Sono appassionato di storia e, visitando Danzica per la prima volta, non ho potuto fare a meno di approfondire la sua ricca storia. Gli ultimi 100 anni di questa città mi hanno davvero aperto la mente.
Innanzi tutto la Polonia: pulita, ordinata, piena occupazione, sicura, non ricchissima (non è Dubai) ma piena di benessere. Una nazione ben gestita e con una storia industriale di tutto rispetto.
Vedere i polacchi così calmi dopo tutto quello che è successo in queste terre negli ultimi 70-80 anni mi ha molto colpito. Queste terre hanno visto l’odio in tutte le sue forme.
Dopo la prima guerra mondiale la città di Danzica, abitata principalmente da abitanti di lingua tedesca, viene dichiarata città libera e viene tolta alla Germania. Tutte le persone vanno e vengono.
Con la crescita del nazismo, gli abitanti tedeschi di Danzica iniziano a porre in atto azioni discriminatorie nei confronti delle minoranze ebre e polacche.
Nel 1939 la Polonia viene invasa e divisa tra Germania e Russia. I tedeschi, nella loro area di controllo, operano azioni di discriminazione e anche sterminio verso le minoranze polacche ed ebree. I Russi non sono da meno con i polacchi della parte che controllano loro: si parla di milioni di persone deportate, mandate in Siberia, sterminate. Dalla sera alla mattina i Russi, alla fine del ’39, sequestrano tutti i terreni e li assegnano alla comunista. Inoltre cancellano la valuta polacca rendendola non scambiabile, azzerando di fatto tutti i risparmi dei polacchi.
Nel 1941 i Russi, invasi a loro volta dai tedeschi, fanno la pace con gli Alleati tra i quali i polacchi. Ma, nei loro confronti, si comporteranno sempre in modo malevolo (ci sono tanti casi di soldati polacchi fatti sparire dai Russi, anche dopo l’alleanza). I Tedeschi mentre invadono la zona polacca sotto controllo russo trovano fosse comuni di cittadini polacchi uccisi dai Russi.
La guerra infine volge in favore dei Russi che, per arrivare a Berlino, devono liberare anche la Polonia. Ogni volta che liberano una città polacca, i Russi generalmente la saccheggiano e stuprano tutte le donne. Gli archivi parlano di almeno 1 milione di donne polacche stuprate durante la “liberazione”. Arrivati nei lager tedeschi, i Russi, documentano le atrocità dei nazisti, ma nel farlo si dimenticano di documentare le loro, spesso anche peggiori di quelle tedesche. Anzi, ferme restando le atrocità naziste, alle volte vedendo i documentari sui lager (che usano molte testimonianze russe) viene da chiedersi se questi non abbiano fatto una ricostruzione a senso unico. Questo non toglie che una visita ai lager veramente è un’esperienza che ti emoziona profondamente: quanto dolore e sofferenza è stata impartita dal nazismo.
Alla fine Danzica viene liberata nel ’45. I Russi e i Polacchi a questo punto cacciano le centinaia di migliaia di tedeschi che vi avevano vissuto da decenni, espropriandoli di tutto. E così Danzica diventa polacca: altra sofferenza.
I Russi impongono alla Polonia “liberata” il governo comunista ed è così che, per altri 40 anni, i polacchi devono subire questa dittatura. Ciò fino all’avvento di Solidarnosc e Lech Walesa che fanno cadere la dittatura a cavallo tra il 1980 e il 1990.
Una storia tragica con milioni di vittime: polacchi, tedeschi, ebrei, russi. Tutti spettatori (e talvolta complici coinvolti contro la loro volontà) di una macchina più grande di loro.
Questa macchina è la guerra. Giusta o sbagliata che sia, noi dobbiamo sapere che questa macchina infernale distrugge la vita di milioni di persone e tira fuori il peggio da ognuno di noi.
Il mio augurio per il 2025 è che ci sia meno guerra, che le nazioni rinforzino gli equilibri e la diplomazia di modo che questa non debba più avvenire.
E, da ultimo, la Difesa: anche se nel passato ho tanto criticato la Nato per le sue azioni di offesa, non facciamoci MAI trovare impreparati ed indifesi come fece la Polonia nel 1939. Ne seguirebbero 40 anni di sofferenze e difficoltà. La Nato, anche se ultimamente ha sbagliato spesso, ricopre un ruolo importante per il nostro benessere.
Un plauso e una lode al popolo polacco che ha saputo riprendersi da tanto odio e distruzione. Speriamo di non dover mai sperimentare quello che hanno sperimentato loro.


