Pare che una delle caratteristiche principali e imprescindibili che caratterizza i milionari e chi ha concretizzato grandi progetti, sia quella di credere in sé, di aver cioè fiducia nella possibilità di dare forma a qualcosa che adesso è soltanto nell’immaginazione. Talvolta potrebbe addirittura sembrare una caratteristica arrogante, ma non è altro se non la capacità di sognare in grande, mettere da parte tutti quei pensieri grigi che ci limitano e concentrarsi sul come poterlo realizzare. Non è altro se non la capacità di porsi un traguardo ambizioso e darsi da fare per raggiungerlo (pur con tutti gli ostacoli che caratterizzano ogni grande ambizione).
Ma cosa è una meta?
Questa parola è circondata da un alone di aspirazione e timore, spesso infatti l’educazione canonica insegna a desiderare qualcosa ardentemente (un prodotto, uno stile di vita o una relazione) pur tuttavia instillando anche insicurezza e dubbi, i quali vanno a inibire la motivazione e la capacità di realizzare quanto desiderato.
Una meta è qualcosa da costruire, da comporre con la nostra esperienza che si traduce, un passo alla volta, in risultati più grandi. L’insieme di questi risultati conseguiti è il raggiungimento di una meta. L’unica caratteristica, tuttavia, affinché un traguardo possa essere considerato una meta è il desiderio ardente di raggiungerlo. Non possiamo infatti pensare ad una grande meta come un traguardo qualunque, uno di quelli che non ci fa né caldo né freddo. Deve essere qualcosa che ci chiama, che emoziona e che fa vibrare di entusiasmo alla sola idea di realizzarla.
Come capire se quella scelta è la meta migliore per noi
È possibile comprendere se un obiettivo è per noi è una meta se risponde alle seguenti caratteristiche:
- È preciso e ben definito, tanto da poterla rappresentare in un quadro.
- Ci emoziona e genera un turbinio di belle sensazioni.
- È un obiettivo ambizioso, tanto da intimorirci un po’ all’idea di realizzarlo (o anche solo di provarci).
Questo ci permette di distinguere le normali attività, quelle che dobbiamo svolgere magari per dovere e per buonsenso, da quelle che realmente sono importanti per noi e che ci permettono di elevare il tono emotivo. Ciò è possibile perché, quando si lavora per realizzare una meta, la quotidianità cambia, diventa più stimolante, dinamica, sfidante e addirittura piacevole, proprio perché si sta lavorando per realizzare qualcosa di importante e grande. Qualcosa col quale misurarci.
Dopotutto chi mai suderebbe sette camicie per realizzare qualcosa di banale? Ci spendiamo veramente – dando fondo ai nostri talenti e a tutte le nostre energie – solo per qualcosa che davvero accende il desiderio in noi. Questo è spesso qualcosa che si sposa coi valori di un individuo, come la giustizia o il benessere comune.
Differenza tra avere una meta o meno e l’Importanza dell’averla chiara
Quanto è importante quindi avere una meta? E quanto invece avercela chiara? Si può dire che sia fondamentale. Tanto per iniziare vedere un traguardo davanti a noi permette di stabilire anche un percorso per arrivarci, non è possibile infatti stabilire una strada da percorrere se non si sa dove si vuole arrivare. Comprenderlo permette di stabilire costi del viaggio, tappe necessarie, micro-traguardi e soprattutto di scegliere dei compagni di viaggio o dei mentori che possano darci preziosi consigli in merito.
Avere una meta chiara diventa poi importantissimo se è qualcosa che necessita di tempo per essere realizzata. Durante il percorso ci sono infatti imprevisti, impedimenti e sfide che demotivano e mettono alla prova la volontà: come superare tutto questo se non abbiamo in mete l’esatto punto in cui vogliamo arrivare?
Richiamare l’immagine mentale di quanto desideriamo torna sempre utile, specie per superare questi momenti impegnativi.
“E se io non ce l’ho?”: Impossibile!
Talvolta capita di pensare“Io non ho una meta, non so cosa voglio fare”. È molto comune e anche comprensibile: in un mondo pieno di stimoli risulta impegnativo fare silenzio e ascoltarsi profondamente, così da capire cosa davvero ci attrae. Però è lì, su questo non c’è dubbio. È lì e sta a noi cercarlo, ascoltarlo e abbracciarlo.
Si tratta di allontanarsi per un momento da tutte le influenze esterne, i social, le chiacchiere da bar, l’educazione ricevuta e concentrarsi su cosa realmente ci accende, ci fa battere il cuore e che ci permette di vivere una vita che sia di valore (per noi, ovviamente).
L’ardire di immaginarsi – Il viaggio fa la differenza
In tutto ciò è facile pensare che se quella meta non si è ancora realizzata, allora forse non è la nostra, non vale la pena perseguirla o che, peggio, non siamo in grado di realizzarla. In realtà una grande meta (se non è qualcosa di grande, è difficile che faccia il suo lavoro) serve per vivere il viaggio con più forza, solidità e gioia. Puntare in alto ci permette di organizzarci mentalmente per arrivarci; quanto scarso potrebbe essere il nostro impegno e l’entusiasmo se non avessimo l’ardire di desiderare cose grandi e apparentemente irraggiungibili?
La meta proiettata nel futuro serve per entusiasmare ogni momento del presente, non per farci sentire in colpa perché “anche oggi non ce l’ho fatta”. Relativamente a questo potremmo fare l’esempio di tanti imprenditori che non hanno visto il concretizzarsi di quanto immaginato se non prima di anni e anni di lavoro. Significa forse che la loro meta non aveva valore o che loro non sono stati in grado di lavorare bene? Assolutamente no, quella meta ambiziosa ha permesso loro – e permetterà anche a te – di vivere con intensità ed entusiasmo ogni momento del percorso.
E ora?
Ora un piccolo passo con grandi conseguenze potrebbe essere il seguente: prova a scrivere su un foglio cosa desideri, come te lo immagini, descrivilo nel dettaglio. Fa un brainstorming di quel che vuoi raggiungere e, soprattutto, esagera! Non avere il timore di fermarti davanti ad un sogno troppo grande. Più e grande e meglio è. Più è luminoso e più a lungo porterai la sua luce in te.
Buon viaggio!



