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Perché è importante e come si fa un percorso del cliente – con Francesco Castaldi

percorso del cliente

Nell’ambito della gestione aziendale, il “percorso del cliente” è un concetto fondamentale che racchiude tutte le interazioni che un cliente ha con un’azienda, dal primo contatto fino alla fidelizzazione e oltre. Comprendere e ottimizzare questo percorso è essenziale per garantire un’esperienza cliente eccellente e sostenere la crescita aziendale.

Francesco Castaldi, direttore tecnico della scuola per imprenditori Mind Business School di Bologna e direttore di produzione di OSM – Open Source Management, condivide la sua esperienza su come gestire efficacemente il percorso del cliente. Con anni di esperienza nel settore, Francesco ha visto in prima persona come una gestione attenta e strategica del percorso del cliente possa trasformare le relazioni commerciali e portare a risultati significativi.

Per un imprenditore, capire come costruire e mantenere un percorso del cliente ben strutturato è cruciale. Non solo aiuta a migliorare la soddisfazione del cliente, ma influisce positivamente anche su fatturato, fidelizzazione e reputazione aziendale. In questo contesto, le parole di Francesco offrono preziosi consigli pratici e strategie collaudate che possono fare la differenza nel successo a lungo termine di un’azienda.

Perché è importante per un’azienda definire e gestire il percorso del cliente? Quali sono i principali vantaggi per l’azienda e per il cliente stesso?

Prima di tutto, io direi che la chiarezza delle aspettative allunga la durata delle relazioni. Questo principio non si applica solo ai percorsi dei clienti, ma a tutte le relazioni in generale. 

I vantaggi per l’azienda sono molteplici. Per esempio, nella mia esperienza come direttore di produzione di OSM, ho visto come la gestione del percorso del cliente possa stimolare la creatività e l’innovazione. Abbiamo sviluppato numerosi servizi basati sulle necessità e sui feedback dei clienti, trasformando problemi individuati lungo il percorso in nuove opportunità di business. Questi servizi, inizialmente inesistenti, oggi rappresentano linee di fatturato significative per l’azienda.

Inoltre, il percorso del cliente offre un’opportunità per identificare e risolvere problematiche in modo proattivo. Attraverso una gestione attenta, possiamo vedere dove i clienti potrebbero incontrare difficoltà e creare soluzioni interne per affrontarle. Queste soluzioni non solo migliorano l’esperienza del cliente, ma possono anche diventare procedure standard che aumentano l’efficienza operativa.

Per il cliente, un percorso ben definito significa prevedibilità e sicurezza. Se diciamo a un cliente che potrebbe incontrare un blocco dopo sei mesi di lavoro, sarà preparato e non si preoccuperà quando accadrà. Questa trasparenza aiuta a costruire fiducia e a ridurre l’ansia, poiché il cliente sa che l’azienda è al corrente dei possibili ostacoli e ha già pensato a come superarli.

Quali sono le fasi principali di un percorso del cliente ben strutturato?

Le tre fasi principali che in genere considero quando faccio un percorso con il cliente sono queste:

1. Effetto Wow

La prima fase è cruciale e deve essere indimenticabile. Sono un fanatico dei primi tre mesi di servizio, perché credo fermamente che in questo periodo il cliente debba essere sorpreso positivamente. Durante questi primi mesi, l’obiettivo è creare un’impressione forte e positiva. È come la prima impressione in un incontro: se riesci a sorprendere e soddisfare il cliente in questo periodo, hai gettato solide basi per una relazione duratura. In questa fase, il cliente deve sentire che la sua vita è migliorata significativamente grazie al nostro servizio, anche se non sa esattamente come. Questo effetto wow si ottiene attraverso un’attenzione ai dettagli, un servizio eccellente e una comunicazione chiara e costante. In pratica, il cliente deve percepire che ha fatto la scelta giusta nel lavorare con noi.

2. Valle delle sfide 

Dopo l’effetto wow iniziale, si entra nella fase operativa, che chiamo la “valle delle sfide”. Questo è il cuore del lavoro, dove si affrontano le difficoltà reali e si lavora duramente per raggiungere gli obiettivi concordati. Durante questa fase, è fondamentale mantenere una presenza costante e supportare il cliente nelle sue sfide quotidiane. Qui, il cliente inizia a vedere i progressi tangibili e i benefici del nostro lavoro. È una fase di lavoro intenso e continuo, in cui si consolidano i rapporti di fiducia costruiti nella fase iniziale. Non solo risolviamo i problemi, ma dimostriamo al cliente che siamo in grado di mantenere le promesse fatte inizialmente. La fase operativa si conclude solo quando il cliente ha ottenuto un risultato significativo, quello per cui ha deciso di lavorare con noi. 

3. Attivazione del cliente

Una volta raggiunti i grandi risultati, è importante non fermarsi. La terza fase riguarda l’attivazione del cliente. Questo significa trasformarlo in un ambasciatore del marchio, coinvolgerlo in partnership o collaborazioni future, e mantenerlo attivo nel lungo termine. Credo fermamente che ogni cliente soddisfatto possa diventare una risorsa preziosa per l’azienda, sia attraverso referenze, testimonianze o partecipazione a programmi esclusivi. In questa fase, esploriamo nuove opportunità di collaborazione e manteniamo il cliente coinvolto nelle nostre attività. Per esempio, se un cliente è soddisfatto del servizio ricevuto, possiamo invitarlo a partecipare a eventi aziendali o a condividere la sua esperienza con altri potenziali clienti. Questo non solo rafforza la relazione, ma crea anche nuove opportunità di crescita e innovazione per l’azienda.

In che modo un percorso del cliente ben gestito può influire sui risultati aziendali, come il fatturato, la fidelizzazione e la soddisfazione del cliente?

Quando segui attentamente le tre fasi di un percorso ben strutturato, inizi con un cliente che genera fatturato tramite l’accordo iniziale.Tuttavia, andando oltre le aspettative e creando un’esperienza positiva e memorabile, trasformi questo cliente in un fan fedele. Questo non solo aumenta il fatturato iniziale, ma anche la possibilità di mantenere il cliente nel lungo termine.

Questa benevolenza si traduce spesso in una fidelizzazione elevata. Quando i clienti si sentono apprezzati e vedono risultati concreti, tendono a rimanere fedeli. Ho clienti che, anche dopo vent’anni, continuano a lavorare con noi. In alcuni casi, questi clienti fidelizzati non solo continuano a generare fatturato attraverso l’acquisto dei nostri servizi, ma anche contribuendo attivamente alla crescita aziendale. Possono diventare partner, ambassador, o addirittura parte della nostra rete di vendita, promuovendo i nostri servizi con un’efficacia che supera quella di qualsiasi nuovo venditore.

Inoltre, questa relazione reciproca crea un ciclo virtuoso di soddisfazione e fidelizzazione. Quando un cliente vede che anche noi siamo disposti a investire in lui, magari collaborando su nuovi progetti o condividendo opportunità di business, la sua lealtà e il suo impegno verso l’azienda aumentano. Questo porta a un “allungamento della vita” del cliente, con alcuni di loro che resteranno con noi per sempre.

Quali consigli daresti a un imprenditore che sta iniziando ora a sviluppare il percorso del cliente per la sua azienda?

Nella mia esperienza, il consiglio principale che darei a un imprenditore che sta iniziando a sviluppare il percorso del cliente è di prestare attenzione a tutte le fasi del processo, senza trascurarne nessuna. Ho notato che molti imprenditori tendono a concentrarsi sulla fase operativa, ovvero quella in cui si lavora duramente per ottenere risultati concreti. Questo è certamente importante, ma non basta. 

Spesso, gli imprenditori più avanzati capiscono l’importanza di fare una buona prima impressione. Durante i primi approcci con il cliente, come dicevamo, devi creare un’esperienza wow. Questo significa andare oltre le aspettative e far sentire il cliente accolto e valorizzato sin dal primo momento. Se riesci a sorprendere positivamente il cliente nei primi tre mesi, avrai già posto delle solide basi per una relazione duratura.

Ma il vero punto di svolta sta nella fase di attivazione del cliente, che è spesso la più trascurata. Molti imprenditori pensano in modo passivo, non vedendo le potenzialità di una relazione più profonda e duratura. Considera ogni cliente soddisfatto come una risorsa preziosa che può diventare un ambasciatore del tuo marchio. Non limitarti a vedere il cliente come un semplice acquirente, ma pensa a come può diventare un partner o collaboratore. Ad esempio, puoi valutare la possibilità di instaurare una partnership o un accordo di collaborazione con clienti particolarmente soddisfatti, coinvolgendoli in nuovi progetti o eventi.

Un altro aspetto cruciale è pensare alle collaborazioni come opportunità. Quando un cliente ti chiede un servizio che non offri direttamente, non mandarlo semplicemente altrove. Pensa a come puoi creare sinergie con altre aziende per soddisfare queste esigenze, fai “un’offerta WRAP”. Ad esempio, se un cliente ha bisogno di un servizio complementare al tuo, cerca di stabilire una partnership con un’altra azienda che possa fornirlo. Questo non solo mantiene il cliente all’interno del tuo ecosistema, ma ti permette anche di offrire un valore aggiunto, consolidando ulteriormente la sua fiducia.

Conclusioni

In conclusione, definire e gestire un percorso del cliente ben strutturato è una componente essenziale per il successo aziendale. Francesco Castaldi ha sottolineato come una gestione attenta delle fasi del percorso, dall’effetto wow iniziale, attraverso la valle delle sfide, fino all’attivazione del cliente, possa trasformare non solo l’esperienza del cliente, ma anche i risultati aziendali. Un percorso ben gestito aumenta il fatturato, migliora la fidelizzazione e crea ambasciatori del marchio che possono promuovere l’azienda in modo autentico e convincente.

Per gli imprenditori, il messaggio è chiaro: non sottovalutare l’importanza di ogni fase del percorso del cliente. Investire tempo ed energie nella creazione di un’esperienza cliente eccellente ripaga in termini di crescita sostenibile e relazioni durature. 

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Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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