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“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” Un’intervista ad Anna Aulico
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Un’intervista ad Anna Aulico 

Se i nostri pensieri li lasciamo rinchiusi nella nostra mente, senza sforzarci di trasformarli in azioni concrete, difficilmente saremo in grado di creare, di cambiare, di migliorare. Il pensiero che non si trasforma in azione rimane pura astrazione. Una bella idea, da sola, si sa, non cambia il mondo

È per questo che Gandhi esortava le persone a diventare il cambiamento, a incarnare il cambiamento attraverso la propria condotta, dando l’esempio giorno dopo giorno. Non basta infatti sperare o credere che il nostro futuro un domani sarà diverso. Per impattare concretamente sul futuro, dobbiamo decidere di cambiare noi stessi, ora. Dobbiamo sforzarci di rappresentare i nostri valori agendo, comunicando, condividendo. 

Sono queste le prime battute di Anna Aulico durante la nostra chiacchierata sull’imprenditoria femminile. 

“Il nostro momento è ora”

Troppo spesso le donne si abituano a vivere in una condizione di “sofferenza”, spinte dal loro senso di sacrificio, si mettono da parte, si arrendono di fronte agli ostacoli del mondo. Nonostante la loro grande forza, impiegano anima, corpo ed energie a rendere felici gli altri anziché loro stesse. Alcune è come se si accontentassero, convinte che la loro vita potrà cambiare soltanto quando a cambiare sarà la società, la cultura, la politica. 

Io sono profondamente convinta del contrario ed è questo che vorrei comunicare in questo articolo. Il nostro momento è ora. Non ci sarà un futuro o un tempo sufficientemente illuminato, sufficientemente pronto in cui stare meglio, o in cui vivere la vita dei nostri sogni. Il momento giusto è sempre nel qui ed ora, nell’attimo presente in cui la nostra consapevolezza si fa vita. 

Anna sa bene che cosa voglia dire accettare di vivere la propria vita come fosse una condanna già scritta. Per lungo tempo ha sopportato di tutto, ha sofferto, si è fatta del male, sottostando al volere di un uomo che non sapeva cosa fosse l’amore. Ma da quando è riuscita a liberarsi dalle sue catene, quando finalmente ha dato priorità a se stessa, trovando il coraggio di crescere le sue figlie da sola, lontana dalla casa in cui sarebbe dovuta invecchiare, Anna ha deciso di trasformare la sua esperienza di dolore nel suo più grande punto di forza e nella sua missione di vita. 

L’importanza di far coincidere la propria missione aziendale con la propria missione spirituale 

Anna è infatti Socia e Responsabile Hr di OSM VALUE, una donna che ha deciso di dedicare la sua vita alla crescita delle persone, o meglio, come spesso dice lei: “al loro risveglio spirituale”.  Nel suo ruolo di Hr lo fa cercando di inserire le persone giuste al posto giusto, facendo sì che possano esprimere il loro vero potenziale attraverso il lavoro che sceglieranno di intraprendere, spronandole ad ambire a una vita piena, densa di significato e valore.

Ma Anna non si prende cura delle persone soltanto attraverso il lavoro che fa nella sua azienda. È infatti anche socia di OSM KID’S E TALENT. In questa onlus tutta dedicata ai bambini, Anna forma e informa i più piccoli su tutte quelle cose che spesso ognuno di noi comprende quando è già troppo grande: l’autostima, l’automiglioramento, l’importanza delle relazioni, la capacità di sognare in grande, la determinazione, l’empatia e la resilienza.

Anna è poi una delle principali promotrici di L’IMPRESA È DONNA, un’associazione senza fini di lucro nata dalla volontà di Giada Melis, giovane imprenditrice sarda di cui ti ho parlato in un precedente articolo che a partire dal 2017 ha dato vita a una serie di eventi dedicati all’imprenditoria femminile in tutta italia presto anche in tutta Europa e nel mondo. 

Abbiamo VOCE in capitolo 

Io ho scelto di dedicare la mia vita alle persone che generalmente hanno meno voce in capitolo di altri. Per anni la mia voce stentava a uscire dalla gola, si spezzava ancor prima che potesse vibrare tra le corde vocali. Prendere coscienza di avere una voce potente, influente e impattate è stata una vera e propria liberazione, una consapevolezza che mi ha reso forte. 

Ecco, io desidero aiutare le donne, i bambini, le persone in cerca di lavoro a fare lo stesso. Voglio che sentano e facciano sentire la propria voce superando la paura del giudizio. Voglio che prendano coscienza del proprio potenziale, superando la sofferenza dei tempi andati, prendendo le distanze una volta per tutte dal proprio passato che mai e poi mai potrà compromettere il loro futuro. 

È per questo che ho deciso di spingermi ancora un po’ più in là, avviando un progetto di formazione nelle carceri femminili con il fine di reintegrare le donne detenute nel mondo del lavoro. Ognuna di noi dovrebbe avere il diritto di ricominciare da capo, di trovare qualcuno che creda in noi, nel nostro valore, senza arrogarsi il diritto di giudicare i nostri errori, le nostre scelte “sbagliate”. Qualcuno che ci dia fiducia, “che porga l’altra guancia”, che ci spinga a migliorare la nostra condizioni di vita esercitando amore e comprensione. 

La “fortuna” passa dalla gratitudine 

Negli anni ho conosciuto donne di ogni estrazione sociale e cultura e devo dire che indipendentemente dal ruolo o dal conto in banca, quelle più felici avevano una cosa in comune: erano piene di gratitudine. Nonostante i traumi e le cicatrici che spesso avevano appena smesso di sanguinare, quelle donne riuscivano a dire GRAZIE all’Universo e alla vita per ciò che avevano imparato, superato, metabolizzato. Erano grate per le piccole cose, quelle essenziali. Perché in fondo è così: non potrai mai godere della bellezza della vita se i tuoi occhi sono appannati dalla rabbia, dalla frustrazione o dall’abitudine a prestare attenzione solo e soltanto a ciò che manca, a ciò che non abbiamo o non abbiamo più. 

Esercitare la gratitudine quotidianamente è il primo grande atto rivoluzionario che possiamo mettere in campo per ottenere il nostro successo personale. Il primo modo che ci permette davvero di incarnare il cambiamento che vorremmo vedere nel mondo. Quando smettiamo di provare gratitudine iniziamo a isolarci, a diffidare, smettiamo di condividere le nostre esperienze con gli altri. E così a poco a poco ci indeboliamo reciprocamente, finendo per perpetuare tutto ciò che del mondo non ci piace. 

Il nostro grande potere

Parlare con Anna è come iniettarsi energia vitale. Il suo modo di esprimersi così delicato, ma al contempo estremamente deciso non ti lascia scampo: sai che ha ragione, sai che puoi farcela e che dipende solo da te. Ti invita alla riflessione profonda ma ti mette anche nelle condizioni di agire subito – Qual è l’ultimo messaggio che vuoi lasciare alle nostre lettrici? – le ho chiesto in chiusura. 

Voglio ricordare a tutti che siamo esseri interconnessi e ogni nostra azione ha effetti diretti dall’altra parte del mondo. Ciò che decidiamo di essere oggi farà la differenza per le generazioni a venire, potrà cambiare in modo radicale le scelte di una marea di altre persone. Questo è il nostro grande potere, quello che dovremmo cercare di alimentare ogni giorno di più. Diventa un esempio, sii il cambiamento che vorresti vedere nel mondo. Comincia ora rispondendo a queste domande: 

se avessi da domani milioni e milioni di euro sul conto corrente, che lavoro faresti? A cosa dedicheresti la tua vita? Per quale grande missione ti batteresti? 

Sappi che all’interno delle tue risposte si cela tutta la tua “umanità” tutto il tuo grande potere di generare un mondo migliore. Non soffocarlo! Puoi contribuire alla felicità di ognuno di noi! 

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Claudia Bosi

Editor e Ghost Writer per Engage Editore. Dopo anni di studi di Filosofia sono approdata nel mondo del lavoro e sono riuscita a fare di un dono la mia professione, grazie al contributo di persone illuminate capaci di vedere oltre un semplice curriculum. Io amo le storie delle persone, indago fra sogni ed esperienze vissute. Penso che la scrittura e la lettura siano armi potentissime che l'essere umano ha a disposizione. Le cose essenziali per crescere, comunicare, apprendere e ricordare. In quest'arte c'è la vita e il senso di ogni grande sviluppo e scoperta, è lo specchio dell'anima che riflette l'umanità tutta. Con le parole scritte si rivoluziona il mondo, ci si apre agli altri, si scopre qualcosa di sé, si lascia una traccia indelebile da qui all'eternità.

2 thoughts on ““Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”

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Il Coraggio Di Fiorire: Intervista a Doretta Scutti
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Quando si parla di impresa, di realizzazione personale o professionale, si parla spesso di coraggio. Coraggio di cambiare, di sciogliere compressi, di tuffarsi nel vuoto, di rischiare, di investire ecc. Ma che cosa significa davvero, avere coraggio? E come possiamo noi ogni giorno alimentarlo e farlo vivere al di là di ogni paura e giudizio? 

L’etimologia della parola coraggio deriva dal latino coratĭcum o anche cor habeo, aggettivo derivante dalla parola composta cŏr, cŏrdis cioè ’cuore’ e dal verbo habere ossia ‘avere’. L’origine della parola coraggio dunque risiede nell’espressione: avere cuore. 

Per comprendere il significato di “coraggio”, dunque, dobbiamo passare attraverso l’esplorazione del nostro cuore.

Se ci pensi quando accordiamo uno strumento che cosa facciamo? Allineiamo le frequenze sonore affinché possa esserci un’armonia. E se rifletti su quello che accade quando prendi un accordo con qualcuno, ti puoi rendere conto che, in sostanza, fai sì che le vostre volontà vibrino alla stessa frequenza. 

Avere coraggio vuol dire quindi connettersi alla sede dell’amore, la forza più grande che esista, quella che supera ogni paura, ogni dolore, ogni giudizio. Significa tornare a vibrare con le proprie frequenze più intime, quelle appunto del cuore, che sanno come connettere ciò in cui crediamo con ciò che facciamo. 

Ed è proprio questo che ha fatto Doretta Scutti a un certo della sua vita, quando ha deciso di rifiutare un posto fisso, quando ha deciso di aprire il suo negozio e poi di chiuderlo per rivoluzionare il suo business.

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Una delle cose che mette al proprio posto il nostro Ego è l’attività di gestire e far crescere collaboratori sotto la nostra guida. Per riuscire in questo intento, infatti, bisogna essere pronti a dedicare una grande quantità di tempo, cure ed energie ad altre persone in modo totalmente disinteressato. Bisogna essere coscienti di star piantando dei semi in azienda, i cui frutti, probabilmente non riusciremo a vedere. Semi che però faranno la grande differenza nel futuro delle nostre organizzazioni. 

Coloro che pensano di far vincere le proprie persone mettendo avanti se stessi, puntando ad un immediato tornaconto, difficilmente ottengono risultati straordinari. Difficilmente riescono a godere di una vera e propria leadership tra i propri collaboratori. Questo perché l’autorevolezza è qualcosa che ti viene riconosciuta dal basso, non ha a che fare con il ruolo o la targhetta che si trova alla porta del tuo ufficio. E quando abbiamo la responsabilità di far vincere qualcuno, si sente, se in verità ciò che puntiamo a far crescere è il nostro potere o il nostro stipendio.

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In questa rubrica abbiamo già avuto modo di parlare di come i nostri abiti siano il simbolo della nostra identità e del nostro benessere. Di come essi non siano semplicemente un modo frivolo di vestire i nostri corpi e di mostrarci al mondo.

Lo dice anche la stessa etimologia della parola “abito”. Dal latino habitus questo termine è profondamente connesso alle nostre abitudini e alla nostra disposizione d’animo, ossia il nostro carattere.

“Abito” quindi è una parola che ha che fare con i nostri comportamenti, le nostre inclinazioni e personalità. Ben più di un outfit da acquistare per un’occasione particolare, ben più di una serie di indumenti da impilare nel nostro armadio.

L’abito nel suo significato più profondo si intreccia dunque con l’etica, con la ricerca costante della propria felicità e della propria realizzazione. Non è un caso che quando ci sentiamo perfettamente allineate con i nostri valori attraverso i nostri comportamenti ci sentiamo “a casa”, abitiamo il nostro vero io.

Tutto questo lo ha colto molto bene Arianna Rubin, la nostra intervistata di oggi. Una ragazza di quasi trent’anni, un’imprenditrice e un’influencer, che da tempo lavora duramente non solo per realizzare il suo sogno, ma per far sì che ogni donna possa realizzare il suo.

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