Un’intervista a Laura Sessa
Anche le principesse delle favole, prima di arrivare a vivere la vita dei loro sogni devono imbattersi in dure prove. Devono rendersi conto che non tutto è come appare e che per vincere è necessario lottare, rischiare, prendere decisioni difficili. Devono essere disposte ad addentrarsi nei pericoli del bosco.
Protagonista dell’intervista di oggi è Laura Sessa un’imprenditrice, una manager, una formatrice, una mamma, un’autrice (del libro “Il codice del leader” disponibile qui ). Laura dirige decine e decine di persone, è una dei due manager a capo di tutta la rete Osm Partner del Triveneto e da diversi anni aiuta imprenditori, colleghi e collaboratori ad aumentare l’efficacia delle proprie performance.
Nata e cresciuta a suon di strategie di marketing e colpi di arti marziali, Laura ha sviluppato una leadership unica nel suo genere. Il connubio perfetto di dolcezza e determinazione, cura e grinta la contraddistinguono e la rendono un grande punto di riferimento per tantissime persone.
Laura nel “bosco” ci entrata da tempo, perché ha deciso di non accontentarsi, di vivere una vita piena e felice, al di là di ogni resistenza e giudizio. Ed è per questo che le ho chiesto di svelarci alcuni dei suoi segreti.
Imparare a non giustificarsi: scegli ciò che fa davvero per te!
- Qual è secondo te la più grande difficoltà che deve superare una donna che ha deciso di vivere la vita dei suoi sogni, senza per forza dover scegliere tra lavoro e famiglia?
Penso che la più grande difficoltà sia quella di sentirsi costantemente in dovere di giustificarsi con gli altri. Quando sei forte, soprattutto sul lavoro, un figlio viene visto come una potenziale ‘minaccia’ o ‘debolezza’. In molte aziende c’è caso che inizino a dare per scontato che ridurrai il tuo impegno, la tua capacità di esserci sempre: ma il dare per scontato è nemico della gratitudine.
Così, invece di ritrovarti qualcuno che ti aiuta, più spesso accade che ti vengano tolti progetti e responsabilità. Tutto a un tratto diventi la “desperate housewife” di turno, che nemmeno vale la pena interpellare, perché tanto si sa… ha da fare con i figli e la casa…
Lo stesso può accadere in famiglia, dove alle volte può capitare di sentirsi costrette a giustificare la propria voglia di tornare subito a lavoro. Le persone ti guardano come fossi una madre snaturata, che anche di fronte ai propri figli deve dare spiegazioni sul perché il suo lavoro sia così importante. Come se la tua ambizione fosse solo una velleità frivola, un piacere personale a scapito del resto.
Non far parlare la tua stanchezza! Abbi fede in ciò che senti
A volte le persone che ti stanno accanto vedendoti stanca e in difficoltà non fanno che peggiorare la situazione, ribadendoti che SEI TU ad aver scelto una vita di sacrifici, che SEI TU che non ti accontenti, che SEI TU che non vuoi arrenderti al fatto che o fai bene la madre o ti dedichi alla carriera. E tutto questo fa male, perché se cediamo e iniziamo a sentirci in dovere di giustificarci (al lavoro o a casa), a un certo punto ci ritroveremo imprigionate in una vita piena di compromessi.
Dover riuscire ad “incastrare” tutto senza che gli altri si accorgano degli sforzi, delle difficoltà, degli ostacoli, sempre con il sorriso sulle labbra cercando di non essere un “peso” per nessuno, alla lunga è insostenibile e distruttivo.
Anche perché quando tu hai le energie a terra inizi a dare ragione a tutte quelle parole che fino a prima ti sembravano critiche. Inizi a credere che forse “hanno ragione loro”, che è arrivato il momento di arrendersi. Ma ricordati che non è la verità!
7 strategie per titare fuori la “guerriera” che in te:
- Tu che sei una “guerriera”, cosa diresti alle donne che in questo momento non sono felici della loro vita o ritengono di star facendo più sacrifici del dovuto? Quali sono le cose su cui dovrebbero riflettere secondo te?
Quando ero in attesa della mia primogenita, ho comprato un libro solo per il titolo: Come non crescere figli perfetti. La perfezione è infatti la trappola più grande da cui noi donne dobbiamo liberarci.
Personalmente ho lottato tanto contro me stessa proprio perché non mi sentivo mai abbastanza, mai perfetta. Il fatto è che di perfetto non c’è nessuno, o meglio, siamo tutti perfetti nelle nostre imperfezioni.
Da guerriera dunque vorrei dire che la tecnica giusta è quella di:
- Abbassare le armi che puntiamo contro noi stesse e smettere di ascoltare chi ci toglie motivazione ed entusiasmo
Solo nel momento in cui capisci che la prima persona a cui è doveroso un profondo amore e rispetto sei tu, riesci a vedere le cose con più lucidità e a dedicarti e al tuo lavoro e alla tua famiglia al meglio del tuo potenziale, accettando che a volte “non sarai perfetta”. Se ti ami e non ti combatti, i tuoi figli, i tuoi colleghi, collaboratori e il tuo partner ne trarranno grandi benefici.
- Chiarisci a te stessa i tuoi principi e i tuoi valori
Saranno la tua guida. Da anni vivo secondo il principio di FARE AGLI ALTRI QUELLO CHE VORREI FOSSE FATTO A ME e così continuo a versare nel conto corrente emozionale dell’universo, per me e per chi amo.
- Non accettare compromessi o esci dai compromessi che hai in atto
Accettare una parvenza di beneficio oggi non ti aiuterà poi nel medio lungo periodo perché in questo modo, giorno dopo giorno, finirai solo per consumare la tua identità/essenza.
- Decidi da cosa e da chi vuoi liberarti
Immagina: se non avessi paura, quale sarebbe la decisione che prenderesti oggi?
- Decidi AL FINE DI COSA vuoi liberarti
Qual è la vita che vuoi vivere? Scrivi le tue mete da qui ai prossimi tre o cinque anni immaginando che cosa vuoi avere. Che stile di vita vuoi condurre fra tre o cinque anni? Immaginare la tua scena ideale ti consentirà di mettere in campo azioni concrete per ottenere ciò che desideri davvero, arrivando ad essere ogni cosa che vorrai.
- Sii sempre riconoscente, cioè CONOSCI 2 volte.
Una prima volta per ammirare con lo stupore del bambino e la seconda volta per essere grato e restituire ad altri ciò che hai ricevuto
- Contribuisci al successo degli altri
Questo percorso ti aiuterà ad elevarti da essere materiale ad essere spirituale e ti arriveranno delle INTUIZIONI così forti che ti daranno il coraggio e la forza magica di “andare alla conquista”.
Volere è potere
- Ripeti spesso la frase “se vuoi puoi”, in molte pensano che sia più facile a dirsi che a farsi, che cosa ti senti di rispondere? Che cosa significa per te nel profondo: “se vuoi puoi”?
A un certo punto della mia vita mi sono fatta una domanda: Laura, come vuoi vivere? Se avessi la bacchetta magica e non avessi paura, quale è la decisione che prenderesti oggi? E la risposta che mi sono data è stata: voglio vivere felice. Voglio vivere una vita piena, fatta di grandezza e bellezza. Senza alcun rimpianto né rimorso, giovandomela al massimo! Allora ho preso coraggio. E ho fatto scelte che mai avrei pensato di fare.
Alcuni si chiedono se la felicità esista e si raccontano che sia un qualcosa di effimero e passeggero proprio perché conquistarla richiede di fare scelte scomode. In realtà io credo che la felicità dipenda da quanto siamo lucidi e pronti con coraggio a vivere il “qui e ora”. A vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo.
Corri il rischio di essere libera e felice
Questo richiede una grandissima presa di responsabilità. La responsabilità di chi decide di avere un reale impatto e una reale influenza su ciò che la circonda: persone, ambiente e risultati. Alcuni si accontentano di essere nella sfera di coinvolgimento degli altri ma poi si lamentano se le loro azioni non funzionano, se la loro vita va da tutt’altra parte.
Sicuramente decidere di fare la differenza per sé, per gli altri e per il mondo, cercando di ascoltarsi nel qui ed ora comporta dei rischi. Facendolo si può soffrire molto, ma in fondo è l’unico modo per godere di grandissime emozioni positive e arricchenti. Ecco perché dico spesso: se vuoi vivere una favola devi essere disposto ad entrare nel bosco. Se ne rimani fuori hai la certezza di non correre rischi, ma contemporaneamente hai anche la certezza che non vivrai nessuna vita da favola.
SE VUOI PUOI!
Volere è potere: ma deve essere un ardente desiderio, una decisione. Se non vuoi… non lamentarti e goditi la vita che dici di aver scelto. Il cambiamento è scomodo, ma ricorda che tu puoi sempre decidere… se vuoi.
Perché vuoi una vita da favola? Scopri le tue motivazioni più grandi
- Che cosa ti motiva di più? Che cosa ti spinge e/o ti ha spinto ad addentrarsi nel tuo “bosco”?
Potrà sembrare paradossale, ma tutto ciò che ho deciso di fare anche e soprattutto a livello lavorativo è dipeso dal senso di responsabilità e dall’amore profondo per i miei figli. Loro potranno avere una grande mamma se io sarò anche una grande professionista.
Ovviamente non per tutte deve essere così, ma se avessi dovuto piegarmi al “posto fisso” o se mi fossi sentita costretta a rimanere a casa senza più lavorare, non sarei più stata davvero io. Mi sarei ammalata, mi sarei modificata, avrei calpestato i miei valori e i miei talenti. E questo no, non l’avrei mai potuto accettare, né per me, né per i miei figli.
Se ho deciso di continuare a puntare sempre più in alto nella mia professione è perché ho la piena consapevolezza che solo così i miei figli mi potranno godere nel pieno della mia potenza, della mia stortaggine, della mia unicità. Questo per me è l’esempio e lo spunto che voglio lasciare loro: avere sempre il coraggio di essere sé stessi (la miglior versione possibile) nel rispetto degli altri ma anche e soprattutto nel rispetto di loro stessi
Conosci te stessa!
Qualcuno diceva: conosci te stesso, invitando gli uomini a scavare nella propria anima per comprendere come agire nel modo più affine alla propria natura. Ricercando così il proprio benessere e la propria realizzazione. E credo che Laura con le sue parole ci riporti proprio qui, a un insegnamento antico, che vive nel profondo della nostra storia e del nostro spirito.



