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Quanto lontano ti può portare la determinazione?

determinazione
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Oggi ti parlerò di una giovane ragazza che, da un piccolo paese della Puglia, ha deciso di trasferirsi, all’età di 23 anni, a Bologna, rivoluzionando completamente la sua vita.

Questa ragazza è un esempio di indipendenza, di intraprendenza, e di tanta, tantissima determinazione. È una persona che non si arrende mai, che insegue i suoi sogni con una forza incredibile e che, allo stesso tempo, ha un cuore grande e pronto ad accogliere.

Sto parlando di Valentina Falconieri, nata in un paesino della provincia di Lecce, dove le possibilità erano limitate alla piccola realtà che viveva. I sogni di Valentina, però, erano ben più grandi di quelle piccole possibilità e per questo, dopo essersi laureata, ha preso coraggio e si è trasferita a Bologna. 

“A Bologna mi sono trovata bene fin da subito e, più che altro, ho scoperto di essere molto “modellabile” e predisposta al cambiamento, talvolta allo stravolgimento. La realtà, infatti, ha modellato il mio carattere in base alle lezioni che in quel momento dovevo imparare.”

Valentina Falconieri

Valentina si è buttata e ha affrontato cambiamenti ed esperienze che, al tempo, nemmeno lei sapeva di essere in grado di affrontare. Si è quindi rimboccata le maniche, non lasciandosi spaventare da nulla, e ha deciso di intraprendere un lavoro del tutto nuovo, che ha acceso in lei una parte un po’ dormiente. Ha infatti scelto di iniziare un percorso da stagista in una casa editrice, Engage Editore, siccome la scrittura è sempre stata, fin da bambina, una sua grande passione, “parte integrante del suo essere”, come lei stessa la definisce.

All’inizio il salto non è stato facile: trasferirsi da un piccolo paese ad una grande città e doversi mantenere completamente da sola non è qualcosa né di semplice, né tantomeno di economico. Valentina, però, ha accettato il sacrificio, perché questo non era niente in confronto ad un lavoro che la accendesse davvero.

“Tutti i sacrifici che ho fatto, li ho fatti perché lo volevo davvero e l’universo mi ha ripagata per questo!”

Valentina Falconieri

Valentina, raccontami di più, è stato difficile ambientarsi in un luogo così lontano da dove sei cresciuta e dalla tua famiglia? Ti senti mai sola per questo?

All’inizio è stato più difficile e in alcuni momenti lo è ancora. 

In realtà, però, non mi sento sola, perché porto tutte le cose belle della mia famiglia dentro di me. So che loro ci sono, così come loro sanno che io ci sono per loro. 

Poi, anche se sono lontano, sanno che l’ho fatto per qualcosa di importante, per realizzarmi, per crearmi la mia vita. Quindi tutti abbiamo accettato positivamente la cosa.

D’altronde, sin da piccola, mia mamma ha coltivato in me l’importanza dell’indipendenza, insegnandomi che non avrei dovuto dipendere da nessuno e che mi sarei dovuta impegnare sul serio per vivere la vita che sognavo per me. Mi ha sempre insegnato a cavarmela da sola, a contare solo su me stessa. Quindi, crescendo con queste idee, ho sempre desiderato di realizzarmi e raggiungere i miei sogni passando anche per tanti sacrifici. 

La mancanza, però, a volte si fa sentire soprattutto per mia sorella e mio fratello. Più che altro vedo la situazione con la lente della sorella maggiore: loro crescono e io sono lontana. Mio fratello piccolo ha un anno e sta crescendo vedendomi praticamente solo dal telefono. Questa è la cosa più dura da gestire. 

Poi, alla fine, ho deciso io di costruire qui la mia vita e quindi accetto tutto quello che ne deriva, anche la mancanza di casa fa parte del pacchetto! Poi, comunque, casa c’è sempre, basta che io prenda un aereo e in un’ora e mezza sono di nuovo lì.

Quali sono state le principali difficoltà che hai incontrato dopo esserti trasferita? Come le hai affrontate?

Sicuramente una prima difficoltà è stata quella di capire che la relazione con una persona a me molto vicina era estremamente tossica e che dovevo allontanarmene, e così ho fatto. 

Del resto, molte delle cose che in genere possono essere considerate “difficili”, per me sono state semplicemente parte del percorso.

Per esempio, il fatto di aver affrontato tanti traslochi, di aver dormito ogni mese in un posto diverso e aver incontrato  sempre persone diverse. Oppure, ancora, quando ero in stage, il fatto di dover “tirare la cinghia” e fare dei sacrifici. Sono tutte cose che avevo messo in conto!

Anche gestire il senso dell’orientamento e imparare le strade di Bologna non è stato subito semplice: dopotutto vengo da un piccolo paesino, non mi era mai successo di dover usare Google Maps per andare al supermercato!

Quindi sì, all’inizio le cose sono state un po’ difficili, però poi, col passare del tempo, le ho integrate nella mia nuova vita. Ho accettato fin da subito che, per realizzare i miei sogni, sarei dovuta passare per tutto questo. Ripeto: fa parte del percorso, l’importante è esserne consapevoli!

Ti sei mai pentita della scelta di trasferirti così lontano? Ad oggi pensi di aver preso la giusta decisione?

All’inizio la mia idea non era quella di trasferirmi a Bologna, ma di andare all’estero. Capendo poi di non poterlo fare per diversi motivi, ho deciso di rimanere in Italia ancora per qualche anno. Una mia amica mi ha consigliato Bologna, ma io non ero così convinta, ero abbastanza titubante. Mi era rimasto un po’ di amaro in bocca perché sarei voluta andare all’estero.

Poi, però, cercando lavori nei dintorni, mi sono messa in contatto con Engage Editore e  me ne sono convinta. Arrivata qui ho iniziato a scoprire, giorno dopo giorno, tutto quello che di bello potevo vivere. Ad oggi penso di aver fatto la miglior scelta possibile!

Che ruolo ha avuto il tuo lavoro in questo percorso?

Grazie al lavoro ho riscoperto l’amore per me stessa. Ho sempre sognato di sentirmi produttiva per qualcosa che mi smuoveva l’anima e, quando sono riuscita a trovare in Engage questo tipo di sensazione, tutto dentro di me si è scosso e, infatti, ho rivoluzionato la mia vita. 

Il lavoro è stato per me la chiave di volta che ha sbloccato il mio intero meccanismo facendomi risvegliare, facendomi capire che stavo rincorrendo delle false piste e che soprattutto mi stavo facendo trainare in basso da una grande zavorra: il rapporto tossico di cui parlavo prima.

Non volevo che l’opportunità di vivere la mia vita a Bologna andasse all’aria e quindi, grazie al mio lavoro, ho capito che era arrivato il momento di liberarmi da tutti i pesi e decidere per me: d’ora in poi avrei fatto solo le cose che mi facevano stare bene, perché non aveva senso vivere un’avventura così bella con una benda sugli occhi!

Engage Editore è stato il motivo per cui ho deciso di venire a Bologna. Nonostante avessi mandato un altro centinaio di curriculum, nessuno mi ha trasmesso le stesse emozioni che è stato in grado di trasferirmi questo lavoro. Quando ho ricevuto la prima chiamata da Engage e mi è stato detto: “Noi ci occupiamo di libri”, in quel momento ho capito che quello era il mio posto.

Poi ho deciso di trasferirmi Bologna, ma trovare questo lavoro è stata per me una spinta in più per capire che questa città poteva essere davvero interessante.

Hai affrontato e stai tuttora affrontando grandi sfide, ma mantieni sempre altissima la tua energia. Come fai ad avere sempre un atteggiamento positivo verso le difficoltà?

Perché riesco a capire il valore delle cose che faccio. Riesco a capire e ad essere consapevole di avere delle capacità e di utilizzare nel miglior modo possibile per poter contribuire al benessere di tutti. Questo mi fa sempre stare su con l’umore!

Come puoi essere triste quando sai che ogni giorno è una buona occasione per crescere e per far del bene anche agli altri con le cose che fai?

Quindi, come faccio? Praticando la gratitudine tutti i giorni, facendo attenzione a non attrarre le cose che possono, in qualche modo, danneggiarmi. Per cui evito le persone demotivati, evito i drammi, evito circostanze scomode o che mi fanno stare male e cerco piuttosto di circondarmi di cose che mi fanno stare bene. 

Ma come ho capito che mi fanno stare bene? Provando anche le cose dolorose! Non credere che di cose dolorose qui a Bologna non ne abbia provate, ma è stato proprio grazie a queste che ho capito: “Se devo stare qui, devo stare qui bene!” 

Quindi mi impegno ogni giorno a dirigere le mie intenzioni verso le cose che mi fanno bene ed è diventata una cosa molto naturale, un’abitudine. Non c’è nessun segreto, nessun sortilegio per mantenere alta l’energia. È solo questione di concentrarsi sulle cose che fanno del bene a te e agli altri e a tutto ciò che ti circonda. 

Dove ti vedi in futuro? Sempre a Bologna o in qualche altra parte del mondo?

In futuro spero di essere ovunque, perché uno dei miei obiettivi è quello di diffondere la conoscenza e quindi di ampliare quanto più possibile il raggio del bene che posso fare. Voglio divulgare il mio pensiero e il mio percorso di crescita, con le pagine social, contenuti su Youtube, con i libri che scriverò, magari con un mio programma TV.

Tutti questi strumenti andranno verso un’unica direzione: aiutare le persone a diventare consapevoli. Quindi nel futuro mi vedo ovunque, perché non è tanto importante dove sarà il mio corpo, ma dove sarà il mio cuore. Alla fine, il mondo è la mia casa, perciò non importa dove mi troverò fisicamente, perché se riuscirò a portare il mio cuore ovunque, per me sarà il massimo! 

Valentina è sicuramente fonte d’ispirazione per il suo coraggio e la sua forza. Conoscere la sua storia può essere d’aiuto a molti imprenditori per capire come ragionano alcuni ragazzi della generazione Z, ma anche per fare una riflessione: probabilmente Valentina non si sarebbe trasferita a Bologna se non avesse trovato un lavoro così speciale per lei. Perciò, anche solo in un colloquio, è importante dare attenzione all’immagine della propria azienda, a come la si descrive al candidato, alle parole che si usano. Dopotutto, un colloquio è un po’ come una vendita: devi far comprendere alla persona che hai davanti che la tua azienda è la scelta migliore per lei e che la farà starà bene. In questo, però, devi crederci tu in prima persona! Perché l’idea della tua azienda o di un tuo progetto faccia battere il cuore al tuo candidato, devi prima di tutto esserne entusiasta tu, altrimenti non riuscirai a comunicare nulla. Valentina si è convinta a partecipare ad un progetto solo con una telefonata a più di 800 km di distanza dal posto di lavoro che la contattava.
Anche tu puoi farcela, ne sono convinta!

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