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Scopri il segreto del successo: la giovane imprenditrice che sta rivoluzionando la riviera

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“Voglio creare una nuova riviera, una riviera giovane, una riviera dinamica, una riviera che abbia voglia di mutare, che non abbia più paura di investire sulle persone, soprattutto sui giovani. Questo è il mio sogno”

Carlotta Villa

Nel mondo del lavoro, farsi strada quando si è giovani rappresenta una grande sfida. D’altra parte, è una bella sfida anche per l’imprenditore trovare questi giovani talenti e inserirli nel proprio team. Carlotta Villa, però, ha dimostrato che con determinazione si possono superare queste sfide. Oggi, infatti, è una giovane imprenditrice, CEO di Riviera Consulting, dove guida un team composto da ragazzi brillanti.

Riviera Consulting fa parte di OSM Partner, il progetto in franchising avviato dal gruppo Open Source Management che opera nel mondo della consulenza aziendale e, attraverso la valorizzazione delle risorse umane, aiuta le aziende a crescere.

Riviera Consulting è quindi un team di ragazze e ragazzi giovani, ma con grandi esperienze alle spalle. Ognuno di loro ha competenze che lo rendono unico e che contribuiscono al successo dell’intero gruppo.

A guidare il team è Carlotta, dalla personalità dinamica, sorridente ed empatica. Insomma, è una vera trascinatrice! Una chiacchierata con lei si trasforma sempre in un mare di risate, ma non ti lascia mai senza un grande insegnamento. Se pensi a Carlotta Villa, infatti, pensi a un uragano. Un uragano di forza, di emozioni, di vivacità e di dolcezza.

I risultati straordinari che Carlotta ha ottenuto con la nazionale italiana di karate, lo sport che le fa battere il cuore, testimoniano la sua disciplina e la sua abilità di trarre preziosi insegnamenti da ogni sfida. Il karate è sempre stato e continua a essere la sua guida, anche nella sua vita professionale.

Carlotta è inoltre autrice del libro “Il Metodo Totta” il racconto di come è diventata non solo una libera professionista di successo, ma anche una vera imprenditrice.

Insomma, Carlotta è tante cose e in questa intervista condividerà con noi un po’ della sua straordinaria avventura imprenditoriale!

Allora Carlotta, raccontami un po’ di te! Tu sei una ragazza giovane, come hai fatto a farti strada in così poco tempo?

Durante l’università ho vissuto, per 4 anni, tra Londra, Beirut e Parigi, città che mi hanno aperto la mente. Lì ho lavorato nel mondo della moda per brand di lusso molto importanti. In uno in particolare (brand a cui volevo tanto bene e che stimavo moltissimo) ho avuto un’esperienza terribile. Al tempo ero piccola e non avevo gli strumenti per gestire le aspettative che avevano nei miei confronti. Avevo comunque molta voglia di fare e tantissima passione. Ora, con più esperienza, mi rendo conto che la situazione si sarebbe potuta gestire in maniera molto differente e migliore. Purtroppo, però, non è andata così, e sono rimasta scioccata e delusa dalle aspettative che avevo di quel brand, che ora sono completamente cambiate.

Sono quindi tornata in Italia molto triste, pensavo di aver sbagliato tutto ed ero estremamente sconfortata. Poi ho incontrato quello che ora è il mio socio, Paolo Casciola, e ho iniziato a lavorare con lui in ambito marketing per gli eventi. Paolo mi ha portato a studiare all’MBS (Mind Business School, scuola per imprenditori che, con un piano di crescita personalizzato, aiuta le aziende a raggiungere grandi traguardi) e da lì ho riiniziato a vivere davvero. OSM mi ha cambiato la vita, me ne sono subito innamorata. Penso che tutti i giovani debbano conoscere questo mondo!

Poi, quando è arrivato il COVID, non abbiamo più potuto fare eventi e così, nel 2020, è nata l’idea di Riviera Consulting.

Subito ho chiamato Jessica Caselli per farmi aiutare in questa avventura, dicendole: “Jessica, ho bisogno di te perché non so cosa fare, MA LO VOGLIO FARE!”. Jessica al tempo lavorava per un’azienda a Carpi. Io la conoscevo da tempo perché era cliente del negozio di abbigliamento di mia mamma in cui lavoravo durante le scuole superiori.

Senza pensarci su due volte, io e Jessica abbiamo iniziato a vendere questionari I-Profile (un tipo di questionario che analizza con estrema accuratezza le attitudini personali di un candidato) per Riviera Consulting. Andavamo in giro durante la zona rossa e facevamo riunioni a notte fonda, senza mai fermarci. Diciamo che all’inizio ci siamo proprio buttate, senza pensarci troppo, poi ci siamo “raddrizzate” e siamo migliorate.

Qual è la tua missione, il tuo sogno più grande a livello lavorativo?

Voglio creare una nuova riviera, una riviera giovane, una riviera dinamica, una riviera che abbia voglia di mutare, che non abbia più paura di investire sulle persone, soprattutto sui giovani. Questo è il mio sogno.

Voglio aiutare la mia riviera attraverso i giovani e contribuire al rinnovamento della nostra zona. Credo che questa terra si debba assolutamente “svecchiare” dando fiducia ai giovani e offrendo loro opportunità di crescita e successo. La riviera è un logo straordinario con una qualità di vita eccezionale, non solo durante l’estate, ma tutto l’anno. Per questo, a mio parere, le aziende dovrebbero investire in questa visione, perché la riviera offre molto più del semplice turismo estivo. E noi, abitanti della riviera, dovremmo essere i principali promotori della grande qualità di vita che questa terra ha da offrire!

Raccontami di più sull’evento Riviera Impresa! È stato il primo grande evento organizzato da voi?

È stato il realizzarsi di uno dei miei grandi sogni. Era un progetto che avevo in mente da ben tre anni, e finalmente è diventato realtà! Un evento incredibile in cui abbiamo dato voce alle nostre idee e che ha portato alla creazione di una community di imprenditori su Telegram che oggi conta centotrenta membri. È entusiasmante vedere come queste persone stiano creando connessioni tra di loro e si stiano mettendo in gioco in maniera significativa.

Questo evento è partito da zero e voglio assolutamente ripeterlo, almeno 2 volte all’anno. Il prossimo sarà dedicato esclusivamente ai giovani, magari coinvolgendo le scuole, per aiutarli a capire che esistono opportunità e possibilità di crescita straordinarie.

Ho come l’impressione, e magari mi sbaglio, che ci sia un leggero strato di depressione diffuso, sia tra i giovani che tra gli imprenditori. Questo perché la prospettiva futura è tremenda e poco promettente e io sono qui per cambiare la situazione! Infatti, essendo io “la regina del disaccordo”, sono in disaccordo con questa realtà.

Devi sapere che io sono sempre in disaccordo col mondo. Il mio modo di essere in disaccordo, però, è propositivo e non distruttivo. Potremmo chiamarlo “disaccordo creativo”. Mentre il disaccordo distruttivo non porta a nessun tipo di crescita, il mio porta sempre a un grande cambiamento e ad un miglioramento. Diciamo che sono sempre in continua sfida col mondo e con me stessa. Non accetto mai passivamente ciò che ritengo sbagliato o insoddisfacente perché so che io posso sempre e in ogni situazione cambiare le cose. Questo strato di tristezza di cui parlavo non lo accetto e intendo affrontare e cambiare la situazione!

Parli spesso di cambiamento, per questo vorrei chiederti come secondo te un imprenditore dovrebbe affrontare il continuo cambiamento nella gestione delle risorse umane?

Iniziando a vendersi e ad interessarsi ai suoi interlocutori, che devono essere i giovani. È fondamentale che ci siano giovani all’interno dell’azienda perché apportano nuove prospettive e stimolano azioni fresche. In più, le nuove generazioni sono i clienti di domani. Se un’azienda resta ancorata al passato, non solo perderà collaboratori, ma resterà anche senza clienti.

Nella gestione delle risorse umane, ormai, la dinamica è cambiata: mentre prima era il candidato ad interessarsi all’azienda, ora è proprio l’imprenditore a dover cercare il candidato.

L’imprenditore dovrebbe porsi la domanda: “Cosa interessa alle persone che devono lavorare con me?” e comunicarlo. Deve comunicare ecosostenibilità, parità di genere, inclusività di culture, qualcosa per la collettività. Se non trasmetti questi valori, sei out per i giovani!

Pensi che i giovani abbiano anche bisogno del supporto e dell’esperienza dei più grandi?

Assolutamente sì. Credo che siano due culture molto diverse, ma che possono darsi un grande aiuto a vicenda. Da un lato ci sono i giovani, immersi nella cultura digitale, orientati alla disponibilità e alla rapidità. Dall’altro, ci sono le generazioni più anziane, caratterizzate da una cultura dell’esperienza, del sacrificio e della gavetta.

Credo che, invece di farsi la guerra o di cercare di primeggiare, entrambe le generazioni dovrebbero iniziare a comunicare tra loro. Dovrebbero parlare di più, cercare di comprendersi e darsi spazio a vicenda. È come un puzzle: se si trova l’incastro, nonostante l’età, il mix è imbattibile.

Il mio socio Paolo Casciola, per esempio, ha sessant’anni. Io pendo dalle sue labbra per quanto riguarda l’esperienza, mentre lui pende dalle mie labbra per quanto riguarda la strategia, l’innovazione e la visione. Siamo esattamente “incastrati” e insieme diventiamo un’esplosione di energia. Penso che in ogni azienda queste due generazioni, seppur molto diverse, debbano collaborare e imparare ad ascoltarsi.

Il primo passo, però, lo dovrebbero fare gli adulti perché i giovani, usciti da scuola, sono troppo demotivati per mettersi subito in gioco e non hanno molta esperienza nell’auto-ricaricarsi. Per questo cercano nell’imprenditore qualcuno che si prenda cura di loro. A sua volta l’imprenditore, che dopo tanti anni di lavoro può sentirsi stanco, ha bisogno di energia fresca, e cosa può fornirgli energia se non lavorare insieme ai giovani?

Non che in questo caso i ragazzi non debbano fare il primo passo, anzi, penso che chiunque lo faccia abbia una grande forza. Credo comunque che sia più giusto che l’imprenditore, considerando la sua esperienza, faccia il primo passo, per aprire la strada ad una meravigliosa collaborazione tra generazioni.

In Riviera Consulting siete tutti giovanissimi e si vede dal vostro modo di comunicare, dalle vostre pagine social, dai vostri siti. Rispetto a molti altri OSM Partner, mi sembra che cerchiate di dare un tocco personale, più giovanile. È una diversità che avete ricercato appositamente o è venuta da sé?

Diciamo che il nostro tocco giovanile viene da sé, proprio perché, appunto, siamo giovani. Poi, non so se questo ci dà una marcia in più, sicuramente è una nostra diversità e non potremmo farne a meno.

Resta il fatto che noi siamo estremamente fedeli al metodo OSM come se fosse la nostra religione e non lo metteremmo in dubbio per nessuna ragione al mondo, anche perché è grazie a questo metodo che sono arrivata fin qui e che sto dando vita a tre diverse aziende.

La cosa bella, secondo me, è far emergere la propria personalità utilizzando comunque tutti questa stessa matrice. Quindi, essere grati al metodo reinterpretando la tradizione in modo da esprimere anche se stessi come persone. Alla fine, tutti siamo diversi in qualche modo e comunicarlo è importante. Sarebbe sbagliato omologarsi perché la personalità di ognuno è unica e fondamentale!

Ecco, io vedo i Partner di OSM proprio come gli Avengers, la squadra di supereroi. Gli Avengers sono forti perché sono supereroi che combattono per un unico scopo, però ognuno di loro ha le sue particolarità, le sue differenze, i suoi punti di forza. Noi siamo così, siamo gli Avengers!

Caro imprenditore, quello che Carlotta vuole dirti è di investire sui giovani, di investire sul futuro della tua azienda. Fidati dei ragazzi, anche se ti sembrano piccoli e inesperti, ti stupiranno! Concediti di conoscere veramente questi giovani, di dare una possibilità alle nuove generazioni. Ti insegneranno tanto, magari non a livello di esperienza, ma a livello di idee, di strategia e di visione. Magari darai anche loro l’occasione di imparare da te, caro imprenditore, perché sono sicura che anche tu hai molto da insegnare.

Concediti questo scambio tra generazioni!

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