BANNER-utili-patrimonio.png

Meta annuncia cambiamenti radicali nella moderazione dei contenuti – “Ritorno alle origini e focus sulla libertà di espressione”

Mark Zuckerberg ha recentemente annunciato in un video sul suo profilo Facebook un cambio di rotta decisivo per Meta, indicando una volontà di tornare alle radici dell’azienda e dare priorità alla libertà di espressione sulle piattaforme come Facebook e Instagram.

Già altre volte avevamo accennato a come, su queste piattaforme, sia complicato esprimersi in totale libertà o come spesso i contenuti siano pilotati e censurati. In questo caso il CEO di Meta ha evidenziato che l’approccio attuale alla moderazione dei contenuti ha portato a troppi errori e a una percezione di censura eccessiva, riconoscendo che il mondo ha bisogno ora di maggior libertà di espressione.

“Abbiamo creato sistemi complessi per moderare i contenuti, ma questi sistemi, inevitabilmente, commettono errori” dice Zuckerberg nel video. “Anche un tasso di errore dell’1% significa milioni di post censurati ingiustamente. Siamo arrivati a un punto in cui ci sono troppi errori e troppa censura”.

Zuckerberg ha confermato che Meta porrà fine al programma di fact-checking introdotto nel 2016, che prevedeva collaborazioni con oltre 90 organizzazioni di fact-checking in più di 60 lingue. La decisione ha l’obiettivo di ridurre la politicizzazione della moderazione dei contenuti, un tema che negli ultimi anni ha acceso il dibattito pubblico e i dubbi in milioni di cittadini. Che questa sia una risposta ormai obbligata per riconquistare la fiducia degli utenti?

La direzione di Meta ha deciso praticamente di semplificare le sue politiche, ridurre le interferenze nei contenuti degli utenti e concentrare i sistemi automatizzati solo sulle violazioni più gravi, come quelle legate a droga, terrorismo e sfruttamento minorile. “Questo significa un compromesso”, ha aggiunto dopo, “Cattureremo meno contenuti problematici, ma ridurremo anche il numero di post e account rimossi per errore”.

Pare che la piattaforma si stia liberatamente ispirando anche ad altre, come il sistema “Community Notes” di X (ex Twitter), adottato da Elon Musk per affrontare la disinformazione con un approccio guidato dalla comunità.

Il cambiamento coinvolge oltretutto una revisione delle politiche riguardanti temi delicati come immigrazione e genere. La moderazione sarà affidata maggiormente agli utenti, che potranno segnalare le violazioni, mentre i filtri automatici verranno regolati per intervenire solo nei casi più gravi. Inoltre, Meta trasferirà il suo team di moderazione e sicurezza dalla California al Texas, zona calda specialmente per la questione immigrazione.

Questa inversione di rotta arriva all’alba del secondo mandato di Trump, pare infatti che il colosso dei social stia cercando di ricostruire un ponte con il governo statunitense. “Collaboreremo con il presidente Trump”, sottolinea Zuckerberg, come preannuncio di altre novità. Ma lo sostengono anche i fatti, Meta ha per l’appunto nominato di recente Joel Kaplan, un Repubblicano, per guidare il team politico dell’azienda e ha annunciato l’ingresso nel consiglio di amministrazione di Dana White, sostenitore di lunga data di Trump e presidente della UFC.

Non è infatti una novità l’ampia censura perpetrata dall’amministrazione Biden su contenuti scomodi come temi legati all’immigrazione, a Israele o a simili hot-topic. Che sia, quindi, l’inizio di un’era di maggior libertà?

Zuckerberg stuzzica gli utenti nel video accennando a come l’Europa, così come la Cina, stiano inasprendo le politiche di gestione delle informazioni, rendendo più difficile il dialogo libero.

Che Meta possa essere, così come X, uno spazio di libero scambio o dovremo temere un proliferare di fake-news? Quest’ultima opzione è l’arma più usata per attaccare la scelta comunicata dal CEO, ma più che un attacco sembra il pretesto usato per schermarsi da chi, forse come Mark Zuckerberg in questo momento, si è rotto le scatole di non dire apertamente come stanno le cose.

banner-mobile-imp.info-nuovo.png
Avatar photo

Francesco Iavarone

Francesco Iavarone è un autore Pugliese che da anni lavora con le parole. Scrittore, Articolista e Copywriter. La passione per la ricerca e la scrittura nascono sui banchi di scuola per poi diventare una vocazione vera e propria. Dottore in fisica, ama studiare, indagare e scrivere di temi di nicchia, scrivendo con l’intento di far emergere la verità dai fatti presentati e investigati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dibattito e Confronto

Cosa sono i bias cognitivi e come influenzano le nostre decisioni e perché un imprenditore dovrebbe conoscerli

I bias cognitivi non colpiscono solo le persone “poco esperte”. Colpiscono anche founder, manager e imprenditori con anni di esperienza, spesso proprio nei momenti più importanti. cosa sono davvero?

Continua a leggere
Dibattito e Confronto Gestione di impresa

L’AI non ti ruba il lavoro: ti ruba le mansioni (e perchè è una buona notizia per le PMI)

Ogni volta che esce un nuovo modello di intelligenza artificiale, sui social impazza la stessa domanda: “Quanti posti di lavoro spariranno?” È la domanda sbagliata. Quella giusta è: “Quali mansioni diventeranno obsolete?”. C’è una differenza enorme tra perdere un lavoro e perdere una mansione. Un lavoro è l’insieme di competenze, relazioni, giudizio e responsabilità che una persona porta […]

Continua a leggere
Dibattito e Confronto

L’AI non migliora solo il business: come la tecnologia può far crescere anche l’imprenditore o il professionista

Quando si parla di intelligenza artificiale e impresa, la conversazione finisce quasi sempre sugli stessi argomenti: più efficienza, meno costi, processi automatizzati, vantaggio competitivo. Tutto vero. Ma c’è un aspetto che viene quasi sempre ignorato: l’AI (l’Intelligenza artificiale) può far crescere anche te come persona, non solo la tua azienda o la tua attività. E […]

Continua a leggere