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Maternità & Management: il vero segreto della delega è imparare a chiedere aiuto. 

Maternità & Management: il vero segreto della delega è imparare a chiedere aiuto
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Sarò in grado di fare la madre? 

Riuscirò a portare risultati nel mio lavoro, nonostante i figli? 

Sarò comunque una buona manager? 

Sarò mai una buona madre? 

… Forse meglio prendersi  una pausa. Probabilmente è arrivato il momento per me di ritirarmi per un po’. Del resto sono contenta dei risultati che ho ottenuto fino ad ora, adesso è il momento di concentrarsi su altro: devo fare la mamma!

Smetti di essere il giudice più severo di te stessa! 

Questi pensieri sono all’ordine del giorno per tante donne manager o imprenditrice. Una carriera fatta di traguardi e successi e una mente brillante e sempre in moto, a un certo punto è come se si scontrassero con lentezza di un corpo che ha bisogno di ossigeno. Un corpo che è cambiato, che ha dato vita a nuova vita. 

Inizialmente quel corpo non ci piace, lo viviamo come un freno. Siamo troppo abituate ad andare veloce, troppo abituate a giudicarci:

devi essere perfetta, devi essere lucida, devi essere entusiasta, devi essere produttiva, devi essere focalizzata, devi essere determinata…

viene l’ansia solo a pensarci vero?!

Ma in fondo è questo quello che si dicono spesso le donne e le imprenditrici donne. E se dirsi tutto questo già comporta stress e sovraccarico di norma, quando si diventa madri la cosa può diventare una prigione terribilmente pericolosa. 

Impara a chiedere aiuto: i 6 consigli di Claudia Marino 

Ho parlato di tutto questo con Claudia Marino, Direttrice Tecnica di OSM Medical. Claudia è una manger straordinaria che mette tutta se stessa in ciò che fa. È inoltre la mamma di due bambini meravigliosi, Roberto Elia, di due anni e mezzo e Francesco Giulio di sei mesi.  

Claudia da sempre è stata in azienda l’esempio vivente del “sì può fare”, da quando è diventata mamma lo è ancora di più! Con due bambini così piccoli, Claudia nonostante ci abbia pensato qualche volta, non ha mai mollato il suo lavoro, non ha mai pensato di rinunciare a realizzare i suoi sogni ed essere una donna, una madre, una compagna e una professionista… FELICE e ORGOGLIOSA di sé. 

In questo articolo le ho chiesto di svelarci alcuni dei suoi segreti… 

Ecco di seguito i suoi 5 consigli per essere una mamma manager di successo! 

Consiglio n. 1: 

Programma nella consapevolezza di doverti ri-programmare: tutto cambia!

Io mi di definisco in un in costante equilibrio instabile. Quando diventi mamma, gli imprevisti sono all’ordine del giorno e ti sembrerà controintuitivo, ma se non ti programmi in anticipo difficilmente riuscirai a improvvisare delle soluzioni efficaci per te, la tua famiglia e i tuoi collaboratori. 

L’arte di riprogrammare dunque prevede che tu abbia una solida base organizzativa. Se non lavori sulla tua organizzazione quando sarai mamma potresti andare in tilt. Tu non puoi prevedere se tuo figlio avrà la febbre, se la baby sitter sarà impegnata quel giorno, ecc.. ma se avevi buttato già un piano, sarà molto più semplice modificarlo! 

Organizza e sii flessibile. Lavora sulla tua “resistenza” ai cambiamenti e abbraccia un approccio dinamico. Del resto la vita è mutevole, ci si adatta per evolvere. 

Consiglio n.2: 

Gestisci le tue emozioni 

Proprio perché la mia routine era diventata piena di imprevisti, all’inizio mi arrabbiavo. 

Non potevo accettare che i miei piani venissero scombinati così di punto in bianco! Mi innervosivo, mi sentivo inefficace, mi dicevo che non ero abbastanza brava a gestire tutto. 

Un giorno però mi sono chiesta: che cosa risolvi arrabbiandoti? Mi sono guardata allo specchio e ho visto una mamma e una manager che non mi piacevano per niente. Capii che se mi fossi lasciata attraversare dalla rabbia avrei dato il peggio di me in ogni ambito della mia vita. Trasferivo il mio nervosismo a chiunque. 

Ho così imparato a respirare prima di reagire e a sfoggiare un bel sorriso anche di fronte a situazioni che mi farebbero andare sui nervi. Ho imparato a minimizzare alcuni problemi, comprendendo che i veri problemi non sono i normali imprevisti della vita di tutti i giorni. Si tratta di un allenamento costante in cui guardandoti da fuori e sforzandosi a mantenere la calma, anche solo scimmiottando un sorriso, riesci davvero a trovare soluzioni dando il meglio di te. 

Consiglio n.3: 

Accetta la tua vulnerabilità 

Ovvio non sono perfetta, a volte capita di arrabbiarmi. A volte mi sento a terra, sono stremata. Inutile dire il contrario. Siamo essere umani. I tuoi ormoni spesso non sono d’aiuto. Ma se continui a combattere contro quelle sensazioni “negative” o se continui a fingere di stare bene e che è tutto ok… presto o tardi le bugie che hai detto a te stessa verranno a chiederti il conto. Un conto salato. 

Non ti giudicare. Accetta di essere vulnerabile. Se vuoi piangere piangi, se vuoi sfogare la tua rabbia prenditi un momento per farlo da sola. Accetta che non sia tutto ok e sii consapevole che questo non ti renderà una madre meno amorevole o una manager meno efficace. Anzi. Le emozioni sono indicatori del nostro benessere e del nostro equilibrio. 

Smetti di pensare che vai bene solo se sei sempre al top! Nessuno è sempre al top! Non farti ingannare dai sorrisi e le foto patinate sui social. Quei luoghi sono fatti apposta per farti vedere la faccia bella della moneta. Non lasciarti influenzare. 

Consiglio n.4: 

Il tuo partner è il tuo primo alleato; lascia che ti aiuti!

Il tuo partner fa tutta la differenza del mondo. Io non sono sola a gestire le cose, mio marito mi sostiene in tutto e per tutto. Lui  riconosce la mia ambizione e mi spinge a coltivarla. Mi reputa una grande professionista e al contempo si accerta che io non mi affatichi troppo pensando alla casa. Ci dividiamo il carico. 

All’inizio però ho fatto molta fatica ad accettate il suo aiuto. A volte infatti ci incaponiamo in cose davvero irrilevanti, che poi finiscono per farci sentire stremate a fine giornata: la lavatrice la faccio io perché conosco meglio come funziona, la cena la preparo io che so già cosa potrei cucinare, le pulizie le faccio io che so quali prodotti usare, coi bambini ci sto io perché hanno bisogno della mamma… 

Senza nemmeno rendertene conto rifiuti l’aiuto del tuo compagno, dei tuoi genitori, dei tuoi amici. Ti rifiuti persino di accettare l’aiuto di una persona che paghi ad esempio per fare da babysitter ai tuoi figli o per darti una mano a stirare gli abiti. 

Ma perché? 

Consiglio n. 5: 

Delega!

Un imprenditore e un’ imprenditrice crescendo ed espandendo la loro attività a un certo punto si ritrovano a fare tutto. Non hanno più tempo per loro, sono pieni di problemi da gestire e si sentono terribilmente stanchi. A quel punto o imparano a delegare, oppure l’azienda tornerà piccola come un tempo. O  imparano a fidarsi dei propri collaboratori oppure torneranno a fare gli artigiani o i freelance. 

Ecco, la stessa cosa accade quando diventi mamma. 

Accetta l’idea che qualche cosa devi lasciarla a qualcun altro. Non puoi mettere la tua testa sul corpo di qualcun altro. Qualcuno come te non esiste. Lascia che i tuoi collaboratori si prendano delle responsabilità in più ottenendo risultati nel loro modo (sì anche se il tuo modo è più veloce, più efficace, più bello…). Lascia che le persone che hai attorno crescano proprio come sei cresciuta tu. 

Consiglio n.6: 

Abbi fede nel tuo grande sogno. 

La mia seconda gravidanza è stata turbolenta. Al terzo mese mi dicono che il bambino avrebbe potuto avere diversi problemi di salute e così inizio un iter di accertamenti medici. Vivevo in un vortice di paura e preghiere avanti e indietro per gli ospedali. A un certo punto il mio corpo mi dice “stop, è tempo di fermarci”.  Per un mese intero sono stata immobile, nel mio letto, è stato durissimo per una abituata a macinare chilometri di continuo. 

Non potevo fare nulla: non potevo muovermi non potevo accompagnare mio figlio da nessuna parte, non potevo andare dai clienti, non potevo uscire con il mio compagno. A un certo punto mi sono detta: cosa posso gestire mentre sono a letto? 

Mi sono presa la responsabilità di organizzare il Dental Strategy un evento che ha raccolto più di 250 odontoiatri volenterosi di cambiare il loro settore.  

Cerca sempre di ricordare il tuo grande sogno, il tuo grande perché. Ogni cosa che ti accadrà sarà una goccia rispetto al grande impatto che vuoi avere nel mondo. Prenditi un momento per rifocalizzare la tua grande meta e poi metti la tua intenzione positiva e propulsiva nelle cose che fai: tu sei energia. 

Concediti di essere felice 

Un domani vorrei essere un modello per i miei figli. Una mamma, una moglie e una professionista felice. Per riuscirci so che non posso abbandonare i miei sogni. Al di là di quello che dice la gente, combatti per realizzare i tuoi sogni. Quando diventiamo mamme le altre parti di noi non svaniscono nel nulla: è importante ricordarselo! 

I tuoi figli saranno orgogliosi di avere una mamma orgogliosa di sé che vive e lavora per migliorare il mondo;

il tuo compagno sarà fiero di te, perché insieme avrete costruito una squadra pazzesca;

i tuoi collaboratori ti ammireranno, perché avrai dato loro la possibilità di crescere insieme a te.

E tu? Tu sarai contenta di te: della persona che sei e che diventerai, continuando a dare il meglio di te alla conquista di un sogno importante, nel bel mezzo dell’amore di tutte le persone che ti circondano.

Se stai pensando se diventare madre rappresenterà un freno alla tua carriera e alla tua vita, posso dirti che è l’esatto contrario! La maternità sarà il boost che accelererà la tua crescita professionale e ti aiuterà a sviluppare nuove abilità.

Se penso al periodo in cui ho ottenuto le maggiori gratificazioni e i maggiori risultati in ambito lavorativo, quel periodo, non a caso, coincide con la gravidanza e con il post parto! Allora l’unico consiglio che mi sento di dare a tutte le donne che leggeranno questo articolo (e in realtà anche ai loro compagni e mariti) è NON PORTI LIMITI… I LIMITI ESISTONO SOLO SE SEI TU A CREARLI.

In caso contrario tutto è superabile! Vivi e rispetta le tue emozioni, accetta di essere vulnerabile, talvolta fallibile, e riparti più forte di prima con quei magici super poteri che la maternità dona a noi splendide donne.

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Claudia Bosi

Editor e Ghost Writer per Engage Editore. Dopo anni di studi di Filosofia sono approdata nel mondo del lavoro e sono riuscita a fare di un dono la mia professione, grazie al contributo di persone illuminate capaci di vedere oltre un semplice curriculum. Io amo le storie delle persone, indago fra sogni ed esperienze vissute. Penso che la scrittura e la lettura siano armi potentissime che l'essere umano ha a disposizione. Le cose essenziali per crescere, comunicare, apprendere e ricordare. In quest'arte c'è la vita e il senso di ogni grande sviluppo e scoperta, è lo specchio dell'anima che riflette l'umanità tutta. Con le parole scritte si rivoluziona il mondo, ci si apre agli altri, si scopre qualcosa di sé, si lascia una traccia indelebile da qui all'eternità.

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Coloro che pensano di far vincere le proprie persone mettendo avanti se stessi, puntando ad un immediato tornaconto, difficilmente ottengono risultati straordinari. Difficilmente riescono a godere di una vera e propria leadership tra i propri collaboratori. Questo perché l’autorevolezza è qualcosa che ti viene riconosciuta dal basso, non ha a che fare con il ruolo o la targhetta che si trova alla porta del tuo ufficio. E quando abbiamo la responsabilità di far vincere qualcuno, si sente, se in verità ciò che puntiamo a far crescere è il nostro potere o il nostro stipendio.

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In questa rubrica abbiamo già avuto modo di parlare di come i nostri abiti siano il simbolo della nostra identità e del nostro benessere. Di come essi non siano semplicemente un modo frivolo di vestire i nostri corpi e di mostrarci al mondo.

Lo dice anche la stessa etimologia della parola “abito”. Dal latino habitus questo termine è profondamente connesso alle nostre abitudini e alla nostra disposizione d’animo, ossia il nostro carattere.

“Abito” quindi è una parola che ha che fare con i nostri comportamenti, le nostre inclinazioni e personalità. Ben più di un outfit da acquistare per un’occasione particolare, ben più di una serie di indumenti da impilare nel nostro armadio.

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Tutto questo lo ha colto molto bene Arianna Rubin, la nostra intervistata di oggi. Una ragazza di quasi trent’anni, un’imprenditrice e un’influencer, che da tempo lavora duramente non solo per realizzare il suo sogno, ma per far sì che ogni donna possa realizzare il suo.

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