Il settore odontoiatrico è in piena trasformazione, con sfide sempre più complesse ma anche opportunità che aprono le porte a nuove possibilità.
Paolo Andriolo, titolare dello Studio Dentistico Centro Andriolo, condivide in questa intervista la sua esperienza e la visione strategica per affrontare i cambiamenti in atto, mantenendo sempre al centro i valori e la qualità del servizio. La sua prospettiva abbraccia l’importanza della formazione e del passaggio generazionale, senza mai perdere di vista l’obiettivo di migliorare continuamente l’esperienza dei pazienti e la professionalità del team.
Leggere questa intervista significa scoprire come un odontoiatra può affrontare le sfide del presente con determinazione, trasformando il cambiamento in un’opportunità per crescere e lasciare un’eredità duratura. Paolo Andriolo offre uno sguardo unico sul futuro del settore, dimostrando che l’innovazione e la fedeltà ai propri valori sono la chiave per il successo.
Come hai iniziato il tuo percorso imprenditoriale?
Il mio percorso imprenditoriale è iniziato ancor prima di diventare odontoiatra, anche se non ne ero del tutto consapevole. Provenendo da una famiglia imprenditoriale – mio padre ha avuto e gestito un’azienda – ho sempre respirato un approccio orientato all’impresa. Quando ho scelto di studiare odontoiatria, ero guidato dalla passione per la salute e dalla volontà di fare bene il mio lavoro, ma dentro di me sapevo che non mi sarei limitato a essere solo un dentista.
Già nei primi anni della mia carriera, negli anni ’90, ho capito che il mio talento non era solo nella pratica clinica, ma nella capacità di motivare e far crescere le persone. In un’epoca in cui il dentista tendeva a fare tutto da sé, io ho scelto una strada diversa: costruire una squadra, condividere il mio sapere e delegare.

Quali sono state le azioni che consideri vincenti per la crescita del tuo business?
La crescita del mio business si è basata su alcune azioni fondamentali che ho sempre considerato vincenti:
Delegare senza timore
Fin dall’inizio, ho capito che per crescere non potevo fare tutto da solo. Delegare è stato per me naturale, grazie anche al fatto che non sono mai stato geloso del mio sapere o delle competenze che acquisivo. Ho sempre condiviso ciò che imparavo, perché il mio obiettivo non era essere l’unico esperto, ma costruire un team forte. Ho delegato a persone che fossero in linea con i miei valori e che avessero il potenziale per diventare grandi professionisti. Questa scelta mi ha permesso di concentrarmi sulle attività strategiche e di far crescere una squadra autonoma e competente.
Focus sulle relazioni con i pazienti
La relazione con i pazienti è stata un altro elemento chiave. Crescendo in un ambiente familiare imprenditoriale – mio padre era nel tessile e mia madre aveva un negozio – ho imparato presto l’importanza dell’accoglienza e della capacità di comprendere i bisogni del cliente. Questo mi ha aiutato a creare uno “zoccolo duro” di pazienti soddisfatti e fedeli, basato su fiducia, etica e relazioni autentiche. Questa alleanza terapeutica non solo ha rafforzato il rapporto con i pazienti, ma ha anche dato solidità al business.
Scelta delle persone giuste
Ho sempre dato grande importanza alla selezione delle persone con cui lavorare. Inizialmente ho fatto errori, come è normale, ma col tempo ho affinato la capacità di scegliere collaboratori che fossero in linea con i miei valori: persone affidabili, appassionate e disposte a crescere. Ho imparato anche ad utilizzare strumenti di selezione più sofisticati, per assicurarmi di circondarmi di professionisti con cui condividere una visione comune.
Formazione continua
La formazione è sempre stata un pilastro del mio percorso. Ho investito molto nella mia crescita professionale e in quella del mio team, non solo a livello clinico, ma anche nella gestione economica, nelle risorse umane e nella relazione con i pazienti. Ho compreso l’importanza di sviluppare non solo competenze tecniche, ma anche atteggiamenti e soft skills fondamentali per il successo. Collaborazioni come quella con OSM mi hanno aiutato a perfezionare queste aree, rendendo la formazione un elemento centrale della nostra strategia.
Perseveranza e determinazione
L’ultimo punto che vorrei aggiungere è forse il più importante: la perseveranza e la determinazione. È l’elemento che mi ha permesso di rimanere focalizzato nonostante le difficoltà, adattando le strategie quando necessario, ma senza mai perdere di vista gli obiettivi principali. La perseveranza è stata il motore che ha alimentato tutte le altre azioni, rendendo possibile la crescita del mio business anche nei momenti più complessi.
Qual è stata la sfida più grande che hai dovuto affrontare nel tuo percorso imprenditoriale?
La sfida più grande del mio percorso è stata sicuramente quella di costruire un grande studio dentistico. È stato un momento cruciale, ma anche il più difficile, perché mi ha portato a uscire completamente dalla mia area di competenza. Volevo raggiungere questo obiettivo con grande determinazione e velocità, ma questo desiderio così intenso mi ha portato a idealizzare troppo la situazione e a non vedere le minacce reali a cui andavo incontro.
In quel periodo mi sono affidato a esperti, ma mi sono anche reso conto di quanto fosse importante mantenere una visione chiara e fedele ai miei valori. Purtroppo, mi sono trovato a dover affrontare problemi legali, cause e tutte quelle situazioni difficili che possono presentarsi quando ti accorgi di esserti allontanato dal tuo centro, dai tuoi principi fondamentali.
Questa esperienza mi ha insegnato una lezione preziosa: quando fai scelte importanti, devi essere centrato e in linea con i tuoi valori. È essenziale ascoltare i tuoi sentimenti e le tue intuizioni, perché sono spesso indicatori di quando ti stai allontanando dalla strada giusta.
Nonostante le difficoltà, la determinazione e la squadra che avevo già costruito mi hanno permesso di superare quel momento. È stata un’opportunità per imparare e per crescere. Ora so che ogni decisione deve essere presa con attenzione, senza perdere di vista chi sono e cosa rappresento. La coerenza con i propri valori è la chiave per superare anche le sfide più complesse.
Se potessi dare un unico consiglio agli imprenditori che ci leggono, quale sarebbe?
Il consiglio che darei è di essere fedeli ai propri valori. Prima ancora, è importante identificarli chiaramente e scriverli nero su bianco, perché spesso li diamo per scontati e finiamo per dimenticarli. Essere fedele ai tuoi valori ti permette di mantenere l’intuito lucido e di prendere decisioni allineate con chi sei e con ciò che vuoi costruire.
Un’altra lezione che ho imparato è l’importanza di mantenere una certa distanza dalle dinamiche quotidiane. Noi imprenditori siamo spesso immersi nella battaglia operativa, ma è essenziale fare un passo indietro, uscire dal flusso costante di attività e ritagliarsi uno spazio per osservare con lucidità. Da fuori, il ‘comandante’ può vedere il quadro generale molto meglio e prendere decisioni più strategiche.
Quali sono i progetti su cui stai lavorando attualmente?
In questo momento siamo in una fase entusiasmante, dove il nostro metodo è ormai consolidato e ci stiamo concentrando sull’espansione. È un periodo favorevole per crescere, perché il settore dell’odontoiatria sta vivendo un momento di grande trasformazione, quasi un salto quantico. Questo cambiamento porta con sé opportunità straordinarie, ed è il momento ideale per coglierle e portare il nostro approccio a un livello successivo.
Parallelamente, sto lavorando a un progetto che mi sta particolarmente a cuore: la formazione delle Assistenti di Studio Odontoiatrico (ASO). Da sei anni mi dedico a formare questa figura professionale, riconoscendo il ruolo cruciale che riveste all’interno degli studi dentistici. Il mio obiettivo è valorizzare ulteriormente questa professione, trasformandola in qualcosa di ancora più strutturato, magari paragonabile a una mini laurea, sul modello delle infermiere.
Le ASO possono diventare molto più di semplici assistenti: possono ricoprire ruoli di responsabilità nella gestione dello studio, contribuendo alla produzione e al miglioramento organizzativo. Per questo, il progetto prevede la creazione di sistemi di formazione strutturati e diffusi su scala nazionale, che supportino il loro sviluppo professionale e offrano agli studi odontoiatrici personale altamente qualificato.
Inoltre, sto lavorando alla pubblicazione di un libro che approfondisce proprio questi temi, con l’obiettivo di sensibilizzare e ispirare un cambiamento nella percezione e nella valorizzazione delle ASO. È un progetto ambizioso, ma sono determinato a portarlo avanti e a fare la mia parte per innovare il settore.
Come vedi l’evoluzione del mercato nel tuo settore nei prossimi anni?
Secondo me, il mercato odontoiatrico sta attraversando una fase di grande trasformazione e continuerà a evolversi rapidamente nei prossimi anni. Le statistiche parlano chiaro: molti colleghi andranno in pensione, mentre l’apertura di nuovi studi sarà decisamente inferiore. Questo porterà a una situazione in cui un numero crescente di pazienti si troverà a dover cercare nuove realtà, magari più strutturate e organizzate.
Già oggi osserviamo pazienti che si rivolgono a noi perché il loro ‘dentista di fiducia’ ha chiuso lo studio. Questa dinamica è destinata a intensificarsi, poiché gli studi monoprofessionali più piccoli, che non riescono a tenere il passo con le richieste di innovazione, qualità e organizzazione, tenderanno a scomparire o a essere assorbiti da realtà più grandi. L’espansione diventa quindi una strategia interessante, non solo per creare satelliti di studi principali ma anche per rispondere meglio alle esigenze del mercato.
Un piccolo studio oggi fatica a competere: non può garantire la stessa qualità nelle proposte terapeutiche e diagnostiche, non ha accesso alle stesse tecnologie innovative, né può sostenere l’organizzazione complessa che il settore richiede. Inoltre, la gestione economica e l’attenzione ai dati richiedono competenze che spesso mancano in strutture troppo ridotte.
Per contro, vedo nei giovani odontoiatri un grande potenziale. Molti di loro hanno già una visione chiara e moderna, e stanno portando nel settore nuove idee e approcci più dinamici. Proprio per questo, ho scelto di coinvolgere soci giovani nel mio staff, favorendo un passaggio generazionale che garantisca continuità e innovazione.
Guardando al futuro, credo che il nostro settore abbia ancora enormi margini di crescita. L’intelligenza artificiale, ad esempio, rivoluzionerà la gestione e la comunicazione, rendendo i processi più semplici e immediati. Questo ci permetterà di concentrarci maggiormente sul cliente e sulle sue esigenze, migliorando la qualità del servizio.
Infine, anche se la prevenzione ridurrà la domanda di alcune prestazioni tradizionali, emergeranno nuove opportunità legate al benessere e alla cura della persona, settori in cui vedo un futuro molto interessante. Sono ottimista sul fatto che il nostro settore, con la giusta visione e attenzione al cambiamento, continuerà a prosperare e a offrire grandi soddisfazioni.



