Il TFM dell’Amministratore, o Trattamento di Fine Mandato, è una cifra che l’azienda accantona ogni anno per pagare la liquidazione all’Amministratore della società.
Questa cifra dovrà poi essere corrisposta all’Amministratore nel momento in cui questi lasciasse la carica.
Al fine di poter riportare a bilancio il TFM dell’Amministratore (e quindi poter detrarre questo costo), è necessario che sia riportato nello Statuto della società che viene corrisposto un Trattamento di Fine Mandato dell’Amministratore e a quanto corrisponde questa cifra.
In una piccola società si potrebbe ipotizzare un accantonamento TFM da 10.000 euro all’anno. In una società più strutturata, e con un giro d’affari più elevato, si potrebbe arrivare a 20.000 euro o anche di più.
È possibile stabilire un TFM sia per le società di capitali (SPA e SRL) che per quelle in Accomandita Semplice (SAS).
Perché il TFM è un importante strumento di risparmio fiscale se l’Amministratore della società e la proprietà dell’azienda coincidono (o quasi)
Chiariamo meglio il concetto con un esempio.
Nella società Verdi SRL l’Amministratore (o il Socio Accomandatario, in una SAS) è il Sig. Luigi Verdi. La società per statuto accantona ogni anno 10.000 euro per il suo Trattamento di Fine Mandato. Questo significa che questi 10.000 euro vengono messi come posta negativa di bilancio (e non devono necessariamente essere versati ad un’assicurazione).
Ecco che nel primo anno la società risparmierà il 24% di IRES (Imposta sul Reddito di Enti e Società, l’imposta che grava sull’utile delle SRL) cioè 2.300 euro. Risparmierà inoltre circa il 6% di IRAP (l’Imposta Regionale varia a seconda della regione e grava sulle Attività Produttive), cioè altri 600 euro. Un totale di 2.900 euro.
Nel caso di una SAS questa cifra sarebbe costituita, invece, dall’IRPEF che grava sui soci e dal loro contributo previdenziale, a spanne potremmo dire circa il 40% cioè 4.000 euro.
Quando sarebbe da corrispondere una tassazione su queste cifre?
Unicamente nel momento in cui l’Amministratore abbandonasse la sua carica. In questo caso bisognerebbe versare questa liquidazione accantonata negli anni all’Amministratore uscente e su questa sarebbero dovute le imposte.
Se però prendiamo in considerazione la maggior parte delle imprese italiane dove l’Amministratore di base rimane in carica tutta la vita o quasi, capiamo gli ENORMI risparmi che un sistema del genere può creare.
Nell’ipotesi della Verdi SRL in 10 anni l’azienda avrebbe risparmiato circa 29.000 euro di imposte. Questa cifra, investita in un BTP al 4% – un titolo di base piuttosto sicuro – darebbe un ulteriore rendimento di circa 1160 euro all’anno. In 20 anni quindi si risparmierebbero altri 29.000 euro + 11.600 euro di rendimenti sul precedente risparmio, arrivando quindi in 20 anni ad avere 29.000 + 29.000 + 11.600 = 69.600 euro in più nelle casse dell’azienda: il 50% di un mini appartamento!
Nell’implementare questa, o altre mosse per avere un risparmio fiscale, consultati sempre con un professionista competente perché alle volte potrebbero esistere eccezioni particolari e, perché no, ulteriori vantaggi da sfruttare.
Qualsiasi cosa farai decidi di diventare competente nella gestione fiscale: nel corso della tua carriera sarai in grado di risparmiare decine se non centinaia di migliaia di euro. E il tutto in modo completamente legale.
Agostino Tommasi
Partner D’Impresa srl
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