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Soci e coniugi, vademecum per una vita felice

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Intervista ad Andrea Podda e Giada Melis

Tra moglie e marito non mettere un’azienda? No, non è vero!

La complicità tra coniugi privata e professionale è possibile. Nasce da una serie di elementi – presenti fin dall’inizio – che possono essere definiti come la base di un qualsiasi rapporto sano e costruttivo.

Essere complici significa avere una forte empatia e andare nella stessa direzione. Sebbene esistano degli elementi di base che sono degli indicatori fin dall’inizio per comprendere se ci siano o meno le condizioni per essere complici, la complicità è un qualcosa va costruito giorno dopo giorno, come una piantina che ha bisogno di cure per crescere.

Condividere anche l’ambiente di lavoro con il proprio partner significa conoscere da vicino le difficoltà che l’altro si trova ad affrontare, essere in grado nell’immediato di comprendere il bisogno di aiuto dell’altro tramite un semplice sguardo.

Vedersi ogni giorno, condividere tutto (o quasi) e realizzare dei grandi progetti insieme, può essere un vero e proprio sogno, ma per dare vita a tutto questo è importante lavorare a fondo sui ruoli e sulle proprie emozioni per non incappare in dinamiche sbagliate che possono nuocere al lavoro e alla coppia.

A questo punto sorge la domandona “Lavorare con il proprio partner, come farlo nel modo giusto?
L’ho chiesto ad una bellissima giovane coppia nel lavoro e nella vita: Andrea Podda e Giada Melis.

Coniugi, genitori, imprenditori e soci di Mab&Co, Andrea e Giada ci raccontano attraverso la loro esperienza come si può fare (e come fanno loro) per far funzionare bene le cose, non solo dal punto di vista sentimentale, ma anche quello lavorativo, trasformandosi in soci e alleati sia in famiglia che in azienda.

Quali sono a vostro avviso, le regole d’oro che permettono di lavorare bene insieme?

ANDREA: Potrei sintetizzare con tre regole basilari:
1) Comunicazione costante. I problemi nascono quando si smette di comunicare o lo si fa in maniere superficiale. Il partner deve conoscere e comprendere le attività, le iniziative e le operatività dell’altro.

2) Avere ruoli chiari e definiti. L’inequivocabilità dell’area di competenza è fondamentale per non generare disaccordi o aspettative non rispettate. Lavoro e vita privata sono aree comunicanti, quindi occorre mettere focus su questo aspetto operativo o il problema lo porterai in casa.

3) Fiducia. In sua assenza tutto si fa complicato e alla lunga si rischia di drenare l’energia prima e il rapporto subito dopo.

GIADA: Assegnazione e rispetto dei ruoli in organigramma con degli obiettivi da raggiungere. Comunicazione efficace e assertiva; rispetto degli spazi reciproci; non contraddirsi mai in pubblico, ma confrontarsi in privato su eventuali opinioni diverse su un dato argomento. Discutere per costruire e mai distruggere e comprendere i reciproci punti di vista, anche se diversi. Saper gioire del successo dell’altro senza sfociare mai nell’antagonismo, ammirarsi e stimarsi professionalmente. Molto importante anche ritagliare dei momenti in cui non si parla di lavoro ma ci si ricorda che si è una coppia/famiglia che condividono anche altre attività, hobby e interessi.

Da un punto di vista operativo possiamo riassumere che il modo per far funzionare le cose è che ognuno abbia il proprio ruolo e le proprie mansioni da svolgere senza sovrapporsi all’altro e lasciando ad ognuno il proprio spazio nell’attività.

Come capire se il tuo coniuge può essere anche il socio giusto? E voi come vi siete scelti?

ANDREA: Ci deve essere un totale allineamento sui valori e sui principi dello scambio.
Se uno dei due è orientato più a prendere che a dare ci saranno una marea di problemi. In primis non riuscirà mai ad emergere una leadership nei confronti dei collaboratori perché questi fuggono da persone disallineate e disarmoniche. Sono i primi a notarlo. In secondo luogo si arriverà litigare per fesserie, beni materiali, quote.

Io e Giada ci siamo scelti in modo naturale, è una cosa venuta da sé. È stata un’evoluzione naturale del rapporto e della crescita personale e professionale che ha caratterizzato entrambi. Ci siamo scelti e siamo cresciuti insieme. Con poche certezze se non una: ossia che avremo realizzato qualcosa di grande!

GIADA: Il coniuge può essere anche il tuo socio solo se è capace e soprattutto disponibile a lavorare sulle caratteristiche descritte sopra che permettono una collaborazione efficace e duratura nel tempo.

Ci siamo scelti perché abbiamo gli stessi valori e ciò che ci ha unito nella vita ci unisce anche dal punto di vista professionale. Ho iniziato questo percorso come suo numero “due” e amo avere questo ruolo che negli anni spesso si è ribaltato ed è sfociato in un rapporto di continua e vicendevole influenza positiva e di sostegno reciproco.

Lavoro e famiglia, come organizzare il lavoro di squadra?

ANDREA: Occorre molta collaborazione per gestire la famiglia come
l’azienda. Bisogna definire ruoli e mansioni che rispettivamente ci si impegna a rispettare. Occorre comprensione verso l’altro soprattutto quando in alcuni momenti in cui non riesce a portare avanti a pieno “il suo ruolo” in famiglia e sopperire con tono positivo e proattivo.

GIADA: È molto importante comunicare bene, lavorare d’anticipo con la pianificazione delle agende e darsi spazio. Accettare che ci sono momenti in cui uno o l’altro si dedicherà maggiormente ad una sfera tralasciando l’altra e sapere che in questo ci si alternerà a seconda dei ruoli in azienda e della fase di vita che si sta sperimentando.

Come separare i problemi? Come mantenere gli equilibri?

ANDREA: Occorre lavorare sulla propria intelligenza emotiva, connettendosi con le proprie emozioni e quelle degli altri, sapere quindi che ciò che fa parte dello stress del lavoro non può e non deve contaminare la sfera privata e viceversa. Questo va accordato con il partner e ci deve essere impegno e unione d’intenti per non cadere in questo facile errore.

GIADA: Comunicando sempre le proprie esigenze ed emozioni riguardo una data situazione, dirsi quando qualcosa non va e costruire momenti ideali e favorevoli al parlare insieme per capirsi e non per limitarsi a rispondere ad una “domanda” dell’altro. Mai discutere in momenti di tensione o di tono emotivo basso.

Come farsi capire dall’altro? Come trasformare le discussioni in opportunità?

ANDREA: Per farsi capire occorre prima essere certi di aver capito! Se questo non avviene non si troverà mai una soluzione duratura. Immedesimarsi, comprendere, interessarsi è il segreto per capirsi.

GIADA: Concentrarsi sulle buone intenzioni dell’altro nel fare qualcosa che ci ha fatto star male o arrabbiare, partire da quelle e analizzare insieme i motivi dell’apparente scontro o divergenza, che al 99% dei casi è conseguenza dell’aver comunicato poco o male il perché di certe scelte, parole espresse, azioni commesse.

Come prendere le decisioni?

ANDREA: Ognuno è responsabile e decide in autonomia per l’80% delle questioni operative. Per le decisioni rilevanti ci si confronta e se i valori e le policy sono chiare, la decisione è abbastanza rapida e non occorre tanto tempo per arrivare alla soluzione condivisa.

GIADA: Le decisioni importanti che danno direzione all’azienda le abbiamo sempre discusse insieme, quelle operative possiamo prenderle in autonomia a seconda dell’area aziendale coinvolta e quando le condividiamo lo si fa per il piacere di farlo e ricevere un feedback dall’altro, che riconferma la bontà dell’idea e la fiducia reciproca o ci da consigli su come migliorare ulteriormente la questione.

Come afferma Giada, scambiarsi idee e consigli con il desiderio di farlo.
Dietro a questo desiderio, quindi, c’è ammirazione e stima, non timore e insicurezza.
Fiducia reciproca e stima professionale sono dunque i segreti di una coppia che funziona
a casa e sul lavoro.

Cosa fare “se lavorare insieme non funziona?”

ANDREA: Se dopo aver messo in campo tutti i tentativi di chiarimento con approccio proattivo e comprensivo, i problemi continuano a persistere e iniziano a intaccare la sfera personale, il consiglio è quello di salvaguardare il progetto di vita insieme a discapito del fare impresa insieme. Questa decisione in realtà andrebbe presa da subito prima che i problemi sopravvengano e renderla una policy alla quale ci si attiene fin da quando si decide di fare società insieme.

GIADA: Se lavorare insieme non funziona occorre intanto analizzare quelli che sono i motivi, se non si stanno applicando le regole elencate prima, va da sé che il rapporto lavorativo non può funzionare, e allora anziché lavorare su questo ci si appiglia ai luoghi comuni.

Se abbiamo fatto tutto ciò che è nelle nostre possibilità migliorare come appena suggerito e lo abbiamo fatto per un periodo di tempo che consente misurare i miglioramenti intrapresi, allora occorre avere il coraggio di rispettarsi e decidere di separarsi professionalmente per preservare la relazione.

C’è qualche altro consiglio importante che vorreste dare ai lettori?

ANDREA: Le grandi imprese si basano sul DUE.
Ossia due persone di grandezza paragonabile che uniti da valori e visione si dedicano anima e corpo al progetto d’impresa e di vita.

Quando questo può coincidere in un unico partner per la vita e per il business ha vita qualcosa di straordinario.

Il consiglio che do ai lettori è che in entrambe le sfere di vita non dobbiamo puntare alla stabilità, ma al costante sviluppo. Tutto finisce quando si smette di progettare, insieme.

GIADA: Consiglio di condividere costantemente le proprie mete personali con l’altro, non c’è niente di più importante e denso di sentimento del percepire di avere al proprio fianco il fan numero uno che si prodiga per farti raggiungere i tuoi obiettivi e che è davvero felice di questo. Per raggiungere questo dobbiamo condividere il percorso di vita rendendo partecipe l’altro dei nostri cambiamenti, delle nostre idee ed esigenze che con il tempo possono variare e crescere e migliorarsi insieme.

Quella di due coniugi che guidano una famiglia e un’impresa l’uno a fianco dell’altra sembra una fiaba moderna, un nuovo modello a cui tante coppie giovani possono ispirarsi.

Grazie ai consigli di Andrea e Giada possiamo leggere con i nostri occhi che realizzare un grande progetto di vita e lavorativo di coppia non è impossibile.

Non perderti l’ultimo appuntamento con

“ SOCI E SOCIETÀ”,

in uscita il prossimo sabato!

a cura di Aline Improta

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Aline Improta

La scrittura è fin da piccola il mio grande amore. Giornalista pubblicista dal 2010, negli ultimi dieci anni, ho riversato la mia passione in un altro settore: il marketing. Dopo anni a scrivere per le aziende, ritorno all'anima che c'è dietro ognuna di loro: gli imprenditori e tutte le persone che vivono in quell'ecosistema. Vi starete chiedendo come... Sono Editor e Ghostwriter per Engage Editore. la prima casa editrice italiana che pubblica libri dedicati agli imprenditori scritti da imprenditori. Amo le persone e credo che in ognuna di esse ci sia una luce da tirare fuori e una bellissima storia da raccontare.

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