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Soci e l’importanza degli obiettivi comuni, come comprendere l’altro e farsi comprendere

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Intervista a Baldo Pipitone

Eccoci al terzo appuntamento del mese con l’argomento SOCI E SOCIETÀ. Nello scorso episodio abbiamo approfondito “Come scegliere i tuoi soci e partner d’affari” con Marco Merlino, autore del libro “Un socio è per sempre”.

Dopo aver trovato il tuo socio, il passo successivo per far sì che sia “per sempre” è come comprendere l’altro e farsi comprendere! Si presentano dunque altre domande:

Come fare per rimanere allineati?
Come capire se qualcosa non va?
E in caso di separazione come restare amici?
Quali errori non bisogna fare nel costituire o gestire una società con altre persone, soprattutto se sono amici?

Questa settimana, per rispondere a suddette domande, ho intervistato Baldo Pipitone, imprenditore e autore di due libri di business molto apprezzati dal pubblico: “10 errori fatali che uccidono il tuo business” e “Ricco dentro, ricco fuori”.

Baldo, conosciuto per la sua grande esperienza e la sua saggezza, attraverso le sue risposte, è stato davvero capace di far comprendere come mettersi nei panni dell’altro, come prevenire la rottura e come individuare nelle sensazioni e nelle piccole cose quando qualcosa non va.

Come è iniziata la tua storia imprenditoriale?

Ho iniziato a fare l’imprenditore più di 30 anni fa. Tutto inizia da una passione che avevo fin da bambino. Quando ero piccolo e andavo in giro nei negozi per fare compere con i miei genitori io non osservavo gli oggetti in vendita, mi soffermavo sugli arredi, li guardavo, li studiavo, cercavo di capire come erano fatti e la loro funzionalità. Così, partendo da quella passione da bambino, a 21 anni ho aperto una piccola attività con altri due ragazzi con il sogno di costruire qualcosa di bello in Sicilia. Siamo riusciti a raggiungere grandissimi risultati, da una piccola città come Alcamo siamo riusciti ad arrivare in tutto il mondo, fino a quando dopo 26 anni è successo il crack e ci siamo rotti.
La verità è che c’erano sei segnali, degli indicatori da cui potevo comprendere che le nostre mete non erano più allineate.

Quando accade qualcosa all’interno di un’azienda, non bisogna sottovalutare i dettagli, sono sempre quelli che fanno la differenza. Era venuta meno la voglia di stare insieme, di sognare, di fare qualcosa insieme.

All’epoca ho sottovalutato questi indicatori perché pensavo fossero momentanei e li compensavo lavorando di più, come se lavorando di più appagassi quelle mancanze.

L’azienda è per un imprenditore è come una figlia. Quali sono le analogie per te tra queste due?

La paura di perdere qualcosa che hai alimentato con tanto amore è devastante. Il valore affettivo è importante ed è stato certamente un valore aggiunto importante per lo sviluppo dell’azienda, ma non deve diventare più importante della tua libertà di agire. In Italia sentiamo tanto il concetto di proprietà, e lo sentiamo tanto anche nelle aziende, le sentiamo un pezzo di noi che “non vogliamo perdere.”

Poi ho scoperto che nel momento in cui questa paura di perdere già stai perdendo, sia l’azienda che la tua libertà.

Io ero più forte quando non avevo nulla, perché non avevo nulla da perdere. L’aspetto emotivo dell’imprenditore che considera la cessione di un’azienda una perdita rende tutto più difficile, dal gestirla all’uscirne (soprattutto).

Quanto è importante tra soci avere delle ambizioni comuni? Come comportarsi se tu corri come una Ferrari e il tuo socio o i tuoi soci non vanno alla tua stessa velocità?

Anche se all’inizio tu e i tuoi soci partite con le migliori intenzioni e avete obiettivi comuni, può capitare durante il percorso che qualcosa cambi, che voi cambiate.
Magari quegli obiettivi che vi eravate prefissati sono stati raggiunti, i tuoi soci sono felici e appagati ma tu no, dopo aver visto che siete stati capaci di realizzare così tanto trovi la motivazione e la spinta a voler fare di più, di andare su Marte!
E a quel punto che devi fermarti e riflettere: t
u devi realizzare i tuoi sogni e non devi permettere a nulla di bloccarti,  ma allo stesso tempo anche tu non puoi bloccare gli altri.

Devi chiedere apertamente: “siamo grandi, possiamo arrivare su Marte, io voglio andare su Marte, tu te la senti?”

Ci vuole molta comprensione per non creare scontri. Io non posso spingere i tuoi obiettivi, ti devo lasciare libero di decidere e di capire.

In una situazione come questa, ho capito che la “paura di perdere” si presenta su due fronti diversi:

1) PAURA DI PERDERE UNA GRANDE OPPORTUNITÀ NEL NON AGIRE;
2) (dal lato opposto) PAURA DI PERDERE QUELLO CHE SI È CONQUSTATO.


La paura di perdere, da come potete leggere, non è uguale per tutti, in alcuni casi ti toglie ambizione, ti porta ad accontentarti. In altri ti porta a correre, a sforzarti al massimo.

Può accadere che l’altra persona ti dica: “voglio venire con te su Marte” perché ha paura di perderti, perché ha bisogno di te, della tua energia, ma tu devi assicurarti che davvero lo voglia, per il tuo e il suo bene, guardarla in faccia e capire se è sincera, mettila alla prova spiegandogli i sacrifici che dovrete fare, portala a CONOSCENZA.

Cosa consigli ai giovani ambiziosi che vogliono costituire una società con un amico?

A volte due ragazzi si mettono insieme e pensano “dai proviamo” …e se poi va bene???? Ecco quello è il punto.

Non iniziare mai per provare senza avere le regole! Perché poi se va bene nascono dei problemi. Quindi:

1. Create degli accordi chiari e ben definiti al momento costitutivo della società (cosa facciamo se ci lasciamo).

2. Accordatevi affinché ognuno segua le proprie inclinazioni, ma con il presupposto comune di lavorare per migliorarsi.

Questi due aspetti vanno a definire un argomento molto importante, quello dei ruoli. Ognuno deve cercare il proprio ruolo in azienda in base a ciò che è incline a fare bene (lo dicono i risultati). Non esistono ruoli più o meno importanti in azienda, ma solo ruoli che hanno più o meno responsabilità.

L’idea è questa: ORA CHE STIAMO INIZIANDO SIAMO AMICI, MA SE QUESTA AVVENTURA FINIRÀ, FACCIAMO IN MODO CHE SAREMO PIU’ AMICI DI PRIMA.

Come? Con organizzazione e accordi chiari su tutto a partire dai ruoli. Faccio un esempio molto semplice. Uno dei motivi per cui si creano delle incomprensioni fra soci è la parte economica riguardante il corrispettivo economico dei ruoli. Questo succede perché non si ha consapevolezza che ruoli diversi, con responsabilità diverse, non possono guadagnare gli stessi soldi, le quote societarie possono essere uguali, ma i ruoli no! Quando si costituisce un’azienda, vanno disegnati dei ruoli con mansionari e obiettivi e in base a quelli definire i compensi, non in base al rapporto con la persona.

LA PARTE ECONOMICA NON DEVE MAI INFLUENZARE IL RAPPORTO FA DUE PERSONE.

Cosa serve per far crescere una società?

Tre ingredienti:

1. STESSA DIREZIONE, STESSA META.

2. REGOLE CHIARE DA SEGUIRE.

3. MOTIVAZIONE (NON SI TRATTA DI ESSERE BRAVI, O ESSERE FORTI, MA SE NON CI SONO OSTACOLI CHE TI BLOCCANO).

E poi… la nave ha un solo timone, può guidarla chi ha tutte le competenze per farlo ed è disposto a prendersene tutte le responsabilità.

Nel tuo libro “10 errori fatali che uccidono il tuo business” nel primo capitolo dici: “mi sentivo un ostaggio della mia azienda…” Come ti sentivi? Quali sono i segnali che ti fanno comprendere che sei in ostaggio?

Non ero più libero di sognare in modo trasparente, nitido, non riuscivo più a mettere a fuoco le cose. Non avevo più chiaro dove volessi andare, non costruivo più nuove alleanze, nuovi progetti. Quando inizi a pensare e farti più domande che sognare sei in ostaggio.

Quali sono i segnali di un socio che “scollabora”?

Inizia ad essere critico con te, ad esempio vede che tu vai via alle 18.00 ma non vede che sei arrivato a lavoro alle 6 del mattino e ti fa la battutina, oppure inizia a far prevalere i benefici personali a quelli dell’azienda, si assenta spesso, non si pensa più a dove state andando ma a cosa può ottenere.

Ci sono degli indicatori prima di arrivare a questo punto, sono nei dettagli. Se ci sono delle cose che non ti piacciono fermati e gestisci tutto e subito.

Quando è possibile riallinearsi con i propri soci? Quando no?

Si può sempre riallinearsi, ma se recuperi in tempo. Quando c’è qualcosa che non va tu lo vedi e lo senti, la tua coscienza lo vede. Intervieni subito.

Come gestire con successo un eventuale exit?

Se prendi in tempo il problema l’uscita è più semplice, se non hai preso accordi invece devi avere pazienza. Questo purtroppo ti porterà in una “proprietà contesa” (vedi articolo PMI e affari di famiglia…) che ti rende debole, perché lavori pensando a quello che stai perdendo.

Grazie alla formazione impari a gestire la cosa come un ciclo che si deve chiudere, facendoti vedere la luce altrove.

Quale è il lavoro su se stesso che un imprenditore e socio deve fare per uscire vincitore come persona e come uomo di business all’interno di una società in cui non si trova accordo?

Per vincere su tutto devi ricordarti che non sei perfetto. L’essere umano pecca di presunzione e lo fa ogni volta che punta il dito, che critica.

Noi siamo perfettibili e non perfetti. Prova a immedesimarti nei panni dell’altra persona, nei suoi pregi e nei suoi limiti, pensa a cosa penseresti o come agiresti tu nei suoi panni, ma soprattutto cerca di comprendere come devi comportarti per ottenere tu il meglio da quella persona, per ottenere un accordo.

Com’è Baldo oggi? Come scegli i tuoi collaboratori/soci?

Sono più un uomo e un imprenditore più maturo. Ho compreso tante cose e soprattutto che siamo di passaggio, sto lavorando proprio su questo! Io sono ambizioso ma non voglio lavorare tutta la vita, per questo scelgo con cura persone che sposano le mete dell’azienda, che vogliono crescere con il progetto, che hanno voglia di creare.

C’è spazio per loro se vogliono crescere e so che lo vogliono. Il loro desiderio di fare grandi cose, di stare insieme, condividere è stato proprio il motivo per cui le ho scelte.

La cosa importante da far capire, soprattutto ai più giovani, è che essere soci e guidare sono due cose diverse. La leadership di dimostra sul campo, non sono le quote di un’azienda a determinarla.

Cosa significa essere “ricco dentro e fuori”? Come raggiungere questo equilibrio?

Per me la ricchezza sono le alleanze. La ricchezza di un essere un mano si misura dal numero e la qualità delle alleanze che hai costruito negli anni.

Le persone che ti circondano sarebbero con te anche se non fossi più ricco?
Se la risposta è sì, allora sei davvero ricco.

I soldi finiscono le alleanze no.

Baldo Pipitone

Non perderti il prossimo appuntamento con il topic del mese

“ SOCI E SOCIETÀ”,

in uscita il prossimo sabato!

Aline Improta

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Aline Improta

La scrittura è fin da piccola il mio grande amore. Giornalista pubblicista dal 2010, negli ultimi dieci anni, ho riversato la mia passione in un altro settore: il marketing. Dopo anni a scrivere per le aziende, ritorno all'anima che c'è dietro ognuna di loro: gli imprenditori e tutte le persone che vivono in quell'ecosistema. Vi starete chiedendo come... Sono Editor e Ghostwriter per Engage Editore. la prima casa editrice italiana che pubblica libri dedicati agli imprenditori scritti da imprenditori. Amo le persone e credo che in ognuna di esse ci sia una luce da tirare fuori e una bellissima storia da raccontare.

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