare senza alzare la voce: un’intervista a Roberta Quinz
Impresa e Donna Storie di Imprenditori

Come farsi rispettare senza alzare la voce: un’intervista a Roberta Quinz 

Quante volte ti è capitato di sentirti invisibile, impotente o non all’altezza di guidare un gruppo? 

Chi di noi non ha mai sperimentato la frustrazione che si prova nel sentirsi incapaci di influenzare gli altri?

Nonostante tutta la nostra buona volontà e nonostante le pagine lette e rilette dei libri di leadership, spesso ci ritroviamo di fronte a persone che non ci ascoltano, che non ci seguono e che non fanno ciò che abbiamo richiesto loro. Del resto tra la teoria e la pratica c’è di mezzo l’esperienza e una profonda conoscenza del comportamento umano, di sé, dei propri obiettivi, dei propri sogni, delle proprie fragilità e dei propri punti di forza.

Ne sa qualcosa Roberta Quinz, una grande imprenditrice del mondo della ristorazione. Dal suo primo ristorante con 28 collaboratori nel 2007, Roberta oggi possiede sette ristoranti e una struttura ricettiva, gestendo un totale di oltre 250 collaboratori.

“Se tu non sei te stesso mentre fai le cose, sei forzato e poco naturale, gli altri se ne accorgono e di conseguenza non ti rispettano. Se infatti tu sei il primo a non rispettare la tua natura, perché mai dovrebbero farlo gli altri? Sembra un concetto semplice, ma attuarlo non lo è altrettanto. Quando però l’ho capito ho fatto un click. E da lì è cambiato tutto”.

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I super poteri delle donne: un'intervista ad Anna Marras
Impresa e Donna

Il potere delle donne 

Come fa una donna ad ottenere successo in un settore popolato per lo più da uomini, senza snaturarsi o sentirsi costantemente inadatta?
L’ho chiesto ad Anna Marras, AD di EdiliziAcrobatica, che dal 2007 a questa parte si è fatta promotrice di una vera e propria rivoluzione nel mondo dell’Edilizia.
Senza mai rinunciare alla sua femminilità, Anna porta in alto la bandiera del “Potere Femminile” e in questo articolo ci ricorda quali sono i nostri 3 super poteri che non dovremmo mai dimenticare… nel lavoro e nella vita!

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