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Perchè la Russia sta vincendo la guerra

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Nel febbraio del nuovo anno il conflitto armato tra Ucraina e Russia compirà due anni di durata. 

Sono stati due anni di ardua resistenza da parte di entrambi gli schieramenti e, soprattutto, evidente testardaggine. Nessuno dei due oppositori sembra disposto a retrocedere, a trattare o a cercare la pace.

Ma perché la Russia sembra aver avuto la meglio negli ultimi mesi? 

Intanto lo scenario è ben diverso dall’inizio della guerra, dove abbiamo assistito all’invasione russa dei confini ucraini e alla reazione indignata dell’Occidente, pronto a fornire aiuti al piccolo Davide che sfidava Golia, il gigante nucleare. 

Gli alleati iniziano a essere scettici sulla vittoria dell’Ucraina e addirittura timidi negli aiuti. Esempio lampante sono le difficoltà di Joe Biden nell’ottenere un ok dal Congresso nel fornire 61 miliardi di dollari di aiuti e, ancor più allarmante, il no da parte del primo ministro ungherese Orbán ai 55 miliardi di euro da parte della UE. Il presidente del consiglio europeo Charles Michel tuttavia auspica: “Torneremo sulla materia a inizio del prossimo anno per cercare di raggiungere l’unanimità per attuare questo accordo”. L’Ungheria si è infatti rivelata l’unico membro UE su 27 a negare inizialmente questi aiuti, ma ciò risulta essere piuttosto un segnale del raffreddamento del sostegno filo-ucraino.

La possibilità che l’esercito di Zelensky possa recuperare i territori perduti inizia infatti a essere sempre più bassa e il malcontento tra i cittadini ucraini (tra chi emigra, chi rimane e chi si ripara dai proiettili al fronte) cresce come il fuoco in un camino. 

In ultimo la scarsità delle risorse ucraine si riflette anche sullo stesso esercito, dove le perdite e la proporzione con quello russo (5 volte più numeroso) iniziano a far pensare che, ad un certo punto, il conflitto potrebbe finire semplicemente perché non ci sono abbastanza uomini per far fronte alle necessità belliche. E soprattutto perché gli alleati occidentali non sono disposti a mandare i loro soldati in soccorso.

Anche l’esercito russo, dal canto suo, ha subito perdite numerose, sebbene il numero di soldati impiegati sia nettamente superiore e, a quanto sembra, verrà incrementato.

Putin sembra non tener conto della durata del conflitto e non è disposto tantomeno a cedere terreno. Lo dicono le mine sul campo che impediscono l’avanzata ucraina e gli attacchi aerei degli ultimi mesi. Si suppone oltretutto che la guerra aerea sia stata favorita da aiuti provenienti dall’Iran, il quale dovrebbe aver fornito al Cremlino dei droni Shahed, aerei senza pilota di piccoli dimensioni, fatti per schiantarsi sugli obiettivi a terra e progettati per eludere le difese aeree. Teheran ha tuttavia negato di aver fornito tale supporto.  

La supremazia aerea russa rimane però un dato di fatto e non è detto che in primavera la difesa ucraina sia in grado di superarla, nonostante i precedenti aiuti dell’Occidente nel finanziarla. Si prevede infatti che nei primi mesi del 2024 questi aiuti daranno i loro frutti, ma ciò è ancora da vedere. 

Infine il vantaggio di Mosca è constatato dall’inaspettata reazione dell’economia russa, prontamente convertita in un’economia di guerra e che sopravvive alle restrizioni provenienti dall’Ovest, le quali si pensava potessero scoraggiare il prolungamento della guerra. Eppure così non è stato. Uno degli esempi di queste sanzioni poco efficaci potrebbe essere il fatto che l’Europa ha cessato di comprare barili di petrolio russo, rifornendosi invece dall’India. Delhi ha infatti registrato notevoli picchi di commercio di petrolio. La falla sta nel fatto che la maggior parte del greggio spedito in Europa è stato precedentemente acquisito dalla Russia. Fondamentalmente abbiamo solo allungato il viaggio di questi barili di oro nero, mantenendo la facciata da eroi che boicottano la guerra. Il Cremlino continua dunque il commercio del greggio in modo indisturbato.

Quali sono quindi le previsioni? La Russia sembra in vantaggio nonostante le perdite e le difficoltà. In più la propaganda anti-occidente continua a rafforzare il sostegno del conflitto e Putin sembra pronto a vincere anche le elezioni presidenziali programmate per Marzo.

E cosa accadrebbe se vedessimo addirittura un ritorno di Trump alla presidenza americana? Sarebbe la disfatta ucraina? 

Oppure quest’ultima terrà botta grazie ai frutti degli ultimi aiuti dell’Occidente? Sicuramente vedremo un calo di questi rifornimenti europei ed americani, ma ciò sarà sufficiente per convincere Zelensky a cercare un accordo?

La previsione più probabile sembra essere quella di un 2024 ancora belligerante e pieno di sorprese, dove si attende sotto una pioggia di fuoco che uno dei due contendenti ceda per primo in uno sfinirsi a vicenda. 

Chi fra i due cadrà per primo in questo stallo?

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Francesco Iavarone

Francesco Iavarone è un autore Pugliese che da anni lavora con le parole. Scrittore, Articolista e Copywriter. La passione per la ricerca e la scrittura nascono sui banchi di scuola per poi diventare una vocazione vera e propria. Dottore in fisica, ama studiare, indagare e scrivere di temi di nicchia, scrivendo con l’intento di far emergere la verità dai fatti presentati e investigati.

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