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Perché il governo US ha nascosto l’ esistenza degli UFO per 80 anni

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Nel XX secolo il fisico Enrico Fermi si interrogava sulla probabilità di entrare in contatto con qualcuno là fuori e da questa domanda, in risposta, derivarono numerose ipotesi.

Fermi infatti si domandava: se là fuori l’universo è così grande, le risorse sono sconfinate e le civiltà evolute potrebbero essere innumerevoli, perché nessuno ha mai bussato alla nostra porta? Vuol dire che non ci sono? Che ci sono e non gli interessiamo? 

Oppure semplicemente la cosa è già accaduta ma non ce ne siamo accorti?

Non abbiamo mai ricevuto una risposta chiara, ma sicuramente ci stiamo avvicinando. Risulta infatti interessante osservare e analizzare il recente approccio del governo americano all’argomento, specie nell’arco degli ultimi anni. 

Partiamo osservando la creazione di un sito e un ufficio governativo apposito nel 2022, il quale raccoglie segnalazioni di UFO e pubblica numerosi file e video di osservazioni dei suddetti, rese di dominio pubblico con l’obiettivo di migliorare la trasparenza, a detta del Pentagono

Una domanda quindi sorge spontanea: perché parlarne proprio adesso? Perché non prima, quando il fenomeno era già evidente e documentato? E soprattutto perché farlo in un modo non del tutto trasparente?

Dal sito è possibile infatti consultare molti file desecretati. Con“desecretato” si intende tuttavia documenti dei quali è stata autorizzata la pubblicazione perché non è più interesse governativo tenerli nascosti. Infatti risulterebbe alquanto rischioso, per un qualsiasi governo, pubblicare con leggerezza una documentazione su qualcosa di importante o potenzialmente pericoloso per il paese. Verrebbe a mancare la sicurezza nazionale per la quale, in teoria, nascono i servizi segreti e strutture simili.

Pertanto viene spontaneo pensare che sul sito in questione ci siano solo file che, tutto sommato, non siano molto diversi da qualcosa che un civile potrebbe vedere o filmare anche in modo autonomo e con poco lavoro dietro.

In più abbiamo a che fare con casi di questo tipo da anni grazie alle numerose testimonianze di whistleblower. Cioè questi informatori che dall’interno di un’organizzazione hanno portato alla luce segreti e documentazioni precedentemente nascoste.

Una delle più recenti testimonianze (2023) è quella di David Grusch, ufficiale della Air Force americana. Grusch ha infatti descritto davanti ai media come, in base alle sue fonti, il governo USA sia in possesso di spacecraft di origine non terrestre, con tanto di corpi dei piloti rinvenuti all’interno. Per non parlare poi dei documenti che dichiara di aver consultato durante i suoi anni di servizio, secondo i quali anche il governo fascista di Mussolini è stato in possesso di reperti alieni rinvenuti nel ’33 e che il governo americano ha aiutato addirittura a mantenere il segreto. 

Pertanto non sono tutte affermazioni da fonti compromesse, ma provenienti da componenti dello stesso sistema che fino ad ora ha occultato ogni traccia e indizio ma che ora, un po’ alla volta, sta cedendo al pubblico dei pezzetti di verità.

Notevole e concreto è infatti il passo avanti fatto nel luglio 2023 con la UAP Disclosure Act of 2023, vale a dire la proposta al Congresso della pubblicazione della documentazione registrata e trattenuta dagli Stati Uniti in merito ai fenomeni degli UFO e tutto quello che li riguarda (qui per leggerne gli atti). Certamente una bella svolta per chi ama questo lato della storia! 

Secondo la proposta, le organizzazioni governative avranno tempo fino a 60 giorni dopo l’approvazione della legge per poter man mano elencare e pubblicare tutte le informazioni dovute. L’obiettivo sarebbe portare alla luce tutta la documentazione che le varie organizzazioni governative e corpi armati hanno accumulato negli anni.

Sembra come se i famosi Men in Black che abbiamo visto sul grande schermo stiano uscendo allo scoperto, in un momento in cui i tempi sembrano più maturi. Eppure non è da prendere alla leggera. 

L’ammissione di verità così forti e sconvolgenti aprirebbero le porte ad una nuova era storica dell’umanità. E allora quali vantaggi avrebbe un governo nel ritardare il più possibile una svolta simile? 

Sembrerebbe quasi il vantaggio del “primo posto garantito”. Una nazione in possesso di tali reperti e contatti potrebbe compiere studi di ingegneria inversa, avviando la costruzione di armi di livello superiore e la produzione di energia rinnovabile a costi veramente bassi. 

Successivamente ciò garantirebbe un dominio indiscusso sui cieli del mondo e addirittura possibilità di conquistare e colonizzare altri pianeti, sfruttandone le risorse. Ma il primato non si realizzerebbe tanto facilmente se altre nazioni concorrono alle medesime conquiste, rallentando l’ascesa americana. Un po’ come è avvenuto per lo sbarco sulla Luna, se altre nazioni come la Russia o la Cina avessero le medesime possibilità, lo scenario sarebbe molto più combattuto.

Chiudiamo con un ultimo quesito a dir poco pungente. 

Assisteremmo a tanti sforzi di sincerità e trasparenza da parte dei poteri centrali se non esistessero whistleblower, registrazioni amatoriali, professionali e documenti ufficiali segreti portati alla luce da informatori coraggiosi?

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Francesco Iavarone

Francesco Iavarone è un autore Pugliese che da anni lavora con le parole. Scrittore, Articolista e Copywriter. La passione per la ricerca e la scrittura nascono sui banchi di scuola per poi diventare una vocazione vera e propria. Dottore in fisica, ama studiare, indagare e scrivere di temi di nicchia, scrivendo con l’intento di far emergere la verità dai fatti presentati e investigati.

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