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PMI e affari di famiglia: prevenire e gestire le proprietà contese    

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Intervista ai Fratelli Giordano

In Italia le PMI rappresentano il 99,9% del totale delle imprese sull’intero territorio nazionale, generando oltre il 70% del fatturato del nostro paese e impiegando oltre l’81% dei lavoratori. Questi dati ci dimostrano che le PMI sono decisamente la struttura portante del sistema produttivo ed economico italiano.         
Un dato molto interessante e che caratterizza il nostro paese è che all’interno di questo scenario di piccole e medie imprese, che rappresentano quasi il 100% delle aziende in Italia, le PMI familiari sono circa il 90% di queste e generano l’80% del PIL dando lavoro al 75% della popolazione. In pratica l’imprenditoria in Italia è un grande affare di famiglia!

Da un recente studio su ricerche di mercato molto dettagliate sull’argomento, ho letto che delle analisi dei bilanci appare che proprietà e governo familiare nel contesto delle PMI, sono però correlati ad una minor crescita aziendale.      
Far parte della stessa famiglia quindi, non è scontato che sia un punto di forza verso il successo dell’azienda. Questo perché, essere una famiglia non significa avere uno scopo collettivo comune. Spesso accade che gli interessi dei singoli prendono il sopravvento rispetto alla meta aziendale.

Nella realtà, poi, accade che, nelle imprese familiari si verifica la totale compenetrazione delle due realtà: la famiglia e l’impresa. Quando in quest’ultima non è coinvolto nessun soggetto che non sia della famiglia (quindi esterno) potremmo sostenere che le due realtà si confondano.  

La questione è davvero molto delicata e da quanto avete potuto leggere riguarda la maggior parte delle imprese, e quindi probabilmente anche te che leggi. Le domande a cui tutti gli imprenditori vorrebbero delle risposte sono davvero tante, ma partiamo dalle più diffuse:   

È possibile fare affari in famiglia? Come dividersi fra i ruoli? Quali sono le azioni di successo per far vincere l’azienda e non cadere nelle dinamiche emotive? Come risolvere quando la situazione si blocca? È possibile lavorare con i propri fratelli? E con le proprie mogli?        

Per rispondere a queste domande, mi sono avvalsa dell’aiuto di due fratelli, due giovani imprenditori, che da 15 anni fanno insieme impresa: i Fratelli Giordano, Giuseppe e Fabio.            

Giuseppe e Fabio, titolari del Partner Osm Caserta e soci di Osm Napoli e Osm Roma Nord Ovest,  sugli “affari di famiglia” ne sanno davvero un bel po’. Questo perché oltre ad essere fratelli e lavorare insieme (per di più anche con le loro mogli) negli anni hanno vissuto sulla propria pelle e hanno pagato a loro spese l’esperienza di trovarsi nel limbo famiglia o azienda? Questa esperienza li ha forgiati fino alla decisione di scrivere un libro per condividere la loro storia e quello che hanno imparato (soprattutto dai loro errori) con tutti gli imprenditori di Italia, affinché più nessun imprenditore possa perdere sé stesso in un’azienda.   

È possibile fare affari in famiglia?       

Un imprenditore, soprattutto quello delle PMI a carattere familiare, si trova ogni giorno a fare il trapezista: si muove a grandi altezze cercando di tenersi in equilibrio tra i suoi vari ruoli e di mantenere gli equilibri in azienda. Sa che basta un piccolo passo falso per precipitare! Mentre il trapezista fa del suo meglio per tenersi in equilibrio tra vita o la morte, l’imprenditore cerca di fare altrettanto tra la famiglia e l’azienda. Mai e poi mai vorrebbe scegliere tra l’una o l’altra. Hai bisogno di rinforzare la tua resilienza, il tuo carattere e la tua personalità.

Il miglior modo per gestire con successo un’azienda di famiglia è comportarti come se non fosse tua – sappiamo che può sembrare un paradosso – ma il senso è pensare al bene dell’azienda, non comportarsi come fosse una tua proprietà.        

Come dividersi fra i ruoli?   

Il modo efficace per muoversi tra i diversi ruoli è sempre contemporaneo: volere il bene dell’azienda e volere il bene delle persone.

Fabio: Ognuno di noi ricopre dei ruoli completamente diversi fra loro, ma contemporanei: uomo, figlio, fratello, marito, padre, imprenditore, amico, direttore e socio. Il punto è che li ricopriamo nella stessa vita, nello momento e come nei casi delle PMI appena descritte con le stesse persone! Non dobbiamo dividerci , dobbiamo essere noi stessi (vuoi comprendere meglio il tema? Leggi TU NON SEI QUELLO CHE HAI di F. Giordano) e lavorare ogni giorno sul nostro auto miglioramento.

Giuseppe: Per stare meglio, devi imparare a gestire le aspettative e i ruoli. Tu sei tutto questo e tutto insieme, come puoi farcela? Tu sei uno solo e non puoi scinderti, i tuoi pregi e i tuoi difetti sono gli stessi che dalla sfera personale porti su quella privata (non credere a chi ti dice il contrario, siamo esseri umani!) quindi l’influenza reciproca dei ruoli è inevitabile. Come ha detto Fabio, devi lavorare sulla tua persona e poi migliorare anche come imprenditore per il bene dell’azienda. Non bisogna cadere nei compromessi emotivi che ognuno di questi ruoli possono generare per poi ritrovarti in una proprietà contesa come è successo a noi!

Cos’è una proprietà contesa?        

Per “proprietà contese” si intendono tutte quelle cose di cui l’individuo sente che dovrebbe essere  proprietario o responsabile ma, di fatto, non è così. E nel frattempo, qualcun altro magari la pensa in modo diverso e finisce per ostacolarti nell’essere pienamente proprietario o responsabile di quella “proprietà”.   

Come capire se è in una proprietà contesa?

Provare a rispondersi a queste domande:

A chi appartiene davvero la tua azienda?           
Senti di esserne proprietario o c’è qualcosa che ti sfugge?        
C’è qualcuno che tira più forte di te all’estremità della corda?  
Senti di aver fatto molti compromessi negli anni?          
Quanti rospi stai buttando giù in nome del quieto vivere?        
Quanti litigi sei costretto a fare o a evitare in azienda? 
Senti di avere pieno il potere di decidere per la tua azienda?   

Queste domande servono per riflettere sulle cose che forse non stai affrontando da troppo tempo, e che in questo momento rischiano di paralizzare il tuo benessere e il tuo business.

Tu puoi far crescere un’azienda, puoi avere migliaia di collaboratori, puoi fare utili da milioni di euro, ma se in quell’azienda esiste una proprietà contesa, finirai per bloccarti.  

La proprietà contesa si manifesta solo fra soci o ci sono altre situazioni su cui concentrare la propria attenzione?

Esistono varie tipologie di proprietà contese che riguardano la maggioranza degli imprenditori delle piccole e medie imprese italiane. Per semplicità, le elenchiamo, se qualcuno dei lettori si riconosce ed è interessato ad approfondire siamo a disposizione per condividere quello che noi abbiamo imparato sul campo e sulla nostra pelle.    

1) Non c’è una comune e chiara meta fra soci per la quale tutti sono disposti a lavorare duramente.        
2) Hai un collaboratore “campione” che non sai se rimarrà con te in azienda.     
3) Hai un coniuge che non è certo voglia rimanere con te.     
4) Un cliente importante che minaccia costantemente di lasciarti.         
5) Gli enti di credito hanno il potere di far fallire la tua azienda.               
6) Un passaggio generazionale mal gestito.        
7) Più persone si sentono responsabili dello stesso ruolo.            
8) Titolare che usa l’azienda per autocelebrarsi.              
9) Hai uno s-collaboratore in azienda.  
10) Il patrimonio personale e quello aziendale non sono separati.


QUANDO PERDI LA LIBERTÀ,
SEI DENTRO A UNA PROPRIETÀ CONTESA! 

Quali sono le azioni di successo per far vincere l’azienda e non cadere nelle dinamiche emotive? Come non cadere in questi problemi?      

La nostra esperienza ci ha insegnato che sono quattro i punti principali su cui focalizzarsi: 

  1. una buona organizzazione che preveda un sistema di delega efficace;      
  2. la capacità di motivare e coinvolgere i propri collaboratori; 
  3. un’attenta gestione finanziaria;         
  4. rimanere eticamente integri mantenendo fede agli accordi. 

Solo questo ti rende libero da pensieri ed emozioni negative, ti permette di avere lucidità, di agire in modo razionale e creativo, di non essere schiavo si compromessi  e/o sensi di colpa nei confronti degli altri. Ti permette di essere libero di camminare a testa alta. 

Un’azienda funziona in virtù della qualità dei suoi “accordi”. Dove ci sono rapporti umani devono esserci accordi. Accordi che devono essere: espliciti , scritti, chiari, rispettati e rivisti.

Nelle PMI familiari capita spesso che ci sia un’interscambiabilità e sovrapposizione, cosa comporta? Come mettere ordine?  

La più grande forma di irresponsabilità è la responsabilità condivisa. Se più persone si sentono responsabili dello stesso ruolo siamo di fronte a un’azienda che viaggia alla rinfusa e in cui regna la piena disorganizzazione.     
Più persone possono collaborare e fare parti della stessa attività, ma deve esserci UNO E UN SOLO responsabile ad occuparsene.       

Il ruolo di un imprenditore è fatto di verbi: DECIDERE, AGIRE, SBAGLIARE e CORREGGERE per raggiungere la meta aziendale (e nel bene collettivo). Se sei in etica con il tuo ruolo (ognuno di quelli che ricopri) non avere timore di sbagliare, nessuno è perfetto! Fatti guidare dai tuoi valori relativi a quella sfera di vita che stai gestendo e agisci AVENDO CHIARO IL RISULTATO CHE VUOI OTTENERE.

Come risolvere quando la situazione si blocca?

Noi siamo stati aiutati da Osm. Altre persone sono riuscite a farci vedere quello che noi non vedevamo (è questo quello che spesso succede quando ti trovi in una proprietà contesa) e ora noi desideriamo con tutto il cuore restituire quel bene che ci è stato donato a tutti coloro che incontriamo attraverso il nostro lavoro di analisti e consulenti aziendali. Non abbiamo la presunzione di insegnare qualcosa, ma la voglia di aiutare condividendo la nostra storia e le nostre esperienze.
Per un imprenditore, sapere che chi ti parla sa esattamente cosa stai provando vale più di cento lezioni di economia aziendale!

Fratelli e soci, come si fa?

Giuseppe: Per funzionare come “soci” bisogna stabilire fin da subito ruoli, responsabilità e obiettivi comuni. Non si può cadere nelle aspettative di essere compreso “perché è tuo fratello” o “è scontato che lo faccia perché è tuo fratello”. Proprio perché è tuo fratello devi avere un dialogo diretto con lui.

Non puoi sceglierti i fratelli, ma puoi scegliere se fare o meno società con tuo fratello. Noi lo abbiamo fatto nella più completa libertà e oggi questo resta il primo valore su cui si basa il nostro rapporto come soci e come fratelli.

Siamo completamente diversi ma abbiamo entrambi due personalità molto forti, se non fossimo legati dagli stessi valori e non nutrissimo gli stessi sentimenti l’uno per l’altro sarebbe difficile non andare in scontro.

Le nostre diversità insieme creano un grande valore per l’azienda e per la squadra.

I pilastri della nostra unione sono:

  • UNA META COMUNE (la nostra? Leggi qui!)
  • LA LIBERTÀ DI ESSERE SE STESSI
  • LA SICUREZZA DEL NON TRADIMENTO

Fabio: Tanti mi chiedono come fate ad essere così uniti, come fate ad essere alleati? La risposta è sempre la stessa: lasciare liberi di essere! Bisogna trovare l’accordo sul generare valore, rispettando il proprio modo di farlo.

E con le proprie mogli/mariti?     

Dovremmo scrivere un libro solo per questo! Ahaha! Scherzi a parte. Siamo molto sensibili all’argomento, sia nei confronti dei nostri collaboratori che dei nostri clienti. Loro ci vedono lavorare con le nostre mogli e andare anche d’accordo ci chiedono spesso come questo sia possibile! Parliamo spesso con il nostro team e i nostri clienti di questo argomento, li ascoltiamo e cerchiamo di comprendere la situazione per aiutarli.

Prima di portare il proprio partner in azienda è importante chiedersi: avete una buona comunicazione? Vi sentite liberi di esprimervi l’uno con l’altro?    
Se le risposte sono negative è importante lavorare subito su questi aspetti.   

I rapporti (di coppia e lavorativi) si sgretolano quando si creano tante aspettative soprattutto non comunicate. Quando si lavora insieme è importante creare degli accordi, sia fra partner che fra ruoli in azienda. Le nostre mogli lavorano con noi e questo è stato possibile solo grazie ad una buona comunicazione e il rispetto dei ruoli aziendali e personali.        

Non devi assumere il tuo partner perché è il tuo coniuge, devi assumerlo perché è capace di ricoprire un ruolo in azienda e devi osservare le sue statistiche di performance come osservi quelle di tutti.   
Un partner – meritevole di stare in azienda- si aspetta di avere un’ identità chiara come ruolo. Certamente non vuole essere il “marito di” o la “moglie di”.     
Se il tuo partner invece non è allineato con quanto descritto, devi lavorare prima sulla sua idea di azienda e poi dopo lo inserisci.

La stessa cosa vale anche con i figli?    

Certamente. Vuoi far entrare tuo figlio in azienda o già lavora in azienda?    
Se tuo figlio vuole entrare in azienda, sottoponilo ad un colloquio, assegnagli un ruolo e se la tua azienda è abbastanza articolata, evita di gestirlo tu in prima persona. Poi devi allenare la sua fame di salire sull’organigramma. Non può essere il direttore per il “diritto di nascita”, deve conquistarsi ogni traguardo. (Il segreto su come coinvolgere i giovani? Leggi l’articolo “Giuseppe Giordano e l’elisir per conquistare i giovani”!)

Fabio: SE HAI SUCCESSO E NON SAI COM’È SUCCESSO ALLORA NON È SUCCESSO!           

Sappiamo che ogni tema andrebbe approfondito e ogni situazione analizzata caso per caso, per questo siamo a vostra disposizione per rispondere a domande e curiosità. Scriveteci pure in privato sulle nostre pagine (vedi collegamenti sotto) C’è così tanto da raccontarsi che potremmo organizzare una diretta!   
A settembre uscirà anche il nostro primo libro in cui affronteremo tutto questo e molto altro.

Vogliamo che mai più nessun imprenditore rinunci a sé stesso o ai suoi sogni!   

Il successo di un’impresa familiare passa quindi attraverso i valori, la condivisione di una meta comune, la capacità di gestire le persone in base ai ruoli e coinvolgere i talenti delle differenti generazioni.

Fratelli Giordano
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a cura di Aline Improta

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Aline Improta

La scrittura è fin da piccola il mio grande amore. Giornalista pubblicista dal 2010, negli ultimi dieci anni, ho riversato la mia passione in un altro settore: il marketing. Dopo anni a scrivere per le aziende, ritorno all'anima che c'è dietro ognuna di loro: gli imprenditori e tutte le persone che vivono in quell'ecosistema. Vi starete chiedendo come... Sono Editor e Ghostwriter per Engage Editore. la prima casa editrice italiana che pubblica libri dedicati agli imprenditori scritti da imprenditori. Amo le persone e credo che in ognuna di esse ci sia una luce da tirare fuori e una bellissima storia da raccontare.

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