Il passaggio generazionale in azienda è sicuramente uno dei temi più importanti per gli imprenditori. Prima o poi, infatti, che lo vogliano o meno, saranno chiamati a cedere la gestione della propria attività ad un giovane figlio o, in alcuni casi, anche a una persona esterna alla famiglia.
Un passaggio generazionale ben gestito può determinare la continuità e la crescita di un’impresa. Questo momento delicato richiede attenzione, strategia e una gestione accurata per garantire una transizione senza intoppi. Se affrontato in modo sbagliato, il rischio è che il giovane successore si ritrovi con un’azienda che non desidera o che non è proprio in grado di gestire, portandola così al fallimento.
Perciò, se sei un imprenditore, leggere questo articolo può esserti estremamente utile: prima o poi, anche tu dovrai affrontare il passaggio generazionale e iniziare a prepararti in anticipo può fare davvero la differenza.
In una recente diretta, Massimo Giglioli, autore del libro “Di babbo in figlio”, ha affrontato proprio il tema del passaggio generazionale. In questo articolo riprenderemo i contenuti della sua diretta ed esploreremo insieme il processo di transizione aziendale attraverso la storia di Massimo e della sua azienda di famiglia, la Giglioli Srl. Basandosi sulla sua esperienza, Massimo darà preziosi consigli per gli imprenditori che si trovano ad affrontare questa importante fase.
La storia di Massimo e Uliviero Giglioli
Massimo Giglioli condivide con noi la storia della Giglioli Srl, un’azienda fondata da suo padre Uliviero 46 anni fa. La storia dell’azienda iniziò in un modesto garage, dove Uliviero realizzava accessori per confezioni, come nastrini e spalline, molto richiesti negli anni ’70 e ’80. Poi, Uliviero scoprì le macchine trapuntatrici e decise di specializzarsi in questo settore, trasformando la sua piccola attività in una realtà più strutturata e conosciuta.
Massimo, figlio di Uliviero, non aveva una passione chiara da ragazzo e si avvicinò così, un po’ per caso, al mondo aziendale del padre. Dopo aver completato gli studi di ragioneria e aver iniziato l’università, decise quindi di unirsi all’azienda di famiglia. Da quel momento, iniziò un percorso che lo portò, passo dopo passo, a diventare un grande e responsabile imprenditore.
Il ruolo della gavetta
Uno dei punti che Massimo sottolinea di più nel suo racconto è proprio l’importanza della gavetta.
“Partire dalle mansioni più semplici e operative è stato fondamentale per comprendere a fondo l’essenza dell’azienda” dice Massimo. Questo approccio gli ha permesso di conoscere bene i processi aziendali e di acquisire tutte le competenze tecniche e operative essenziali per poter poi gestire l’azienda al meglio.
Massimo ci tiene a far comprendere che la gavetta non è solo una fase di apprendimento tecnico, ma anche una grande opportunità per sviluppare un senso di appartenenza all’azienda e di comprendere le dinamiche interne. Secondo Massimo, partire dalla gavetta è stato determinante non solo per il suo sviluppo personale, ma anche per guadagnare il rispetto e la fiducia di tutti i collaboratori.
Per questo, Massimo consiglia vivamente di non saltare questa fase e di non farla saltare a chi subentrerà. Non importa se a prendere in mano l’azienda sarà tuo figlio: se sei un imprenditore e vuoi trasferire la gestione a qualcun altro, non fargli mai saltare la gavetta! È l’unico vero modo di conoscere ogni aspetto del lavoro, dalle mansioni più semplici a quelle più complesse, creando una base solida per le future responsabilità manageriali.
La creazione di nuove opportunità
Un altro aspetto interessante della transizione generazionale in azienda è la creazione di nuove opportunità. Massimo racconta di come sia stato fondamentale per lui sviluppare nuovi progetti e reparti. Questo non solo gli ha permesso di mettere alla prova le sue capacità imprenditoriali, ma ha anche dato un valore aggiunto all’azienda che prima non aveva.
Creare nuove opportunità è un consiglio prezioso per chi sta passando il testimone, poiché consente ai nuovi arrivati di mettersi alla prova e di sperimentare e sviluppare competenze manageriali in un contesto relativamente protetto perché ancora non essenziale. Pensaci bene: se il progetto non va a buon fine, non ci saranno gravi conseguenze, ma se invece ha successo, avrai una nuova area aziendale e un giovane leader che ha acquisito esperienza e imparato tante cose nuove!
Nel caso di Massimo, l’introduzione di un nuovo software per la realizzazione dei disegni delle trapunte ha rappresentato una grande innovazione. Questo progetto gli ha permesso di sviluppare competenze tecniche avanzate che nessun altro aveva in azienda e di assumere una posizione di responsabilità, gestendo autonomamente un nuovo reparto.
Creare nuove opportunità significa anche permettere al giovane imprenditore di sperimentare, fare errori e imparare da essi, costruendo così la sua esperienza e sicurezza.
La sfida della delega nel passaggio generazionale
Durante un passaggio generazionale si passa anche attraverso la delega. Massimo evidenzia come sia stato difficile per lui e per suo padre Uliviero affidare responsabilità ad altri. Spesso, infatti, l’imprenditore ha la convinzione che nessuno possa svolgere un compito meglio di lui. Ma, come ben saprai e come anche Massimo sottolinea, delegare non è opzionale, ma necessario per la crescita dell’azienda!
La delega consente all’imprenditore di liberare tempo per dedicarsi a compiti strategici e sviluppare una squadra di collaboratori forti e affidabili. In più, siccome non ci sarai in eterno, è essenziale che altre persone possano continuare a gestire la tua azienda mantenendo alti i tuoi standard. Perciò delegare diventa una vera e propria necessità!
È importante poi tenere a mente che delegare non significa semplicemente assegnare compiti ad altri, ma richiede fiducia, formazione e supervisione da parte tua. Massimo ricorda come inizialmente fosse riluttante a delegare la gestione dell’ufficio tecnico, temendo di “perdere il controllo” su una parte importante dell’azienda. Nonostante ciò, ha deciso di lasciar andare e di imparare a fidarsi dei collaboratori. Questo, a posteriori, si è rivelato un passo fondamentale. Identificare persone di talento all’interno dell’azienda, come Emanuele nel caso di Massimo, e investire nella loro formazione e crescita professionale è una delle decisioni migliori che tu possa prendere. Questo ti permette di costruire un team solido in grado di portare avanti la tua azienda con la stessa efficacia, se non ancora meglio, di come hai fatto tu.
Il ruolo della comunicazione
Una delle lezioni più importanti emerse dalla storia di Massimo è l’importanza della comunicazione. Durante il processo di transizione, infatti, dev’esserci un dialogo aperto e trasparente tra le diverse generazioni. Massimo e suo padre si sono resi conto, col senno di poi, che avrebbero dovuto fare molte più domande e chiarire meglio le loro aspettative reciproche. La mancanza di comunicazione può davvero portare a fraintendimenti e conflitti, che possono essere evitati solo con un confronto sincero e costruttivo.
La comunicazione efficace include discutere apertamente gli obiettivi personali e aziendali, le aspettative e le preoccupazioni. È importante che entrambe le parti si sentano ascoltate e rispettate. Massimo suggerisce di fare domande mirate, come: “Quali sono i tuoi obiettivi per l’azienda?” o “Come immagini il tuo ruolo nei prossimi anni?” Queste domande aiutano a chiarire le aspettative e a pianificare il passaggio in modo più efficace. In più, una comunicazione aperta favorisce la costruzione di un rapporto di fiducia e collaborazione tra le generazioni.
Mantenere l’umiltà
Sia chi passa il testimone che chi lo riceve deve essere sempre pronto a mettersi in discussione. Durante il passaggio generazionale, è inevitabile che sorgano disaccordi o tensioni su diversi aspetti. Per questo motivo, l’umiltà è una qualità fondamentale in questo processo.
Indipendentemente dalle proprie opinioni, infatti, è importante essere sempre umili, rispettosi e comprensivi, cercando di mettersi nei panni dell’altro e di venire incontro alle sue esigenze. Certo, non sarà semplice, perché le idee saranno spesso molto diverse, il che è naturale data la differenza generazionale. Tuttavia, è proprio attraverso questo approccio che si può ottenere un passaggio generazionale di successo, unendo la tradizione di chi ha guidato l’azienda con l’innovazione di chi subentra.
Massimo sottolinea come sia stato importante che entrambi, sia il padre Uliviero che lui stesso, abbiano mantenuto sempre un atteggiamento umile e aperto al confronto. Dunque essere disposti ad imparare, ad ascoltare e a riconoscere i propri limiti è davvero importante.
Consigli per un passaggio generazionale di successo
Dall’esperienza di Massimo, quindi, possiamo trarre alcuni consigli pratici per un passaggio generazionale di successo.
Rivediamoli insieme in modo da riassumerli:
Partire dalla gavetta: la gavetta è un’opportunità per sviluppare un senso di appartenenza all’azienda e comprenderne le dinamiche interne. Per questo partire dalle mansioni più semplici e operative è fondamentale per acquisire le competenze necessarie per poter poi gestire al meglio l’azienda.
Creare nuove opportunità: sviluppare nuovi progetti non solo permette al giovane di mettere alla prova le sue capacità imprenditoriali, ma dà anche un valore aggiunto all’azienda. Creare nuove opportunità significa permettere al giovane imprenditore di sperimentare, fare errori e imparare da essi, costruendosi così la sua esperienza e sicurezza.
Delegare con fiducia: affidare responsabilità ad altri per liberare tempo e sviluppare una squadra competente è essenziale per la crescita dell’azienda.
Comunicare apertamente: mantieni sempre un dialogo aperto e trasparente con la persona a cui stai delegando l’azienda in modo da evitare ogni tipo di fraintendimento o conflitto.
Mantenere l’umiltà: sia chi passa il testimone che chi lo riceve devono essere pronti a mettersi in discussione. L’umiltà permette di creare un ambiente di lavoro collaborativo e di costruire relazioni basate sulla fiducia.
Il passaggio generazionale in azienda è un processo complesso, ma essenziale per garantire la continuità e la crescita dell’impresa. Ogni azienda è unica e questo passaggio deve essere adattato alle specificità e alle esigenze di ciascuna realtà.
Tuttavia, i principi fondamentali citati da Massimo (partire dalla gavetta, creare nuove opportunità, delegare con fiducia, comunicare apertamente e mantenere l’umiltà) sono validi per qualsiasi tipo di impresa.
L’esperienza di Massimo dimostra che, nonostante le numerose sfide, un passaggio generazionale ben gestito può davvero portare l’azienda verso nuovi orizzonti.
Allora, cosa stai aspettando? Applica anche tu i cinque consigli di Massimo e guida la tua azienda verso il passaggio generazionale!
Se vuoi scoprire la storia di come Massimo e Uliviero Giglioli hanno vinto, tra tradizione e innovazione, la sfida del passaggio generazionale in azienda, leggi ora il libro “Di babbo in figlio”


