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Perché gli artigiani non crescono

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Il contagio delle idee: come trasformare le idee virus in un nuovo punto di partenza

Si chiama Reframing, ovvero il processo con cui, superando la cornice di false credenze e idee virus che delimita ciò che vediamo, riusciamo a cambiare prospettiva e a vedere le risorse che possiamo mettere in campo per cambiare la situazione. Riuscire a cambiare idee e punti di vista significa poter cambiare la propria vita, questo perché le nostre azioni sono sempre generate dai nostri pensieri.

IDEE > AZIONI > RISULTATI (in questo ordine) è uno schema che ci mostra in modo logico e consequenziale come vengono generati i nostri attuali risultati.

Cosa bisogna fare se i nostri risultati non ci soddisfano e vorremmo fossero diversi da quelli che sono?

“Demolendo le idee da cui sono partiti e che li hanno prodotti. I nostri risultati sono il prodotto delle nostre azioni, e queste, a loro volta, sono generate dalle idee che abbiamo avuto o da cui ci siamo fatti influenzare fino a farle nostre anche noi. Proprio come un virus, le idee influenzano e si propagano alterando la realtà. Solo se cambiamo prospettiva possiamo vedere le opportunità che ci sono al di là di quella cornice di idee che abbiamo trasformato in una realtà negativa. Le opportunità e il successo nascono quindi da noi!”

Con queste parole, l’imprenditore Francesco Sepiello, fondatore di OSM Artigiani e Arredo Service 4.0 introduce l’argomento delle “idee virus”. In questa intervista, Francesco ci racconta quali sono le idee virus più diffuse degli imprenditori e come superarle per risolvere i problemi e raggiungere i risultati desiderati.

Che cos’è un’idea virus?

Un’idea virus è una convinzione che una persona ha “comprato” da qualcun altro e che da quel momento utilizza come spiegazione, per sé stessa e per il resto del mondo, della mancanza di risultati. L’idea virus è una convinzione o un pregiudizio che coltiviamo e che facciamo crescere e moltiplicare dentro di noi, mentre la realtà e diversa, spesso diametralmente opposta.

Questo stato di cose, condiziona negativamente il nostro approccio alla realtà esterna e di conseguenza, non ci permette di evolverci o scoprire cose che possono migliorarci.

Quali sono le idee virus che avevi tu e che hai riscontrato in altri colleghi?

“È difficile! Io so già tutto! Costa troppo!” Giusto per citarne subito tre!

Queste sono le idee virus che mi hanno frenato per anni, sebbene la mia fortuna, all’età di 20 anni, è stata quella di essere assunto da un’azienda di Pescara dove si “pensava in grande” e in cui mi è stato “piantato” il semino dell’ambizione.

Quando ho aperto la mia azienda, infatti, avevo questo modo di pensare, ma dovevo scontrarmi con il coraggio di rischiare con i miei soldi (è qui che poi diventa più difficile, che “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”) e vi garantisco che è stata una bella lotta per un ragazzo di 25 anni superare i timori, essere lucido e passare all’azione.

Poi ho capito che nulla è difficile se lo affronti con la voglia e la consapevolezza che vuoi superare le difficoltà, pensando e ispirandoti a chi ha fatto di più e meglio di te.

Non si smette mai di imparare e quindi devi studiare, metterti in discussione tutti i giorni e ascoltare, sempre e chiunque (mettendo da parte i pregiudizi) per comprendere cose nuove.

“Costa troppo” è una frase generalista e spesso non contestualizzata. Oramai frasi come questa sono state bandite dal mio vocabolario.

Nell’album delle idee virus, ho ascoltato di tutto: non si può fare!” – un must – “abbiamo fatto sempre così!”“Non fatturo altrimenti pago troppe tasse!” E ancora:ho da fare tanto lavoro, ma non lo faccio altrimenti pago troppe tasse e ho troppi costi!Oppure “ma chi me lo fa fare? Non assumo altrimenti devo discutere con la gente! Non ci sono soldi!  La gente non vuole pagare.  C’è la crisi! Se non lo faccio io, non va bene nulla! Il mio lavoro è particolare, cosa ne vuoi sapere tu? Ci vuole fortuna!” Insomma, potremmo andare avanti per ore!

Tutte idee, che senza neanche accorgersene, trasformano il mestiere di artigiano da una grande passione ad un vero incubo!

Fino a che ti ritrovi davanti ad un bivio dove dovrai fermarti: o ti arrendi a quello che ti capita e diventi come una barca a cui si è rotto il timone, non riesci a governare e sei in balia delle correnti (praticamente vivi la vita di altre persone) oppure prendi in mano la situazione. A quel punto, capisci cosa e come fanno quelli più bravi di te e inizi a metterti “a regime”, occorre tanto sacrificio e duro lavoro ma anche se è la scelta più difficile, è quella che ti farà trionfare.

Il successo, d’altronde non si raggiunge facilmente!

Come ci si arriva? Avendo la consapevolezza che da solo non puoi arrivare lontano, che hai bisogno di una squadra, di fornitori fidati, di clienti professionali che apprezzano il tuo servizio o prodotto, ma soprattutto di TE, che devi essere centrato, devi essere un punto fermo nel dare e nell’avere.

Quali sono i segnali d’allarme?

Possono essere tanti e anche contrapposti. Ad esempio, stai rischiando di fallire per mancanza di lavoro (è la fattispecie più banale) e non ti chiedi perché e dai la colpa a fattori esterni (è un classico!).

Oppure ti ritrovi con poca liquidità perché non sai gestire i pochi soldi che ti entrano, non affronti le cause di quello che ti succede. Anche se sei cosciente che nulla funziona e va bene, non fai nulla per un compromesso, per pigrizia, perché posticipi qualsiasi cosa, perché aspetti che le cose cambino da sole.

Ma puoi rischiare di fallire anche per eccesso di lavoro se non sei in grado di organizzarti e di mantenere gli stessi standard di qualità per tutti i clienti (questo è un segnale!) o di accontentare tutti o ancora, per finire, non sai gestire i tanti soldi che entrano.

I segnali d’allarme, come abbiamo visto, sono molteplici, a volte gli stessi. Per intervenire, basta avere la capacità di leggere numeri, i risultati e quello che dice il tuo mercato di riferimento. 

Come capire quando è il momento di chiedere aiuto?

I segnali di allarme di cui ho parlato prima sono sicuramente degli indicatori che è arrivato il momento di mettere in discussione qualcosa. Per molte persone è molto difficile comprendere quando è il momento perché dipende dal proprio livello di lucidità. Oltre a questo, dipende anche da quanto sei capace di metterti in discussione, più hai l’arroganza di credere di saper tutto e di saperne uscirne, più è facile che tu possa perdere il controllo e intervenire tardi o mai.

Quello che ci tengo tanto a trasmettere ai miei colleghi imprenditori è che confrontarsi, chiedere aiuto non è dequalificante, anzi è una dimostrazione di grandezza.

Anche il confronto può essere d’aiuto, è una forma di aiuto velata, ma la richiesta di aiuto esplicita è la più alta forma di crescita e arricchimento.

Cosa ti ha fatto comprendere che era il momento di cambiare idee? 

Quando ho preso consapevolezza che la mia attività aveva grandi potenzialità che io non sapevo tirar fuori. Ero certo che si poteva raggiungere il successo e così, da quel momento, ho iniziato a cercare CHI mi avesse potuto aiutare a raggiungerlo!

Il momento in cui capisci di dover cambiare mentalità è per me già uno stato avanzato del tuo processo di evoluzione, se sei già disposto come persona a metterti in discussione, hai vinto!

Quindi, se tu in primis sei disposto, nella tua impresa sarà facile cambiare registro, se invece sei refrattario di natura ai cambiamenti, sarà tutto in salita.

Le domande che dovremmo farci per arrivare ad un punto di svolta sono:
cosa fanno i miei competitor che io non so fare?
Come faccio a diventare bravo almeno quanto loro?”

Oppure: “come faccio a differenziarmi sul mercato? Quanto sono disposto a sacrificarmi per raggiungere il massimo dalla mia professionalità? Dunque da dove cominciamo?”

La mattina, guardandoci allo specchio la mattina, dovremmo chiederci: “sono competitivo? Perché non lo sono?” L’ambizione è un ottimo ingrediente per raggiungere questa consapevolezza. E poi, quello che dobbiamo chiederci – e sempre – per crescere di più è: “cosa fanno quelli più bravi di me? Cosa hanno in più rispetto a me? Come hanno potuto raggiungere questi livelli? E io cosa devo fare per arrivarci?” 

Farsi queste domande è un po’ come prendersi a schiaffi da soli e se ti rendi conto (e ti posso garantire che te ne rendi perfettamente conto) che rispondendoti a queste domande trovi giustificazioni o guardi altrove, sappi che sei focalizzato su aree sbagliate e che devi studiare.

Per esempio, le prime volte che andavo a studiare in MBS, mi chiedevo: “perché devo spendere tutti questi soldi?”  Questo perché ero focalizzato sui soldi, non sui risultati e non riuscivo darmi una risposta, poi mi continuavo a chiedere: “perché allora ci vai?”  E la risposta era: “perché mi diverto!” (ma questo non mi non bastava) e poi continuavo dicendomi: “perché imparo cose straordinarie che cambieranno il mio modo di fare azienda!”

Cosa accade se non si è disposti a cambiare punto di vista? 

Si cerca “altrove” il malessere che affligge la propria azienda. Pensieri del tipo sono espressi da frasi come:
I clienti non vogliono pagare (chiediti: come tratti i clienti ? Quale tipo di qualità/servizio offri?)
Qui non viene più nessuno (chiediti: perché? Quanto sono attrattivo? Lo sa il mercato che esisto?)
Si pagano troppe tasse (chiediti: e i tuoi colleghi, non le pagano?)

E potremmo andare avanti ad oltranza! 

Il consiglio che posso dare a chi ha preso consapevolezza o sta iniziando a comprendere che le cose vanno male è di fermarsi e guardarsi intorno: cerca un conoscente, un amico, un collega che ha vinto (in qualsiasi tipo di attività) e chiedigli come ha fatto, sicuramente qualcosa potrai cominciare a cambiare.

Quindi per concludere, se non cambi, sarà la vita a cambiare te e di conseguenza anche chi ti sta vicino, perderai tutto e anche tutti e ti ritroverai a farti compagnia con il ricordo di te stesso e di quello che eravamo… perché il mondo fino a tre minuti fa era diverso!

Cosa accade se invece cambiamo?

Se invece cambiamo, cambia tutto!

Sembra uno stupido gioco di parole, invece dietro questa frase c’è la rivoluzione, c’è la luce in fondo al tunnel, la rinascita, la svolta! C’è il sogno di quando hai avuto l’idea di iniziare questo viaggio che si riaccende e poi si realizza!

Se volessi fare un esempio di un imprenditore che senza cambiare nulla, ha avuto successo, credo che non ne troverei.

Il cambiamento è quotidiano, deve essere un moto perpetuo. Il successo e il raggiungimento di tutti gli obiettivi che mi sono prefissato nella vita, li ho raggiunti per oltre il 90% trasformando ogni piccola idea virus in un nuovo punto di partenza.

Alcuni obiettivi li ho realizzati un po’ prima del previsto, altri dopo, qualcuno si è perso per strada o si è evoluto in altro. Non sempre è andato liscio, e spesso ho pagato a caro prezzo i miei desideri, non c’entra nulla la fortuna o la sfortuna (che per me non esistono).

Entra in scena il tuo modo di pensare e volere il tuo mondo ideale, ci sono tante cose che non mi piacciono, ma non ne faccio un dramma, non mi fossilizzo su chi, come, perché o come avrebbe potuto essere, mi concentro su quello che voglio e vado avanti, il resto è aria fritta!

Tu sei l’attore del cambiamento! Le tue idee sono fondamentali per cambiare le cose!

Leggi le interviste precedenti di Francesco
e scopri Come avere successo nella tua impresa artigiana:

Francesco Sepiello
f.sepiello@gmail.com
Founder Osm Artigiani
Founder Arredo Service

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Francesco Sepiello di OSM Artigiani
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a cura di Aline Improta

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Aline Improta

La scrittura è fin da piccola il mio grande amore. Giornalista pubblicista dal 2010, negli ultimi dieci anni, ho riversato la mia passione in un altro settore: il marketing. Dopo anni a scrivere per le aziende, ritorno all'anima che c'è dietro ognuna di loro: gli imprenditori e tutte le persone che vivono in quell'ecosistema. Vi starete chiedendo come... Sono Editor e Ghostwriter per Engage Editore. la prima casa editrice italiana che pubblica libri dedicati agli imprenditori scritti da imprenditori. Amo le persone e credo che in ognuna di esse ci sia una luce da tirare fuori e una bellissima storia da raccontare.

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