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donnealvertice

Quanto costa a un’azienda non avere donne al vertice? Un’intervista a Paolo Ruggeri
Impresa e Donna

Quanto costa a un’azienda non avere donne al vertice? Un’intervista a Paolo Ruggeri 

Quanto costa a un’azienda non avere donne al vertice? Un’intervista a Paolo Ruggeri

Quando si parla di business spesso ancora oggi si parla prevalentemente di uomini. Esistono infatti ancora molte aziende in cui a decidere davvero ci sono solo figure maschili, mentre le donne sono relegate a ruoli marginali.

Il cliché della segretaria che porta il caffè al boss però è qualcosa che (grazie al cielo) ad oggi fa rabbrividire i più. Eppure c’è chi ancora non si è accorto che i tempi sono profondamente cambiati.

Ma quali sono i veri vantaggi di avere manager donne nel proprio consiglio di amministrazione?
Quali sono i rischi per un’impresa che non abbia donne al vertice?
Quante opportunità, risorse e denaro si sta perdendo un’azienda che non stia costruendo un management al femminile?
L’ho chiesto a Paolo Ruggeri, socio fondatore di OSM società italiana di consulenza con sedi in Europa e nel mondo, imprenditore seriale e un mentore per moltissime persone che abbiano a cuore il proprio miglioramento personale.

A capo delle sue aziende le donne non mancano, anzi, si può dire che siano la maggioranza, in netta controtendenza rispetto al resto delle grandi aziende. Molto spesso, infatti, a ricoprire ruoli direzionali, a gestire rapporti delicati con clienti e collaboratori, nonché a coordinare tutte le operations, nelle aziende di Ruggeri troviamo donne, spesso mamme.

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Violina è un’imprenditrice, una donna, una moglie e mamma della splendida Avelin. Come tante sue colleghe si fa in quattro per riuscire a fare tutto al meglio. A volte ci riesce, altre no. A volte va fiera di sé, altre volte non si sente all’altezza delle grandi sfide che una donna ambiziosa come lei non può non affrontare lungo il suo percorso. Violina è una cittadina del mondo. Nata e cresciuta in Bulgaria, ha tagliato il suo primo traguardo laureandosi in Francia. Completa poi i suoi studi universitari in Italia, a Torino, ed è lì che incontra Luca, suo marito e suo socio. Ma prima di costruire una vita e un’azienda con colui che sarebbe diventato il padre di sua figlia, Violina lavorava come dipendente. Mai si sarebbe immaginata di dedicare la sua vita alla creazione di un’impresa, rischiando tutto e tutta se stessa.
Impresa e Donna Storie di Imprenditori

Chi è il responsabile dei tuoi successi? E dei tuoi insuccessi? 

Violina è un’imprenditrice, una donna, una moglie e mamma della splendida Avelin. Come tante sue colleghe si fa in quattro per riuscire a fare tutto al meglio. A volte ci riesce, altre no. A volte va fiera di sé, altre volte non si sente all’altezza delle grandi sfide che una donna ambiziosa come lei non può non affrontare lungo il suo percorso.

Violina è una cittadina del mondo. Nata e cresciuta in Bulgaria, ha tagliato il suo primo traguardo laureandosi in Francia. Completa poi i suoi studi universitari in Italia, a Torino, ed è lì che incontra Luca, suo marito e suo socio. Ma prima di costruire una vita e un’azienda con colui che sarebbe diventato il padre di sua figlia, Violina lavorava come dipendente. Mai si sarebbe immaginata di dedicare la sua vita alla creazione di un’impresa, rischiando tutto e tutta se stessa.

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Valentina Tecchio: una mamma, una moglie, un'imprenditrice... ma come fa a fare tutto?
Impresa e Donna

Per cosa sei disposta a combattere tutta la vita? Un’intervista a Valentina Tecchio 

Riuscire a fare tutto è faticoso: non vergognamoci a dirlo
Non so più quante volte mi abbiano fatto questa domanda. Ma non so nemmeno più quante volte io mi sia ritrovata (nonostante io abbia un marito che è anche un socio e un bravissimo padre per le nostre figlie) a fare le capriole per riuscire a fare tutto. Anche io me lo sono chiesta tante tantissime volte come faccia a fare tutto e, a un certo punto, mi sono data una risposta.

Io faccio FATICA. E non credo ci sia nulla di male né a dirlo né ad ammetterlo. Alcune giornate ribalterei la scrivania dalla stanchezza che ho addosso. Anche io ho i momenti no, le giornate storte. Anche io sto male, soffro, mi butto giù quando succede qualcosa di brutto. Gestire i problemi di una famiglia, di una relazione, di un’azienda e i propri patemi personali non è una boccata d’aria fresca e, anche se non sempre lo do a vedere, la verità è che ci sono giorni meravigliosi ma ci sono anche tante, tantissime notti insonni.

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La maternità è davvero un “problema” per le aziende di oggi? No, ma solo se sai selezionare e gestire al meglio le tue risorse. Un'intervista a Samantha Marzullo. “Sono incinta. Non merito di essere confermata in questa azienda”. Queste sono state le prime parole di Maria dopo aver scoperto di essere incinta. Eppure Maria non aveva nulla di cui preoccuparsi. Viveva con il suo fidanzato, la loro era una storia d’amore solida e l’età era quella giusta. Unico neo: Maria era una stagista, al suo ultimo mese di “prova” prima di sapere se fosse stata confermata o meno. Nonostante la stupenda notizia, Maria non riusciva ad essere felice fino in fondo, la sua gioia era temporaneamente bloccata nell’oceano di dubbi e paure che riempiono la testa e lo stomaco di tante ragazze cui sta a cuore la propria carriera. Avrebbe dovuto ricominciare da capo? Avrebbe dovuto cambiare azienda? Avrebbe perso la fiducia della sua titolare? Avrebbe perso l’opportunità di crescere nel suo ruolo?
Impresa e Donna

La maternità è davvero un “problema” per le aziende di oggi? 

Il PROBLEMA MATERNITÀ è un problema soltanto nella testa di chi ancora fa impresa in modo retrogrado. PRIMA CHI E POI COSA è l’unica regola importante da seguire se si vuole ottenere successo nella propria azienda.

Crea un CLIMA SERENO in cui i tuoi collaboratori possano essere AMICI
Selezione in modo CONTINUO affinché tu non sia mai in urgenza per carenza di personale.
Seleziona per ATTITUDINI e forma per competenze: NON VICEVERSA.

Se metti in campo questi tre consigli, la maternità non sarà più un tabù per te e per le collaboratrici. Le persone ora più che mai hanno bisogno di avere un lavoro che possa realizzarle, qualcosa che le faccia star bene, al di là dello stipendio a fine mese. Le persone hanno bisogno di vedere che tu hai uno scopo nobile al di là dei prodotti e dei servizi che proponi ai tuoi clienti. Che tu con ciò che fai hai voglia di cambiare il mondo in meglio! Non deludere le aspettative dei maggiori talenti che sono là fuori… metti in campo le giuste azioni e la tua azienda non avrà più bisogno di retorica: sarà a tutti gli effetti diventata una grande famiglia di amici affiatati.

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Qual è il segreto che permette a tante imprenditrici di essere madri e business woman di successo?  Quali sono i loro super poteri?  È davvero possibile conciliare lavoro e genitorialità in questa società? L'ho chiesto a Giada Melis, che prontamente mi ha risposto: Siamo noi a doverci impegnare per lasciare ai nostri figli un mondo migliore rispetto a come l’abbiamo trovato! Le imprese sono un mezzo verso la libertà. Le aziende esistono per gli individui, non sono gli individui ad esistere per le imprese. Io sogno un mondo in cui le madri possano portare i figli in azienda, sogno aziende in cui sia possibile essere madri senza sentirsi in colpa e senza trascurarsi.
Impresa e Donna

Imprenditoria femminile e maternità: come incentivare la genitorialità attraverso la tua vision aziendale!

Segui Claudia Bosi ( 12 Followers ) X Segui Claudia Bosi E-mail :* Segui Claudia Bosi Smetti di seguire Claudia Bosi Un’intervista a Giada Melis  Qual è il segreto che permette a tante imprenditrici di essere madri e business woman di successo?  Quali sono i loro super poteri?  È davvero possibile conciliare lavoro e genitorialità […]

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Fortuna o Merito? Quanto conta l’aspetto fisico per avere successo?
Impresa e Donna

Fortuna o Merito? L’aspetto fisico conta per avere successo?

Perché spesso, una bella donna, se è intelligente, è prima bella e POI ANCHE intelligente? 
La storia della “bella che non balla”, non regge da nessun punto di vista. Ma certi modi di dire, di fare e di pensare sono duri a morire. E per una donna, o una ragazza, che muove i suoi passi nel mondo del lavoro, esserne consapevole è fondamentale. 
Il nostro aspetto fisico è da sempre il nostro primo biglietto da visita… Ma può la bellezza diventare una prigione? Ne ho parlato qualche giorno fa con Giada Pezzaioli, una mamma imprenditrice, influencer, incoronata Miss Mondo nel 2010. 

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Leadership al femminile tra empatia e pugno duro
Impresa e Donna

Leadership Femminile tra Empatia e Pugno Duro 

“Che cosa faresti, se vedessi arrivare un’auto a tutta velocità che sta per investire qualcuno in mezzo alla strada, proprio lì, davanti ai tuoi occhi? Saresti pronto a spingere con tutte le tue forze quella persona, pur sapendo che potrebbe cadere e farsi molto male, per salvarle la vita?”

Sono queste le domande che mi ha fatto Lara Campoli, quando le ho chiesto di parlarmi di leadership femminile, portandomi a riflettere sulla necessità di trovare un equilibrio tra forza e dolcezza, tra comprensione e assertività.
Ognuno di noi puoi essere e fare ciò che vuole solo se se ne assume la piena responsabilità. Questo richiede di farsi carico di diversi rischi, come nel caso di Lara, di recare dolore a qualcuno, per estirpare un male maggiore. Ci sono momenti in cui è giusto mostrare tolleranza, ascolto e comprensione, altri in cui non puoi permetterti di dare manforte a scuse. In cui non puoi accettare nessuna ulteriore giustificazione. 

“Se non lo faccio io chi lo fa? Se non la spingo io quella persona, a costo di romperle una gamba, nel giro di qualche secondo sarà investita dall’auto in corsa. Qual è la scelta giusta? Che cosa è meglio?”

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