Marco è un imprenditore del settore manifatturiero nel Triveneto, gestisce la sua azienda da dieci anni e per i primi anni ha visto una crescita costante. Negli ultimi sei mesi però, le sue statistiche rimangono invariate. Il fatturato mensile era stabile, non cresceva, se non di poco. Anche l’utile netto e la liquidità aziendale non mostravano segni di grande miglioramento. Calma piatta.
Marco non si preoccupa, anzi. Le cose alla fine gli andavano bene. Riusciva a guadagnare, non aveva debiti, pagava regolarmente i suoi collaboratori e fornitori. Pensava che mantenere una certa stabilità fosse positivo, specialmente in un mercato competitivo come il suo.
Peccato che, dopo poco, Marco cominciò a notare che la concorrenza stava guadagnando terreno. Altri imprenditori del settore stavano innovando, introducendo nuovi prodotti e migliorando i processi produttivi. Iniziò a sentirsi bloccato, iniziò a percepire che forse le cose non andavano poi così bene come si immaginava.
Mantenere lo status quo non è mai sufficiente
Un giorno, Marco ricevette una telefonata inaspettata: uno dei suoi principali clienti aveva deciso di passare a un concorrente che offriva prezzi più competitivi e tempi di consegna più rapidi. Fu un colpo davvero duro da digerire. Improvvisamente, la stabilità che aveva tanto valorizzato si rivelò per lui una trappola.
Realizzò che la sua azienda non era preparata per affrontare le sfide del mercato contemporaneo. Le statistiche piatte avevano mascherato una lenta ma inesorabile perdita di competitività. Era necessario un cambiamento radicale e urgente.
La storia di Marco, è la stessa di tanti altri imprenditori che si rivolgono a Paolo Valentini per intraprendere un percorso di consulenza e formazione, al fine di risollevare le sorti di un’azienda che, sebbene stesse andando nel migliore dei modi fino a poco tempo fa, oggi sembra arrancare di fronte alle trasformazioni del mercato.
L’importanza di analizzare correttamente i numeri dell’azienda
Analizzando l’andamento di un’azienda è intuitivo capire quando le cose non vanno verso una piena e focalizzata espansione: le statistiche di fatturato, utile e liquidità sono in calo rispetto al mese precedente. Questo è sicuramente vero e semplice da capire. Manca spesso però un’importante consapevolezza a riguardo. Anche quando le statistiche sono “piatte” le cose non stanno andando per il meglio, anzi, possiamo dire di essere di fronte una china scivolosa che presto o tardi darà vita a un vero e proprio crollo della produttività aziendale.
Siamo così sicuri di sapere quando in azienda le cose vanno bene?
A volte ci soffermiamo sul fatto che alla fine del mese, la differenza tra entrate e uscite sia un numero con “+” davanti, ma siamo certi che quel “+” sia sufficiente per dire che la nostra azienda si stia espandendo? Secondo Paolo Valentini la risposta è semplice: NO!
Nonostante sia sempre meglio un “+” rispetto ad un “-” c’è un altro trend che ci fa capire che molto probabilmente la nostra azienda è in pericolo. Stiamo parlando delle STATISTICHE PIATTE.
Se, infatti, i nostri risultati in termini di fatturato, utile e liquidità rimangono tendenzialmente simili, mese dopo mese e anno dopo anno, dobbiamo essere consapevoli che di lì a poco avremo un grande calo. I numeri della nostra azienda ci parlano, ma dobbiamo saperli interpretare nel modo corretto, altrimenti rischiamo di finire contro un palo senza nemmeno rendercene conto. Proprio come stava per succedere a Marco.
Nel mondo degli affari, la staticità è sinonimo di arretratezza. Ecco perché le tue statistiche devono essere ALTE. Punto. Quello che di solito saremmo tentati di chiamare equilibrio, in realtà, da un punto di vista aziendale, risuona piuttosto come un’emergenza: perché le vendite non aumentano? Perché non aumenta il numero di clienti? Perché l’ammontare dei soldi che abbiamo sui conti aziendali resta sempre all’incirca lo stesso importo?
Un’azienda che non si espande si contrae!
Se evitiamo di farci queste domande e agiamo così per come abbiamo sempre fatto, a un certo punto ci ritroveremo ad affrontare una crisi. E porre rimedio ad una crisi risulta sempre molto più dispendioso che non agire in modo strategico.
Espansione = Strategia
Espansione = Sviluppo
A volte una statistica piatta è il sintomo di qualcosa di più profondo. Non si tratta solo di numeri o performance. Questi ultimi, infatti, sono il prodotto di uno degli
elementi più importanti che abitano la tua azienda: le persone, il loro benessere, i loro valori.
Dietro ai numeri ci sono sempre le tue persone
“Una volta mi ritrovai a seguire in consulenza un imprenditore della provincia di Vicenza. Era titolare di un’azienda di componenti elettronici e, tutto sommato, sembrava che le cose andassero abbastanza bene. Quell’imprenditore infatti aveva i numeri dalla sua parte. Ma c’era un MA, anche bello grande, da affrontare…
Questi dati dell’azienda non venivano poi processati e analizzati nel modo corretto. Compresi ben presto che eravamo in una situazione di emergenza. Iniziai a guardare la scena delle sue risorse: scoprii che c’era in azienda qualcuno che non era per niente allineato ai valori aziendali e che era lì solo per scambiare il suo tempo con il denaro che riceveva dal titolare.
Avviai così un programma di formazione e, in un attimo, emersero coloro che avevano davvero il forte desiderio di crescere insieme all’azienda. Contemporaneamente molte persone andarono via. All’inizio, per il titolare non fu una situazione facile, ma poi comprese che avevamo dato vita a un circolo virtuoso che difficilmente si sarebbe arrestato.”
Chi ti dice che “non si può fare?”
“In quell’azienda c’erano persone che ritenevano fosse impossibile fare di più, che pensavano che espandersi fosse deleterio per loro. Così, di fronte a ogni buona occasione per fare meglio, c’era sempre un buon motivo per non fare nulla.
Incaricammo nei ruoli di responsabilità solo coloro che erano disposti a fare la differenza e mettersi in gioco per far crescere l’azienda. E, tra un piano di incentivi e uno di formazione, le persone di valore non tardarono a portare il loro grande contributo.
Come dicevamo sopra: a volte una statistica piatta è il sintomo di qualcosa di più profondo. Non possiamo dare per scontato che persone che sono in azienda con noi da una vita abbiano ancora in dotazione l’entusiasmo e la voglia di crescere!
Talvolta, anche senza rendercene conto, abbassiamo i nostri standard perché siamo circondati da persone che ci dicono che “non si può fare”, ma fidati: tu puoi fare! Sempre! E sempre di più!”
Un promemoria importante per te
Non avere mai paura del tuo potenziale.
Non avere paura di perdere coloro che non hanno più voglia di crescere. Non avere paura di innovare.
Non avere paura di investire.
Non avere paura di essere, fare o avere TROPPO.
“Continua a formarti con dedizione perché solo attraverso il costante miglioramento personale, potrai portare la tua azienda fra le stelle. Diffida da chi ti dice che non si può fare, diffida da chi si accontenta, non sei fatto per rimanere sempre allo stesso livello, tu puoi tutto!”



