La Decentralized Finance, o DeFi, rappresenta un’evoluzione rivoluzionaria nel panorama finanziario globale. Basata su blockchain e smart contracts, la DeFi elimina la necessità di intermediari centralizzati come banche e governi, offrendo servizi finanziari che spaziano dai prestiti alla tokenizzazione di asset, dalle assicurazioni agli scambi, il tutto con trasparenza, velocità nelle transazioni e accessibilità universale.
Stefano Brivio, CEO di Wheeliot, condivide in questo articolo la sua esperienza e le ragioni per cui ogni imprenditore dovrebbe approfondire il mondo della DeFi. Dal 2015, Brivio ha iniziato a esplorare il mondo della finanza, sviluppando strategie personali e conducendo diverse operazioni. Tuttavia, è stato solo tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 che ha scoperto il potenziale della DeFi. Attraverso piccoli investimenti e sperimentazioni, ha potuto constatare come questo settore rappresenti una forma di finanza democratizzata, accessibile a tutti.
“La DeFi è un mondo favoloso perché è la finanza democratizzata per tutti, sostanzialmente. E da lì mi sono proprio appassionato. È proprio la congiunzione informatica e finanziaria che mi piace,” afferma Brivio. La sua esperienza dimostra come la DeFi non sia solo un fenomeno tecnologico, ma una trasformazione che offre nuove opportunità di investimento, apprendimento e diversificazione.
In questo articolo, Stefano Brivio esplora cosa sia la DeFi e perché ha deciso di investire in questo settore, evidenziando i benefici tangibili che ha ottenuto. Inoltre, condivide consigli pratici su come iniziare e quali errori evitare, rendendo questo articolo una lettura imprescindibile per chi vuole comprendere e sfruttare le potenzialità della finanza decentralizzata.
Cosa è la De-Fi e perché hai investito in questo prodotto?
La Decentralized Finance (DeFi) è un ecosistema finanziario basato su blockchain che opera senza intermediari centralizzati, come banche o governi. Utilizza software, in particolare gli smart contracts, programmato per funzionare su reti come Ethereum e sue compatibili, Solana, Cosmos, e teoricamente anche su Bitcoin. Questi contratti intelligenti offrono servizi finanziari quali prestiti, scambi, “tokenizzazione” di asset e assicurazioni, garantendo trasparenza, immediatezza nelle transazioni e accessibilità universale.
I tre fattori chiave per cui l’ho scelto sono essenzialmente questi, in ordine di mia personale importanza:
- Formazione finanziaria: investire in DeFi stimola l’apprendimento, lo studio e una maggiore comprensione della finanza e delle regole del denaro. Si è inoltre spinti a educarsi su blockchain, smart contracts e dinamiche generali di mercato – ad esempio, l’effetto dei tassi di interesse e della liquidità sulle dinamiche economiche – arricchendo così le proprie competenze finanziarie e tecniche.
- Rendimento elevato: ci sono molte opportunità in DeFi che offrono tassi di interesse superiori rispetto a quelli delle opzioni bancarie tradizionali, attrattivi per chi cerca di massimizzare i rendimenti nella componente più speculativa del proprio portafoglio.
- Diversificazione: la DeFi, così come in generale tutto il settore crypto, rappresenta una nuova classe di asset, offrendo opportunità di diversificare il rischio in un portafoglio di investimenti.
Che risultati hai ottenuto?
Nonostante gli errori commessi nel mio primo approccio a questo settore e il prolungato bear market iniziato nel novembre 2021, posso affermare di aver ottenuto un rendimento medio annuo del 20% sul mio portafoglio. Inoltre, durante le fasi di bull market, la messa a rendita di alcuni asset volatili ha portato a benefici significativi dalla crescita del valore del sottostante/collaterale stesso, risultando in incrementi notevoli dei guadagni complessivi.
Come si fa?
Innanzitutto, è importante delineare il concetto di CeFi (Centralized Finance), che differisce notevolmente dalla DeFi (Decentralized Finance), oggetto di questo articolo. CeFi si riferisce principalmente a exchange o società private che offrono servizi di scambio di valute, prestiti, staking per generare interessi, lancio di nuovi progetti finanziari e prodotti derivati. Tra gli esempi più noti figurano Binance, Coinbase e Crypto.com. Queste entità forniscono un supporto clienti per assistere gli utenti in caso di problematiche come la perdita di una password o errori nelle operazioni, un concetto paragonabile, in una certa misura, a quello di banca. Diversamente, la DeFi offre servizi simili ma spesso senza il supporto di una società centralizzata, lasciando agli utenti la piena responsabilità delle proprie azioni e dei propri fondi.
Si tratta di un cambio di paradigma significativo, che molti potrebbero esitare ad adottare. Per questo motivo, è essenziale dedicarsi a un’intensa attività di studio e concentrarsi sull’apprendere un concetto per volta. Dopo aver acquisito sufficiente fiducia, è consigliabile selezionare una blockchain con costi di transazione ridotti e iniziare a investire piccole somme di denaro. Questo metodo consente di comprendere meglio le dinamiche dei vari protocolli, riducendo l’esposizione a rischi eccessivi.
Una piccola nota in quanto verrebbe da chiedersi: perché si dovrebbe usare DeFi e non CeFi? Essenzialmente tre motivi:
- maggiori guadagni e ampie opportunità di diversificazione, correlati a vari livelli di rischio.;
- crescita personale che emerge dalla piena responsabilità dell’individuo riguardo le proprie idee e azioni;
- possiamo effettivamente realizzare il paradigma unbank yourself, dove i tuoi denari sono esclusivamente tuoi. Nessuno può pignorarli, in quanto sono protetti dalla matematica e dalla crittografia.
Quali sono gli errori comuni quando si investe in questo prodotto?
Ecco un elenco di errori da evitare:
- investire in micro progetti o nicchie poco testate, che spesso si rivelano essere truffe;
- introdurre troppi concetti contemporaneamente e tentare di testare strategie eterogenee in simultanea;
- affidarsi a guru o sedicenti esperti, spesso presenti su YouTube;
- infine, ma non meno importante, evitare di utilizzare soldi reali, anche se si tratta di piccole somme. Quest’ultimo punto è fondamentale per comprendere meglio te stesso e la tua tolleranza alla volatilità e alle dinamiche di questo frenetico settore.
Su cosa investiresti ora?
Una delle narrative più interessanti e prospettiche è quella dei Real World Assets (RWA), ovvero beni tangibili come, ad esempio, immobili, opere d’arte, materie prime e strumenti finanziari (azioni, obbligazioni) convertiti in asset digitali tramite tokenizzazione. Investire in RWAs è attraente perché combina la solidità degli asset fisici con la possibilità di frazionarli, oltre a renderli più liquidi e accessibili grazie al mercato digitale, offrendo così potenzialmente rendimenti diversificati.


