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Stress e burnout: come non farsi mettere al tappeto – con Luca Rigoldi 

burnout

Se il tuo lavoro è ad alto carico, per prevenire la sensazione di stress e il burnout potrebbe essere utile adottare un approccio da campione.

“Quando sei lì, all’angolo, in mezzo a una sfida importante, è tutto una questione di mentalità. Per me, quei momenti di tensione diventano un’opportunità per mantenere un atteggiamento positivo. Sorridere, anche quando la pressione è alta, è fondamentale. Ti permette di affrontare la situazione con determinazione e senza farti sopraffare dalle difficoltà.” – Questo è il messaggio di Luca Rigoldi, pluricampione italiano ed europeo di boxe.

Luca è anche un formatore per imprenditori che, con la sua azienda Beox, guida aziende e professionisti attraverso eventi e team building, aiutandoli a costruire un ambiente sano e produttivo.

Perché un imprenditore o manager dovrebbe leggere questa intervista?

Per scoprire come adottare un atteggiamento vincente, imparare dai campioni dello sport come prevenire il burnout e costruire un ambiente di lavoro che sia sano e produttivo. Luca Rigoldi condivide la sua esperienza e i suoi consigli su come trasformare lo stress in energia positiva per raggiungere i propri obiettivi senza mai arrendersi.

Come gli imprenditori e i freelance possono trasformare lo stress in energia positiva?

Una cosa che lo sport mi ha insegnato è che bisogna essere fortemente coinvolti e motivati a realizzare il proprio obiettivo. La passione è fondamentale, perché senza di essa, di fronte alle difficoltà, è facile mollare. Quando vediamo qualcuno fare una cosa con facilità, pensiamo che sia semplice, ma poi, provando noi stessi, scopriamo che non è così. Se le prime volte non va bene, il nostro stato d’animo cala, e così molti abbandonano quasi subito le avventure che iniziano. Quindi, essere veramente coinvolti e motivati è il primo passo.

Poi, una volta dentro, non bisogna perdersi d’animo. Sappiamo che ci saranno imprevisti e difficoltà lungo la strada. In campo sportivo, per esempio, un infortunio o il cambio dell’avversario sono situazioni impreviste. Speri che non succedano, ma sai che c’è una probabilità che accada. E ci sono anche eventi catastrofici, come la pandemia, che coinvolgono tutti, non solo noi.

Quello che hanno in comune l’imprenditore e lo sportivo, è la capacità di mantenere un pensiero positivo di fronte alle avversità. Quando capita qualcosa, bisogna affrontarla, anche se non sai subito come. Pensare positivamente aiuta molto, mentre diventare critici o pensare che capita sempre a noi e che non riusciremo mai a ottenere risultati importanti è dannoso. Avere fiducia nella nostra capacità di trovare una soluzione, contattare le persone giuste e lavorare sodo è la chiave per trasformare lo stress in energia positiva e mantenere il sistema in piedi.

Quali tecniche usano i campioni dello sport per gestire lo stress fisico ed emotivo?

Allora, la prima cosa da fare è costruirsi delle buone abitudini. Spesso se ne parla, ma rischia di restare solo un concetto astratto. Il problema non è solo avere buone abitudini, ma anche identificare quali siano davvero utili per raggiungere i propri obiettivi.

Uno degli aspetti fondamentali è la programmazione. Bisogna programmare bene sotto tutti i punti di vista. Per esempio, nel mio caso, ho una parte tecnica, una parte tattica, una parte fisica e anche una parte alimentare da gestire, perché devo rientrare in una categoria di peso. Se non mi programmo bene, rischio di lavorare solo per il peso e non per la qualità.

La programmazione può essere a breve termine, come una preparazione specifica per un evento che dura 6-12 settimane. Ma c’è anche una programmazione più lunga, che riguarda la gestione di tutta la carriera e della vita. È importante avere dei punti fermi nel percorso di vita, sapere che certe tappe sono fondamentali e prepararsi anche per gli imprevisti, come gli infortuni. Avere un piano B, che possa diventare il piano A dopo la carriera sportiva, è cruciale.

Questo principio si applica anche al mondo degli affari. Il mondo è in continua evoluzione e oggi più che mai, le capacità di adattamento sono fondamentali. Così come uno sportivo deve prepararsi per gli imprevisti e pensare a lungo termine, anche un imprenditore deve fare lo stesso.

Identificare le buone abitudini e lavorare con una programmazione ben strutturata aiuta molto a gestire lo stress e a prevenire il burnout. Avere chiaro il percorso, sia a breve che a lungo termine, e mantenere la flessibilità per adattarsi ai cambiamenti sono strategie vincenti sia nello sport che nel business.

Se dovessi dare un unico consiglio a chi sta attraversando un periodo di forte stress, quale sarebbe?

Noi imprenditori siamo molto creativi, sempre alla ricerca di nuovi mercati, nuovi progetti. Non ci accontentiamo mai, siamo sempre in crescita e vogliamo espanderci continuamente. Anch’io sono così e vedo che fermarmi e riflettere su quelle che sono le vere priorità e le mie volontà mi aiuta molto.

Quando sei nella ruota del criceto, corri e fai mille cose, molte delle quali potrebbero non essere nemmeno così importanti. Ogni tanto, fermarsi, lasciare decantare le cose e avere una visione più chiara su ciò che è veramente importante è essenziale.

Parlando con altri imprenditori, vedo che anche loro sanno quali sono le cose importanti, ma spesso si perdono nelle urgenze e nelle piccole cose che non portano da nessuna parte. Bisogna lavorare su ciò che è davvero importante e non solo sulle urgenze. Quindi, il mio consiglio è: fermati, rifletti su cosa è veramente importante per te e concentrati su quello. 

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Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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