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Per cosa sei disposta a combattere tutta la vita? Un’intervista a Valentina Tecchio 

Valentina Tecchio: una mamma, una moglie, un'imprenditrice... ma come fa a fare tutto?
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“Vale, ma come fai a fare tutto?” 

Questa è una domanda che a Valentina Tecchio fanno praticamente ogni giorno. Una domanda che le ho fatto anche io quando ho avuto l’opportunità di conoscerla di persona la prima volta. Sì perché Valentina è una mamma di due bambine meravigliose, è una moglie ed anche un’imprenditrice di successo nel mondo dell’estetica. Titolare di Maison22 Esthétique, un’azienda che conta diversi centri estetici in franchising in tutto il territorio nazionale, pioniera del trucco semipermanente e del microneedling, ha girato il mondo come formatrice in diversi convegni. Non solo, Valentina ha creato personalmente la sua linea di prodotti ( Face +, Rigenera e Maison 22 Parfumes) e da anni si occupa di fornire consulenza manageriale alle sue colleghe, attraverso i corsi promossi dalla sua Maison Academy Business

Riuscire a fare tutto è faticoso: non vergognamoci a dirlo 

Non so più quante volte mi abbiano fatto questa domanda. Ma non so nemmeno più quante volte io mi sia ritrovata (nonostante io abbia un marito che è anche un socio e un bravissimo padre per le nostre figlie) a fare le capriole per riuscire a fare tutto. Anche io me lo sono chiesta tante tantissime volte come faccia a fare tutto e, a un certo punto, mi sono data una risposta. 

Io faccio FATICA. E non credo ci sia nulla di male né a dirlo né ad ammetterlo. Alcune giornate ribalterei la scrivania dalla stanchezza che ho addosso. Anche io ho i momenti no, le giornate storte. Anche io sto male, soffro, mi butto giù quando succede qualcosa di brutto. Gestire i problemi di una famiglia, di una relazione, di un’azienda e i propri patemi personali non è una boccata d’aria fresca e, anche se non sempre lo do a vedere, la verità è che ci sono giorni meravigliosi ma ci sono anche tante, tantissime notti insonni. 

La bellezza salverà il mondo

Dove trovi la forza in quei momenti “no”? Che cosa ti spinge ogni giorno ad andare avanti, a non mollare e a mantenere alto l’entusiasmo per sviluppare i tuoi nuovi progetti? 

Il punto è che io amo il mio lavoro. Amo quello che faccio. Mi piace vedere le donne che dopo un mio trattamento si guardano allo specchio e si sentono meglio, si accettano e si amano di più di prima. Con le mie attività cerco di dare un grande contributo alla felicità delle persone. Vedere poi le mie bambine ridere, venirmi incontro per abbracciarmi quando rientro a casa è una cosa che non ha prezzo. Così come il fatto di condividere tutto lavoro, casa e famiglia con Raul, mio marito, è per me una vera benedizione. Cerco con tutta me stessa di rendere felici le persone che mi stanno attorno rispettando i miei più grandi valori: famiglia, lavoro, generosità, lealtà, bellezza e originalità. Questo è ciò che mi motiva, tutto questo è ciò che mi gratifica e mi fa sentire di essere sulla strada giusta. 

So di essere perfettamente in linea in tutto ciò che faccio con tutto ciò che credo e questo batte sia la fatica che la stanchezza dieci a zero. Per questo, anche dopo essere stata in down per qualche ora o per qualche giorno, torno in piedi, più carica che mai, pronta ad affrontare le nuove sfide che la vita mi mette di fronte. 

La fortuna non esiste la fortuna si crea! 

So che spesso qualcuno ti dice che sei molto fortunata perché vivi vicino ai tuoi genitori, o perché puoi contare sull’aiuto di una baby sitter, insinuando talvolta che tutto ciò che sei riuscita a costruire non sia una questione di merito, ma appunto di “fortuna”. Come rispondi a queste persone? 

Beh a queste persone rispondo che semmai sono fortunata ad avere dei genitori giovani, in salute e ancora molto attivi. Sul fatto che siano vicini e che mi aiutino dico invece che è qualcosa che abbiamo deciso, voluto e programmato insieme. I miei genitori sono le persone che mi hanno creata, cresciuta e mantenuta fino alla maggiore età e io non li abbandonerò mai. 

Diciamocelo, i genitori non sono sempre perfetti. Però io ho deciso di fare diventare la mia famiglia imperfetta la famiglia giusta per me. Mi sono sforzata di accettare le nostre imperfezioni. Il mio lavorare tanto ha sempre compreso il vivere insieme. Se io cambio casa, la cambiano anche loro. Io non lavoro soltanto per me, io lavoro per tutto il nucleo familiare.  Mi sono data da fare per ottenere questo, per costruire case vicine, per fare in modo che io potessi restituire loro un po’ di denaro, libertà e serenità, per fare in modo che potessero godersi le loro nipoti, per fare in modo di stare con me. 

Lo stesso vale per la baby sitter. Quando ho iniziato a fare l’imprenditrice, sono partita con un debito di 80 mila euro e zero aiuti. La baby sitter non mi è piovuta dal cielo, né fa il suo lavoro per beneficenza. La baby sitter la pago grazie a quello che ho fatto e continuo a fare. Ha un contratto part-time regolarizzato con uno stipendio mensile. Credo che semmai la “fortuna” che possono dirmi di avere è la forza di lavorare quattordici ore al giorno, anche se forse l’unica vera fortuna che mi è capitata davvero nella vita è stata quella di incontrare un uomo come Raul. 

“Il tuo sogno deve essere sempre più grande del sacrificio che fai per realizzarlo!”

Che cosa consiglieresti alle donne che non vogliono scegliere se fare carriera o se avere una famiglia? C’è qualche segreto che vorresti condividere con loro? Su cosa dovrebbero mettere il loro focus per far funzionare al meglio matrimonio, casa, lavoro e famiglia senza rinunciare a se stesse? 

Devi avere chiaro che cosa vuoi ottenere e, per avere chiaro ciò che vuoi ottenere, devi avere chiari quali sono i valori che guidano i tuoi sacrifici. Non puoi fare questa vita solo per avere una bella casa o un fila di follower. Non puoi fare questa vita solo perché vuoi poterti permettere una macchina, o delle vacanze di lusso. Queste cose ti motivano per qualche tempo, ma poi dopo un po’ non sono sufficienti per sostenere i ritmi, le difficoltà e i problemi di tutti i giorni. Tutto questo può reggersi soltanto se ciò che ti spinge a lavorare è un Perché molto forte, grande: più spirituale che materiale.  

Personalmente i miei perché sono: 

  1. essere una donna libera. 
  2. avere una famiglia unita. 
  3. aiutare le donne a sentirsi bene e a sentirsi belle. 
  4. rendere la mia azienda eterna attraverso le altre persone. 
  5. lasciare un segno importante e grande in questa vita. 

Ognuno di noi deve avere il suo perché che sia una religione, una passione, una missione sociale… non importa. Quello che mi sento di dire a coloro che leggeranno è: realizzatevi prima come individui, scegliete che cosa che va bene per voi, poi condividetelo con le persone che sono sulla tua stessa lunghezza d’onda! Non fatevi dire dagli altri qual è il vostro vero Perché, non seguite le cose che fanno tutti solo perché le fanno tutti!  

Non a caso la regola 22  che ho scritto sul mio ultimo libro dice: solamente tu conosci davvero per che cosa sei disposta a combattere tutta la vita! 

Saluto Valentina dopo l’intervista e la sensazione che mi lascia è quella di una donna forte, ma al contempo “normale”, una donna con una personalità e una sensibilità unica che pur avendo costruito un impero ti trasmette con semplicità e trasparenza la sua vicinanza. Valentina è una donna straordinaria proprio come ognuna di noi. Tra i suoi pregi e i suoi difetti, tra i suoi up e i suoi down, ogni giorno fa i conti con se stessa, senza sentirsi superiore o in competizione. Lei sa che la guerra più dura da combattere è quella contro i nostri stessi giudizi, con l’immagine che vediamo di noi allo specchio. E lei, con il suo lavoro, ha deciso di essere una nostra alleata, rendendoci più facile il tutto, aiutandoci a ri-scoprire la nostra bellezza. 

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Claudia Bosi

Editor e Ghost Writer per Engage Editore. Dopo anni di studi di Filosofia sono approdata nel mondo del lavoro e sono riuscita a fare di un dono la mia professione, grazie al contributo di persone illuminate capaci di vedere oltre un semplice curriculum. Io amo le storie delle persone, indago fra sogni ed esperienze vissute. Penso che la scrittura e la lettura siano armi potentissime che l'essere umano ha a disposizione. Le cose essenziali per crescere, comunicare, apprendere e ricordare. In quest'arte c'è la vita e il senso di ogni grande sviluppo e scoperta, è lo specchio dell'anima che riflette l'umanità tutta. Con le parole scritte si rivoluziona il mondo, ci si apre agli altri, si scopre qualcosa di sé, si lascia una traccia indelebile da qui all'eternità.

2 thoughts on “Per cosa sei disposta a combattere tutta la vita? Un’intervista a Valentina Tecchio 

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Siamo troppo spesso abituati a pensare che “la coperta sia sempre troppo corta”. 

Non c’è abbastanza tempo, non abbastanza spazio o denaro per fare ciò che vogliamo. Per andare dove vogliamo, per essere chi desideriamo. Come se le nostre vite dovessero viversi nei ritagli, o meglio negli scarti, di qualcun altro. Perché quasi sicuramente c’è qualcuno là fuori che ha più di te e che quindi finisce per  “toglierti la tua parte”. 

Ma qualcuno CHI? Il punto sta tutto qui: “NESSUNO ti sta togliendo qualcosa”!

Ma come si fa ad uscire da questo modo di pensare così comune e così impattante? 

“Non aver paura di andare in disaccordo”, “non accettare” – mi risponde decisa Elena Busato, manager di Open Source Management e mamma di tre figlie meravigliose. 

“Sei tu che casomai accetti che è arrivato il momento di accontentarsi, non gli altri!”

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Quante volte hai detto a te stessa di non avere un sogno da realizzare? Quante volte hai guardato gli altri e hai pensato “beati loro che hanno le idee chiare“?

Ci sono persone che fin dalla loro tenera età sapevano che cosa avrebbero realizzato da grandi. Sono nate convinte del lavoro che avrebbero svolto e dei risultati che un giorno avrebbero raggiunto.

Talvolta guardiamo queste persone come dei veri e propri alieni, delle persone baciate dalla fortuna. Persone inarrivabili, vere e proprie eccezioni.

Ma non sempre ciò che non vediamo non esiste…

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Che le coincidenze non esistano, non è sempre un dato facile da metabolizzare. Soprattutto quando i puntini della nostra vita iniziano a formare un disegno chiaro, soltanto dopo anni di esperienze, fatiche, prove ed errori.

“Chi l’avrebbe mai detto?” – ci chiediamo, eppure, in certi istanti, tutto sembra suggerirci che le risposte a certi quesiti esistenziali, ce le avevamo già in tasca. Le conoscevamo già. Da bambine, quando ancora forse quelle domande non ce le ponevamo nemmeno.

Ho parlato di questo con Jessica Laconi, donna, mamma, imprenditrice e moglie. Da anni è titolare, assieme al marito, Alessandro Viviani, della Autotrasporti Viviani SRL, un’azienda valtellinese di trasporto merci su strada in conto terzi.

Un’azienda che Jessica non avrebbe mai pensato di guidare da bambina, ma a cui, i suoi giochi, in qualche modo le avevano sempre suggerito di andare incontro. Non è un caso che sua cugina, a un certo punto, le disse: “Quando eri piccola giocavi con i camion, ora ti stai per sposare con uomo che ha un’impresa di trasporti…”

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