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Stiamo perdendo la guerra in Ucraina? Zaluzhnyi ferito?

Ucraina

Le testate giornalistiche europee sono piene di informazioni circa la correttezza morale della guerra e i progressi eroici dell’esercito ucraino che “sta letteralmente mettendo la Russia al tappeto…”. 

Le cose, invece, sembrerebbero stare in tutt’altra maniera. 

Partiamo dalla correttezza morale di questa guerra. Già molto prima dell’inizio delle ostilità, nell’agosto del 2017, il Cato Institute, che non è propriamente una voce pro-Russia, affermava che “l’interferenza dell’Amministrazione Obama nella politica interna ucraina era talmente grande da togliere il fiato…” https://www.cato.org/commentary/americas-ukraine-hypocrisy. Il Cato Institute si riferiva alla rimozione dal potere con un colpo di Stato del Presidente Yanukovich, corrotto sì (possiamo forse dire il contrario di Zelensky, dopo che sono state scoperte le sue società offshore? https://www.occrp.org/en/the-pandora-papers/pandora-papers-reveal-offshore-holdings-of-ukrainian-president-and-his-inner-circle), ma comunque eletto democraticamente. 

Lo scopo dell’occidente nel 2014 è chiaro: ottenere la Crimea e il porto di Sebastopoli di modo da avere un accesso militare importante sul Mar Nero, ai tempi in uso alla marina russa. Però le cose non vanno come gli USA vorrebbero: i russi organizzano un referendum in Crimea che dichiara l’indipendenza e, su spinta russa, anche le province del Donbass si ribellano. Nasce una guerra civile che sfocia negli accordi di Minsk in base ai quali l’Ucraina doveva diventare una federazione e garantire maggiore autonomia alle province ribelli https://www.aljazeera.com/news/2022/2/9/what-is-the-minsk-agreement-and-why-is-it-relevant-now. 

Questi accordi inizialmente non vengono implementati dalla parte ucraina e, in seguito, si verrà a scoprire, come confessato da Angela Merkel che era stata una dei principali player di quei negoziati, che l’intenzione non era quella di ottenere la pace bensì di dare maggior tempo all’Ucraina per riorganizzarsi militarmente https://tass.com/world/1578901 . Fatto sta che per sette anni il governo centrale dell’Ucraina, non solo si rifiuta di implementare gli accordi, ma porta anche avanti una politica ostile contro gli abitanti della regione che causa migliaia di morti. 

Sfortunatamente a inizio 2023 si arriva alla guerra. Inizialmente la Russia assegna poche forze e risorse all’operazione militare. Il suo obiettivo è quello di dare una dimostrazione di forza sperando di arrivare presto a un negoziato. A causa dell’opposizione americana ed europea, però, non si negozia ma, anzi si espandono le ostilità, e le cose si fanno serie. 

Dopo alcuni mesi di riorganizzazione, in cui perdono anche dei pezzi importanti, le forze russe si rinforzano e mettono a punto la strategia, iniziando a fare progressi. Dopo Mariupol, conquistano Severodonetsk, Soledar e, infine, Bakhmut. Nonostante la stampa mainstream europea sostenga che le forze ucraine abbiano inflitto pesanti perdite all’esercito russo, qui e là sul web, circolano voci che dicono l’esatto contrario. Anzi, alcuni affermano che l’esercito ucraino abbia perso, nella sola difesa di Bakhmut, decine di migliaia di soldati, oltre ad alcuni dei suoi migliori ufficiali e sottoufficiali https://www.moonofalabama.org/2023/03/new-bakhmut-report-high-casualties-low-morale-russian-tactics.html. 

Non solo: sono di questi giorni le voci che affermano che il comandante in capo delle forze ucraine, Valery Zaluzhny sarebbe stato ferito da un attacco missilistico russo ed è per questo motivo che non si hanno più sue notizie o immagini dal 10 maggio a parte una sporadica apparizione https://www.easternherald.com/2023/05/21/rudenko-informed-that-the-commander-in-chief-of-the-armed-forces-of-ukraine-zaluzhny-was-wounded-and-is-in-serious-condition/. 

Pochi giorni fa, invece, si è appresa la notizia che il sistema di difesa missilistico Patriot, apparentemente invincibile, il “game changer” che avrebbe dovuto essere la certezza della difesa antiaerea ucraina, è stato danneggiato da un attacco russo https://www.nytimes.com/live/2023/05/16/world/russia-ukraine-news. 

Per non parlare di quanto successo a Khmelnytsky, dove un attacco missilistico ha colpito un deposito di armi fornite all’Ucraina dall’occidente, che si dica contenesse anche le famose munizioni all’uranio impoverito fornite sciaguratamente dall’Inghilterra. L’esplosione è stata talmente forte da causare un fungo simile a quello atomico https://www.youtube.com/watch?v=O-r3vliNaiY e i russi affermano che il livello di radiazioni nella città sia aumentato a causa dell’esplosione, affermazioni pesantemente smentite dalla parte ucraina. 

Ovviamente nella nebbia della guerra voci si rincorrono e vengono smentite e quindi non è facile avere notizie certe ma, sicuramente, a chi scrive sembra emergere un chiaro trend che dice che la stampa europea ci sta raccontando anche un sacco di balle… 

Dietro a tutte queste balle, da una parte e dall’altra, la verità, incontestabile, è che la guerra non è mai una cosa positiva e si dovrebbe lavorare in ogni modo per intavolare un negoziato serio, non per mandare altre armi. 

Il nostro Paese incorre in costi profondi, non solo quelli per gli aiuti militari (che ammontano a circa 1 miliardo) ma anche quelli dovuti alle difficoltà che si vengono a creare per la nostra economia. Money.it stima questi costi a oltre 190 miliardi https://www.money.it/quanto-costa-italia-guerra-ucraina-superati-190-miliardi-pnrr#:~:text=Stando%20all’Ukraine%20support%20trucker,%2C2%20miliardi%20l’anno. 

E tutto perché? Perché la Nato o gli USA possano avere il porto di Sebastopoli? Ma cosa interessa a noi europei di chi controlli quel porto?

Vero, l’Ucraina è un Paese invaso e ha diritto al fatto che le sue frontiere vengano rispettate e restaurate. Però, allo stesso modo, anche gli abitanti del Donbass, che vogliono continuare a usare la lingua russa, hanno il diritto alla propria autodeterminazione. 

Allora smettiamola di mandare armi. Intavoliamo un negoziato con la Russia. Arriviamo a un compromesso che dia garanzie di sicurezza a Putin, ritorni all’Ucraina i territori che vogliono stare con lei e riporti la pace in Europa. E, soprattutto, smettiamola con le balle e con il definire tutte le nostre guerre o invio di armi come una “causa onorevole”, “lo facciamo per la democrazia”, “per l’unità europea”, ecc, ecc. Non è vero niente. Milioni di morti in Iraq, Libia, Siria, Afghanistan, non ci hanno insegnato niente.

Dovremmo intavolare un negoziato perché, anche se la nostra stampa afferma il contrario, i risultati sul campo dicono che se non lo faremo, ben presto l’Ucraina dovrà negoziare alle condizioni dei russi. 

Ti dicono che la guerra è giusta e che dovremmo sostenerla anche se la maggior parte degli italiani sono contrari all’invio di armi. Ti dicono che la stiamo vincendo. 

In realtà sembrerebbe essere l’esatto contrario. 

Della serie cornuti e gabbati.

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