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Come ho trovato il coraggio di realizzare i miei sogni
Impresa e Donna

Come ho trovato il coraggio di realizzare i miei sogni

Quante volte hai detto a te stessa di non avere un sogno da realizzare? Quante volte hai guardato gli altri e hai pensato “beati loro che hanno le idee chiare“?

Ci sono persone che fin dalla loro tenera età sapevano che cosa avrebbero realizzato da grandi. Sono nate convinte del lavoro che avrebbero svolto e dei risultati che un giorno avrebbero raggiunto.

Talvolta guardiamo queste persone come dei veri e propri alieni, delle persone baciate dalla fortuna. Persone inarrivabili, vere e proprie eccezioni.

Ma non sempre ciò che non vediamo non esiste…

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Think Pink! Perché le imprenditrici di oggi cambieranno il mondo delle donne di domani.
Impresa e Donna

Think Pink! Perché le imprenditrici di oggi cambieranno il mondo delle donne di domani

C’è voluto un bel po’ di tempo prima che le donne fossero le vere protagoniste delle loro storie. Anche quando sembravano essere il personaggio principale della vicenda, venivano descritte in attesa di qualcosa, molto raramente erano padrone del loro destino e della loro realizzazione personale. 

Persino i loro desideri sembravano essere desideri di altri: un matrimonio, un bel castello, un principe che donasse loro attenzioni e amore…

Poi le cose sono cambiate. E per fortuna! Abbiamo iniziato a sentir parlare di donne che volevano cambiare il mondo, di donne alla guida di grandi gruppi, di donne che volevano creare. 

Queste donne sono sempre esistite ovviamente, ma per un motivo o per un altro le loro gesta da protagoniste sono state messe in ombra, sminuite, declassate… ebbene voglio di certo creare un cliché al contrario. Quello che vorrei raccontarti qui è piuttosto qualcosa che ha a che fare con il tuo ruolo di imprenditrice, un ruolo che va oltre la descrizione classica di colei che è a capo di un’azienda, che amministra seleziona e gestisce il personale… 

No! Tu oltre hai questo sei un modello di vita e un elemento di speranza (in senso buono e romantico) per le generazioni a venire. Perché tu simboleggi il cambiamento, tu simboleggi un nuovo modo di intendere il lavoro e la vita stessa.

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Se tu non avessi paura, che cosa faresti davvero? Un’intervista a Sara Renossi
Impresa e Donna

Se tu non avessi paura, che cosa faresti davvero? Un’intervista a Sara Renossi 

Quando mi sento incartata, quando mi sento persa, bloccata, da un po’ di tempo a questa parte mi faccio sempre questa domanda: “Sara, se tu ora non avessi paura, che cosa faresti davvero?”

Sara Renossi è CEO di BE (Beauty-Experience) Srl , un’azienda in Franchising che opera nel settore dell’estetica avanzata e che ad oggi conta sei centri estetici tra le province di Padova, Verona e Vicenza. Un sogno iniziato quando Sara aveva solo 23 anni. Un sogno che via via ha cambiato forma, identità e intensità.

Sì perché Sara, quando ha iniziato, aveva solo una cosa ben chiara in mente: che diventare un’imprenditrice nel settore dell’estetica sarebbe stato il suo destino, la naturale estensione di sé, la cosa per cui era venuta al mondo. Ma anche con questa assoluta certezza addosso, Sara di difficoltà ne ha dovute superare parecchie; una su tutte: la sua paura…

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Ascoltare e curare il proprio corpo per prendere decisioni migliori
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Ascoltare e curare il proprio corpo per prendere decisioni migliori 

Ascoltare e curare il proprio corpo per prendere decisioni migliori

Un’intervista a Lucia Polimene

Hai mai ignorato i segnali del tuo corpo, forzandolo oltre i suoi limiti?
Hai mai trascurato stanchezza e fatica fisica o mentale per giorni o addirittura mesi?
Ti sei mai trovata a sopportare dolori persistenti, convincendoti che non era nulla di serio?
Hai mai sottovalutato l’importanza del sonno e trascurato il tempo dedicato alla tua alimentazione?

Sono piuttosto sicura di sì.
È successo anche a me e anche a Lucia Polimene, la nostra intervistata di oggi.

Lucia è una donna straordinaria, la sua inclinazione naturale verso l’aiuto e la comprensione del prossimo è il motore che l’ha spinta, nel tempo, a evolvere come professionista e come donna.

Dapprima fisioterapista e neuropsicomotricista, Lucia è poi approdata all’osteopatia. Non solo, Lucia ad oggi è anche consulente familiare, un punto di riferimento per molti genitori che aiuta sia attraverso consulenze private, sia attraverso la collaborazione con OSM EDU. Da un po’ di tempo a questa parte ha inoltre approfondito lo studio di una disciplina che le ha cambiato la vita, lo Human Design, un mondo che le ha permesso di ampliare il raggio delle sue conoscenze e competenze nell’ambito dello sviluppo del potenziale delle persone. 

Parlando di benessere, felicità e realizzazione personale, In tutto ciò che ha fatto e continua a fare Lucia, il corpo occupa una posizione centrale.

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Maternità & Management: il vero segreto della delega è imparare a chiedere aiuto
Impresa e Donna

Maternità & Management: il vero segreto della delega è imparare a chiedere aiuto. 

Sarò in grado di fare la madre? 

Riuscirò a portare risultati nel mio lavoro, nonostante i figli? 

Sarò comunque una buona manager? 

Sarò mai una buona madre? 

… Forse meglio prendersi  una pausa. Probabilmente è arrivato il momento per me di ritirarmi per un po’. Del resto sono contenta dei risultati che ho ottenuto fino ad ora, adesso è il momento di concentrarsi su altro: devo fare la mamma!

Questi pensieri sono all’ordine del giorno per tante donne manager o imprenditrice. Una carriera fatta di traguardi e successi e una mente brillante e sempre in moto, a un certo punto è come se si scontrassero con lentezza di un corpo che ha bisogno di ossigeno. Un corpo che è cambiato, che ha dato vita a nuova vita. 

Inizialmente quel corpo non ci piace, lo viviamo come un freno. Siamo troppo abituate ad andare veloce, troppo abituate a giudicarci:

devi essere perfetta, devi essere lucida, devi essere entusiasta, devi essere produttiva, devi essere focalizzata, devi essere determinata…

viene l’ansia solo a pensarci vero?!

Ma in fondo è questo quello che si dicono spesso le donne e le imprenditrici donne. E se dirsi tutto questo già comporta stress e sovraccarico di norma, quando si diventa madri la cosa può diventare una prigione terribilmente pericolosa.

Ho parlato di tutto questo con Claudia Marino, Direttrice Tecnica di OSM Medical. Claudia è una manger straordinaria che mette tutta se stessa in ciò che fa. È inoltre la mamma di due bambini meravigliosi, Roberto Elia, di due anni e mezzo e Francesco Giulio di sei mesi.  

Claudia da sempre è stata in azienda l’esempio vivente del “sì può fare”, da quando è diventata mamma lo è ancora di più! Con due bambini così piccoli, Claudia nonostante ci abbia pensato qualche volta, non ha mai mollato il suo lavoro, non ha mai pensato di rinunciare a realizzare i suoi sogni ed essere una donna, una madre, una compagna e una professionista… FELICE e ORGOGLIOSA di sé. 

In questo articolo le ho chiesto di svelarci alcuni dei suoi segreti… 

Ecco di seguito i suoi 5 consigli per essere una mamma manager di successo!

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Il Rosa è da “femminucce?” Chiedilo a Elsa Schiaparelli… Elsa Schiaparelli è famosa al grande pubblico per aver dato il nome a un colore ancora in gran voga: il Rosa Schiaparelli. Un fucsia acceso, che lei stessa definirà impudente, al contempo gradevole ed energico, un colore proveniente dalla Cina e dal Perù, un rosa shocking puro e non diluito. Un colore, dunque, molto lontano da quel “rosa da femminuccia” che spesso e volentieri ancora associa le caratteristiche di idealizzata dolcezza delle donne a un colore gentile, romantico, calmo e tranquillo.
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Il Rosa è da “femminucce?” Chiedilo a Elsa Schiaparelli… 

Il Rosa è da “femminucce?” Chiedilo a Elsa Schiaparelli…

Molti uomini ammirano le donne forti, ma non le amano. Alcune donne riescono ad essere forti e dolci allo stesso tempo, ma la maggior parte di quelle che hanno deciso di andare avanti per la loro strada hanno perso la felicità.

Elsa Schiaparelli è famosa al grande pubblico per aver dato il nome a un colore ancora in gran voga: il Rosa Schiaparelli. Un fucsia acceso, che lei stessa definirà impudente, al contempo gradevole ed energico, un colore proveniente dalla Cina e dal Perù, un rosa shocking puro e non diluito. Un colore, dunque, molto lontano da quel “rosa da femminuccia” che spesso e volentieri ancora associa le caratteristiche di idealizzata dolcezza delle donne a un colore gentile, romantico, calmo e tranquillo.

Ma chi era Elsa Schiaparelli e che cosa la sua storia può insegnarci ancora oggi?

“Schiap”, così si la chiamavano, nasce nel 1890, a Roma, precisamente vicino a San Pietro. La sua famiglia è composta da intellettuali e aristocratici, ma tutta la sua vita sarà molto diversa dalle sue coetanee provenienti dalla sua stessa classe sociale.

Fin da subito Elsa fa i conti con la sua nascita, è la secondogenita femmina, mal voluta dai suoi genitori che erano alla imperterrita ricerca di un figlio maschio. I lineamenti del suo volto sono ben lontani dall’estetica armonica e angelica che definiva la bellezza di quei tempi. Il suo volto è irregolare, spigoloso e allungato, decisamente fuori dagli schemi, come la sua personalità del resto. Schiap è la “strana” della famiglia, la”diversa” della società, una “visionaria” direi io…

A 18 anni riceve un regalo dalla sua famiglia, le viene dato un assegno cospicuo che prontamente investe tutto in abiti. Nonostante lei non avesse la benché minima idea di come si facesse a cucire un abito e non avesse nemmeno una strumentazione adeguata, Schiaparelli comincia a produrre abiti utilizzando forbici da cucina e grosse spille per poter tenere uniti i tessuti.

Le sue creazioni, proprio come il suo viso, non hanno niente a che vedere con l’armonia e lo status quo: Elsa esagera. Aveva un solo pensiero fisso in testa: voleva salvarsi dalla monotonia del salotto e dall’ipocrisia borghese. Per le sue idee d’avanguardia veniva considerata una folle.

In qualunque modo i suoi genitori cercano di “rimetterla in riga” obbligandola a studiare lettere e filosofia all’università e poi spedendola in un istituto in Svizzera. Ma uno spirito libero come il suo non teme lo spessore dei “muri”…

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Mettici la faccia! Come costruire una community di clienti fidelizzati su instagram
Impresa e Donna Storie di Imprenditori

Mettici la faccia! 

Dopo anni di lavoro come dipendente in un negozio di un famoso brand di abbigliamento, Roberta Barrasso ha deciso di mettersi in gioco, diventando una vera e propria imprenditrice digitale. Titolare di Love Wanderlust Shop, ad oggi Roberta conta una community di ben 38,1 Mila follower di clienti fidelizzate che non vedono l’ora di vederla con i suoi nuovi capi addosso, trepidanti di conoscere i suoi consigli di acquisto, ma non solo…

Ogni giorno, infatti, Roberta accompagna le giornate di moltissime sue clienti tra post, stories e reel indossando personalmente i capi che propone online, abbinandoli tra loro secondo il suo gusto e la sua sensibilità, ma fa anche tanto altro. Mentre di vestiti e di moda, Roberta parla di lei, delle sue emozioni, delle sue esperienze, delle avventure che vive giornalmente e delle sfide che di volta in volta si prefigge di superare.

Questo in fondo è ciò che la contraddistingue dagli altri, ciò che l’ha portata a vincere come imprenditrice digitale vendendo quasi e esclusivamente i suoi prodotti su instagram. Anche se Roberta partecipa a eventi e fiere del suo settore, l’80% del suo fatturato proviene dal lavoro quotidiano sui social network. Un risultato straordinario, che a molte di noi non può che suscitare grande stima e interesse.

Ho deciso dunque di intervistarla per comprendere meglio quali siano state le azioni vincenti che Roberta ha messo in campo per costruire una community così affiatata e fidelizzata in questi anni.

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Gli opposti si attraggono, ma chi si somiglia si piglia: come scoprire se hai accanto la socia giusta!
Impresa e Donna Storie di Imprenditori

Gli opposti si attraggono, ma chi si somiglia si piglia: come scoprire se hai accanto la socia giusta! 

Gli opposti si attraggono, ma chi si somiglia si piglia: quale dei due detti è vero fino in fondo? 
Probabilmente la verità “sta nel mezzo”. E per dimostrartelo, in questo articolo ho deciso di parlarti di me e della mia socia, collega e amica Marta Taulotto, con la quale da quasi tre anni ho avviato una vera e propria business unit all’interno di Engage Editore: il progetto Book Authority. 

 

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INTERVISTA A FRANCESCA FARINELLI
Impresa e Donna Storie di Imprenditori

Tra gossip e invidie: è davvero così che si lavora in un team di sole donne? 

Lavorare in un team a maggioranza femminile per i meno “aggiornati” è ancora sinonimo di “inferno”. Una buona fetta di persone, infatti, ritiene che le donne spesso siano le protagoniste dei gossip d’ufficio, divulgatrici di invidia, gelosia e frecciatine acide. Ma è davvero così che stanno le cose?

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Che-tipo-di-eredita-vuoi-lasciare-in-questo-mondo-Che-tipo-di-mondo-vuoi-lasciare-ai-tuoi-figli?
Impresa e Donna Storie di Imprenditori

Che tipo di eredità vuoi lasciare in questo mondo? 

Alice e Serena sono esempio di determinazione, costanza, capacità di sognare in grande e non solo. Sono simbolo di amore, per se stesse e per gli altri, due ragazze giovani che sono certa stravolgeranno il modo di fare impresa e di intendere il lavoro per moltissime persone. Nel tempo sono rimaste loro stesse, integraliste nel loro modo di presentarsi: “noi andiamo dagli imprenditori in Converse, perché sappiamo che quello che facciamo ha un impatto che va molto al di là di un bel vestito e un tacco 12” – mi dicono. Per qualcuno questo modo di essere e di fare potrebbe sembrare eccessivo o peggio ancora fuori luogo, ma del resto basta guardarle in faccia per poco più di dieci secondi, per capire che due così difficilmente si fermeranno di fronte a qualche giudizio frettoloso.

“In gioco c’è il futuro del Pianeta e dell’umanità tutta. Pensate che indossare le scarpette da ginnastica sia qualcosa su cui ancora dovremmo soffermarci??” – io non mi sento di contraddirle, perché quando qualcuno sa ciò che fa e sa ciò che dice non ha bisogno di molte sovrastrutture per far valere i propri valori, per far emergere le cose davvero importanti.

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Violina è un’imprenditrice, una donna, una moglie e mamma della splendida Avelin. Come tante sue colleghe si fa in quattro per riuscire a fare tutto al meglio. A volte ci riesce, altre no. A volte va fiera di sé, altre volte non si sente all’altezza delle grandi sfide che una donna ambiziosa come lei non può non affrontare lungo il suo percorso. Violina è una cittadina del mondo. Nata e cresciuta in Bulgaria, ha tagliato il suo primo traguardo laureandosi in Francia. Completa poi i suoi studi universitari in Italia, a Torino, ed è lì che incontra Luca, suo marito e suo socio. Ma prima di costruire una vita e un’azienda con colui che sarebbe diventato il padre di sua figlia, Violina lavorava come dipendente. Mai si sarebbe immaginata di dedicare la sua vita alla creazione di un’impresa, rischiando tutto e tutta se stessa.
Impresa e Donna Storie di Imprenditori

Chi è il responsabile dei tuoi successi? E dei tuoi insuccessi? 

Violina è un’imprenditrice, una donna, una moglie e mamma della splendida Avelin. Come tante sue colleghe si fa in quattro per riuscire a fare tutto al meglio. A volte ci riesce, altre no. A volte va fiera di sé, altre volte non si sente all’altezza delle grandi sfide che una donna ambiziosa come lei non può non affrontare lungo il suo percorso.

Violina è una cittadina del mondo. Nata e cresciuta in Bulgaria, ha tagliato il suo primo traguardo laureandosi in Francia. Completa poi i suoi studi universitari in Italia, a Torino, ed è lì che incontra Luca, suo marito e suo socio. Ma prima di costruire una vita e un’azienda con colui che sarebbe diventato il padre di sua figlia, Violina lavorava come dipendente. Mai si sarebbe immaginata di dedicare la sua vita alla creazione di un’impresa, rischiando tutto e tutta se stessa.

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I super poteri delle donne: un'intervista ad Anna Marras
Impresa e Donna

Il potere delle donne 

Come fa una donna ad ottenere successo in un settore popolato per lo più da uomini, senza snaturarsi o sentirsi costantemente inadatta?
L’ho chiesto ad Anna Marras, AD di EdiliziAcrobatica, che dal 2007 a questa parte si è fatta promotrice di una vera e propria rivoluzione nel mondo dell’Edilizia.
Senza mai rinunciare alla sua femminilità, Anna porta in alto la bandiera del “Potere Femminile” e in questo articolo ci ricorda quali sono i nostri 3 super poteri che non dovremmo mai dimenticare… nel lavoro e nella vita!

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Qual è il segreto che permette a tante imprenditrici di essere madri e business woman di successo?  Quali sono i loro super poteri?  È davvero possibile conciliare lavoro e genitorialità in questa società? L'ho chiesto a Giada Melis, che prontamente mi ha risposto: Siamo noi a doverci impegnare per lasciare ai nostri figli un mondo migliore rispetto a come l’abbiamo trovato! Le imprese sono un mezzo verso la libertà. Le aziende esistono per gli individui, non sono gli individui ad esistere per le imprese. Io sogno un mondo in cui le madri possano portare i figli in azienda, sogno aziende in cui sia possibile essere madri senza sentirsi in colpa e senza trascurarsi.
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Imprenditoria femminile e maternità: come incentivare la genitorialità attraverso la tua vision aziendale!

Segui Claudia Bosi ( 12 Followers ) X Segui Claudia Bosi E-mail :* Segui Claudia Bosi Smetti di seguire Claudia Bosi Un’intervista a Giada Melis  Qual è il segreto che permette a tante imprenditrici di essere madri e business woman di successo?  Quali sono i loro super poteri?  È davvero possibile conciliare lavoro e genitorialità […]

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Fortuna o Merito? Quanto conta l’aspetto fisico per avere successo?
Impresa e Donna

Fortuna o Merito? L’aspetto fisico conta per avere successo?

Perché spesso, una bella donna, se è intelligente, è prima bella e POI ANCHE intelligente? 
La storia della “bella che non balla”, non regge da nessun punto di vista. Ma certi modi di dire, di fare e di pensare sono duri a morire. E per una donna, o una ragazza, che muove i suoi passi nel mondo del lavoro, esserne consapevole è fondamentale. 
Il nostro aspetto fisico è da sempre il nostro primo biglietto da visita… Ma può la bellezza diventare una prigione? Ne ho parlato qualche giorno fa con Giada Pezzaioli, una mamma imprenditrice, influencer, incoronata Miss Mondo nel 2010. 

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Leadership al femminile tra empatia e pugno duro
Impresa e Donna

Leadership Femminile tra Empatia e Pugno Duro 

“Che cosa faresti, se vedessi arrivare un’auto a tutta velocità che sta per investire qualcuno in mezzo alla strada, proprio lì, davanti ai tuoi occhi? Saresti pronto a spingere con tutte le tue forze quella persona, pur sapendo che potrebbe cadere e farsi molto male, per salvarle la vita?”

Sono queste le domande che mi ha fatto Lara Campoli, quando le ho chiesto di parlarmi di leadership femminile, portandomi a riflettere sulla necessità di trovare un equilibrio tra forza e dolcezza, tra comprensione e assertività.
Ognuno di noi puoi essere e fare ciò che vuole solo se se ne assume la piena responsabilità. Questo richiede di farsi carico di diversi rischi, come nel caso di Lara, di recare dolore a qualcuno, per estirpare un male maggiore. Ci sono momenti in cui è giusto mostrare tolleranza, ascolto e comprensione, altri in cui non puoi permetterti di dare manforte a scuse. In cui non puoi accettare nessuna ulteriore giustificazione. 

“Se non lo faccio io chi lo fa? Se non la spingo io quella persona, a costo di romperle una gamba, nel giro di qualche secondo sarà investita dall’auto in corsa. Qual è la scelta giusta? Che cosa è meglio?”

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