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Studio ufficiale sui vaccini Anti-Covid19 dichiara: “Meccanismo pericoloso, rilasciati prima di test adeguati”

A distanza di qualche anno la pandemia scatenata dal Covid-19 sembra un ricordo lontano, quasi assurdo. “È tutto passato”, ripetiamo mentalmente come un mantra che scaccia i brutti ricordi, eppure qualche strascico ce lo portiamo dietro anche in via non ufficiale.

No, non parliamo dei ricordi vividi che ha lasciato nelle nostre menti, bensì del tumulto attorno alla sicurezza dei vaccini diffusi e a più riprese criticati.

Lo studio: cosa sta accadendo nella comunità scientifica?

Un governo deve mantenere la facciata, guai ad ammettere di aver preso una scelta alla leggera. L’efficacia dei vaccini anti COVID-19 a mRNA modificato non è sostenuta da una fetta della comunità scientifica la quale, anche in modo indipendente, cerca oggi più che mai di far sentire la sua opinione.

Ovviamente, se più professionisti e scienziati fanno sentire la propria voce, non è grazie ai normali media ma piuttosto grazie a quelle riviste e giornali scientifici che vagliano, analizzano, vidimano e garantiscono la qualità di tutta una serie di studi rilasciati ogni giorno. Uno di questi è ad esempio l’americano AAPS “Association of American Physicians and Surgeon” , così come i più noti PubMed ed Elsevier.

Sul primo citato è stato rilasciato pochi mesi fa un ulteriore studio nato dal lavoro di scienziati e medici indipendenti. Questi, insieme al gruppo Public Health and Medical Professionals for Transparency, hanno richiesto alla FDA (Food and Drug Administration, agenzia governativa statunitense che si occupa di regolamentare e monitorare la sicurezza e la qualità di prodotti sanitari immessi sul mercato), tramite il Freedom of Information Act (FOIA), i dati e i rapporti utilizzati per approvare il vaccino COVID-19 a mRNA modificato (modRNA) di Pfizer/BioNTech (BNT162b2). Il tribunale ha ordinato che questi documenti fossero resi pubblici entro 8 mesi, invece dei 75 anni inizialmente previsti.

Il lavoro pubblicato sulla piattaforma AAPS riguarda proprio la sicurezza e l’efficacia del vaccino di Pfizer/BioNTech, messa in dubbio a causa di inquietanti statistiche che mettono in luce effetti collaterali e inefficacia.

Le valutazioni superficiali

La diffusione delle terapie a mRNA, tra le quali il vaccino utilizzato e prodotto in pandemia, ha evidenziato lacune nelle normative esistenti. Ad esempio, i vaccini COVID-19 a mRNA modificato (modRNA) non sono considerati prodotti di terapia genica, mentre un vaccino a mRNA per malattie non infettive, come il cancro, sì. Questa classificazione errata ha infatti escluso i vaccini COVID-19 a modRNA dalle linee guida per la terapia genica, portando all’uso di normative obsolete (OMS 2005) per la loro valutazione. Secondo lo studio riportato, il vaccino a modRNA utilizzato ha superato degli step incompleti prima di fare la sua comparsa sul mercato mondiale.

Per stabilire i giusti requisiti normativi ai quali sottoporre queste categorie di medicinali, è fondamentale distinguerli tra vaccini tradizionali (in uso da oltre 100 anni) e i nuovi vaccini a modRNA. Non sottoporre questi ultimi a controlli più stretti e severi ha fatto sì che venissero introdotti sul mercato con più leggerezza di quanto avremmo dovuto permettere.

Per i prodotti di terapia genica, nello specifico, è obbligatorio studiare la struttura, la quantità e la distribuzione della proteina codificata nel corpo (in questo caso la proteina spike), ma ciò non è stato fatto per il vaccino BNT162b2 di Pfizer/BioNTech, trattato invece come un vaccino tradizionale. Ne consegue che molte valutazioni critiche non sono state effettuate, lasciando il dubbio su quanta proteina spike venga prodotta dalle cellule umane, se la quantità possa variare da un individuo a un altro e quali possano essere gli effetti collaterali.

Il vaccino COVID-19 a modRNA utilizza, per l’appunto, nanoparticelle lipidiche per trasportare le istruzioni alle cellule umane, che poi producono questa discussa proteina spike, la quale può causare reazioni immunitarie impreviste e potenzialmente dannose.

Parliamo di effetti collaterali

Numerosi dati sugli effetti avversi sono oggi consultabili sul sistema VAERS (Vaccine Adverse Event Reporting System) è un database gestito da FDA e CDC per raccogliere segnalazioni di effetti avversi post-vaccinazione, utile per identificare potenziali problemi di sicurezza. Nell’immagine in evidenza è possibile leggere i numeri degli effetti avversi registrati fino a Febbraio 2024, tra i quali spuntano numeri discutibili come 18655 morti.

Nello studio che qui riportiamo, è stata registrata l’ulteriore cifra agghiacciante di 1.223 decessi in un periodo di 3 mesi (dal 1° dicembre 2020 al 28 febbraio 2021). Un tasso di mortalità così elevato sarebbe stato sufficiente per interrompere e limitare qualsiasi medicinale: perché allora ciò non è accaduto con i vaccini a modRNA tutt’ora in uso?

In tutto ciò, i vaccini COVID-19 come il BNT162b2 di Pfizer/BioNTech continuano a essere prodotti e bollati come “sicuri ed efficaci” dalle autorità governative, nonostante dati palesi che suggeriscono il contrario.

Alla luce dunque dei fatti evidenziati, delle leggerezze e degli effetti collaterali documentati, i benefici sono stati tali da “giustificare” (per quanto ciò sia legalmente e moralmente possibile) le conseguenze che ancora stiamo pagando?

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Francesco Iavarone

Francesco Iavarone è un autore Pugliese che da anni lavora con le parole. Scrittore, Articolista e Copywriter. La passione per la ricerca e la scrittura nascono sui banchi di scuola per poi diventare una vocazione vera e propria. Dottore in fisica, ama studiare, indagare e scrivere di temi di nicchia, scrivendo con l’intento di far emergere la verità dai fatti presentati e investigati.

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