Perché è così importante affrontare il tema del passaggio generazionale oggi? Quali sono le novità più rilevanti per il 2025? E soprattutto, quali strategie possono adottare le aziende per garantire stabilità e continuità nel tempo?
Ne parliamo con Antonio Di Pancrazio di Partner d’Impresa, esperto in pianificazione fiscale e gestione patrimoniale, per approfondire le possibili evoluzioni della tassazione sulle successioni e le strategie migliori per proteggere il proprio patrimonio.
Scopriremo quali strumenti esistono per pianificare al meglio il passaggio generazionale, evitando rischi e ottimizzando la gestione fiscale.
Antonio, l’imposta sulle successioni in Italia è ancora particolarmente favorevole rispetto ad altri paesi europei. Quanto durerà questa condizione di favore?
In effetti, in questo caso l’Italia si può considerare un paradiso fiscale rispetto ad altri paesi europei dove l’aliquota può superare il 30%. Probabilmente, nessun politico che voglia continuare la sua carriera, prospetterà un cambiamento rispetto a questo scenario, ma un governo tecnico preso dalle criticità finanziarie del paese potrebbe avere il coraggio di farlo.
Qualcuno ha già fatto un tentativo con la proposta di legge nr. 2830 nel 2015, dove veniva evidenziata necessità di rivedere il favorevole regime sulle imposte di successione in Italia sino a proporre il triplo di tassazione per i patrimoni superiori a 5 milioni.
La tassazione sui passaggi generazionali determina un impoverimento dei patrimoni, che di fatto sono risparmi delle famiglie in gran parte già tassati definitivamente, spostando sugli eredi un arricchimento ma anche un importante onere, quello di liquidare le imposte.
Immaginiamo una famiglia che ha accumulato risparmi investendo in immobili, aziende e in genere altri beni senza mantenere una adeguata disponibilità liquida, gli eredi, per pagare le imposte di successione, si troveranno a dover vendere “forzosamente” parte del patrimonio o indebitarsi per far fronte a questi obblighi, che già oggi, pur godendo di una normativa favorevole, si faticano a sostenere.
Perché la pianificazione fiscale è così importante nel passaggio generazionale dei patrimoni familiari, ma allo stesso tempo è un tema spesso trascurato?
Succede molto spesso che le famiglie imprenditoriali, godendo nel presente di una buona stabilità familiare, non si preoccupino del futuro assetto dell’impresa e della sua continuità o in generale dare disposizioni sulla suddivisione del patrimonio che i genitori hanno accantonato nel tempo per finalità normalmente legate proprio a garantire il benessere dei propri discendenti, figli e/o nipoti. Molto spesso questi aspetti vengono trascurati, lasciando agli eredi l’onere della gestione del passaggio ereditario senza poter ricevere quel necessario supporto da parte di chi ha creato questo patrimonio. Nel caso di imprese, la mancata gestione del passaggio generazionale, potrebbe compromettere la continuità aziendale e conseguentemente il mantenimento dell’occupazione per il personale dipendente coinvolto e il sostegno economico alla famiglia.
Certamente è un argomento delicato quello di occuparci del dopo di noi ma necessario se abbiamo a cuore gli interessi dei nostri eredi e in particolare delle nostre attività imprenditoriali. Intervenire con i giusti tempi, anche prima di 5 anni, nel processo del passaggio generazionale, ci permetterà definire una strategia specifica, considerare tutto il complesso processo del passaggio e affiancare le persone individuate nella fase di subentro, potendo in questo modo giungere al risultato finale atteso e poterlo riscontrare nella realtà.
Scrivere un testamento olografo già richiede un certo sforzo, pianificare il passaggio è sicuramente più impegnativo, se il nostro interesse per il chi verrà dopo di noi è vero, dobbiamo accettare di occuparcene.
Quali sono gli strumenti più efficaci per gestire il passaggio generazionale?
Quello che vi dirò di seguito vuole essere solo una serie di azioni possibili, è necessario valutare ogni caso nella sua specificità con un esperto del settore.
Il passaggio dei patrimoni può essere gestito, anche senza perderne totalmente la disponibilità, mediante strumenti come:
- Donazione di nuda proprietà con riserva di usufrutto, consente di identificare gli eredi realizzare l’assegnazione dei beni in vita, riservandosene il godimento ed i frutti. Questa soluzione ci permette di beneficiare del regime vigente di tassazione applicandola su un importo al netto del valore dell’usufrutto, valore che si determina in base agli usufruttuari.
- Costituzione con conferimento dei beni in Trust, il ricorso allo strumento del Trust può essere molto utile per la pianificazione dei passaggi tra eredi, affidandone la gestione ad un terzo (Trustee), andranno attentamente valutate le finalità e gli sviluppi durante la vita del Trust, anche in materia di imposte. In base alla nuova normativa, dal 2025, il Trustee può optare di liquidare l’imposta di successione all’atto del conferimento, per i beni tassati in questo modo non sarà più dovuta l’imposta in sede di assegnazione agli eredi. Opportunità interessante, da valutare per ogni caso, tenuto conto che le imposte pagate non potranno essere successivamente richieste a rimborso.
- Trasferimenti di imprese familiari, quando si intende trasferire aziende, rami d’azienda o il controllo di società tramite quote sociali e azioni, a favore di discendenti e coniugi, questi trasferimenti sono esentati dall’imposta di successione e donazione. L’esenzione si applica solo se l’attività d’impresa prosegue per almeno cinque anni dal trasferimento. Stessa regola quando questi passaggi avvengono tramite patti di famiglia.
- Patti di famiglia, il ricorso al patto di famiglia consente il passaggio generazionale all’interno dell’impresa, consentendo all’imprenditore di trasferire l’azienda e/o le partecipazioni sociali di controllo a uno o più discendenti identificati a tale scopo e compensando gli altri eredi con somme o beni del proprio patrimonio. La recente risoluzione nr. 12 del 14 febbraio 2024, ha stabilito che a queste attribuzioni compensative rientranti nel patto di famiglia, si applicano i criteri delle imposte di successione in base al rapporto di parentela rispetto al disponente.
- Operazioni societarie straordinarie, tramite la costruzione di adeguate strutture societarie è operazioni straordinarie quali: scissione, fusioni, etc, è possibile creare il contesto ideale per poter effettuare passaggi generazionali ripartibili tra diversi eredi.
Quali sono le novità della normativa per il 2025?
Dal 2025 entrano in vigore le modifiche del D.Lgs 139 del 2024 che detta nuove condizioni per gestire i passaggi generazionali e l’imposta su successioni e donazioni, già in parte richiamati in precedenza:
- Autoliquidazione delle imposte su successioni e donazioni.
- Possibilità di rateizzare le imposte di successione.
- Maggiore tutela nei patti di famiglia.
- Maggiore certezza nella tassazione delle donazioni.
- Semplificazioni degli adempimenti burocratici nei trasferimenti tra generazioni.
L’autoliquidazione delle imposte di successione, ossia le imposte che gravano sui passaggi dei patrimoni ricevuti in eredità.
Sino al 31.12.2024 l’imposta veniva liquidata direttamente dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate dal 2025 questa incombenza sarà a carico dei contribuenti.
Franchigie ed aliquote
La normativa suddivide il criterio di determinazione dell’imposta dovuta in base al rapporto di parentela:
- Trasferimenti in favore del coniuge o di parenti in linea retta (ascendenti e discendenti)
- Franchigia 1 milione di euro per ciascun erede;
- Sulla parte eccedente 1 milione di euro il 4%
- Trasferimenti in favore di fratelli o sorelle
- Franchigia 100.000 euro per ciascun erede;
- Sulla parte eccedente i 100.000 euro il 6%
- Trasferimenti in favore di altri parenti fino al quarto grado, degli affini in linea collaterale fino al terzo grado
- senza applicazione di alcuna franchigia, il 6%
- Trasferimenti in favore di tutti gli altri soggetti
- senza applicazione di alcuna franchigia, l’8%.
I trasferimenti effettuati in favore di soggetti portatori di handicap, riconosciuto grave ai sensi della legge n. 104 del 1992, beneficiano di una ulteriore franchigia, da sommare a quelle evidenziate in precedenza nei primi due casi, di 1,5 milioni di euro.
Dichiarazione e pagamento delle imposte
Sulla base della dichiarazione di successione, da presentare entro 12 mesi dall’apertura della successione (data decesso), che consiglio di redigere affiancati da un professionista esperto, si determinano le imposte dovute che dovranno essere versate entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione. L’imposta potrà essere pagata interamente o rateizzata con aggravio di interessi.
Per gli importi superiori ad euro 1.000 è infatti prevista la possibilità di versare un acconto del 20% e 8 rate trimestrali per importi complessivamente dovuti fino a 20.000 euro o 12 rate trimestrali per importi superiori.
Maggiore certezza nella tassazione delle donazioni
Il decreto chiarisce che le liberalità d’uso, assimilabili alle spese di mantenimento, sostegno, educazione e formazione, saranno escluse dall’imposizione fiscale. Questo rappresenta una novità importante per quei trasferimenti di beni che avvengono nella quotidianità e che spesso risultano di difficoltosa classificazione per la corretta applicazione della normativa fiscale. Inoltre, le donazioni non formalizzate saranno soggette a tassazione solo nel caso in cui superino determinati importi in relazione ai patrimoni di riferimento o se accertate nel corso di un procedimento.
Ulteriore e non meno importante novità è l’esclusione dal calcolo delle imposte sulle successioni dei valori trasferiti in precedenza tramite le donazioni dirette. In questo caso rimane comunque vigente la verifica del rispetto dei limiti delle franchigie.
Scopri il Test Scena Attuale gratuito di Partner d’Impresa, che ti permettere di comprendere i punti di forza e le aree di miglioramento della tua impresa impresa sotto il profilo finanziario, fiscale, patrimoniale, legale, del lavoro, e di gestione delle Risorse Umane.



