Una delle cose che mette al proprio posto il nostro Ego è l’attività di gestire e far crescere collaboratori sotto la nostra guida. Per riuscire in questo intento, infatti, bisogna essere pronti a dedicare una grande quantità di tempo, cure ed energie ad altre persone in modo totalmente disinteressato. Bisogna essere coscienti di star piantando dei semi in azienda, i cui frutti, probabilmente non riusciremo a vedere. Semi che però faranno la grande differenza nel futuro delle nostre organizzazioni.
Coloro che pensano di far vincere le proprie persone mettendo avanti se stessi, puntando ad un immediato tornaconto, difficilmente ottengono risultati straordinari. Difficilmente riescono a godere di una vera e propria leadership tra i propri collaboratori. Questo perché l’autorevolezza è qualcosa che ti viene riconosciuta dal basso, non ha a che fare con il ruolo o la targhetta che si trova alla porta del tuo ufficio. E quando abbiamo la responsabilità di far vincere qualcuno, si sente, se in verità ciò che puntiamo a far crescere è il nostro potere o il nostro stipendio.
Leader non si nasce, si diventa
Ho parlato di tutto questo con Nadia Rubin, Hr Manager e membro del Consiglio di Amministrazione di un’importante società per azioni presso Castelfranco Veneto, la Dallan SPA. La sua esperienza con i collaboratori, i suoi risultati e la sua grande crescita personale e professionale, credo siano un esempio di come la grande determinazione, passione e forza d’animo di noi donne non abbia limite alcuno.
Chiunque conoscesse Nadia oggi per la prima volta, non avrebbe dubbi: lei è nata per occuparsi di crescita personale, per coordinare, formare e sviluppare il potenziale delle persone. Eppure Nadia non sente di essere sempre stata una leader per gli altri. Non si sente di essere una leader nata. Prima di riuscire a raggiungere grandi risultati ha dovuto rivedere alcune sue idee, alcune sue abitudini. Una su tutte: l’ascolto.
Dall’impulsività al mondo delle intuizioni
“Quando ho iniziato questo lavoro, ero molto più impulsiva e diretta. Ero più concentrata sul fornire indicazioni e soluzioni. Questo anche perché il mio focus principale era sulle competenze e sulle conoscenze della persona. Sulle cosiddette Hard Skills.
Nonostante fosse tutto corretto formalmente, c’era qualcosa che mancava nel mio approccio, compresi così che dovevo correggermi. Cambiare. È così che sono approdata ad una delle intuizioni che più di tutte ha fatto la differenza per la mia crescita professionale e personale.
Ho trasferito la mia attenzione dalle Hard alle Soft Skills. Per alcuni potrebbe sembrare una cosa tutto sommato banale. D’altronde sono anni che non si fa altro che parlare di competenze soft nel management aziendale. Ebbene, ciò che ho intuito non era tanto il fatto che le soft skills fossero aspetti importanti, quanto che queste rappresentassero qualcosa di molto preciso nella sfera valoriale delle persone. E non solo… ”
Dal Fare all’Essere
“Spesso pensando ai nostri collaboratori, concentriamo i nostri sforzi su ciò che fanno (o non fanno). Sulle loro azioni che poi danno vita ai loro risultati. Ma si sa, le azioni non sono che le conseguenze delle nostre idee. Dei nostri pensieri e delle nostre emozioni, sensazioni e percezioni.
Soffermandoci soltanto sul fare dei nostri collaboratori molto spesso ci mancano dei pezzi fondamentali della loro storia che invece ci aiuterebbero a far esplodere il loro talento.
Continuare a correggere le persone prendendo solo in considerazione ciò che fanno o che dovrebbero fare può diventare alla lunga davvero molto frustrante per entrambe le parti, nonché decisamente improduttivo. Quando ho capito questo ho smesso di chiedermi che cosa dovessero fare le persone in azienda e ho iniziato a domandarmi che tipo di persone volessero diventare nella nostra realtà.
Le aziende sono fatte per le persone e non viceversa!
Insomma i sogni delle persone, la loro scena ideale, non è fatta di ruoli o mansioni che appartengono ad un ruolo. Non è fatta di “nomi”, non è fatta di azioni fine a se stesse. I nostri si realizzano nel momento in cui siamo capaci di identificare che tipo di persona vorremmo essere per gli altri. Quali valori vorremmo incarnare, che tipo di esempio vorremmo dare, che tipo caratteristiche vorremmo impersonare.
Ognuno di noi fa ciò che fa più o meno eccellentemente, o con più o meno entusiasmo in base al proprio bagaglio valoriale, in base alla propria modalità d’essere.
Ci sono persone curiose che amano sperimentare, occuparsi di cose sempre nuove. Queste persone sognano di essere coinvolte nell’avvio di nuovi progetti, di spaziare in diverse mansioni che possano metterle alla prova in diverse parti di loro stesse.
Ci sono poi persone che invece amano le procedure, più inclini all’analisi e che sono felici quando tutto attorno a loro è certo e stabile. Queste persone sono di solito organizzatori e coordinatori eccellenti, in grado di creare sistemi là dove invece fino a poco prima governava il caos.”
Evolvere e fare evolvere
Io che sono madre di tre figli, spesso mi sono ritrovata a evolvere insieme a loro. Ogni giorno mi impegno per dare loro il meglio affinché crescano autonomi, liberi, indipendenti. Affinché sappiano chi sono, riconoscano i propri talenti, valori. Affinché comprendano la loro missione nel mondo.
Mentre lo faccio cresco con loro.
Anche io ridisegno i miei confini, i miei sogni, la mia identità. Sempre ogni volta che mi vedo vivere un cambiamento, affrontare una nuova sfida. Il rapporto tra noi e coloro che vogliamo aiutare nel proprio sviluppo è infatti sempre un rapporto biunivoco. Non è mai unilaterale. Io imparo mentre “insegno”, loro insegnano mentre imparano. Ed è questo che accade anche in azienda.
Credo che l’abilità principe di ogni persona che voglia far vincere gli altri in una professione o nella vita, sia mantenere viva questa relazione di interdipendenza. Una relazione che non si esaurisce mai, fino dentro al più piccolo gesto quotidiano. Come quando si innaffia una pianta, la si guarda crescere, fiorire, la si nutre e la si osserva, cambiando se serve il proprio metodo, con l’unico obiettivo di farla germogliare nel modo più rigoglioso possibile, imparando da lei come prendersene cura al meglio passo dopo passo.



