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Matteo Hu e il giusto clima aziendale: le due facce della medaglia

angelica
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In questa rubrica abbiamo più volte parlato di come attrarre o di come gestire la Generazione Z in azienda, ma come si può creare il giusto ambiente lavorativo? Come è possibile bilanciare produttività e divertimento in azienda? Per parlare di questo argomento ho incontrato Matteo Hu e la sua giovane collaboratrice, Angelica, che insieme mi hanno raccontato come ottenere un clima aziendale perfetto per i giovani.

Matteo è un grande imprenditore con una ventina di aziende diverse (certe volte anche lui si dimentica il numero preciso!). La sua missione è quella di aiutare le persone a realizzarsi e ad avere successo. È un cacciatore di sogni, ha come un sentore per questi, e, non appena gli racconti il tuo, cerca in ogni modo di aiutarti a realizzarlo.

Matteo ha trasformato questa sua missione da personale ad aziendale: ogni giorno fa sì che gli imprenditori talentuosi realizzino i propri sogni.

Qual è la tua azione vincente con i giovani?

Matteo: Io cerco sempre di trovare la loro più grande meta e di aiutarli subito a realizzarla, qualsiasi essa sia. È come se cercassi di trovare il loro posto nel mondo. Quindi, prima di tutto, individuo il talento del ragazzo e poi lo indirizzo nel posto giusto.

Una volta aveva iniziato a lavorare con noi un ragazzo e io gli avevo assegnato alcuni incarichi che, però, non era molto adatto a fare. Quando l’ho capito, ho deciso di fargli provare altri ruoli e lui, di conseguenza, ha iniziato a performare davvero bene. Questo ragazzo è un genio e, se non avessi riconosciuto il suo talento, probabilmente lo avrei perso. Sono io che devo capire dove una persona può vincere e a cosa è adatta. Non devo adattare il ragazzo al lavoro, ma il lavoro al ragazzo!

Una bottiglia d’acqua al supermercato costa 15 centesimi, al bar magari costa 1 euro, al ristorante 3 euro e all’aeroporto può arrivare fino ai 5.
La bottiglia non è cambiata, è sempre la stessa, sia per il sapore sia per il marchio. Ciò che è cambiato è il suo posto e, di conseguenza, anche il suo valore. La stessa cosa vale per i nostri collaboratori: dobbiamo trovare un posto che sia adatto a loro, che li faccia brillare il più possibile. Questo è compito di noi imprenditori.

Come stabilire un buon clima in azienda se ci sono dei giovani? Pensi sia importante lasciare spazio al divertimento?

Matteo: Io sono convinto che per lavorare bisogna divertirsi, non ci sono altre opzioni! Se non ti diverti vuol dire che già stai sbagliando qualcosa. Attenzione però: divertirsi non significa non essere seri nel lavoro, ma si tratta di non essere seriosi. È diverso. Noi siamo molto seri nell’ottenere risultati, nell’impegno, ma siamo davvero poco seriosi. Anche se vogliamo aumentare il fatturato, fare tanti utili, raggiungere grandi traguardi, lo facciamo sempre divertendoci. Siamo tanto concentrati nell’ottenere risultati, quanto lo siamo nel divertirci.

Poi per avere un buon clima è importante che ci sia una giusta cultura aziendale e, cioè, che tutta l’azienda abbia chiaro cosa l’imprenditore intende per “lavoro” o per “stare insieme” e quali sono i suoi valori. Chi lavora a stretto contatto con me sa come voglio che venga vissuta l’azienda e sa che io sono assolutamente interessato ai miei collaboratori come persone e ai loro risultati. Siamo molto concentrati nel volete ottenere risultati, ma lo siamo anche nel volerci divertire.

Angelica: Pensa che nella pausa pranzo Matteo dice sempre “partita a calcetto?” e subito iniziamo tutti insieme un torneo di biliardino. Questi momenti insieme aiutano tanto a creare un ambiente favorevole per noi giovani. Matteo, fin da subito, mi ha fatto respirare la sua cultura aziendale, l’insieme dei valori che compongono l’azienda, e mi sono innamorata di questo posto. Alla fine, non è più “andare a lavorare”, o “avere un capo e dei colleghi”, ma è far parte di una squadra di amici, o anche di una famiglia, che raggiunge insieme l’obiettivo aziendale.

Come tieni motivati i tuoi collaboratori, soprattutto i più giovani? Cosa pensi li tenga più motivati?

Matteo: Il fattore che li tiene più motivati è l’interesse verso di loro: come dicevo prima, le persone che lavorano vicino a me sanno che io sono interessato a loro, a come stanno, alla loro famiglia, a farle guadagnare.

Poi è importante che vengano coinvolti da noi imprenditori, che sappiano la direzione dell’azienda, gli obiettivi, siccome anche loro ne fanno parte. Non si tratta solo di passare il tempo, di vivere in azienda, ma di vivere l’azienda. È motivante avere un obiettivo unico, far parte di una prospettiva aziendale, soprattutto per i più giovani.

Angelica: un’altra cosa che mi mantiene molto motivata è condividere tra collaboratori momenti extralavorativi. Dedicarsi l’uno all’altro ed entrare nella vita delle persone ti fa sentire felice, parte di un gruppo. Di conseguenza aumenta la tua voglia di andare al lavoro oltre alla tua produttività. Crei così dei legami veri e sai che avrai sempre qualcuno che ti vuole bene al tuo fianco. Questo va molto oltre all’essere un semplice dipendente.

Usi anche degli incentivi economici? Che importanza hanno secondo te?

Matteo: Trovo che siano importanti, ma sono solo la ciliegina sulla torta; prima è necessario che tu costruisca delle basi solide. Senza una giusta motivazione, il coinvolgimento dei ragazzi, il senso di famiglia, non ha molto senso incentivare.

Se mancano le basi e c’è solo l’incentivo economico, si tratta semplicemente di uno scambio di denaro. Se invece è stato creato prima un giusto ambiente, gli incentivi possono essere un buonissimo modo per premiare il raggiungimento di un obiettivo, sono come una medaglia.

Quando parlo del senso di famiglia, che fa parte delle basi da avere prima di procedere con l’incentivazione, intendo che ci vogliamo bene, ma che dobbiamo essere comunque una famiglia produttiva, che lavora. Siamo qua per raggiungere degli obiettivi comuni, se uno di noi non lavora ostacola anche tutti gli altri. Ci sono queste due facce della medaglia: siamo scherzosi da una parte, ma molto seri nel voler far bene le cose e nell’ottenere risultati dall’altra. Non possiamo abbracciarci e volerci bene, se poi dormiamo tutti sotto un ponte, questo voglio dire.

Che consiglio daresti a un imprenditore che è riuscito ad attrarre e assumere giovani in azienda, ma non sa come rendere il clima migliore, più amichevole?

Matteo: L’imprenditore si deve chiedere: “mi sto divertendo in azienda o è diventato un lavoro per me?”. Se non si diverte sarà molto difficile per lui creare un ambiente vivace e scherzoso. In questo caso l’imprenditore deve ritrovare il perché di ciò che fa, il perché di quella volta che ha deciso di aprire la sua azienda. Insomma, deve ritrovare, e mantenere viva, la felicità e il brivido di quella prima volta.

È importante anche lasciarsi un po’ andare: l’imprenditore non deve essere serio in ogni momento della sua vita, solo i suoi risultati devono essere seri. L’imprenditore dev’essere un modello per le persone che lavorano in azienda, soprattutto per i giovani. Se è sempre imbruttito e la sua vita è triste, i collaboratori penseranno: “ma io devo diventare così da grande? Ma anche no!”.

Devi far capire alle persone che, se lavori bene, a 60 anni puoi ancora divertirti, puoi avere una bella vita, un bel rapporto con i tuoi figli, e tutto questo senza rinunciare ai risultati economici. Non è per niente semplice, ma è importante andare sempre verso questa direzione.

Questo concetto può essere applicato anche al passaggio generazionale e al rapporto coi figli: se loro ti vedranno sempre arrabbiato e stressato dopo il lavoro, diranno: “ma chi me lo fa fare di venire a gestire la tua azienda?”.

Devi tener sempre presente che la prima persona da rendere felice sei tu!

Se non sei felice e non hai energia, non puoi trasmetterla a chi ti circonda e, quindi, è difficile che tu riesca a creare un bell’ambiente di lavoro e a far star bene le altre persone.

Angelica: Noi appena vediamo Matteo un po’ giù iniziamo subito a chiedergli “cosa succede? non ti vedo bene” “sei stanco?” “cos’hai?” perché non si vede subito e non siamo abituati! Matteo è come un faro per noi e quindi in giornate come quelle è come se fosse un po’ spento. Inevitabilmente noi ci sentiamo persi, si abbassa il volume dell’ufficio e manca il “partita a calcetto?”

Matteo e Angelica sono due persone meravigliose, con un legame bellissimo e molto forte. Si percepisce subito quanto tengano l’uno all’altro. Non lo diresti mai che Matteo è il “capo”, sono semplicemente due persone che si aiutano a vicenda e lavorano insieme. Questo perché Matteo coinvolge davvero tanto i suoi collaboratori e lascia loro lo spazio per parlare, dare idee e contribuire in qualsiasi cosa lui faccia, come in questa intervista, dove ha fatto dire la sua anche ad Angelica. Tutti dovremmo prendere Matteo come esempio per creare un clima aziendale perfetto e stringere forti legami con chi lavora insieme noi!

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