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Mettici la faccia! 

Mettici la faccia! Come costruire una community di clienti fidelizzati su instagram
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Come costruire una community di clienti fidelizzati su instagram 

La storia di Roberta Barrasso 

Dopo anni di lavoro come dipendente in un negozio di un famoso brand di abbigliamento, Roberta Barrasso ha deciso di mettersi in gioco, diventando una vera e propria imprenditrice digitale. Titolare di Love Wanderlust Shop, ad oggi Roberta conta una community di ben 38,1 Mila follower di clienti fidelizzate che non vedono l’ora di vederla con i suoi nuovi capi addosso, trepidanti di conoscere i suoi consigli di acquisto, ma non solo… 

Ogni giorno, infatti, Roberta accompagna le giornate di moltissime sue clienti tra post, stories e reel indossando personalmente i capi che propone online, abbinandoli tra loro secondo il suo gusto e la sua sensibilità, ma fa anche tanto altro.  Mentre parla di vestiti e di moda, Roberta parla di lei, delle sue emozioni, delle sue esperienze, delle avventure che vive giornalmente e delle sfide che di volta in volta si prefigge di superare. 

Questo in fondo è ciò che la contraddistingue dagli altri, ciò che l’ha portata a vincere come imprenditrice digitale vendendo quasi e esclusivamente i suoi prodotti su instagram. Anche se Roberta partecipa a eventi e fiere del suo settore, l’80% del suo fatturato proviene dal lavoro quotidiano sui social network. Un risultato straordinario, che a molte di noi non può che suscitare grande stima e interesse. 

Ho deciso dunque di intervistarla per comprendere meglio quali siano state le azioni vincenti che Roberta ha messo  in campo per costruire una community così affiatata e fidelizzata in questi anni. 

Vendere online: una scelta o una necessità? 

Quando hai iniziato a costruire la tua community su ig? E perché hai deciso di andare all-in dedicando il 100% dei tuoi sforzi alla vendita online? 

Non è sempre stato così, appena mi sono messa in proprio gestivo un mio negozio fisico in centro a Carpi. Gli affitti però erano molto cari e gli introiti del negozio non erano sufficienti per potermi permettere di assumere un’altra persona che mi aiutasse. Da sola non ce la facevo più ed è così che ho deciso di mollare le mura del posto in cui avevo investito tutto di me: denaro, tempo, energie e aspettative. Cercai di ottimizzare le mie risorse vendendo gli abiti che amavano esclusivamente online, da casa. Inoltre mi trovai un secondo lavoro, avevo bisogno di promuovermi, avevo bisogno di dare un boost al mio profilo instagram per essere più visibile al mondo dei potenziali clienti. 

La mattina dalle 6:00 alle 8:00 mi dedicavo al mio business online, dalle 8:00 alle 17:00 facevo un altro lavoro e una volta tornata a casa fino a tarda notte continuavo a scattare, fare spedizioni, registrare video. 

Emergere tra i competitor: cosa comprano davvero i tuoi clienti!

Durante la Pandemia molte aziende hanno dovuto cambiare il loro modello di business e in qualche modo hanno dovuto fare i conti con la vendita online e l’importanza dei social network. Questo ha dato vita a una concorrenza sfrenata a colpi di like e interazioni sui feed personali e aziendali di chiunque. Tu come sei sopravvissuta a questa concorrenza digitale? E ad oggi, come convinci le tue clienti a scegliere proprio te e non altre tue competitor? 

Le clienti scelgono te e non il tuo prodotto e questo per ognuna di noi deve essere un grande punto a favore. Nessuno è come te, nessuno è come me, quindi per quanto là fuori possano esserci dei “cloni”, le brutte copie sono sempre e solo le fattezze di coloro che copiano senza criterio, che fingono di essere chi sono davvero. 

L’originalità di un profilo Ig non è data dalle idee o dai prodotti in vendita, quanto piuttosto da chi propone quelle idee e quei prodotti. Quando scegli di avere un business sui social network, devi metterci la faccia. Devi parlare di te, mostrarti per quello che sei davvero. Ciò che vendi passa quasi in secondo piano, le persone continuano a seguirti solo se si affezionano a te come persona, confidente e amica. E per instaurare un rapporto del genere con i tuoi follower non puoi “fingere”, alla lunga vieni smascherata e perdi di credibilità. 

Alcuni credono che i social siano finzione e forse per alcuni è così, ma non per me, non per tutti coloro che sono visibili ogni giorno, ogni ora. Non per tutti coloro che dedicano tempo ed energie ad ascoltare le richieste delle persone della propria community. 

Per qualche mese non sono stata bene, né da un punto di vista fisico né da un punto di vista psicologico. Ero davvero a terra e non avevo nessuna voglia di sorridere davanti a un telefono. Le mie clienti lo notarono subito e il mio fatturato iniziò a calare drasticamente. Anche se non avevo mollato i social, mi mostravo agli occhi dei follower in modo svogliato, nei miei occhi non brillava più la passione.  

Essere sinceri paga. Sì, anche sui social! 

Forse qualcuno potrebbe pensare che questo aspetto dei social alla lunga si riveli una prigione, ma se guardiamo le cose da un altro punto di vista, è proprio questa dinamica a rendere i social un’opportunità pazzesca. Nel mio periodo di down ho capito di non aver perso follower e fatturato solo perché stavo male. Ho perso follower e fatturato perché non ero più io, non ero più reale. 

A volte è più facile scimmiottare un sorriso che parlare realmente di sé, mostrare ciò che si prova. Eppure quando parli con un’amica, ti aspetti che ti riempia di bugie o che sia onesto con te? Ecco, sui social è la stessa cosa. Da questa esperienza ho imparato a comunicare in modo differente, il mio modo di esprimermi è diventato più completo, profondo e pieno di sfumature. Questo nel tempo mi ha ripagato non poco. 

Molti Follower = Molti haters? 

I social sono una lente di ingrandimento sulle nostre vite, amplificano su larga scala il bene e il male della società che vive il mondo offline. Come gestisci le critiche delle persone? 

Paradossalmente le critiche più difficili a cui ho dovuto far fronte sono state quelle delle persone che avevo vicino all’inizio della mia attività. Molti mi sfottevano, mi dicevano che mi ero montata la testa, che volevo fare la Ferragni della situazione, che pensavo di poter guadagnare soldi come influencer. Mi deridevano perché io ci mettevo la faccia, io credevo nel mio sogno come ci credo tuttora. 

Qualche critica qua e là può capitare, ma penso che se ti interessi davvero alle persone che ti hanno dato fiducia, che si interessano a te e ai tuoi contenuti, pubblicare e commentare diventano attività più simili a un dialogo e a un confronto che non a uno scontro. 

Ci ho messo del tempo per capire cosa piaceva di più e cosa piaceva di meno al mio pubblico, ho dovuto studiare e fare tanti tentativi prima di avere una community allineata ai miei valori e ai miei modi di fare. All’inizio è un po’ come camminare sulle uova, ma è proprio in quei momenti che capisci molto bene anche come attirare le persone giuste: sia su instagram che nella vita personale. Ci sono molte persone che si abbattono se dopo qualche mese di attività non riescono ad incrementare il numero dei loro follower e delle loro vendite, ma servono anni di attività di pubblicazione costante per ottenere risultati significativi. 

Una questione di budget?

Qual è il budget minimo da investire per ottenere risultati apprezzabili sui social? 

Beh, io sono partita che avevo un budget pari a zero. All’inizio mi sono fatta aiutare da una persona esperta di social, poi ho iniziato a gestire il tutto in autonomia. Fino a poco tempo fa non avevo nemmeno mai fatto una sponsorizzata. Per alcuni sembrerà una frase fatta, ma credo che l’investimento maggiore che ho fatto e che continuo a fare sia più che altro emotivo: metterci la faccia infatti è qualcosa di molto diverso dal “mettersi in mostra”. 

L’egoismo o il narcisismo non hanno niente a che vedere con i risultati. Quello che davvero fa la differenza per chi ti segue (e dunque per te) è rimanere te stessa, avere il coraggio di farti vedere per quello che sei, al di là del giudizio, delle critiche o dei pochi like sotto il tuo ultimo reel. 

Persone oltre lo schermo 

A volte pensiamo di avere poco valore se non abbiamo abbastanza cuoricini sotto le nostre fotografie, ma sbagliamo: ricordiamoci che i social sono un mezzo per realizzare i nostri sogni, non un mezzo per distruggerli. I social sono uno strumento utile per tutti coloro che  hanno un’attività, ma non determinano il nostro valore come persone. 

Impegnamoci per rendere il mondo dei social un mondo più simile e migliore del mondo là fuori. Dietro ogni account, c’è qualcuno in carne ed ossa che non vede l’ora di essere amato, ascoltato e compreso. Investi nel comprendere che cosa desiderano i tuoi follower e vedrai che i risultati arriveranno! 

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Claudia Bosi

Editor e Ghost Writer per Engage Editore. Dopo anni di studi di Filosofia sono approdata nel mondo del lavoro e sono riuscita a fare di un dono la mia professione, grazie al contributo di persone illuminate capaci di vedere oltre un semplice curriculum. Io amo le storie delle persone, indago fra sogni ed esperienze vissute. Penso che la scrittura e la lettura siano armi potentissime che l'essere umano ha a disposizione. Le cose essenziali per crescere, comunicare, apprendere e ricordare. In quest'arte c'è la vita e il senso di ogni grande sviluppo e scoperta, è lo specchio dell'anima che riflette l'umanità tutta. Con le parole scritte si rivoluziona il mondo, ci si apre agli altri, si scopre qualcosa di sé, si lascia una traccia indelebile da qui all'eternità.

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Per Paolo, infatti, l’espansione è l’essenza stessa della vita, la benzina che consente a tutti noi di continuare a creare generando un circolo virtuoso potenzialmente infinito che sviluppa al contempo volumi d’affari e capacità umane.

Attraverso la sua storia, esploriamo in questo articolo come le sue esperienze di vita e di carriera si intreccino profondamente con la sua passione per la crescita e l’innovazione.

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