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“Scegliere la strada giusta: come trovare il miglior risultato” – Una chiacchierata con Nadia Billeci

Il lavoro su sé stessi non è mai sprecato: è l’unico lavoro che paga sempre, anche se non sappiamo quando! Talvolta può sembrare inutile, eppure scendere a fondo dentro noi stessi, farci le giuste domande e rispondere sinceramente non è mai scontato e può fare tutta la differenza del mondo.

Chi è Nadia e perché ne parliamo…

Nadia è project manager di L’impresa è donna, Kids Talent e Spiritual Economics per l’area Value e che ha trovato la sua strada proprio grazie ad un percorso di introspezione.

Con le parole “trovare la sua strada” non si intende un banale “Che lavoro voglio fare? Come voglio guadagnare i miei soldi nella vita?” ma piuttosto il comprendere le profonde leve che ci muovono, i valori che si desidera perseguire e il modo nel quale vogliamo farlo.

In Oriente, questo concetto è noto come Ikigai (in italiano “ragione di vita”) ed indica esattamente l’atto pratico di trovare e abbracciare un motivo per il quale siamo su questa terra e che ci spinge ad agire in un certo modo: a seguire alcuni valori, un lavoro piuttosto che un altro e molte altre scelte di vita.

Negli anni, partendo da zero, Nadia è riuscita a scavare dentro di sé e comprendere il proprio ikigai, la propria aspirazione, declinandola anche in atto pratico. Non ha infatti solo capito superficialmente cosa fare delle sue giornate, ma è scesa a fondo dentro sé stessa scoprendo capacità, potenzialità, desideri e sogni, tutte cose che le hanno permesso di costruire una carriera brillante.

Sembra infatti che, scovando il proprio scopo di vita e seguendo ciò dal quale si è più attratti, si riesca anche ad ottenere più facilmente risultati. Una situazione completamente diversa da tutte quelle altre strade che magari abbiamo percorso per compiacere qualcun altro.

“Nadia, puoi raccontarci la tua esperienza di lavoro su te stessa? Da dove sei partita e perché?”

Certamente. Iniziamo col dire che la mia, come la vita di tutti in generale, sia stata divisa in fasce di tempo: alcune davvero belle, altre più impegnative.

Fino al 2022 ho provato un po’ di confusione pensando a quello che avrei fatto della mia vita. Prima di quel periodo ero già nel mondo del lavoro, ma mi sentivo spesso inefficace: pensavo di non essere in grado di ottenere grandi risultati!

A 24 anni ero già mamma, lavoravo in un call center e ricoprivo un ruolo da responsabile. Tutto sommato, nonostante qualche sensazione di inadeguatezza, non stavo male.

Sentivo tuttavia che mancava qualcosa: non avevo piena consapevolezza del mio vero potenziale, mi facevo facilmente influenzare dalle critiche, dalle opinioni esterne e dalle circostanze. Fondamentalmente non conoscevo la parte più bella e profonda di me!

Nel 2018 mi licenziai e fu davvero un gran cambiamento. Maturai questa decisione dopo aver ricevuto la mia prima consegna dell’i-profile (un test attitudinale che analizza il comportamento e le abitudini di un individuo). Mi resi conto che, sulla strada che stavo seguendo e con il mio atteggiamento, stavo distruggendo il mio futuro e che non stavo veramente vivendo la mia vita, ma ero piuttosto uno spettatore passivo in uno spettacolo che non gli apparteneva. Stavo vivendo la vita di qualcun altro, non la mia!

Spesso litigavo con le persone vicine, ero molto confusa nell’ordine della casa, per non parlare del disastro che si stavano rivelando la mia vita persona e quella lavorativa. 

Credo di aver realmente realizzato che avevo bisogno di trovare me stessa quando alla domanda “Come ti vedi tra 5 anni” non avevo la minima idea di cosa rispondere!

Così dal 2018 (anno in cui mi licenziai) fino al 2022 sono tornata a studiare da autodidatta. Smisi di lavorare per qualcun altro e iniziai a lavorare su me stessa. Arrivai addirittura a laurearmi e facevo solo cose che mi facevano sentir bene. Lì è iniziata la mia rinascita.  

“Una volta compreso che avevi necessità di lavorare su di te cosa ha fatto la differenza? Come sei ripartita?”

Indubbiamente occuparmi di me, della mia formazione e di capire davvero cosa mi piacesse, cosa desiderassi e cosa sognassi ha fatto la differenza. Per vedere tutto ciò mi son dovuta liberare di pregiudizi, paure e abitudini di pensiero.

Ho dovuto allontanarmi per un momento da tutte quelle idee che avevo ritenuto vere fino a quel momento e iniziare a mettere in discussione quanto pensavo, quanto ritenevo fosse giusto e ho iniziato a cambiare chiavi di lettura.


Il corso Spiritual business è stato poi uno step fondamentale. Lì ho avuto modo di prendermi davvero cura di me usando l’introspezione, leggendo dentro cosa realmente volessi fare nella mia vita. Talvolta, per capire cosa davvero “ti chiama” hai bisogno di isolarti un po’, rimanere in silenzio e ascoltarti, avendo anche il coraggio di non ascoltare per un attimo tutto il chiasso nella testa.

In questi momenti l’intuito parlano chiaro: è impossibile non ascoltarlo.

Poi una differenza davvero importante l’ha fatta Anna Aulico, Socia e Responsabile HR di OSM Value. Fu Anna a consegnarmi il primo test i-profile dopo il quale ho deciso di cambiare la mia vita; oltretutto ha sempre creduto in me e mi ha offerto la chance di affiancarla in alcuni progetti, permettendomi di trovare la mia strada e di essere qui oggi. Le sarò eternamente grata.

Se volessimo dare un consiglio ai nostri lettori su come seguire il proprio intuito e le loro sensazioni, cosa consiglieresti?

Sicuramente quello di seguire la sensazione interna, la nostra voce più vera e profonda, che parla costantemente. Spesso siamo oberati di cose da fare e pensieri futili, tanto da offuscare quanto realmente la nostra pancia ci sta dicendo. Eppure per essere felici, trovare la propria strada e trovare le risposte che cerchiamo abbiamo bisogno di ascoltare anche quella voce, quella più importante.

Davanti ad una scelta è utile allenarsi a riconoscere la voce della mente e la voce della pancia. Tendenzialmente la mente ci dice cosa sarebbe giusto fare secondo regole, abitudini ed educazione, la pancia invece quanto realmente desideriamo.

Davanti ad una possibilità la pancia non trema? Allora probabilmente è solo una scelta abitudinaria, ma questo va sperimentato, non basta leggerlo in un articolo!

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Francesco Iavarone

Francesco Iavarone è un autore Pugliese che da anni lavora con le parole. Scrittore, Articolista e Copywriter. La passione per la ricerca e la scrittura nascono sui banchi di scuola per poi diventare una vocazione vera e propria. Dottore in fisica, ama studiare, indagare e scrivere di temi di nicchia, scrivendo con l’intento di far emergere la verità dai fatti presentati e investigati.

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