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Reclutare le prime persone e creare il tuo gruppo nell’impresa artigiana

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“L’impresa non sei tu e la tua P.IVA. Crea una squadra con risorse unite e complementari.” Francesco Sepiello ci racconta come fare la differenza e creare un team di successo.

Reclutare le prime persone in azienda è un processo cruciale per creare un gruppo di successo. Ogni membro del gruppo ha un impatto significativo sulla crescita e sul successo dell’azienda, quindi è importante prendersi il tempo necessario e scegliere le persone “giuste” per creare un ambiente di lavoro stimolante e motivante.

Prima di iniziare il processo di reclutamento, è importante definire chiaramente il profilo ideale delle persone che si desidera assumere. Questo include personalità, valori, esperienza, competenze che si allineano con la cultura aziendale. Questa definizione aiuterà a identificare i candidati più adatti per il ruolo e la visione dell’azienda.

Nelle imprese artigiane creare un gruppo di successo significa individuare anche persone mosse da una profonda passione per il proprio mestiere. Amore e dedizione sono le forze trainanti che li spingono a migliorare costantemente le proprie abilità e a creare opere o prodotti di grande valore. La profonda conoscenza tecnica del mestiere nasce però attraverso anni di studio e pratica, quindi come reclutare le persone giuste, i cosiddetti “talenti” che faranno la differenza nella crescita della tua impresa artigiana?

In questo articolo, Francesco Sepiello, fondatore di Arredo Service e di Osm Artigiani, condivide con noi quello che ha imparato in quarant’anni di esperienza nel settore artigiano e offre delle “dritte” su come scegliere le persone da portare in squadra e comprendere come far funzionare meglio le cose.

Cos’è un gruppo?

Un gruppo non è solo un insieme di persone, ma sono persone che hanno in
comune:

● UNO SCOPO.
● PRINCIPI ETICI.
● MOTIVAZIONI.

Un gruppo è una miscela di personalità che fonde conoscenza e atteggiamenti di tante persone, un mix frutto del vissuto e della cultura del singolo allo scopo di raggiungere degli obiettivi comuni ma allo stesso tempo personali. In un gruppo che funziona c’è sempre un “elemento terzo” che riesce ad esaltare le qualità del singolo, motivando a conoscere e vivere esperienze che aumentano il valore e l’autostima di chi ne fa parte.

Francesco Sepiello

Spesso, molto spesso, lo start di un’impresa artigiana nasce da un bisogno (per esempio qualcuno che è rimasto senza lavoro) o da un desiderio di indipendenza (apro una P. Iva e faccio da solo!), potremmo fare altri centinaia di esempi! Molti artigiani (io per primo) hanno cominciato quindi la loro avventura senza la cultura e conoscenza di ciò che veramente serve e muove un’ azienda anche minimamente strutturata. Sono poi il tempo e la consapevolezza degli errori ci hanno risvegliato questo bisogno. Fare impresa equivale a coinvolgere persone non ad aprire una P. Iva ed emettere fatture!

Per creare un’azienda, dobbiamo creare un gruppo. Noi imprenditori per coinvolgere le persone e farle sentire unite verso una meta, dobbiamo condividere e far sposare gli obiettivi e la missione aziendale alle nostre persone. Per realizzare ciò, dobbiamo prenderci cura anche noi dei loro. Dovranno sapere che attraverso la realizzazione delle mete aziendali anche loro potranno realizzare le loro: crescita professionale, obiettivi personali, etc etc.
Le persone hanno bisogno di sentire che il loro impegno avrà un impatto sul futuro dell’azienda.

Ogni membro del team deve avere ben chiaro quale sia il proprio ruolo, l’obiettivo da raggiungere e come questo condizionerà le sorti dei risultati per l’azienda.
Mettere insieme le maestranze giuste e come fare una torta, combinare una miscela di cemento o fare un profumo, tutto deve essere dosato in maniera gradevole, gli elementi devono essere complementari, tale da poter dire, queste sono le dosi giuste.

Nella mia esperienza, spesso mi sono fermato a pensare ai miei uomini come squadra e dire, ma queste persone, quanto sono complementari tra di loro? Si, ne sono fermamente convinto, è una domanda fondamentale che dobbiamo farci in qualità di rappresentanti di un team. Tanto più sono complementari gli uomini che la compongono (la squadra), tanto più successo possono avere!

Francesco Sepiello

Come capire se quello che stai creando è un team di lavoro unito?

Per capire se stai creando un gruppo di lavoro unito, basta osservare dettagli che non sono legati ai momenti di lavoro, ma fuori dal contesto operativo, durante una pausa, un’attesa, una riunione, una cena.

Nota se ci sono alcuni atteggiamenti che non sono “formali” ma che vengono dal “cuore”, gli atteggiamenti che vedi tra amici, Quando un rapporto è solo di lavoro, si è asettici e distaccati e te ne accorgi. E qui che entra in campo il leader, che deve creare coesione nel gruppo, momenti goliardici, di condivisione e confronto. Un imprenditore che desidera costruire una bella squadra non divide, unisce, se c’è un problema da risolvere coinvolge la squadra nel problema, il problema di uno è di tutti, la vittoria di uno è di tutti!

Ti senti un leader oggi?

Se dovessi rispondere per me, mi imbarazza e non poco, non oso giudicarmi (almeno pubblicamente) perché sono il peggior giudice di me stesso, lavoro da 45 anni, te da 36 sono a capo di gruppi di persone – anche numerosi – quindi un briciolo di leadership credo di saperla esercitare, ma mi sto ancora formando! Oggi più che leader mi piacerebbe essere considerato un mentore.

C’è comunicazione tra te e il tuo gruppo? Comunicano bene fra di loro?

La comunicazione non è mai abbastanza ,in qualsiasi azienda. I miei uomini lavorano a centinaia di km l’uno dagli altri, eppure siamo tutti connessi con telefono e Whatsapp. Abbiamo dei gruppi dedicati, la condivisione delle nostre giornate anche a migliaia di km l’uno dall’altro non fa sentire la distanza.

Hai un’organizzazione con ruoli e responsabilità definite?


In Arredo Service, la mia azienda storica, esiste un organigramma ben definito, con ruoli e risultati ben chiari. Arrivare a questo risultato non è stato facile, perché rispetto a quanto detto prima, il mio modo di fare impresa era “improvvisato,” copiato ad altri colleghi senza avere la benché minima conoscenza di tutto quello che muove le varie aree aziendali. So di avere uno zoccolo duro di sette persone su cui posso contare incondizionatamente, ma so anche che la costruzione di un gruppo è sempre in itinere!

Come attrarre talenti nella propria azienda artigiana?

Per attrarre e trattenere i migliori talenti, è importante lavorare su se stessi e quindi sulla propria impresa per diventare il tipo di azienda in cui tu in primis vorresti andare a lavorare! Ciò significa mettere delle basi che si fondano sull’importanza e sulla valorizzazione della persona, avere una cultura aziendale, una carta dei valori che permetta di avvicinare persone di valore. In secondo luogo, offrire opportunità di sviluppo professionale.

Per creare un gruppo di talenti bisogna offrire dei vantaggi competitivi rispetto ai colleghi che vanno oltre un pacchetto retributivo competitivo, esempio: flessibilità lavorativa, programmi di formazione e sviluppo, opportunità di crescita nella carriera e un ambiente di lavoro positivo. Mostrare un impegno per il benessere e lo sviluppo dei collaboratori può aiutare a creare un gruppo motivato e impegnato.

Ogni imprenditore ha un suo imprinting nel fare impresa e nei suoi atteggiamenti, io riconosco di poter sembrare “serioso”, chi non mi conosce può pensare anche che sono un po’ un burbero, ma la verità è che non sono così, sono semplicemente molto diretto, chi mi conosce sa che non sono così. Aver passato tanti anni (e non è una giustificazione) in cantiere e aver gestito l’azienda su più fronti mi ha un po’ trasformato, quando lavoro sono talmente concentrato da sembrare tale delle volte. Il mio approccio visto dall’esterno da chi non mi conosce, non mi fa sembrare “irresistibile”, ma potete chiedere ai miei ragazzi! ahahahah

Come distinguerli? Quali sono le soft skills di un talento? Come individuarle?

Oggi abbiamo alcuni strumenti eccezionali come ad esempio, l’analisi I-Profile che permette di fotografare esattamente le attitudini personali che permetteranno o meno alla persona di raggiungere traguardi importanti a livello professionale. A prescindere dal settore in cui cerchiamo la risorsa, le soft skills che vengono individuate dall’I-Profile, ci dicono tanto sulla persona, sul suo senso organizzativo, del dovere, la sua motivazione o la capacità di instaurare delle buone relazioni con i colleghi o ancora di gestire gruppi di lavoro.
Queste caratteristiche sono molto importanti da ricercare nei membri del tuo gruppo.

Poi, a parte gli strumenti che abbiamo a disposizione come l’ I-Profile, quando “sei del mestiere” osservando come si muove una persona durante il lavoro, il suo ritmo, l’atteggiamento, i tempi di reazioni ti fanno capire chi hai di fronte.

Ho provato io stesso questa tecnologia nella mia azienda nel 2018 ed è indiscutibilmente efficace, ma come dico sempre ai miei uomini, se si dovesse rompere il tuo cellulare o ti troveresti per strada in un area dove non c’è copertura di rete, come faresti a trovare la strada? Devi avere una cartina geografica sempre in auto, bene!

Selezionare le persone non vuol dire delegare tutto ad uno strumento e basta e non puoi pensare che il lavoro sia finito lì. Bisogna essere interessati alle persone, osservarle, ascoltarle e capire anche il linguaggio non verbale, capirai tanto di chi ti sta di fronte, e i talenti li scopri presto!

Ti ricordi dei tuoi inizi? Come sceglievi prima le persone?

I miei inizi sono stati “rocamboleschi” non avevo le certezze che posso offrire oggi eppure ho avuto con me decine di persone che hanno creduto nel mio progetto, ci siamo divertiti un mondo, era tutto molto “leggero”. La scelta delle persone era “a sentimento” non c’era una selezione vera e propria, c’era un colloquio, un po’ dipendeva anche da chi ti referenziava quella certa persona, come si poneva, che esperienze aveva avuto, si andava avanti tra alti e bassi, alza a pennello la parola “mi barcamenavo” e devo dire anche, molto abilmente.

Quali sono stati gli errori che hai commesso?

Se dovessi parlare dei miei errori, potrei scrivere un libro! Ma io credo l’errore sia tra le migliori fonti di ispirazione per chi non è stupido. Quando sbagli e te ne rendi conto o “te ne fanno rendere conto” e se non sei stupido, ti fermi a riflettere, cerchi una soluzione, uno stratagemma, perché sei mosso da uno scopo nobile, fare Impresa seriamente!

Dopo l’incontro con OSM è iniziata la mia terza vita da Imprenditore. Nella prima ero incosciente e credevo che solo lavorando duro (solo fisicamente) si otteneva il successo, la ricchezza, l’autorevolezza di essere riconosciuto dal mercato.

Nella seconda ho pagato pegno per gli errori di aver costruito un castello con basi inconsistenti che è crollato su se stesso, in cui non c’era nessun tipo di controllo, né finanziario, né umano, nemmeno di mercato e di tutto quello che serve a tenere dritta un’azienda, l’ho pagata cara in termini economici, morali e psicologici, ho dovuto ricostruire tutto da sottozero (molto sottozero).

Nella terza, cioé, ora, continuo a crederci e a pensare sempre in grande, nonostante tutto. Ho deciso di mettermi in gioco e lavorare fuori dalla mia area di confort, superando le mie credenze, le mie convinzioni, i miei pensieri invalidanti. Ho capito quanto è importante scegliere e circondarsi solo delle persone giuste e che era arrivato il tempo di mandare via chi mi demotivava e mi drenava solo energia. Tutto questo ha un costo non solo economico (questo è il costo minore) con tutto ciò non posso dire di essere arrivato, ma ho dato una bella svolta ed ho ricostruito velocemente.

Ri-costruire un gruppo è stato molto gratificante, è stata la sfida della mia vita, perché l’ho affrontata da solo (prima avevo un socio ed ero condizionato nelle decisioni). Anche le lezioni più dure possono lasciarti qualcosa di buono, lo chiamo “il lato bello delle crisi.”

Qual è la differenza fra offrire un lavoro e offrire un’opportunità di successo? E come impatta sui risultati dell’impresa?

Oggi, un aspetto ancora poco considerato nelle dinamiche aziendali, ma molto importante riguarda la percezione che i collaboratori hanno della propria posizione lavorativa, nel settore delle piccole e media imprese artigianali questa sensibilità è quasi sconosciuta!

La differenza tra offrire un posto di lavoro ad un opportunità sta nel fatto che io l’imprenditore che offre un’opportunità di carriera mette a disposizione il suo know kow, ti offre le chiavi di casa sua (azienda) dove il collaboratore (di cui ha fiducia) è libero di entrare e di uscire come e quando vuole, e ancora, l’imprenditore si rene disponibile per qualsiasi confronto a patto che il collaboratore possa trovare il suo posto nel mondo insieme o con me.

I risultati di un approccio del genere sull’impresa sono notevoli, ma è sempre un gioco di squadra, sarà sempre il gruppo a fare la differenza. Essere leader non è facile, ma nemmeno impossibile, dopo oltre quarant’anni di carriera, ripasso l’album dei ricordi e ripenso alle persone a cui ho creduto e alle persone che avresti dovuto credere, ma anche a quelli che si son fatti credere, è il gioco della vita.

Tirando le somme, in cuor mio, so che qualche talento l’ho perso perché ho sbagliato sicuramente qualcosa, mentre alcuni che sono andati via anche “sbattendo la porta”, perché non accettavano alcune regole, oggi mi scrivono ringraziandomi per il valore che gli è rimasto e per l’insegnamento ricevuto.

Creare un team è di per sé un moto perpetuo, gestire e generare uomini di valore, non è un calcolo matematico, ma un insieme di combinazioni che anche un hacker non potrà mai decifrare.

Francesco Sepiello

Creare un team è l’insieme di passione, pazienza, sapienza, saper fare e far fare, curiosità, voglia di imparare, è voglia e bisogno di ascoltare e mettersi in discussione.
Fare Impresa è la voglia di lasciare qualcosa al mondo, con il mondo.

Leggi le interviste precedenti di Francesco
e scopri Come avere successo nella tua impresa artigiana:

DA ARTIGIANO A IMPRENDITORE: come superare la concorrenza con le grandi aziende e far crescere la propria impresa
Come trovare tanti clienti nuovi (e tenerseli)
Perché gli artigiani non crescono
Come ho avuto successo nella mia impresa artigiana

Francesco Sepiello
f.sepiello@gmail.com
Founder Osm Artigiani
Founder Arredo Service

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Lascia i tuoi contatti per ottenere una consulenza gratuita direttamente con
Francesco Sepiello di OSM Artigiani
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Aline Improta

La scrittura è fin da piccola il mio grande amore. Giornalista pubblicista dal 2010, negli ultimi dieci anni, ho riversato la mia passione in un altro settore: il marketing. Dopo anni a scrivere per le aziende, ritorno all'anima che c'è dietro ognuna di loro: gli imprenditori e tutte le persone che vivono in quell'ecosistema. Vi starete chiedendo come... Sono Editor e Ghostwriter per Engage Editore. la prima casa editrice italiana che pubblica libri dedicati agli imprenditori scritti da imprenditori. Amo le persone e credo che in ognuna di esse ci sia una luce da tirare fuori e una bellissima storia da raccontare.

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