La corretta alimentazione è uno degli argomenti più trattati e citati quando si parla di salute.
La relazione tra la durata e la qualità della vita e la qualità del cibo che ingeriamo è innegabile, pare tuttavia ancora incerto quale siano i cibi che realmente rallentano il nostro benessere. Una categoria a parte sono ovviamente i cibi processati e densi di zuccheri, magari iper-calorici ma con un basso contenuto di nutrienti. Di questo ne parliamo più avanti.
Ma qual è la causa dell’obesità oggi e cosa ci aspetta in futuro?
Quanta obesità c’è nel mondo?
Alcune fonti dichiarano come numero di bambini e adolescenti obesi è passato dai 31 milioni del 1990 a quasi di 160 milioni nel 2022.
Il rapporto dell’OMS Europa del 2022 dichiara invece come:
- Il 59% degli adulti e quasi 1 bambino europeo su 3 siano in sovrappeso o obesi.
- L’obesità è considerata una malattia e una delle principali cause di morte e disabilità, contribuendo a oltre 1,2 milioni di decessi all’anno (in UE).
- La prevalenza dell’obesità negli adulti nella Regione europea è la più alta al mondo, eccetto le Americhe. La situazione è in peggioramento e nessuno dei 53 Stati membri è sulla buona strada per fermare l’aumento dell’obesità entro il 2025.
L’obesità aumenta il rischio di malattie non trasmissibili, tra cui tumori, malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e malattie respiratorie croniche. Durante la pandemia da COVID-19, l’obesità è stata associata a un rischio maggiore di complicanze e mortalità. Gli anni della pandemia hanno infatti aggravato la situazione, aumentando i fattori di rischio come la sedentarietà e il consumo di cibi malsani.
Appare chiaro come dunque qualcosa non stia funzionando nell’alimentazione. Le cause sono una concatenazione di eventi e abitudini come la sedentarietà – smart working e video call hanno dato il colpo di grazia – attività e vite molto attive e frenetiche e qualità del cibo sempre più carente.
Quello che arriva in tavola infatti non sempre rispecchia la qualità che immaginiamo o che viene trasmessa dalle pubblicità.
Cosa risulta incrociando i dati del consumo di cibo?
Che Europa e America abbiano un alto livello di obesità e sovrappeso non sorprende. Sebbene i due continenti abbiano abitudini alimentari molto differenti, la sedentarietà, la frenesia e la carente qualità dell’alimentazione hanno portato a far lievitare le percentuali. Paesi come la Cina, ad esempio, conservano una percentuale che si aggira attorno al 8,37%, contro una percentuale Americana al 42,74%, un’Italia al 17,81%, un UK al 27,63 e la Francia al 10% (classifica della Global Obesity Observatory).
Conclusioni? Col cibo occidentale qualcosa non torna.
La nostra alimentazione favorisce carni lavorate, spesso allevate in siti dove scarso igiene, maltrattamento animale e trattamenti alimentari poco sani sono all’ordine del giorno (ricordiamo le varie inchieste sugli allevamenti di polli?); per non parlare poi dei carboidrati trattati e processati in catene industriali, come pasta, pane, alimenti derivati dalla farina e tutti i surgelati.
Appare chiaro, ad esempio, da una mappa illustrativa della Global Obesity Observatory come un ruolo interessante lo svolgano le carni lavorate. Con “carne lavorata” si intende qualsiasi tipo di carne che sia stata modificata per migliorarne il gusto o per prolungarne la durata sullo scaffale dei supermercati. In questa mappa, oltre che alte percentuali di consumo in America ed Europa, notiamo alti livelli anche in Canada o Russia, entrambe nazioni con un livello di obesità superiore al 20%. Notiamo invece un livello decisamente più basso di consumo di carni elaborate in America Latina, Africa e nella parte meridionale dell’Asia, dove la cultura del cibo processato è scarsa o addirittura assente, così come l’obesità (ovviamente non considerando le regioni estremamente povere dove è difficile anche solo reperire dell’acqua potabile).

Non sarà forse che il problema sono proprio supermercati e cibi a lunga conservazione? Certo, in un supermarket troviamo il reparto frutta e verdura o addirittura macellai e fornai con merce relativamente fresca (e nemmeno tanto, specie quando parliamo di grandi marchi) ma tutto il resto ha una data di scadenza tendenzialmente molto lontana.
Il gonfiore dato cibo iper-processato
Oltreoceano poi il problema sembra essere un altro, quello dei cibi iper-processati e dei Food Desert. Pare infatti che, se in Europa ci sono i supermercati col cibo denso di chimica per prolungarne la durata e qualche foglia di insalata, in America esistano zone dove si verifica un vero e proprio fenomeno desertico: è impossibile trovare cibo fresco (frutta, verdura e simili) e l’unico modo per recuperare alimenti simili è percorrere 15 km in direzione di appositi centri di rifornimento.
L’unica alternativa sono dunque i cibi iper-processati, densi di zucchero, iper-calorici ma con nutrienti naturali del tutto assenti che regalano ad un paese ricco e prospero come gli USA il primato di essere tra i più obesi al mondo.
Ma no, noi non ci salviamo grazie alla dieta mediterranea. Continuando così, il numero di obesi occidentali è destinato a salire. Qualcosa nel cibo occidentale non va, non funziona e le statistiche parlano chiaramente: carni, carboidrati e alimenti a lunga scadenza, il problema sembra essere qui. Pertanto è giunto il momento di prendere consapevolezza anche di quanto ingeriamo, non solo di chi eleggiamo al governo.


