Siamo quasi a un quarto di secolo e abbiamo già sperimentato molti strani avvenimenti. Sui libri di storia, oltre che della politica e dei miracoli della tecnologia, si parerà indubbiamente della pandemia più famosa al mondo dopo la peste. SARS-CoV-2. Coronavirus.
L’impatto che il virus ha avuto sul mondo e le conseguenze sono state travolgenti.
Quanto è cambiato da quei giorni in cui siamo stati recintati nelle nostre case, dietro un muro mediatico di timori e Lock down?
A cosa è servito?
Le restrizioni imposte hanno permesso di contenere realmente il virus e a ostacolarne la diffusione?
Le soluzioni tempestive e severe forse erano l’unico modo col quale, con criterio, si poteva rispondere, eppure hanno creato un mondo, oggi, più freddo, distaccato e digitale.
L’eredità del Covid, oltre che un segno indelebile nella storia, è proprio l’aver lasciato una società diversa, più distaccata, timorosa, distante dal contatto fisico, avvolta in una calda coperta di interazioni digitali piuttosto che fisiche.
Non possiamo negarlo, ci siamo abituati per anni a interagire usando Zoom e a parlare, quelle poche volte che eravamo in pubblico, attraverso una mascherina sulla faccia o uno schermo in plexiglass.
Perfino indossare un maglione di lana piuttosto che una giacca in pelle può influenzare le nostre sinapsi e il nostro umore, figuriamoci due anni di quarantena alternata e di bombardamento mediatico.
Ma perché parliamo di questo?
A inizio giugno è stata diffusa una notizia in America la quale in Europa ha avuto vita breve, diffusa e discussa da pochi media ufficiali e da testate giornalistiche secondarie.
Anthony Fauci, il massimo esperto di malattie infettive degli Stati Uniti e consigliere della Bianca fino al 2023, ha ammesso davanti al Congresso degli Stati Uniti che alcune delle misure adottate durante la pandemia di COVID-19, come il distanziamento sociale e l’uso delle mascherine, non erano supportate da solide basi scientifiche. Durante un’audizione, Fauci ha dichiarato di non ricordare studi specifici che giustificassero tali misure, sottolineando che molte delle decisioni prese erano basate su considerazioni empiriche piuttosto che su dati scientifici concreti.
Questa rivelazione ha sollevato molte polemiche, soprattutto tra i membri del Congresso a guida repubblicana, che ora chiedono ulteriori indagini e potenzialmente azioni legali contro Fauci.
L’ex capo della task force COVID-19 ha inoltre discusso la possibilità che il virus possa essere fuoriuscito da un laboratorio, un’ipotesi che in passato aveva respinto ma che ora considera una possibilità concreta da investigare. Anche il New York Times ha avanzato e sostenuto l’ipotesi precedentemente. E quanto fa più riflettere è che queste non sono più voci complottistiche di qualche utente su blog di nicchia, bensì indagini portate avanti oltreoceano ma delle quali, in Europa, stentiamo a parlare.
Le conseguenze di queste ammissioni potrebbero portare a nuove inchieste e a una revisione critica delle politiche adottate durante la pandemia. Adesso cioè potremmo assistere ad un domino di indagini che porteranno a scoprire (e probabilmente condannare) una serie di soluzioni sperimentate nei recenti anni che tuttavia non sono state così efficaci e che hanno addirittura messo a rischio la vita di molti cittadini.
L’esempio lampante è quello della campagna vaccinale che ha reso praticamente obbligatorio avere un Green-pass per vivere, lavorare, interagire col prossimo, limitando notevolmente i contatti e le libertà personali (dopotutto non si può dire che eravamo pienamente liberi).
Fino a qualche tempo fa si poteva dire “ma dai, tutte baggianate da complottisti”, eppure adesso, quando si scopre che addirittura le norme preventive non avevano poi un così solido fondamento scientifico, ci sentiamo un po’ presi per i fondelli. Per dirla in modo delicato, sentiamo puzza di fregatura.
Infine la conseguenza più sottile è che tutto ciò ha cambiato profondamente la nostra società e che le vere dinamiche che hanno portato allo sviluppo e alla gestione del virus forse rimarranno sfuggenti e celate per molti anni ancora.
Ma nessun dispiacere, quel che è stato è stato e dobbiamo farci i conti. L’importante? Come sempre prendere atto della verità che viene a galla e mai accontentarsi della versione di facciata. Dopotutto, dati gli ultimi due secoli di storia e gli eventi più recenti, abbiamo imparato a non credere proprio a tutto quello che passa in tv.



