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Parlare di soldi ai figli, come farlo – intervista ad Andrea Condello

Parlare di soldi ai figli
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“Parlare di soldi ai figli” è un tema che tutti i genitori si trovano ad affrontare, e chi meglio di Andrea Condello può offrire una prospettiva chiara su questo argomento? 

Andrea, co-fondatore di OSM, ha conquistato notorietà nel mondo imprenditoriale, ma è la sua esperienza pratica come padre che lo rende una voce autorevole in questo contesto.

Dietro i successi professionali, c’è un uomo che ha imparato a bilanciare le richieste del mondo degli affari con le sfide quotidiane della genitorialità. Andrea ha attraversato gli alti e bassi della vita, trovando il tempo e le risorse per educare i suoi figli sulla gestione del denaro e i valori ad essa associati.

Fin da giovane, Andrea ha sognato una vita ricca di successo, libertà e impatto. Attraverso gli anni, ha trasformato quel sogno in realtà, costruendo non solo un impero aziendale, ma anche un solido rapporto con i suoi figli. 

Nel suo libro “Be Free“, Andrea condivide il suo percorso, offrendo una guida basata sulla sua esperienza personale e professionale. 

Ma oggi, avremo l’opportunità di andare ancora più a fondo, di conoscere l’uomo dietro la leggenda e di scoprire come ha affrontato una delle sfide più grandi di ogni genitore: Parlare di soldi ai figli educandoli alla comprensione e al rispetto del denaro.

Senza ulteriori indugi, diamo il benvenuto ad Andrea e immergiamoci nelle sue parole ed esperienze.

  • Andrea, cominciamo dalle basi: a quale età hai iniziato a parlare di soldi con Ginevra e Andrea e perché hai scelto quel momento specifico?

Con Ginevra, la nostra prima conversazione sul denaro ha avuto luogo in un momento piuttosto inaspettato, ma significativo: quando le è caduto il suo primo dentino. In quel momento, le ho spiegato che nella vita, quando affrontiamo e superiamo le sfide o le difficoltà, spesso riceviamo delle ricompense. È un po’ come uno scambio: fai qualcosa di difficile o importante e poi vieni premiato.

Mentre cresceva, la sua curiosità sul denaro è naturalmente aumentata. Mi ricordo che una volta, vedendomi utilizzare un bancomat, ha iniziato a fare domande. Ho colto l’occasione per spiegarle che quel bancomat non eroga semplicemente denaro a piacere, ma che sono i soldi che ho guadagnato con il mio duro lavoro. E ogni tanto, quando ne ho bisogno, vado a ritirarli.

Ho sempre creduto nell’importanza di parlare ai miei figli di soldi, perché ritengo che sia fondamentale prepararli per una realtà in cui la gestione finanziaria è una competenza chiave. E anche se queste conversazioni possono sembrare semplici o banali, gettano le basi per una comprensione più profonda del valore del denaro e del lavoro nel corso della loro vita.

  • In che modo la tua esperienza come imprenditore ha influenzato l’approccio con cui hai trattato il tema del denaro con i tuoi figli?

La mia esperienza come imprenditore ha avuto un ruolo cruciale nel modellare le conversazioni sul denaro con i miei figli. Ricordo che Ginevra, in un’occasione, mi fece una domanda molto diretta: “Come si fa a guadagnare tanto?” La mia risposta fu semplice: “Lavorando sodo”. 

Ma non mi sono fermato lì. Ho voluto approfondire, spiegandole l’importanza di dare valore alle persone. Se, ad esempio, lei fosse stata in grado di aiutare qualcuno a guadagnare di più o a raggiungere i propri obiettivi, avrebbe sicuramente ricevuto una ricompensa in cambio. Questo principio del “più dai e più ricevi” vale in molte sfere della vita, e sicuramente anche con i soldi. Tuttavia, non si tratta solo di guadagnare, ma anche di avere un profondo rispetto per il denaro e il valore che rappresenta.

Con Andrea, la situazione era diversa. Confrontarsi con i compagni di classe, molti dei quali erano figli di famiglie benestanti, non è stato facile per lui. Questi ragazzi sembravano avere tutto, e io ho scelto consapevolmente di non seguirne l’esempio, soprattutto in un periodo in cui Andrea stava affrontando difficoltà a scuola. Ho voluto che lui imparasse il valore reale del denaro, piuttosto che vederlo come un diritto acquisito. Anche se all’epoca può essere sembrato duro, oggi Andrea, da adulto, apprezza e riconosce il significato di quell’insegnamento.

In Italia, spesso si ha un’opinione distorta del denaro. Grazie a certi preconcetti, influenzati anche dalla chiesa, gli italiani tendono a vederlo come “vil denaro” e si identificano spesso come semplici risparmiatori. Nel mio libro “BE FREE”, espongo una visione differente: il denaro, per me, è uno strumento. Uno strumento che, se utilizzato correttamente e con saggezza, può portare libertà, opportunità e crescita. E sono questi i princìpi che ho cercato di trasmettere ai miei figli.

  • Quali sono, secondo te, i concetti chiave che ogni genitore dovrebbe trasmettere ai propri figli quando si parla di gestione del denaro?

In primo luogo, è cruciale comprendere che il denaro dovrebbe lavorare per te, e non viceversa. Invece di vedere il denaro come qualcosa da inseguire incessantemente, dovremmo considerarlo come uno strumento che può essere utilizzato in modo strategico per generare ulteriori risorse.

Per rendere questo concetto più tangibile ai miei figli, ho utilizzato un salvadanaio trasparente. Questo non solo permetteva loro di vedere fisicamente come crescevano i loro risparmi, ma serviva anche come motivazione per raggiungere gli obiettivi finanziari che si erano prefissati.

Ma risparmiare è solo una parte dell’equazione. 

Ho voluto trasmettere loro l’importanza dell’investimento. Investire significa far lavorare il tuo denaro in modo proattivo e può essere una delle chiavi per raggiungere la libertà finanziaria. Con semplici schemi e modelli, ho mostrato a Ginevra e Andrea l’effetto moltiplicatore degli investimenti, illustrando ciò che avrebbero potuto accumulare in 10, 20 anni.

  • Quali errori comuni i genitori dovrebbero evitare quando parlano di soldi con i loro figli?

Quando si parla di soldi con i propri figli, ci sono vari errori che i genitori possono commettere, spesso con le migliori intenzioni.

  1. Non parlarne affatto. Questo è probabilmente l’errore più grande. Ignorare il tema non aiuterà i figli a prepararsi per il futuro. Anzi, potrebbe lasciarli impreparati di fronte alle sfide finanziarie della vita adulta.
  2. Rinviare la conversazione. Dire cose come “Adesso non puoi capire, quando sarai grande ne parleremo” non fa altro che ritardare un’educazione finanziaria essenziale.
  3. Offrire soldi senza condizioni. L’idea di “ti do i soldi perché esisti” è dannosa. Dovremmo evitare di offrire paghetta, motorino, macchina, o qualsiasi altra cosa, se non come premi legati a risultati prestabiliti. Questo insegna ai figli il valore del lavoro e l’importanza di guadagnarsi ciò che desiderano.
  4. Eccessiva generosità. Si può pensare che comprare regali costosi o soddisfare ogni desiderio di proprio figlio sia un segno d’amore. Ma l’amore non si misura in termini monetari. I sensi di colpa o il desiderio di compensare non dovrebbero mai essere appagati con il denaro.

Personalmente, sono cresciuto in una famiglia con risorse limitate e la mia mentalità iniziale era quella di voler dare ai miei figli tutto ciò che non avevo avuto. Ma con il tempo ho capito che ciò non era necessariamente un bene per loro. Le mancanze che avevo vissuto mi avevano reso resiliente e autonomo, doti che avevo acquisito, ad esempio, imparando a riparare le bici a soli 9 anni. E ho voluto che anche i miei figli sviluppassero simili abilità e caratteristiche. 

Spesso vediamo che la seconda generazione in azienda ha difficoltà, e questo può derivare proprio da un’educazione finanziaria carente o da un approccio sbagliato al denaro durante la crescita. Se i giovani crescono pensando che tutto gli sarà dovuto, senza dover lavorare duramente per ottenere risultati, potrebbero non essere pronti a prendere le redini di un’azienda e ad affrontare le molteplici sfide che questo comporta. 

Ecco perché è fondamentale impartire le giuste lezioni finanziarie fin da giovani. Sento spesso dire dai genitori che vogliono “sistemare” i figli. Ma i figli non sono soprammobili! Dobbiamo prepararli a vivere nel mondo, e questo significa insegnare loro il valore del denaro e come gestirlo in modo saggio.

  • Infine, se potessi dare un solo consiglio ai genitori che stanno cercando il modo migliore per introdurre il tema del denaro ai loro figli, quale sarebbe?

Se dovessi dare un solo consiglio ai genitori che desiderano parlare di soldi ai figli, direi senza dubbio: inizia il prima possibile. Fin dalla tenera età, i bambini sono incredibilmente ricettivi e capaci di comprendere concetti che spesso sottovalutiamo. Introdurre l’idea del denaro come uno strumento di scambio può gettare le basi per una solida comprensione finanziaria in futuro.

E non si tratta solo di parlare di soldi in termini astratti. Trova sistemi di incentivazione concreti per mostrare ai tuoi figli come funziona il rapporto tra lavoro, impegno e ricompensa. 

La storia di Andrea Condello è un promemoria del fatto che l’educazione finanziaria non è solo una questione di cifre e bilanci, ma anche di valori, rispetto e responsabilità.

Dobbiamo riflettere sul modo in cui gestiamo il denaro, ma anche su come lo presentiamo ai giovani che guardano a noi come modello. La prossima generazione di leader, imprenditori e professionisti dipenderà dalle lezioni che trasmettiamo oggi.

E come ha brillantemente espresso Andrea, l’investimento più grande che possiamo fare è nel futuro dei nostri figli. 

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Francesca Turriciano

Sono una copywriter. E mi ritengo veramente “fortunata” perché per lavoro posso “giocare” con le parole ogni giorno. Ma non solo. Posso dare sfogo a tutto ciò che amo: leggere, soddisfare la mia curiosità infinita e vivere una vita “piena”. Sì, perché il lavoro del copywriter non si ferma alla scrittura. Ogni parola che scrivo è solo la punta dell'iceberg di un mondo ricco di idee, emozioni e visioni. In effetti la scrittura ha creato “un prima e un dopo” nella mia vita ed è stata la chiave che ha aperto la porta alla mia vera essenza. Quando ho lasciato entrare la creatività, ho dato il via a un circolo virtuoso che ha portato nuova energia e tanti stimoli interessanti. È stato come un risveglio che mi ha catapultato in una nuova dimensione, fatta di scoperte sempre diverse, avventure straordinarie e storie da raccontare. Oggi sono qui per condividere questo pezzetto di viaggio insieme ad altri lettori che, come me, sono appassionati della vita e dei suoi infiniti racconti.

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