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Marketing Specialist: scopri come trasformare i giovani in veri leader attraverso il marketing

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In questo articolo Alessandro Mazzeo ci parlerà di Marketing Specialist, un progetto che nasce intorno al 2017 e che porta il marketing all’interno delle aziende in modo alternativo.

Molte delle persone che intraprendono questo percorso sono della generazione Z. Ho pensato quindi potesse essere interessante approfondire la connessione tra giovani e marketing concentrandomi, in particolare, sull’approccio che la generazione Z ha nei confronti delle responsabilità. Perché parlo di responsabilità? Perché questo corso, Marketing Specialist, trasforma un individuo alle prime armi in un vero e proprio responsabile in grado di gestire un’intera area, quella del marketing appunto.

Insomma, come avrai capito non si tratta di un semplice corso per diventare specialista del marketing, ma di un percorso che porta l’azienda a creare un reparto marketing efficiente, talvolta anche da zero. Ora, però, procediamo con l’intervista ad Alessandro Mazzeo!

Alessandro, raccontaci meglio la storia di questo progetto! Com’è nato? In che cosa consiste?

L’idea del progetto Marketing Specialist è nata tra i 5 e i 7 anni fa, quando mi stavo avvicinando sempre di più al mondo della consulenza marketing. All’epoca in OSM esisteva la figura del tradizionale consulente aziendale, mentre mancava ancora quella del consulente marketing. Posso dire di essere stato il primo.

Un giorno, poi, mi sono imbattuto in una mail. Questa spiegava che le aziende americane, soprattutto le piccole e medie imprese che in quel momento stavano crescendo di più, avevano tutte un aspetto in comune: integravano il marketing all’interno della loro azienda. Fantascienza, ho pensato, rispecchiandomi sulla realtà delle PMI italiane.

Siccome, però, generalmente in America le tendenze si manifestano 5/10 anni prima che da noi, ho pensato: “Voglio essere il primo in Italia!”. Era il 2016.
Ho quindi iniziato a lavorare in funzione di questo pensiero, trovandomi spesso davanti a tantissime porte sbattute in faccia. “Già non mi fido a chiedere ad un’agenzia esterna di gestirmi il marketing. Tu poi mi stai chiedendo di pagare e assumere qualcuno che lo faccia internamente e, in più, di pagare anche te per formarlo?”, questa era la solita e motivata obiezione di quei primi anni.

Ciononostante, non ho mai mollato l’idea ed insieme ai miei soci di Right Brain Communication (RBC), alla fine ho deciso di strutturare un servizio, il Marketing Specialist, con lo scopo di creare un reparto marketing all’interno delle aziende. Questo si applicava sia alle aziende dove tale reparto non esisteva ancora e doveva essere creato da zero, introducendo anche una nuova figura; sia a quelle dove questa figura già esisteva e l’obiettivo era quindi rendere il reparto il più efficiente possibile.

Ho sempre avuto validi motivi per credere che questo progetto avrebbe funzionato e pian piano alcuni imprenditori, quelli allora più visionari, hanno iniziato a fidarsi ed affidarsi. Poi negli anni sempre più imprenditori e imprenditrici ci hanno scelto e questo ha fatto sì che accumulassimo sempre più esperienza.
Ho messo insieme i miei tantissimi errori di quando ero io stesso un responsabile marketing, gli errori dei ragazzi che frequentavano questo corso e le esigenze degli imprenditori e, nel tempo, ho creato quello che oggi è un percorso di circa 8/10 incontri e nel quale si affrontano tematiche che vanno dalla parte più tecnica del marketing a quella manageriale. Questo è Marketing Specialist!

Oggi possiamo vantare di aver formato circa 60 reparti marketing negli ultimi 4 anni. Quasi 50 di essi prima non esistevano proprio e abbiamo quindi creato anche numerosi nuovi posti di lavoro. Il 73% di loro, al momento dell’inserimento, aveva un’età compresa tra i 20 ed i 32 anni.
Questo non è niente rispetto al nostro obiettivo finale, ma ne siamo orgogliosi!

Qual è il tuo obiettivo con Marketing Specialist?

Uno dei miei più grandi obiettivi è sicuramente che ogni azienda, sia essa una piccola o media impresa in Italia, abbia un responsabile marketing interno. Quindi non il 60% delle aziende italiane, ma TUTTE, dalla pizzeria, alla gelateria, a chi lavora nell’industria.

Poi, un altro mio grande obiettivo è quello di creare tante nuove opportunità, nuovi posti di lavoro. Col progetto Marketing Specialist ho l’opportunità di portare le aziende ad inserire tante nuove figure, per lo più molto giovani, che altrimenti si troverebbero a barcamenarsi nel complicato mondo del lavoro per quanto concerne il settore del marketing.
Spesso queste figure giovani escono da un’insoddisfacente esperienza accademica unita alle idee limitanti dettate dalla scuola. Grazie all’esperienza immersiva del Marketing Specialist e soprattutto ai/alle titolari che decidono di credere in questi ragazzi, loro crescono come persone e, imparando lavorando e vincendo, fanno anche vincere l’azienda stessa.

Pensi che questo progetto sia più adatto a ragazzi giovani, e quindi talvolta alle prime armi, oppure a persone più grandi e magari con più esperienza?

Generalmente partecipano a questo corso delle figure Junior, quindi anche persone che non hanno mai fatto questo lavoro e che lo imparano da zero. Questo non è per forza legato all’età, anche se spesso una figura junior corrisponde ad una persona giovane.

È consigliabile che affronti questo percorso una figura Junior proprio perché, non avendo avuto precedenti esperienze, è più “modellabile”. L’imprenditore così non dovrà abbattere preconcetti o idee legate al lavoro precedente, ma avrà “carta bianca”.

Inoltre, di recente ho notato che le case history più interessanti del percorso Marketing Specialist riguardano persone mediamente dai 21 ai 33 anni circa. Perciò non dico che sia più adatto ai giovani, ma comunque i casi più particolari appartengono a persone della generazione Z.

Hai detto che il corso Marketing Specialist va dalle 8 alle 10 giornate; quindi, è un impegno anche abbastanza “consistente” possiamo dire, piuttosto che, invece, un corso di un paio d’ore. Come reagisce la generazione Z, per quanto riguarda voglia e impegno, a questo percorso di formazione?

La cosa incredibile è che spesso le persone dicono che “i giovani non hanno voglia di fare nulla”, che “sono svogliati”, ma quello che ho visto io è tutt’altro! Io ho lavorato con ragazzi che avevano una grande voglia di agire, di creare, di formarsi.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, ad oggi i giovani sono molto interessati alla formazione. Quando chiedo ai ragazzi appena inseriti in azienda qual è aspetto dell’annuncio che più li ha attirati a candidarsi, tanti rispondono: la possibilità che dà l’azienda di offrire un percorso di formazione.

Non ho mai visto svogliatezza, bensì fame di formazione e voglia di crescere a livello personale, professionale e aziendale. Ho visto persone desiderose di lasciare un segno e, se necessario, anche di mettersi in discussione. Questo è ciò che ho visto nei giovani!

Sicuramente poi l’area di miglioramento più grande per quanto riguarda i ragazzi è la motivazione: molti, infatti, hanno un’autostima bassa. Questo è un aspetto in più sul quale un formatore di Marketing Specialist deve lavorare, ma è necessario che lo faccia perché questi ragazzi possano avere davvero successo.

Tanti imprenditori dicono che i giovani non si prendono responsabilità. Tu, però, col progetto Marketing Specialist, hai portato molti ragazzi ad essere dei veri e propri “responsabili marketing”. In base a quello che hai visto, come reagiscono questi ragazzi alle responsabilità? Che approccio ha la Generazione Z verso i ruoli manageriali?

Credo che questa paura di prendersi responsabilità derivi da un discorso accademico. Mi spiego: la scuola spesso ti porta ad accontentarti, a trovare il tuo posticino e a guadagnare una certa somma per tutta la vita. Questo chiaramente va contro il concetto di ambizione e in un certo senso anche contro la capacità di sognare.

Io sono convinto che ci sia un legame tra la capacità di sognare e quella di prendersi grandi responsabilità. Se una persona non sogna, se ha l’autostima bassa ed è stata portata da famiglia, scuola e ambiente circostante a pensare in piccolo, allora non avrà ambizioni. Di conseguenza non saprà cosa voglia dire prendersi delle responsabilità, o almeno, non lo avrà ancora capito

Ti faccio un esempio. Tempo fa la titolare di un’importante azienda nel bergamasco ha deciso di far fare alla figura neoassunta il percorso Marketing Specialist. La titolare in questione è una giovane imprenditrice che a sua volta crede nei giovani e ci crede davvero, non solo a parole!

La ragazza in questione, oggi responsabile marketing a tutti gli effetti, ha 21 anni e la titolare ha molta fiducia in lei. La lascia agire da sola, le permette di sbagliare e di imparare. Arrivata in azienda questa ragazza non aveva idea di come funzionasse una realtà lavorativa del genere, di cosa volesse dire gestire ed essere responsabile di un’area. La titolare, però l’ha guidata, affidandole pian piano sempre più responsabilità e rendendola così autonoma.

Tutto ciò per dire che molti ragazzi, soprattutto se colpiti a livello di ambizione, fanno fatica a responsabilizzarsi. Tuttavia, se l’imprenditore riesce a vedere oltre questo ostacolo e a dar loro gli adeguati stimoli, ecco che, con le giuste persone, otterrà enormi risultati.

Prima parlavi di “case history”, raccontaci qualche storia di ragazzi della generazione Z che hanno partecipato a Marketing Specialist!

Ti porto tre casi di ragazze molto giovani. Le aziende a cui appartengono sono Officine Cucini, Sarto Pasticceria e Italstand. Un aspetto che accomuna queste storie è il fatto che le ragazze, mentre si formavano con la nostra squadra, stavano anche conseguendo (per conto loro) un Master, questo a dimostrare quanto fossero sul pezzo e concentrate nella formazione.
Nonostante ciò, sono comunque tre storie differenti.

La prima di cui ti parlerò è Krisjane di Officine Cucini. Krisjane è stata una scommessa di Simona Cucini, la titolare dell’azienda, un’imprenditrice visionaria, nonché una delle prime persone a dar fiducia al corso Marketing Specialist. Officine Cucini è un’azienda specializzata nella trasformazione di veicoli commerciali 4X4. Insomma, un argomento “particolare” su cui fare marketing. Simona ha comunque deciso di creare da zero un reparto marketing e, tramite una selezione, abbiamo quasi subito trovato Krisjane.
Krisjane all’epoca, per varie vicissitudini, aveva perso un’occasione lavorativa per la quale si sarebbe dovuta trasferire all’estero. Grazie a questa grande occasione persa, però, ha incontrato una nuova enorme opportunità, quella di entrare in contatto con Simona Cucini.
Krisjane ora non è solo la responsabile marketing dell’azienda, ma un vero e proprio braccio destro di Simona con cui poter cospirare per l’espansione.

Un’altra storia che ti vorrei raccontare è quella di Benedetta di Sarto Pasticceria. Anche lei, come Krisjane, è stata una scommessa di Paolo Sarto, il titolare. Benedetta lavora molto sui social ed anche per questo è diventata molto brava nella creatività e nello storytelling.

Nonostante Benedetta fosse molto giovane, è stata brava ad acquisire nel tempo leadership e credibilità nei confronti dei suoi colleghi per la maggior parte più grandi di lei. Ha spiegato loro l’importanza del suo ruolo e del marketing, ha lavorato molto sulla determinazione ed è cresciuta tanto in azienda, sia a livello personale che professionale.

L’ultima storia è quella di Marianna di Italstand. Marianna è molto tosta, ha una marcia in più e degli obiettivi ambiziosi. È una ragazza con la testa sulle spalle e molto matura per la sua età.

Con lei, oltre che sulle competenze tecniche, è stato importante fare un bel lavoro per quanto riguarda la determinazione ed il credere nelle proprie idee, poiché era cresciuta, ahimè, con la convinzione che le sue idee fossero troppo grandi. Questo era un peccato perché di idee grandi e belle ne aveva eccome!

Una delle cose più belle di questo lavoro è creare rapporti con questi/e giovani ragazzi/e. Le ragazze di cui ho parlato qui sopra le sento ancora oggi, anche quelle che hanno terminato il corso da anni. Alla fine, si affronta insieme un lungo percorso di crescita e, in fondo, la cosa più bella è che cresco sempre un po’ anche io insieme a loro. È inevitabile creare un legame, ogni esperienza è speciale e unica!

Grazie a questa intervista abbiamo potuto sfatare alcuni falsi miti sui giovani e capire quali siano in realtà i loro pregi e le loro aree di miglioramento. L’autostima, per esempio, è spesso un elemento su cui bisogna lavorare perché il giovane possa avere successo. L’imprenditore non deve mai e poi mai sottovalutare questo aspetto perché, come ha detto Alessandro, un ragazzo non si responsabilizzerà mai se non avrà acquisito prima una buona dose di autostima!

La chiacchierata con Alessandro mi ha fatto riflettere anche sul fatto che l’imprenditore dovrebbe sempre guardare oltre i preconcetti. Questo è il segreto alla base di un rapporto con i gen Z. Se pensi che i giovani siano scansafatiche, non vedrai mai in loro un diamante. Devi credere tu in primis, imprenditore, che questi ragazzi possano realmente fare la differenza.
Lo so che non è sempre semplice, perché certe volte noi giovani (e mi ci metto anche io) siamo davvero complicati, ma un pizzico di fiducia e un po’ di coraggio ti porteranno ad esperienze incredibili. Pensa ad Alessandro, che accompagna ragazzi così giovani nella loro formazione e responsabilizzazione e li vede crescere, da zero a mille.

Anche tu lo puoi fare, anche tu puoi vedere dei ragazzi, i tuoi ragazzi, raggiungere obiettivi immensi. Non farti sovrastare dai falsi miti e inizia la tua avventura come ha fatto Alessandro!
 

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