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Rendere autonomi i figli con il metodo Montessori: Una chiacchierata con Benedetta

metodo Montessori
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Rendere autonomi i figli in un’epoca dominata dalla tecnologia è una sfida che ogni genitore conosce bene. Gli schermi brillanti spesso oscurano l’essenza dell’infanzia: la scoperta, l’esplorazione e la crescita attraverso l’esperienza diretta. 

Come possiamo allora, in questa era digitale, garantire che i nostri figli siano equipaggiati non solo con le competenze per il mondo di oggi, ma anche con la capacità di pensare in modo indipendente e di affrontare il domani con resilienza?

Benedetta Urciuolo, con oltre un decennio di esperienza come educatrice privata, è diventata una guida in questo campo. La sua passione per l’educazione e il suo impegno per il metodo Montessori sono nati da una convinzione profonda: ogni bambino ha un potenziale innato, pronto ad essere risvegliato e indirizzato verso l’autonomia. Dopo aver conseguito una specializzazione presso l’Opera Nazionale Montessori, un’istituzione con radici che risalgono alla stessa Maria Montessori, Benedetta ha trasformato la sua visione in una missione di vita.

Ora madre del piccolo Giosuè, Benedetta applica le lezioni del metodo Montessori nella sua vita quotidiana, promuovendo un’educazione che mira a rendere i bambini non solo apprendisti, ma anche pensatori critici. E mentre estende il suo impatto attraverso consulenze online, webinar e seminari, Benedetta condivide con genitori di tutta Italia (e non solo) come riorganizzare gli ambienti domestici per favorire l’apprendimento e come offrire ai figli attività stimolanti lontane dagli schermi.

Unisciti a noi mentre esploriamo, attraverso l’esperienza e la saggezza di Benedetta, come il metodo Montessori può offrire ai genitori moderni gli strumenti e le strategie per forgiare futuri leader, indipendenti e pieni di successo.

  • Secondo te, quali sono i rischi della “facilità” tecnologica e come il metodo Montessori aiuta a contrastarli?

Vedi, è incredibile quanto i piccoli di oggi siano capaci con la tecnologia. A volte mi trovo a guardare Giosuè e penso: “Ma come fa a sapere già queste cose?”. È chiaro, stiamo vivendo un’evoluzione, i bambini stanno acquisendo nuove abilità per il mondo in cui vivono.

Ma ecco il punto dolente: con la tecnologia che si insinua in ogni angolo della nostra vita, è facile cadere nella trappola della comodità. Quante volte ci ritroviamo a dire “Va beh, solo un altro cartone” solo perché ci dà un momento di respiro? O, peggio, quando siamo in giro e diamo il cellulare solo per avere quei pochi minuti di pace. Ma, in realtà, se ci fermiamo a pensare, non stiamo facendo un grande favore ai nostri piccoli. Se la tecnologia diventa la “babysitter” di default, perdono l’opportunità di esplorare, di giocare, di imparare in modo naturale.

Non voglio suonare come quella che dice “mai la TV o il cellulare”. Anche io ho i miei momenti, credimi. Ma l’uso costante degli schermi può diventare un problema. Ad esempio, ho notato che se Giosuè guarda la TV mentre mangia, non presta davvero attenzione a quello che ha nel piatto, e non voglio che cresca con questo tipo di abitudini.

Questo è dove il metodo Montessori entra in gioco. Ti fa guardare la tua casa, il tuo spazio, sotto una luce completamente diversa. Invece di schermi, perché non creare angoli dove i bambini possono esplorare, giocare, imparare con le loro mani? Dare loro la libertà di essere piccoli esploratori, artisti o scienziati.

  • Puoi condividere alcune attività o approcci pratici per tenere i bambini lontani dagli schermi e allo stesso tempo stimolare la loro crescita intellettuale e emotiva?

Certo! Il bello del metodo Montessori è che si adatta all’età e alle esigenze del bambino, offrendo attività che stimolano sia il loro intelletto che la loro emotività.

Nei primi mesi:

Il “cestino dei tesori” è perfetto. Puoi riempirlo con vari oggetti sicuri e non tossici che il bambino può esplorare. Sarà sorprendente vedere che oggetti semplici, come cucchiai di legno, piume o pezzi di stoffa, possono tenere impegnato un neonato per ore.

Man mano che crescono:

I travasi sono ideali. Diamo ai bambini ciotole, cucchiai e materiali come riso, fagioli o pasta. Vedrai come si divertono a trasferire questi materiali da una ciotola all’altra, sviluppando nel frattempo la motricità fine.

Fino a 3 anni:

La torre Montessoriana è fantastica. È essenzialmente una torre di apprendimento che permette ai bambini di lavorare a livello degli adulti, ad esempio in cucina. Così possono vedere e partecipare a ciò che sta succedendo, arricchendo la loro esperienza.

Quando diventano più autonomi:

Coinvolgerli nelle attività quotidiane è un must. Che sia aiutarti a mescolare l’impasto per un dolce, piegare i vestiti o annaffiare le piante. Questo non solo li mantiene lontani dagli schermi, ma insegna anche responsabilità e autonomia.

Dai 6 anni in poi:

A questa età, i bambini sono curiosi e sempre in cerca di novità. Possiamo introdurre loro progetti di scienza semplici, attività artistiche più complesse o anche piccoli compiti come prendersi cura di un giardino o di piante in casa. La chiave è offrire loro opportunità per esplorare, imparare e crescere.

L’idea di fondo è semplice: dare ai bambini l’opportunità di interagire con il mondo reale, di sentire, toccare e sperimentare, piuttosto che lasciarli seduti davanti a uno schermo. E mentre si divertono, stanno anche apprendendo competenze preziose per la vita.

  • Parli di riorganizzare gli ambienti di casa affinché siano “a misura di bambino”. Puoi darci alcuni consigli pratici su come i genitori possono iniziare questo processo?

Allora, partiamo dal principio. Quando parliamo di riorganizzare gli ambienti di casa per i nostri bambini, non stiamo solo parlando di creare spazi di gioco. Si tratta di rendere la casa un luogo dove il bambino può esplorare, imparare e crescere in sicurezza.

1. Sicurezza prima di tutto:

Prima di tutto, bisogna assicurarsi che la casa sia sicura. Questo significa rimuovere oggetti pericolosi e mettere fuori dalla portata del bambino ciò che non vogliamo che tocchi, come oggetti fragili o preziosi.

2. Un angolo per il bambino in ogni stanza:

Indipendentemente dalla stanza in cui ti trovi, dovresti avere uno spazio pensato per lui. Può essere un cestino di giocattoli nel salotto, un piccolo tavolo e sedie nella cucina, o un angolo lettura nella tua camera. L’idea è che il bambino si senta incluso e libero di esplorare in ogni parte della casa.

3. La prospettiva di un bambino:

Un esercizio utile è abbassarsi letteralmente al livello del bambino. Mettiti a terra e guarda attorno: cosa vedi? Cosa è alla portata delle sue mani? Questo ti aiuterà a capire meglio come lui percepisce l’ambiente e ti guiderà nel riorganizzare gli spazi.

4. Libertà vera:

Noi venivamo “rinchiusi” in box, adesso i bambini sono piazzati davanti a uno schermo e questo più per comodità degli adulti. Ma se pensiamo davvero al loro bene, ci renderemo conto che ciò che desiderano è la libertà di muoversi, esplorare e imparare. Immagina se avessi un bisogno urgente, come andare in bagno, ma ti venisse impedito di farlo. I bambini semplicemente hanno bisogno di soddisfare bisogni primari come la loro curiosità.

5. Essere genitori attivi:

L’ultimo, ma non meno importante, è ricordare il nostro ruolo come genitori. Non si tratta solo di creare uno spazio, ma di interagire, giocare e imparare insieme a loro. So che non è facile, siamo spesso stanchi e oberati da mille impegni. Ma ricordiamoci che, anche nei momenti di fatica, ogni piccola interazione con i nostri bambini è preziosa. 

  • Per i nostri lettori che sono imprenditori e liberi professionisti: come possono trarre ispirazione dal metodo Montessori per aiutare i loro figli a diventare individui autonomi e di successo?

Imprenditori e liberi professionisti sono spesso all’avanguardia nell’innovazione e nella visione di futuro, e il metodo Montessori può offrire spunti preziosi per la crescita dei loro figli.

Autonomia e autostima sono pilastri fondamentali di questo metodo. Guardiamo ad esempio a molte figure di successo nel mondo degli affari e dell’innovazione: tanti hanno frequentato scuole Montessori e ne hanno tratto benefici.

Un concetto chiave del Montessori è il rispetto per l’individuo e la sua crescita. Ad esempio, se un bambino cade, non corriamo subito ad aiutarlo, a meno che non sia in pericolo. Invece, gli diamo l’opportunità di rialzarsi da solo, offrendogli così la fiducia e l’autonomia per superare le sfide.

Incorporare il metodo Montessori nella vita di tutti i giorni non è solo un investimento nel futuro del bambino, ma è anche un contributo prezioso per la società intera. Crescere individui consapevoli, risoluti e autonomi significa costruire le fondamenta per un mondo migliore.

I consigli e le esperienze di Benedetta ci ricordano che c’è una via d’uscita dall’ onnipresente schermo luminoso: un ritorno all’essenza basato sull’esperienza.

Attraverso il metodo Montessori, possiamo offrire ai nostri figli un ambiente dove l’autonomia e l’autostima non sono solo incoraggiate, ma attivamente coltivate. Il messaggio chiave qui è semplice ma profondo: permettendo ai bambini di esplorare, cadere e rialzarsi, stiamo gettando le basi per futuri adulti sicuri di sé, risoluti e prosperi.

Per tutti i nostri lettori imprenditori e liberi professionisti, la visione e le tecniche di Benedetta offrono non solo uno sguardo su come educare i figli, ma anche una riflessione su come coltivare le qualità di leadership, indipendenza e innovazione nella prossima generazione. Il futuro è luminoso, e con una guida attenta e amorevole, possiamo guidare i nostri figli verso un domani di successo. 

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Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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