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Reclutare giovani non è mai stato così facile! Ce lo racconta Antonio Putignano

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“Aiuto ragazzi e ragazze a vedere qualcosa di bello in sé stessi. Tutti dovremmo essere consapevoli del nostro enorme potenziale per abbattere qualsiasi ostacolo. Ognuno di noi può fare la differenza!”

Antonio Putignano

Antonio Putignano è una persona luminosa e travolgente che si occupa del marketing all’interno di Guru Jobs, una società di Recruiting che supporta le aziende nella ricerca e selezione del personale, oltre a sostenere i candidati nella scelta del posto giusto dove potersi finalmente realizzare.

La missione di Antonio è quella di rendere le aziende un posto di lavoro unico dove le persone possono sentirsi libere di esprimere il loro potenziale.

Antonio è entrato in OSM per caso, prima faceva tutt’altro, eppure quando parla del suo lavoro sembra come raccontare la sua fiaba preferita: non puoi non percepire la sua passione e il suo amore per le persone.

Antonio, prima di occuparti di risorse umane cosa facevi?

Se 5 anni fa mi avessi detto: “ti piacciono le risorse umane?”, io ti avrei risposto: “Scusa ma cosa sono?”. In passato ho fatto lo store manager di due ristoranti. Adoravo stare lì, chiacchierare, conoscere persone nuove, diventarci amico. Poi ho lavorato, e tuttora lavoro, in radio, quindi ho un buon utilizzo della voce e me la cavo con le interviste. Penso che tutto questo sia molto simile all’aspetto delle risorse umane: sono perfetto a contatto con persone che non conosco perché amo scoprire cose nuove e il candidato è per me una persona da scoprire.

Immagino che tra i candidati ci siano anche molti giovani, come li descriveresti in tre parole?

I giovani di oggi sono innovazione e rivoluzione: fanno parte di una generazione che stravolgerà il mondo con nuovi approcci. Sono delle mine vaganti, mi aspetterei di tutto da uno di loro. Mi aspetterei, per esempio, che oggi smetta di fare una cosa e domani ne inizi un’altra mille volte più bella, completamente diversa e che lo appassiona davvero.

Un’altra parola con cui li descriverei è “passione”, che si traduce in loro nella possibilità di dire o fare quello che si vuole, senza schemi o idee prestabilite. Adesso si può dire: “faccio lo youtuber perché mi va!”. Questo aspetto delle nuove generazioni mi incuriosisce molto.

Prima era visto malissimo il fatto di scegliere una scuola e poi fare tutt’altro al lavoro. Se una persona frequentava il liceo scientifico, tutti si aspettavano che sarebbe diventato medico o qualcosa di simile. La generazione Z, invece, vuole fare quello che più le piace e non ha paura di scontrarsi con vecchie e radicate convinzioni.

Io, Francesca, la penso come Antonio e ne sono la prova. Ho scelto il liceo scientifico e mi è piaciuto, ma ora sono qui a scrivere articoli e ad interessarmi alla scrittura. Anni fa mi avrebbero guardato storto per questa scelta. Frequentare un liceo scientifico e lavorare in ambito umanistico? Roba da matti! Però perché ostinarti a seguire una strada che non senti tua solo perché altrimenti le persone pensano male di te? Io ho cambiato idea del tutto perché volevo e potevo farlo ed è grazie a questo che avrò una vita felice.

Ci sono molti giovani bravi e con tanta voglia di lavorare, ma alcune volte per un’azienda è difficile trovarli. Cosa consiglieresti di fare ad un imprenditore per arrivare a questo tipo di ragazzi?

Innanzitutto, cercheresti mai un pesciolino rosso allo zoo? Forse in qualche stagnetto riusciresti a trovarlo, ma sarebbe davvero difficile. Questo per dire che quando non si trovano giovani non è perché non ci sono, ma, piuttosto, perché li si cerca nel posto e nel modo sbagliato.

A volte le aziende negli annunci non parlano veramente di quello che interessa dall’altra parte, quella dei ragazzi. In questi casi sembra che l’imprenditore stia cercando le nuove generazioni da assumere, ma che, allo stesso tempo, non le voglia davvero nella sua azienda. Questo perché sta comunicando come comunicherebbe a sé stesso (e molto probabilmente è di un’altra generazione). Quindi, se non trovi ragazzi, forse è perché non stai parlando con loro.

Il mio consiglio è quello di capire i ragazzi, comprendere quali sono i loro bisogni oggi e cercare di trovare qualcosa di diverso da quello che si è sempre fatto.

È meglio scrivere annunci o farsi conoscere sui social?

Una volta ho chiesto a un ragazzo molto giovane di leggere un nostro annuncio di selezione. Gli è piaciuto molto e mi ha chiesto dove potesse trovarlo. Io gli ho risposto “su Indeed”. Lui mi guardava perplesso: non aveva minimamente idea di cosa fosse Indeed.

Questo mi ha fatto comprendere che al giorno d’oggi, per trovare un ragazzo, devi cercarlo su canali più vicini a lui.

Io per scrivere un post mi metto nei panni dei giovani che cercano lavoro e mi chiedo cosa vorrebbero. Se fossi un candidato la prima cosa che vorrei sapere è come potrei vivere l’azienda oppure chi sono i miei colleghi, che tipi sono.

Questo vale anche per i lavori “meccanici”: alcuni ruoli sono più montoni di altri, perciò è importante far conoscere anche ciò che va oltre al lavoro stesso, quello che rende la tua attività UNICA.

Racconta la tua azienda: se piace bene, se non piace pazienza! Sono sicuro che molte persone che vedono i post di Guru Jobs si spaventano e dicono: “Questi sono pazzi”, ma ci sta, non siamo per tutti!

Sono d’accordo con Antonio: per noi giovani è fondamentale capire già da prima (sui social per esempio) come sarà l’ambiente di lavoro, perché in fondo è la cosa che ci interessa di più. Un ruolo può essere bello quanto vuoi, ma se intorno hai persone distaccate e demotivate o comunque il clima è ostile, dopo due giorni ti viene già voglia di smettere.

Quali sono regole fondamentali per scrivere un annuncio accattivante per la generazione Z?

Catturare l’attenzione dei più giovani richiede l’utilizzo di tecniche nuove e diverse. È importante studiare la Generazione Z, vedere cosa le piace e replicarlo.

Devi documentarti su quali video, quali audio, quali canzoni, quali trend sono più guardati dai giovani e replicarlo in settori diversi. Non mi aspetto che un imprenditore faccia un balletto su Tik Tok, ma magari il team potrebbe.

La ricerca del personale è qualcosa che si farà per sempre, è necessario quindi informarsi, studiare costantemente e trasformare la comunicazione in qualcosa di accattivante.

La nuova generazione ragiona in modo diverso: una volta mi è capitato di fare una campagna per la ricerca di una figura in ambito marketing. Abbiamo visto che ciò che funzionava di più era scrivere: “il marketing fa schifo” oppure “fai fare il marketing a tuo cugino”. Sono frasi che fanno ridere, ma, se dette a qualcuno che il marketing lo vive, cattureranno sicuramente la sua attenzione e verranno sentite molto. Questo perché è come se si stesse dicendo che non serve un esperto che si occupi di marketing, ma un imprenditore può farlo fare al cugino perché tanto deve solo pubblicare sui social. Questa tecnica è piaciuta e non l’avrei mai scoperta se non studiando il ruolo e i giovani.

Caro imprenditore, mi dispiace, so che noi giovani non siamo molto normali e ci fanno ridere cose strane. So anche che certe volte il nostro gergo e le nostre battute non sono facili da comprendere, ma se per esempio entri nell’ottica di Tik Tok e capisci il nostro umorismo vedrai che ti divertirai anche tu!

Quali sono le caratteristiche principali da ricercare in un ragazzo prima di assumerlo?

Noi per la selezione usiamo il questionario I-Profile, che analizza con accuratezza le attitudini personali del candidato e ci dice moltissimo su di lui. L’I-Profile è utile a me, ma ancora di più a chi lo compila. Io, prima di assumere qualcuno, guarderei attentamente quel questionario, perché dà una risposta specifica alla domanda “riesco io a far vincere questa persona?”.

Anche sul curriculum si possono scrivere molte cose, ma spesso se ne potrebbero aggiungere tante di più. Il questionario permette di raggiungere i lati nascosti, soprattutto quelli belli.

Se anni fa mi avessero detto: “Tu ci sai fare con le persone” oppure “hai una buona espansività” io non ci avrei creduto, ero un super timido. Non pensavo nemmeno di riuscire a parlare con una persona per più di due minuti, eppure avevo questo lato nascosto.

Con l’I-Profile aiuto ragazzi e ragazze a vedere qualcosa di bello in sé stessi. Tutti dovremmo essere consapevoli del nostro enorme potenziale per abbattere qualsiasi ostacolo. Ognuno di noi può fare la differenza.

Spesso ci si mette molto a trovare il tipo di ragazzo che stai cercando, quello che soddisfi le tue aspettative e i tuoi valori. Quali consigli ti sentiresti di dare per velocizzare ricerca e selezione?

Generalmente ci si mette tanto perché si sta cercando qualcosa di molto specifico; spesso, infatti, si è troppo rigidi nella ricerca. Bisognerebbe solamente chiedersi “quali sono le 2/3 cose che il candidato deve far fare?” e soprattutto “che tipo di persona dovrebbe essere?”.

Questo ti permette di incontrare molti più ragazzi che magari avresti scartato solo perché hanno poca esperienza, ma poi si rivelano pazzeschi dal punto di vista delle attitudini.

Quindi, se ci stai mettendo troppo, non è che la persona che stai cercando ha le orecchie a punta e vive in un bosco?

Datti l’occasione di incontrare belle persone!

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