Ridefinire il futuro del settore dei serramenti: è questo l’obiettivo di Igor Toffoli, alla guida di Toffoli Serramenti.
In questa intervista, Igor ci racconta come sta trasformando l’azienda di famiglia, affrontando le sfide del mercato e puntando a triplicare il volume d’affari. Con una visione innovativa e il desiderio di superare la mentalità tradizionale del serramentista, Toffoli sta ridefinendo le regole del gioco.
Se sei un imprenditore in cerca di nuove idee e soluzioni per far crescere il tuo business, questa intervista ti offrirà una prospettiva unica su come affrontare le sfide e cogliere le opportunità in questo settore.
Come hai iniziato il tuo percorso imprenditoriale?
L’azienda è stata avviata da mio padre nel 1964, quindi sono cresciuto in una famiglia di imprenditori. Fin da piccolo, mio papà mi ha coinvolto, già a 5 anni mi faceva lavorare, ovviamente come un gioco. Da lì ho cominciato: tutte le mie vacanze estive, Natale, Pasqua, le passavo lavorando.
Col tempo, mi è nata la passione e la voglia di continuare l’attività che lui aveva iniziato. Mi ha sempre stimolato l’idea di costruire, di rendere le case belle e soddisfare le esigenze dei clienti. Questo lavoro mi ha sempre dato un grande senso di libertà, la possibilità di fare quello che voglio.
Sono una persona che non riesce a fare la stessa cosa per troppo tempo, quindi questa varietà nel lavoro mi ha sempre attratto. Dal 2002 ho iniziato a occuparmi di tutto, prima mi concentravo solo sugli aspetti tecnici, ma poi ho preso in mano l’intera attività.
Quali sono state le azioni che consideri vincenti per la crescita del tuo business?
Sicuramente la grande passione e il forte impegno sono stati fondamentali per la crescita del mio business. Questi elementi hanno giocato un ruolo centrale. Poi c’è stata anche una forte voglia di arrivare, di raggiungere obiettivi, e forse in modo un po’ egoistico, di vedere fino a dove potevo spingermi, mettermi alla prova e scoprire di cosa ero veramente capace.
Oltre alla passione, è stata decisiva la determinazione nel migliorare costantemente e nell’anticipare le esigenze dei clienti, riuscendo a offrire un prodotto sempre più all’altezza delle aspettative.
Qual è stata la sfida più grande che hai dovuto affrontare nel tuo percorso imprenditoriale?
La sfida più grande è stata sicuramente rilevare l’azienda da mio papà. Nel 2002 lui era ancora presente, ma nel 2012 ho deciso di comprarla, e a quel punto l’azienda stava attraversando un periodo molto difficile. La crisi economica dell’edilizia aveva colpito duramente, e mi sono trovato con molti clienti che erano falliti e che non avevano pagato.
Quindi, dopo aver deciso di rilevare l’azienda, mi sono trovato ad affrontare ulteriori debiti, da solo contro il mercato, le banche e una situazione economica che non dava segni di ripresa. È stata una sfida davvero tosta, ma posso dire di averla vinta.
Essere imprenditore significa che c’è sempre una nuova sfida dietro l’angolo, ma superare quel momento critico è stato sicuramente un traguardo importante.
Se potessi dare un unico consiglio agli imprenditori che ci leggono, quale sarebbe?
Il mio consiglio sarebbe di fare le cose in maniera ponderata. È importante ascoltare il cuore, ma non solo quello. Serve anche razionalità nelle decisioni.
Inoltre, è fondamentale avere un numero due in azienda, una persona forte al proprio fianco, qualcuno con cui condividere il percorso, di pari valore. Questo non solo per il supporto pratico, ma anche psicologico. Avere qualcuno con cui confrontarsi e su cui poter contare nei momenti difficili può fare davvero la differenza nel lungo termine.
Quali sono i progetti su cui stai lavorando attualmente?
Attualmente sto lavorando per triplicare il volume d’affari e, ancor più importante, aumentare significativamente gli utili. Voglio essere un punto di riferimento nel mio settore, come lo sono stato per diversi anni. Il mio obiettivo è stravolgere il sistema del serramentista standard che conosciamo oggi.
Di solito il serramentista o il fabbro tende a lavorare per conto proprio. Voglio cambiare questa mentalità, che deriva da un’antica visione del lavoro. Voglio creare una cultura in cui ci si supporta, si formano le persone e si collabora in modo aperto, andando oltre la competizione basata solo sul prezzo. Il mio progetto è dunque quello di modernizzare il modo in cui operiamo nel settore, creando più valore e più opportunità per tutti.
Come vedi l’evoluzione del mercato nel tuo settore nei prossimi anni?
Non ho la sfera di cristallo, ma il mercato nel nostro settore è in continua evoluzione. Cambia tutto: dai prodotti ai clienti, fino alla forza lavoro. Stiamo assistendo a una trasformazione a 360°, incluso il modo in cui si costruisce. Penso che ci vorranno ancora alcuni anni di assestamento, ma il lavoro ci sarà per chi è disposto a mettersi in gioco e adattarsi ai cambiamenti.
Credo che il mercato si dividerà in due grandi categorie. Da un lato, ci saranno forniture standardizzate, come i serramenti o le ringhiere che si possono comprare già pronti nei negozi di bricolage, per chi costruisce la propria abitazione con prodotti preconfezionati. Dall’altro lato, ci sarà un mercato altamente customizzato, con prodotti su misura, dove la complessità, il design e la competenza saranno centrali.
Questa divisione porterà alla nascita di due tipi di aziende completamente diverse. Quelle che automatizzano il più possibile, producendo articoli standard, si focalizzeranno su forti installatori e volumi elevati. Dall’altra parte, chi offre prodotti customizzati dovrà avere una mentalità flessibile per rispondere alle esigenze dei clienti alto spendenti, puntando sulla qualità, il design e il servizio su misura.



