BANNER-imp.info-nuovo.png
banner-mobile-imp.info-nuovo.png

“Siamo allevati per comprare farmaci” – Una dieta sana salva la vita… anche quella degli altri!

Un po’ di acciacchi capitano a tutti, così come la stanchezza a fine giornata o un po’ di emicrania quando siamo un po’ stressati.

Tuttavia, ciò che preoccupa davvero sono i dati attuali sulla sanità, che dipingono un quadro allarmante.

In uno degli articoli precedenti abbiamo analizzato come l’obesità sia ampiamente diffusa nella società odierna, spesso stimolata da un sistema alimentare confuso, denso di zucchero e fatto di cibi molto elaborati, specie con prodotti che ne allungano la permanenza sugli scaffali dei negozi.

È di fatto una dinamica che sta profondamente cambiando la nostra società occidentale, abituandoci a vivere con un determinato tenore alimentare. Un tenore difficile da cambiare proprio perché comodo e tanto imbottito di zuccheri da creare una catena ormonale di dipendenza.

Quello che vediamo nel breve termine sono dunque problemi “diretti”, generati cioè direttamente da un’abitudine malsana; quanto appare in secondo piano sono però altre conseguenze per la salute e la vitalità di un essere umano.

I dati sulla sanità in declino a causa del tenore di vita occidentale

Abbiamo osservato e confrontato l’America con la Cina, ad esempio, dove troviamo un minor tasso di obesità (e in modo conforme un minor consumo di carni elaborate). Se prendiamo l’America e il modello alimentare viene utilizzato troviamo un quadro davvero complicato e che va oltre il tema dell’obesità.

I dati statunitensi, ad esempio, attestano che quasi il 30% degli adolescenti rientrano nei parametri per lo sviluppo di prediabete. Le statistiche aumentano man mano che si sale d’età, partendo vertiginosamente alte già dai pre-adolescenti. C’è da ammettere infatti che oggi 1 bambino americano su 5 è obeso; mentre più del 40% di giovani adulti sui 20 anni o più si trova nel medesimo stato.

Ma le statistiche allarmanti non si limitano più solo all’America e solo all’obesità.

Secondo uno studio pubblicato su BMJ Journal, le diagnosi di cancro sono in aumento tra i giovani adulti – in tutto il mondo – con un incremento particolarmente significativo tra le donne e le persone nella fascia dei 30 anni. A livello globale, tra il 1990 e il 2019, i nuovi casi di cancro nelle fasce di età più giovani sono aumentati drasticamente di circa il 79%.

In altre ricerche è stato messo in luce come la fertilità maschile abbia subito un drastico calo negli ultimi decenni; i principali fattori di rischio per la qualità degli spermatozoi ricadono, oltre che sulle possibili malattie relative, allo stile di vita. Negli ultimi 50 anni, infatti, il numero di spermatozoi a livello mondiale si è ridotto della metà e il ritmo di questa diminuzione è più che raddoppiato dal 2000.

Altri dati ancora riportano un incremento significativo della prevalenza dell’autismo nei bambini statunitensi sugli 8 anni negli ultimi due decenni. Nel 2020, a circa 1 bambino su 36 (27,6 per 1.000) è stato diagnosticato un disturbo dello spettro autistico (ASD), un corposo aumento rispetto a 1 su 44 nel 2018 e 1 su 54 nel 2016 (qui per approfondire).

La causa di tutto ciò non può che essere il tenore di vita che stiamo scegliendo, a partire dall’inquinamento fino ad arrivare alla frenesia con la quale si vive, a ciò che mettiamo nel piatto e che ingeriamo senza pensarci toppo.

Abitudini malsane – Non è un caso se siamo “allevati” così, qualcuno ci guadagna

Tutto ciò fa riflettere, specie se leggiamo che nel 2021 il fatturato totale delle maggiori case farmaceutiche è stato di 851 miliardi, un numero tanto grande da non essere nemmeno comprensibile dall’intelletto umano (l’elenco qui).

Un gran bel business, in effetti, quasi quanto quello della guerra. Chi si ammala compra cure e i soldi che ne vengon fuori son tanti. Chi ci guadagna, dunque?

Facendo un parallelismo con il settore bellico, dove i guadagni sono succulenti e corposi per i finanziatori della guerra, notiamo che i pezzi grossi che finanziano le multinazionali che producono armi sono gli stessi che finanziano le più grandi case farmaceutiche.

Qualche esempio?

Pzifer: Blackrock, Vanguard Group, State Street Corporation, Morgan Stanley.

Merck & Co.: Blackrock, Vanguard Group, State Street Corporation.

Abbvie: Blackrock, Vanguard Group, State Street Corporation.

Johnson & Johnson: Blackrock, Vanguard Group, State Street Corporation.

Moderna: Blackrock, Vanguard Group, State Street Corporation.

La lista è lunga e gli azionisti sono numerosi, ma questi tre allegri bricconi si ripetono spesso. Non sembra dunque essere un caso se ogni pubblicità, manifestazione, social media, canale di comunicazione e abitudine alimentare punta verso uno stile di vita frenetico, malsano e che genera corpi cagionevoli. Siamo allevati così? Per mangiar male, ammalarci ed alimentare le casse di chi tira i fili e lo fa sia con la salute che con la guerra?

Tutto questo sistema tuttavia crolla nel momento in cui scegliamo diversamente. I burattinai non hanno potere finché agiamo in modo causativo, con scelte diverse e soprattutto più ponderate, partendo proprio da quello che mettiamo nel piatto.

Curare il corpo con cibo sano salva la vita. Curare la mente con l’onestà salva anche quella degli altri.

banner-mobile-imp.info-nuovo.png
Avatar photo

Francesco Iavarone

Francesco Iavarone è un autore Pugliese che da anni lavora con le parole. Scrittore, Articolista e Copywriter. La passione per la ricerca e la scrittura nascono sui banchi di scuola per poi diventare una vocazione vera e propria. Dottore in fisica, ama studiare, indagare e scrivere di temi di nicchia, scrivendo con l’intento di far emergere la verità dai fatti presentati e investigati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dibattito e Confronto

Cosa sono i bias cognitivi e come influenzano le nostre decisioni e perché un imprenditore dovrebbe conoscerli

I bias cognitivi non colpiscono solo le persone “poco esperte”. Colpiscono anche founder, manager e imprenditori con anni di esperienza, spesso proprio nei momenti più importanti. cosa sono davvero?

Continua a leggere
Dibattito e Confronto Gestione di impresa

L’AI non ti ruba il lavoro: ti ruba le mansioni (e perchè è una buona notizia per le PMI)

Ogni volta che esce un nuovo modello di intelligenza artificiale, sui social impazza la stessa domanda: “Quanti posti di lavoro spariranno?” È la domanda sbagliata. Quella giusta è: “Quali mansioni diventeranno obsolete?”. C’è una differenza enorme tra perdere un lavoro e perdere una mansione. Un lavoro è l’insieme di competenze, relazioni, giudizio e responsabilità che una persona porta […]

Continua a leggere
Dibattito e Confronto

L’AI non migliora solo il business: come la tecnologia può far crescere anche l’imprenditore o il professionista

Quando si parla di intelligenza artificiale e impresa, la conversazione finisce quasi sempre sugli stessi argomenti: più efficienza, meno costi, processi automatizzati, vantaggio competitivo. Tutto vero. Ma c’è un aspetto che viene quasi sempre ignorato: l’AI (l’Intelligenza artificiale) può far crescere anche te come persona, non solo la tua azienda o la tua attività. E […]

Continua a leggere